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Lanterns, la recensione della serie HBO: Lanterna Verde diventa un giallo nel Nebraska

Otto episodi tra 2016 e 2026: Kyle Chandler e Aaron Pierre indagano sulla morte di Hal Jordan in un DCU più vicino a True Detective che al cinecomic.

RECENSIONE di Christian Colli   —   06/10/2026
I due protagonisti di Lanterns

Il catastrofico film Lanterna Verde del 2011 è ufficialmente acqua passata: dopo essere ricomparso brevemente nella Director's Cut del Justice League di Zack Snyder, sotto forma di alieno in computer grafica, tocca ora a un nuovo cast rappresentare questo particolarissimo supereroe che, proprio per le sue caratteristiche uniche, è molto difficile portare in carne e ossa sul grande o piccolo schermo. Se consideriamo, poi, che Lanterna Verde è più un "titolo" che un soprannome vero e proprio, la cosa si fa ancora più complicata, e infatti di Lanterna Verde il DCU di James Gunn ne ha già uno, cioè il Guy Gardner di Nathan Fillion apparso nel Superman -(questa è la nostra recensione del film di James Gunn)- del 2025.

Ma non è lui il protagonista di questa serie TV, voluta fortemente da Gunn per il capitolo uno ("Dei e mostri", lo chiama) del suo DCU rilanciato. Scritta da Chris Mundy, Damon Lindelof (quello di Lost e Watchmen) e Tom King (quello dei fumetti, tra cui Batman e Supergirl) la nuova serie è andata in onda su HBO per otto episodi. Una produzione coraggiosa, che è andata in ondata in onda dal 17 agosto su HBO Max e ha diviso il pubblico: qualcuno l'ha amata, qualcuno l'ha odiata e, ora che si è conclusa, è il momento di tirare le somme.

Lanterne verdi, gialle e a pois

Lanterns è una serie impegnativa, nel senso che pretende l'attenzione dello spettatore: a differenza di molte altre produzioni televisive più didascaliche, scritte per essere fruite da qualcuno che ha lo smartphone in mano o è propenso a distrarsi, la serie targata HBO è fatta di minuziosi dettagli, che possono essere anche dei semplici sguardi il cui significato diventa più chiaro in un secondo momento, via via che il mistero si va risolvendo in prossimità del finale di stagione. Perché Lanterns è prima di tutto un "murder mystery", ambientato quasi tutto nella cittadina rurale di Rushville, nel Nebraska, dove si è consumato un delitto: qualcuno ha ucciso Hal Jordan.

Per chi non lo sapesse, Hal Jordan è probabilmente la Lanterna Verde più famosa dei fumetti. Il titolo si rifà a una specie di polizia intergalattica composta da extraterrestri di ogni genere e presieduta dai potentissimi Guardiani dell'Universo, che scelgono i portatori degli anelli e delle lanterne che li alimentano, assegnando loro pianeti e settori da difendere. I Guardiani, in particolare, cercano individui che non temono nulla, che non hanno paura, quale che sia il motivo di questa predisposizione. Hal è stato uno di loro ma è morto nel 2026 e lo sceriffo di Rushville chiama la sua ex spalla John Stewart a indagare.

Anche John Stewart è una popolare Lanterna Verde nei fumetti, ma nella serie TV è l'assoluta star, interpretato da un Aaron Pierre in grande spolvero. La storia della serie, infatti, salta costantemente da un'epoca all'altra, raccontando essenzialmente due indagini parallele, una nel 2016 e una nel 2026, che si intersecano con i frequenti flashback che gettano luce sulle vite dei due protagonisti e dei loro comprimari. I momenti migliori, però, sono quelli in cui interagiscono: Pierre è carismatico e rigido, ma riesce a interpretare diverse fasi della sua esistenza con grande intensità, mentre Kyle Chandler, nei panni di Hal Jordan, riconferma il suo grandissimo talento, recitando il ruolo di uno spaccone spezzato dentro, un personaggio che è difficile credere che sia un eroe.

Una delle pochissime scene in cui vediamo Hal Jordan in costume
Una delle pochissime scene in cui vediamo Hal Jordan in costume

D'altra parte, ci sono ben pochi superpoteri o atti di eroismo spettacolari in Lanterns, che preferisce restare coi piedi per terra usando le scuse più arzigogolate - tipo la batteria dell'anello, costantemente scarica - ma trovando comunque una logica convincente per queste soluzioni narrative. Le Lanterne della serie TV volano solo quando c'è bisogno e usano i loro poteri basati su volontà e creatività con moderazione, anche perché non ci sono super criminali o minacce apocalittiche da affrontare. In questo senso, è difficile collocare Lanterns nel nuovo DCU: ci aiutano le brevi comparsate di Nathan Fillion, che ha interpretato Guy Gardner anche in Superman, ma se non fosse per lui la serie HBO sembrerebbe un altro prodotto collegato solo marginalmente ai recenti film, proprio come Peacemaker.

Questo è, in un certo senso, sia il punto di forza che lo svantaggio di Lanterns, che introduce potenziali ingredienti per il futuro del DCU, ma evita di parlare solo agli appassionati di fumetti: c'è un Sinestro, interpretato da Ulrich Thomsen, che è ben lontano dal micidiale antagonista delle Lanterne Verdi cartacee, pur condividendone i tratti machiavellici e insidiosi, e ci sono alcuni riferimenti più o meno espliciti a un ecosistema più ampio. La serie comunque si fa capire, prendendosi il suo tempo per spiegare le dinamiche più complicate, ma lo fa sempre attraverso dialoghi scorrevoli e intelligenti: ce ne sono un paio, negli ultimi due episodi della stagione, che mettono davvero i brividi, e che probabilmente non avrebbero funzionato altrettanto bene nelle mani di attori qualsiasi. In tal senso, merita un plauso anche l'ottima Kelly Macdonald, che interpreta lo sceriffo Kerry Kane, uno dei personaggi migliori di questa serie TV.

Generazioni di eroi

Conflitti generazionali, traumi famigliari, figure paterne: Lanterns è decisamente un figlio adottivo di James Gunn, che ormai ha fatto di queste tematiche la sua cifra stilistica, ma va detto che Gunn è solo produttore esecutivo, insieme all'altro capoccia dei DC Studios, Peter Safran, e che Lanterns è stata rimaneggiata dopo una lunga gestazione cominciata nel 2019 sotto il Greg Berlanti dell'Arrowverse. In realtà, a molti appassionati di fumetti Lanterns potrebbe non piacere proprio per il suo ritmo compassato e l'assenza di scene d'azione spettacolari, computer grafica a fiumi e scazzottate spaziali.

Gli ottimi Aaron Pierre e Kyle Chandler nei panni di John Stewart e Hal Jordan
Gli ottimi Aaron Pierre e Kyle Chandler nei panni di John Stewart e Hal Jordan

Il personaggio di Lanterna Verde è fondamentalmente legato al lato più cosmico dei fumetti DC, ma in questa serie TV si è scelto di ancorarlo alla Terra - più o meno - e di esplorare la sua umanità, che a indossare l'anello sia John Stewart o Hal Jordan. I due si complementano a vicenda, inscenando una dinamica mentore/apprendista che è piena di suggestioni e si risolve in un finale forse divisivo ma, a nostro avviso, perfettamente a fuoco. Lanterns non vuole essere il solito serial sui supereroi con il climax scoppiettante e il cliffhanger che rimanda a una stagione futura: in effetti, potrebbero benissimo chiuderla lì e voltare pagina, anche se una seconda stagione è assai probabile.

Nel corso di questi otto episodi, Mundy, Lindelof e King esplorano l'umanità di questi personaggi, rendendo ancora più significativi e importanti i loro atti di eroismo. John Stewart, in particolare, compie un percorso di autodeterminazione convincente e naturale, risolvendo i conflitti interiori causati dai genitori zelanti, che lo hanno addestrato a non avere nessuna paura fin da piccolo in uno dei momenti più difficili per la comunità afroamericana: tematiche che la scrittura affronta esplicitamente, ma con delicatezza, senza farne un perno intorno a cui costruire una retorica stucchevole. Resta, infatti, più risoluta nel raccontare i traumi - di John, di Hal, ma non solo - e l'importanza che assume spezzare i cicli di odio che trasmettono i risentimenti di generazione in generazione.

Sinestro ha poche scene, ma potrebbe tornare in futuro al cinema o in TV
Sinestro ha poche scene, ma potrebbe tornare in futuro al cinema o in TV

Saltando da un'epoca all'altra, Lanterns costruisce un impianto narrativo fitto e coinvolgente, alimentando continuamente la curiosità dello spettatore che vuole arrivare in fondo al mistero quanto e più dei protagonisti. Chi è chi? Chi ha ucciso chi? E perché? Tutte domande che trovano una risposta, forse prevedibile ma comunque assai soddisfacente, in un finale dolceamaro che devia profondamente dalla rotta dei fumetti e ci ricorda che questo è un universo alternativo in cui le cose non sempre vanno come dovrebbero andare. Dopo tutto, sarebbe una gran noia rivedere sempre la stessa storia a ogni nuova iterazione di questo o quel personaggio. Lanterns questo lo sa bene, e forse è per questo che si distingue dalla concorrenza Marvel Television, che qualcosa di simile lo ha fatto con WandaVision e Agatha All Along, ma resta da capire in che modo Gunn intenda costruire il suo universo DC condiviso se produzioni come questa funzionano meglio da sole.

Conclusioni

Multiplayer.it

8.0

Lanterns è una serie TV insolita che dimostra la versatilità delle idee dietro ai fumetti: si possono prendere, rimodellare e trasformare in qualcosa di diverso, senza però snaturarle alla radice ma, anzi, usando un altro medium per raccontare le tematiche universali che rendono grandiose queste storie. La serie HBO, in particolare, si spoglia quasi del tutto del lato cosmico di Lanterna Verde per ancorarsi alla crosta terrestre e all'umanità di questi personaggi, senza ricorrere necessariamente ai super poteri, alla computer grafica o al confronto con qualche minaccia apocalittica. Forse è per questo che Lanterns rischia di piacere più agli spettatori occasionali che ai fan dei fumetti, ma se era questo l'obiettivo che si erano prefissati ai DC Studios è difficile dirlo: chi si aspetta un'espansione dell'universo ricominciato con Superman l'anno scorso, potrebbe restare deluso.

PRO

  • L'interpretazione di Aaron Pierre e Kyle Chandler
  • Le tematiche che affronta senza scadere nei soliti cliché
  • Ottima colonna sonora

CONTRO

  • Solo marginalmente collegato al nuovo universo DC cinematografico
  • Forse c'è troppo poco "spazio" per essere Lanterna Verde
  • Effetti speciali così così
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