Titanfall 2Titanfall 2, gli errori di Electronic Arts e i precedenti di Respawn Entertainment 

C'è grande nervosismo fra gli sviluppatori di Titanfall 2, e a ragione

Titanfall 2 è un eccellente sparatutto, un sequel in grado di arricchire l'esperienza del primo episodio sul fronte del multiplayer grazie alla maggiore offerta di mech, armi e modalità, ma anche di aggiungere al pacchetto una solida e coinvolgente campagna in single player. Il giudizio della critica è stato fondamentalmente unanime nel tessere le lodi del nuovo progetto targato Respawn Entertainment, eppure gli autori del gioco sono tutt'altro che contenti di come stanno andando le cose: c'è un evidente nervosismo rispetto ai risultati del lancio, che hanno fatto registrare nel Regno Unito vendite sostanzialmente inferiori a quelle del primo episodio, nonostante si sia passati a un approccio multipiattaforma.

Titanfall 2, gli errori di Electronic Arts e i precedenti di Respawn Entertainment Il nocciolo della questione riguarda la finestra di lancio, che stando alle parole di Respawn Entertainment è stata decisa molto tempo fa, ma che probabilmente si è rivelata un madornale errore, talmente grosso da poter affossare il franchise. Sebbene infatti Electronic Arts si sia dichiata soddisfatta del prodotto durante l'ultima conferenza finanziaria, è evidente come il gioco stia offrendo performance largamente inferiori rispetto alle aspettative, che parlavano di nove, dieci milioni di copie vendute. Risultati che Titanfall 2 potrebbe anche raggiungere, ma in quanto tempo?

Respawn Entertainment ha fatto un ottimo lavoro, lo ribadiamo: ha preso la sua proprietà intellettuale, realizzata originariamente in esclusiva per le piattaforme Microsoft, e l'ha portata anche su PlayStation 4, rifinendone le meccaniche, supportandone la struttura online e corredando l'esperienza con una gran bella storia per il comparto single player. Titanfall 2, gli errori di Electronic Arts e i precedenti di Respawn Entertainment Le responsabilità di quella che temiamo possa essere una debacle sono tutte del publisher, che ha preso una decisione a dir poco infelice, definita dagli analisti come "spararsi sui piedi": quella di far uscire due titoli di punta a brevissima distanza l'uno dall'altro e aprendo così a una cannibalizzazione delle vendite, in questo caso in favore di Battlefield 1.

È dunque del tutto normale che ci sia grande nervosismo tra le fila del team fondato da Vince Zampella, come dimostra il commento sarcastico alle dichiarazioni di un portavoce di EA. Zampella sa infatti benissimo che a fronte di vendite scarse, quali che siano le responsabilità, il futuro del franchise potrebbe essere a rischio. A poco servono, quindi, le parole di conforto: a contare saranno i numeri. Certo, è incredibile che gli ex Infinity Ward si trovino nuovamente in una situazione di contrasto col proprio publisher, dopo quanto accaduto con Activision sette anni fa. Quella vicenda si è conclusa fondamentalmente bene per Zampella e soci, che hanno ricevuto un indennizzo pari a 42 milioni di dollari, ma speriamo vivamente che le attuali divergenze con Electronic Arts non creino un nuovo caso e che le prospettive di Titanfall non vengano messo in discussione, viste le innegabili qualità di questa proprietà intellettuale.