La redazione di GamingBolt ha pubblicato un'approfondita analisi prestazionale per esaminare la resa di Phantom Blade Zero su PlayStation 5 e PC, evidenziando luci e ombre di entrambe le piattaforme.
Dalla disamina emerge un quadro che vede la versione per la console di casa Sony comportarsi in modo solido e convincente, mentre la controparte per personal computer, pur forte di un comparto visivo di prim'ordine e del supporto al Path Tracing, deve fare i conti con problemi di micro-scatti (stuttering) che consigliano di attendere future patch correttive.
Le tre modalità grafiche su PS5: 60 FPS, fedeltà visiva e la terra di mezzo dei 40 FPS
Sull'ammiraglia di Sony, il team di sviluppo ha integrato tre distinti profili visivi per consentire agli utenti di calibrare la propria esperienza.
La Modalità Prestazioni punta ai 60 frame al secondo sfruttando una risoluzione dinamica. Pur garantendo un'azione fluida per gran parte dell'avventura, la configurazione mostra compromessi visibili, tra cui una riduzione del livello di dettaglio e fenomeni di pop-in degli elementi sulla distanza. La distanza visiva rimane tuttavia ragguardevole in scenari aperti. I cali di fotogrammi si manifestano soprattutto in ambientazioni architettonicamente dense, dove pioggia, pozzanghere e gocciolamento dai tetti appesantiscono il rendering, e toccano il picco critico durante la seconda fase dello scontro con il boss Chang Hong, complice l'effetto combinato di precipitazioni torrenziali e complessi giochi di luce.
La Modalità Fedeltà ha un output che si assesta su una risoluzione nativa di circa 1440p a 30 FPS. A fronte della rinuncia ai 60 fotogrammi (fondamentali per un action di questo genere), il profilo offre la massima nitidezza visiva, arricchendo illuminazione, ombre, texture ed effetti particellari. Il framerate si mantiene sufficientemente stabile, rendendola ideale per ammirare i panorami di gioco.
Infine, la Modalità Bilanciata fissa il bersaglio a 40 frame al secondo, avvalendosi a sua volta di scaling dinamico. Collocandosi a metà strada, non raggiunge né il picco qualitativo della modalità Fedeltà né la reattività dei 60 FPS, configurandosi come una terza opzione interlocutoria e meno incisiva per il tipo di gameplay offerto.
I test su PC: tra Path Tracing, risoluzione 4K e lo spettro dell'Unreal Engine 5
Per saggiare le potenzialità della versione PC, GamingBolt ha eseguito i propri benchmark su una configurazione equipaggiata con scheda grafica Nvidia GeForce RTX 3080 Ti, processore AMD Ryzen 9 5900X e 32 GB di RAM, un hardware ben al di sopra dei requisiti raccomandati dichiarati per i 1440p a 60 FPS con upscaling e senza ray tracing.
I risultati ottenuti evidenziano comportamenti contrastanti in base alle tecnologie abilitate:
- 4K a dettagli Molto Alti con DLSS Prestazioni: Il framerate medio oscilla tra 60 e 75 FPS, pur registrando discese al di sotto della soglia dei 60 fotogrammi nelle scene più concitate.
- Integrazione del Path Tracing e Ray Reconstruction: L'abilitazione dell'illuminazione calcolata per intero tramite percorso ottico fa crollare la fluidità tra i 30 e i 45 FPS, accompagnata persino da un crash di sistema durante i test. Scalando sul Ray Tracing tradizionale con DLSS impostato su Bilanciato, le prestazioni si attestano sulla medesima media, restituendo tuttavia una stabilità generale superiore.
- DLAA a 4K e dettagli Ultra (senza RT/Path Tracing): La resa si colloca tra i 30 e i 40 fotogrammi al secondo, con performance soddisfacenti negli ambienti chiusi e rallentamenti pronunciati nelle aree all'aperto contraddistinte da geometrie complesse.
Il vero ostacolo riscontrato su computer riguarda tuttavia la presenza diffusa di stuttering: i micro-blocchi dell'immagine - fenomeno ricorrente nelle produzioni sviluppate su motore Unreal Engine 5 durante il caricamento degli asset e la compilazione degli shader - finiscono per spezzare il ritmo dell'azione e impattare negativamente sulla precisione richiesta dagli scontri.
Il verdetto: PS5 la scelta consigliata, in attesa dei primi aggiornamenti su PC
Nel confronto diretto ai requisiti consigliati, la versione PC avrebbe sulla carta tutti i requisiti per imporsi come l'edizione definitiva grazie alla forza bruta e alla scalabilità delle opzioni visive. Ciononostante, a causa dei problemi di fluidità legati allo stuttering, la redazione di GamingBolt ritiene che al momento PlayStation 5 rimanga la piattaforma preferibile per godersi l'opera con la necessaria continuità.
Sebbene la modalità Bilanciata su console necessiti di qualche affinamento per diventare davvero competitiva, l'edizione PS5 garantisce una tenuta complessiva rassicurante, lasciando al PC il ruolo di seconda scelta fino all'arrivo delle prime patch correttive da parte di S-Game.
Ecco infine la nostra recensione di Phantom Blade Zero.