Phantom Blade Zero (ecco la nostra recensione) segue proprio tutte le regole di quegli action game furiosi e impegnativi dove uno sbaglio significa game over. In particolare, ricade in un cliché ben noto: le prime ore sono alcune delle più difficili tra quelle che passerete in compagnia di Soul.
Non solo perché il personaggio è ancora all'inizio del suo percorso - nonostante il protagonista sia già un guerriero esperto - e il suo armamentario è ancora tutto da costruire, ma anche perché è il videogiocatore a dover imparare a muoversi in questo mondo sospeso tra tradizione cinese e steampunk. Il titolo di S-GAME, infatti, ha al suo interno moltissimi sistemi: tanti fanno parte di meccaniche ormai rodate all'interno del genere; altri, invece, potrebbero sorprendervi e lasciarvi confusi all'inizio.
Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare questa piccola guida. Una raccolta di dieci consigli da sfruttare nelle prime ore dell'avventura di Phantom Blade Zero. Limiteremo al massimo gli spoiler e vi racconteremo come rendere più dolce la vostra permanenza nel Phantom World.
Non abbiate paura a spendere Polvere di conoscenza
Durante il suo viaggio, Soul accumula una valuta chiamata Polvere di conoscenza. Questa si ottiene non soltanto combattendo e sconfiggendo i nemici, ma anche imparando di più sulla storia e sui personaggi che abitano il Phantom World. Come già noto, non esiste nessuna penalità nel caso in cui si venga sconfitti: la Polvere di conoscenza resterà al sicuro nel contatore in alto a destra sullo schermo. Una cosa non banale, però, è la possibilità di recuperarla anche nel caso in cui la spendiate per potenziare le armi o per acquistare abilità dallo skill tree.
Per potenziare le armi (sia quelle che impugna normalmente, sia le Eteree che può evocare con il grilletto destro), Soul consuma materiali e Polvere di conoscenza. Fino al livello dieci dell'arma, però, è possibile recuperare in ogni momento e in maniera del tutto gratuita ciò che si è speso direttamente dal menu di potenziamento nei checkpoint. Dopo il livello dieci, per ottenere i materiali e la Polvere di conoscenza, si utilizza un oggetto chiamato Talismano di ripristino delle armi. Si tratta di un ottimo modo per sperimentare con l'equipaggiamento, specialmente all'inizio, perché vi permetterà di provare ogni arma al massimo della sua efficienza, ma di poterci ripensare a costo zero. La stessa cosa succede anche con lo skill tree, anche se in questo caso la natura un po' "obbligata" dello stesso non vi dà molte possibilità di ripensare al percorso da intraprendere.
Cambiare arma in combattimento ripristina lo Sha-Chi
Una caratteristica fondamentale di cui tener conto mentre si combatte è che Soul può equipaggiare due armi differenti e passare dall'una all'altra semplicemente con la freccia direzionale sinistra sul D-pad. Non si tratta solo di una comodità, ma di una trovata essenziale, perché vi permette di avere una riserva nel caso in cui incontriate avversari che resistono agli effetti dell'arma primaria (per esempio, le marionette non subiscono sanguinamento o prosciugamento della vita), e soprattutto cambiare arma è l'unico modo (insieme alla schivata) di non cadere vittime degli attacchi nemici che sbriciolano lo Sha-Chi.
Come saprete, il sistema di combattimento di Phantom Blade Zero è quasi del tutto basato sull'azzerare lo Sha-Chi dell'avversario per tempestarlo poi di colpi mentre la sua difesa è spezzata. Alcuni boss, però, sono in grado di effettuare colpi che tingono di bianco e nero lo schermo e possono frantumare lo Sha-Chi di Soul, anche se vengono parati. In quel caso, a salvarvi la vita è il tempestivo cambio dell'arma: passare al secondo equipaggiamento ripristina completamente l'energia Sha-Chi e vi permette di far ripartire lo scontro senza subire le conseguenze del colpo.
I nemici non recuperano Sha-Chi finché non glielo spezzate
Quando si parla di parate perfette e di difese da spezzare con il giusto tempismo, è impossibile non pensare a Sekiro: Shadows Die Twice di FromSoftware, un titolo che ha fatto della parata perfetta un'arte. Quando due lame cozzano in Phantom Blade Zero e le scintille sprizzano dallo scontro del metallo con il metallo, torna subito in mente il Lupo e il suo combattere furioso, senza sosta. C'era un motivo per cui il ritmo delle battaglie di Sekiro era così forsennato: i nemici recuperavano postura se non li si tempestava di colpi con costanza. Ecco, in Phantom Blade Zero non è così.
Il perché è presto spiegato: in Sekiro portare a zero la barra della postura dell'avversario significava infliggergli un colpo letale e terminare lo scontro. Phantom Blade Zero è più metodico: spezzare lo Sha-Chi è solo uno dei passaggi per vincere il duello, perché bisogna approfittare della finestra di vulnerabilità del malcapitato e poi ricominciare tutto da capo quando si riprende. Per questo carattere mai definitivo, la barra avversaria non si ripristina nemmeno se smettete di colpirlo o di parare. Potete quindi prendervela un po' più con calma e studiare la situazione senza caricare a testa bassa.
Non tutte le sfide della prima zona si possono superare subito
Dopo pochi minuti dall'inizio del primo capitolo, accanto al checkpoint "Fenditura della signora", è possibile entrare in un portale e accedere a una battaglia con un boss che, per il punto in cui siete, vi disintegrerà. Si tratta della Marionetta aberrante a tre facce: vi attaccherà sbucando fuori all'improvviso da alcuni portali extradimensionali e, se la sua sciabola vi colpisce, vi farà a fette in due colpi. È un avversario formidabile, che dovrete affrontare molto più avanti nel gioco, almeno dopo aver superato la terza mappa. Lo stesso Soul, dopo essere stato bastonato, commenterà la situazione dicendo di essere totalmente fuori dalla sua portata.
Non è l'unica sfida che non potrete risolvere al vostro primo passaggio nella Valle del torrente di lacrime. Fareste meglio ad abituarvi, perché Phantom Blade Zero fa ampio uso di percorsi che possono essere sbloccati solo in seguito, grazie all'utilizzo di armi Eteree di cui verrete in possesso molto più in là. In alcuni casi, perfino in zone opzionali a cui arriverete solo alla fine. Il consiglio, quindi, è di fare il possibile nella mappa senza ossessionarsi per il 100% dell'indice di completamento fin dal primo passaggio.
Cercate il Pilastro del Long
A proposito di cose che vorrete lasciare per dopo, per quando sarete guerrieri migliori, vi segnaliamo questa missione secondaria che inizia proprio dalla prima mappa e che poi si estende in molte delle altre. Ci si arriva superando il cancello chiuso dopo il ponte vicino al checkpoint "Veduta sul pilastro del Long". Qui troverete la statua di un grande drago e, una volta toccata, vi darà accesso a una cutscene che vi presenterà un misterioso avversario mascherato.
Si tratta di un nemico eccezionale che, lungo tutta la quest, vi sfiderà in maniera sempre diversa, incoraggiandovi a sfruttare tutte le capacità di Soul per avere la meglio nel corso del combattimento. Solo alla fine della quest vi sfiderà in un duello mortale, tra i più impegnativi del gioco. La ricompensa, vi assicuriamo, vale la fatica. Anche se ancora non siete in grado di sconfiggerlo, è importante sbloccare comunque il checkpoint vicino alla statua del drago, in modo da poterci tornare occasionalmente per misurarvi con lui e capire se finalmente siete all'altezza dei suoi fendenti.
Prendete l'Amuleto dei riflessi nella Torre di Sha-Chi
Anche se la precisione richiesta è minore rispetto a Sekiro, la parata perfetta resta comunque il modo migliore per spezzare lo Sha-Chi nemico. La finestra per eseguire questa manovra è generosa, ma non è comunque sempre facile intercettare i colpi nemici, specialmente quando arrivano in una sequenza particolarmente veloce. A tal proposito, già nella prima mappa, è possibile ottenere un amuleto in grado di semplificarvi moltissimo la vita.
Si chiama Amuleto dei riflessi e si trova nella Torre di Sha-Chi che si attraversa alla fine della prima mappa. Non potete perderla, sia perché svetta, minacciosa e straordinaria, bucando il cielo con il suo profilo steampunk, sia perché in parte è un passaggio obbligato. Per ottenere l'amuleto, però, dovrete scalarla tutta e ottenere la manovella d'ispezione della fornace di Sha-Chi. A quel punto, tornate al checkpoint che si trova a metà della scalata e utilizzate la manovella per aprire lo sportello della fornace. All'interno troverete l'amuleto. Già al livello uno, aumenta del 15% la finestra delle parate perfette.
Ci sono diversi medicinali, ognuno con usi indipendenti
Soul inizia la sua avventura con una medicina standard che gli permette di curarsi premendo la freccia direzionale giù sul D-pad. Questa boccetta ha un certo numero di utilizzi che, come da tradizione per il genere, si ricaricano ai checkpoint. Si tratta di uno strumento fondamentale, perché all'inizio l'energia di Soul è poca e gli avversari picchiano forte. Già nella prima mappa, però, verrete in possesso di un secondo medicinale e vi renderete conto che il guerriero può equipaggiare due diverse fonti di cura contemporaneamente.
Il secondo medicinale equipaggiato si utilizza con la freccia su del D-pad e la cosa più interessante è che il numero di utilizzi è indipendente da quello del primo medicinale. Nel corso dell'avventura ne troverete di ogni tipo: pozioni che curano più energia, ma hanno meno utilizzi; altre che curano energia e Sha-Chi lentamente ma a lungo; altre ancora vi permetteranno di resistere a un certo numero di colpi nemici prima che gli effetti svaniscano. Tenete a mente che anche i medicinali possono essere migliorati per aumentare il numero di utilizzi e gli effetti.
Si può cambiare difficoltà in ogni momento
A differenza di altri illustri e perfidi esempi di action moderni, Phantom Blade Zero permette di cambiare difficoltà in ogni momento direttamente dal menu in gioco. Questa decisione va a braccetto con un'altra grande differenza rispetto agli action che sposano l'etichetta dei soulslike: i nemici sconfitti non tornano mai in vita. Né quando si muore, né quando ci si riposa ai checkpoint. Questo rende di fatto impossibile accumulare risorse e potenziare le armi continuando a pattugliare e pulire le aree.
E questo significa anche che, nel momento in cui vi troverete a fronteggiare un boss particolarmente ostico, l'unica soluzione sarebbe sbatterci contro e impararlo come si deve per superare la sfida. Il che, alla lunga, può risultare frustrante. Ecco, in questo caso è possibile abbassare il livello di difficoltà, superarlo e poi riportarlo a com'era prima e godersi il gioco senza patemi d'animo. Allo stesso tempo, nel caso in cui troviate l'avventura troppo semplice, si può agire al contrario e aumentare la sfida. L'ultimo livello di difficoltà, ovvero 66 giorni, si sblocca solo una volta completato il gioco e, una volta iniziata una partita così, non si può cambiare in corsa.
Dai checkpoint è possibile entrare nei negozi e potenziare le armi
Una grande aggiunta per la qualità della vita del giocatore è il fatto che i checkpoint in Phantom Blade Zero non servono solo a riposare e a ripristinare le cure di Soul, ma permettono anche di accedere a tutti i negozi che il guerriero ha incontrato durante il suo viaggio. Direttamente dai checkpoint è possibile comprare materiali per il potenziamento delle armi, accessori e oggetti di ogni tipo. E non solo: Soul può anche accedere al menu di potenziamento di armi, Eteree, medicinali e accessori, a patto che abbia già parlato con gli NPC che offrono quel servizio.
Questo espediente semplifica di molto la vita del giocatore, perché evita di spostarsi per tornare dagli NPC (che sulla mappa non sono segnati) e permette di sperimentare con maggior leggerezza i potenziamenti delle armi. In ogni momento potete tornare al checkpoint, entrare nel menu di potenziamento del fabbro e annullare tutto ricevendo indietro materiali e Polvere di conoscenza.
Peng Meng è il primo vero muro da superare
In ogni action game che si rispetti c'è sempre un nemico che rappresenta il test per capire se si sono assimilate bene tutte le meccaniche del combattimento. Phantom Blade Zero non fa eccezione, e questo muro all'apparenza invalicabile si chiama Peng Meng. Si tratta dell'enorme nemico armato d'ascia che troverete subito dopo il primo villaggio. Potremmo considerarlo il primo vero boss che affronterete. Il primo di una lunghissima serie.
Al primo tentativo, probabilmente vi sembrerà impossibile buttarlo giù, sia per la stazza, sia per l'enorme ascia che sventola a destra e a manca e che è in grado di devastare il vostro Sha-Chi se non contrastata con una parata perfetta. Ecco la buona notizia: una volta sconfitto, quell'ascia diventerà vostra. La cattiva è che dovrete strappargliela dalle mani. Consapevoli che questo nemico è un'ottima scuola per capire il tempismo delle parate e delle schivate perfette, S-GAME ha dotato Peng Meng di colpi potenti, ma lenti e leggibili. Attenzione solo al suo colpo spezza Sha-Chi: quando lo carica, il mondo di gioco diventa per un istante in bianco e nero. Meglio schivarlo, ma se lo parate e vi spezza la difesa, vi conviene cambiare arma e ripristinare tutto lo Sha-Chi. Buona fortuna!