PC Magazine #110 13

Torment: Tides of Numenera movimenta la scena del crowdfunding in un mese pieno di uscite

RUBRICA di La Redazione —   09/03/2013

Aspettando di poter accedere ai server di SimCity, che vanno e vengono mentre scriviamo queste righe, e incrociando le dita per il lancio dell'altra grande esclusiva PC del mese, StarCraft II: Heart of the Swarm in arrivo il prossimo 12 di marzo, non ci resta che dilettarci fantasticando su Torment: Tides of Numenera. Dopo l'enorme successo della campagna di raccolta fondi di Wasteland 2, InXile porta su Kickstarter un'altra proprietà intellettuale gloriosa e divenuta nel tempo mitologica nonostante i risultati commerciali del tempo non furono esaltanti. Se non siete documentati su Planescape: Torment potete recuperare la recensione di Simone, che lo ha rigiocato un paio di anni or sono. Inutile dire che il primo obiettivo di Tides of Numenera, quello posto a 900'000 dollari, è stato raggiunto alla velocità della luce e siamo curiosi di scoprire gli aggiornamenti delle prossime settimane. Aspettando una nostra anteprima, tutte le informazioni possono essere trovate sulla pagina ufficiale. Gli autori di JustPressStart, che in passato già abbiamo avuto modo di citare in un paio di occasioni, hanno intervistato Mateusz Tomaszkiewicz, al lavoro su The Witcher 3 per CD Project: nel podcast si parla di open world, nemici, Geralt e diversi aspetti importanti dello sviluppo del titolo. Corposa anche la chiacchierata tra PC Gamer e alcuni membri di Bohemia Interactive: con la alpha di ArmA III disponibile a chi preordina il gioco, è il momento di iniziare ad approfondire il gameplay nel suo insieme. Anche noi, settimana prossima, avremo modo di analizzare nel particolare quanto realizzato dal team ceco. Da non perdere anche questo arguto approfondimento pubblicato dal Guardian e dedicato all'analisi delle meccaniche che distinguono Far Cry 3 e l'ottima esperienza ludica che offre. Dato che nelle ultime settimane ci siamo anche dilettati parecchio con Crusaider Kings II, che consigliamo ogni giorno di più, non possiamo infine esimerci da suggerire questo Reddit che raccoglie guide e materiali utili a chi desidera iniziare ma è intimorito dalla complessità del gioco. C'è anche un lunghissimo video tutorial in tre parti che copre ogni aspetto interessante e anche qualcosa in più.

di Umberto Moioli

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Speculazione digitale
Il Bitcoin è una moneta digitale sperimentale che sfrutta il peer to per per funzionare, senza che ci sia nessun organo centrale a controllarla. A gestire il tutto ci pensa un software che garantisce una serie di feature fondamentali. I Bitcoin possono essere trasferiti attraverso nodi arbitrari della rete, le transazioni sono irreversibili, le doppie addebitazioni sono bloccate da una tecnologia apposita, ogni transazione entra in circolazione in pochi secondi ed è verificata in un arco di tempo ce va da 10 a 60 minuti, le transazioni vengono effettuate anche se il computer del destinatario è spento. Ci sono poi altre regole, di natura economica mirate a limitare effetti perversi nella nuova economica.

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Le due norme fondamentali sono il limite massimo di 21 milioni di Bitcoin e l'economicità delle transazioni. Secondo bitcoin.org sono stati solo due gli incidenti che hanno portato al furto di denaro e l'ultimo è accaduto nell'agosto del 2010. Probabilmente per questa, almeno apparente, sicurezza, il Bitcoin è arrivato a valere 33 dollari, nonostante i pericoli insiti nella grande relte. La crescita economica della valuta, negli ultimi mesi, è stata piuttosto stabile e la nuova moneta è stata presa in considerazione anche da entità piuttosto rilevanti. Internet Archive e WordPress, per esempio, accettano donazioni in Bitcoin e in alcuni forum è possibile usare la valuta virtuale per acquisire beni reali. Inoltre CoinLab, un'azienda incentrata sul business legato alla moneta digitale, afferma di aver incamerato 500 mila dollari di profitti in soli sei mesi. Ma non tutte le transazioni sono alla luce dal giorno. La moneta del web, ancora fuori dai controlli ordinari, è molto usata da chi scommette e in questo caso è probabile che il giro economico sia decisamente superiore. Ovviamente, trattandosi di un fenomeno che sfugge ai meccanismi tradizionali, scattano inevitabilmente i dubbi. Si tratta di un'economia sporca di nuova concezione, ipotizzata in molti immaginari fantascientifici, o di una realtà digitale pronta ad azzerare le differenze monetarie del pianeta in vista di una globalizzazione assoluta? Probabilmente entrambe le cose, e proprio per questo i rischi impliciti, i quali includono lo sgonfiarsi dell'intero castello gonfiabile, sono estremamente elevati. Si tratta di un bene volatile e decisamente vulnerabile alla speculazione. Nel giugno del 2011, non a caso, il Bitcoin è precipitato improvvisamente a 3 dollari per "moneta" ma chi ha acquisito la valuta virtuale all'epoca oggi può venderla per quasi 11 volte il valore d'acquisto iniziale. Una fluttuazione notevole, ma il mercato azionario moderno, tra speculazioni e scandali, ci ha abituato a fenomeni anche peggiori.

Insicurezza informatica
La scorsa settimana ci siamo preoccupati della crescente cyberwar parlando di come questo nuovo tipo di guerra rischi di sfociare in situazioni critiche. Un'opinione condivisa da Dmitri Alperovitch, dipendente della società Crowdstrike che si occupa di sicurezza informatica. Secondo Alperovitch la tecnologia non è la risposta e la difendibilità dei dati non può aumentare senza interventi governativi. Interventi di tipo politico e non informatico, con sanzioni commerciali, prosecuzione legale e via dicendo.

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In caso di diplomatici stranieri, coinvolti in qualche modo in furti elettronici, l'esperto in sicurezza evoca addirittura il carcere che, nonostante l'azzardo della mossa, sarebbe un deterrente ottimale. Idee come questa, da parte di persone che lavorano in ambito informatico, possono dare un'idea di quanto sia forte in alcuni il pensiero di una nuova guerra fredda, da fronteggiare con tutte le armi disponibili. Ma la scarsa considerazione dei legami commerciali, dei rischi militari e del fatto che gli stessi USA hanno sempre spiato il mondo, evidenzia anche quanto poca sia la lungimiranza di alcuni attori coinvolti nella faccenda. La sicurezza informatica è senza dubbio il punto più importante, poichè coinvolge i cittadini, mette a rischio i loro dati e può causare danni economici ancora più importanti dello spionaggio militare. Negli ultimi tempi il numero di siti che nascondono minacce per chi li visita è aumentato del 600% e in una situazione come questa appare scellerato scatenare una crisi diplomatica con la Cina quando qualsiasi forza ostile, anche interna al paese stesso che riceve attacchi informatici, o qualsiasi governo incauto possono compiere gli stessi danni a livello globale. Tanto per capirci la media degli attacchi subiti dalle aziende è di 1.719 ogni 1.000 utenti registrati e in Nord America, ovvero in quella zona di mondo che demonizza lo spionaggio informatico straniero, il numero di siti pericolosi è cresciuto del 720%. Un vero campo di battaglia che vede le vittime impugnare antivirus sempre meno efficaci. Si moltiplicano le accuse di antivirus che creano minacce fasulle per aumentare le vendite, e anche se questo non fosse vero è chiaro, dalla percezione dell'utenza, che l'efficacia delle contromisure informatiche è messa in forte dubbio.

di Mattia Armani

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Star Wars: The Old Republic
Una settimana tranquilla, questa stata è, direbbe il caro, vecchio Yoda. Il turbolento universo dei MMORPG non ci ha riservato grandi sorprese, ma ci sono state alcune novità abbastanza interessanti di cui val la pena parlare, senza scomodare i "Big" del mercato. BioWare, per esempio, ci ha raccontato di Makeb, il nuovo pianeta che esordirà con la prima espansione dello sfortunato The Old Republic, Rise of the Hutt Cartel.

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Questo mondo, infatti, non si concentrerà sul perenne conflitto tra Repubblica e Impero, ma su una vera e propria guerra aperta dato che entrano in gioco anche gli Hutt (avete presente Jabba? Sì, quei Hutt). A quanto pare Makeb sarà pieno di pericoli di ogni tipo, tranne quello che i giocatori non possono proprio combattere, e cioè il furto di account. Transizione pessima, ve lo concediamo, fatto sta che BioWare si è inventata un modo molto simpatico di proteggere la privacy (e i crediti) dei suoi utenti: dal prossimo mese, infatti, ci si potrà collegare ai server di The Old Republic senza usare l'indirizzo e-mail registrato, ma soltanto il nome utente. L'espediente è stato proprio pensato per proteggere ulteriormente gli account, nonostante la possibilità di ricorrere a un codice di autenticazione esterno fin dalla release del gioco.

Neverwinter

Nuovo fine settimana in Beta per i fan di Dungeons & Dragons e della sua ultimissima incarnazione videoludica, Neverwinter. Che, vi ricordiamo, non ha nulla a che fare con Neverwinter Nights, anche se l'ambientazione è la stessa: i Forgotten Realms. Il test inizia l'8 marzo per concludersi lunedì 10; in questa fase i giocatori potranno avventurarsi nelle nuove zone di Ebon Downs e Lair of the Mad Dragon e raggiungere il livello quaranta. Sarà anche possibile giocare nei panni del Control Wizard, classe finora preclusa ai test. A quanto pare si potrà anche usufruire un po' di più dell'editor denominato Foundry e, dulcis in fundo, Cryptic ha incorniciato il tutto con un bel paio di trailer promozionali. Uno dei due, tra l'altro, mostra la gelida zona di Icespire Peak in cui i giocatori dovranno affrontare i giganti di ghiaccio che hanno conquistato la Winterforge.

Il Signore degli Anelli Online
Nelle ultime due settimane abbiamo visto patch per Guild Wars 2 e World of Warcraft, adesso però tocca anche alla Terra di Mezzo virtuale di Turbine con il nuovo aggiornamento intitolato Against the Shadow, Part II.

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Con questo update viene aggiunta al gioco la seconda metà di istanze dell'espansione Riders of Rohan, tra le quali The Bells of Dale per sei giocatori e tre raid da dodici giocatori intitolati Flight to the Lonely Mountain, The Fires of Smaug e Battle for Erebor. Sarà un caso che è appena iniziata la trilogia cinematografica de Lo Hobbit? Ad ogni modo, la patch inizia anche il famigerato revamp delle classi promesso dagli sviluppatori, a cominciare dal Warden. Ci sono anche parecchie altre novità, comprese varie modifiche agli attributi, un tweak per gli effetti del fate e un sistema di scaling per le istanze del ciclo In Their Absence.

Aion
Restiamo in tema di patch, ma di una che deve ancora essere rilasciata. E no, non parliamo della fantomatica 4.0 che i giocatori di Aion attendono come il Secondo Avvento e della quale non si ha ancora una precisa data di rilascio, ma addirittura di quelle che la seguiranno. Possibile? Mah! Eppure i dettagli sono abbondanti.

Si parla di alcuni dungeon dalle meccaniche decisamente originali, come quelle di Ophidan Bridge, un'istanza a tempo dove i giocatori devono conquistare contemporaneamente varie zone. In Danuar Shelter il gruppo deve dividersi e superare tre percorsi a ostacoli con tanto di sezioni platform per arrivare al boss finale. Sauro Logistic Base è un altro dungeon a tempo che, invece, consentirà ai giocatori di selezionare la difficoltà del boss finale, mentre Impenetrable Bastion sarà un raid concepito per ventiquattro giocatori dove i bottini saranno bilanciati in base alla bravura dei giocatori. Si parla anche di un dungeon PvP chiamato Kamar Battlefield, per due gruppi da dodici giocatori ciascuno. NCsoft ha naturalmente sottolineato che nulla di tutto questo è definitivo e che potrebbero esserci tantissimi cambiamenti prima dell'uscita di questi contenuti, ma per i giocatori è sicuramente un motivo in più per tenere d'occhio il calendario.

Rift
Non è un mistero che gli ultimi mesi per Trion World non sono stati facilissimi, tra licenziamenti, la questione End of Nations e l'addio al bravo Scott Hartsman che in effetti era un po' il cuore di Rift stesso. Adesso Trion deve salutare col fazzolettino anche Hal Hamlin, che dopo quattro anni e mezzo lascia la società per unirsi al producer Zynga.

Hamlin sostiene di non aver avuto alcun problema con gli altri colleghi di Trion, e che la sua decisione è maturata dal fatto che Rift non ha più bisogno delle sue specifiche abilità. "Questa è una grandissima opportunità lavorativa, per me, e sarò lieto di lavorare accanto ad alcuni amici fidati", dice Hamlin. La dipartita di Hartsman e Hamlin coincide più o meno col secondo anniversario del gioco, che si è cominciato a festeggiare con l'aggiornamento alla versione 2.2 del client rilasciato il 21 febbraio scorso. Oltre al consueto Carnival of the Ascended, la patch introduce anche i nuovi Planar Attunement di secondo e terzo tier, più il nuovo evento Steppes of Infinity. Come se non bastasse, dal 21 marzo al 24 marzo si potrà giocare Rift gratuitamente; e dal 21 marzo al 4 aprile i giocatori con un account attivo godranno di un bel 20% di bonus ai punti esperienza guadagnati uccidendo i nemici, al planar attunement, all'esperienza di gilda e varie altre valute del gioco.

di Christian La Via Colli

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Tutto il mondo vorrebbe avere maggiori informazioni su Mater Obscura: A Sine Requie Tale, il nuovo gioco dei Dreampainters, ma la bocca di Tagliaferri è cucita fino a data da destinarsi. Forse perché il talentuoso gruppo di sviluppatori italiani vuole ancora frantumarci gli zebedei con il loro bel gioco di debutto, Anna. E sia. Anna torna per tutti noi in versione Extended Edition. Nuovi contenuti tra enigmi e scenari, interfaccia migliorata, grafica in alta definizione e altro ancora. Insomma, tutto quello che il gioco avrebbe dovuto essere fin da subito ma che in fase di start-up dell'azienda non è potuto diventare. Se avete già il gioco originale la nuova versione è gratuita, altrimenti dovrete pagare un po' di più rispetto al prezzo di quella standard. I fondi andranno a finanziare un programma di rinfoltimento del cuoio capelluto di Tagliaferri.

400 Years è un gioco gratuito in flash che si concentra sull'atmosfera e le emozioni anziché sul gameplay, un parente stretto di Proteus insomma. Nei panni di un roccioso personaggio, forse un Moai dell'Isola di Pasqua, abbiamo quattrocento anni di tempo per evitare una catastrofe che solo noi abbiamo avvertito all'alba dei tempi, anche perché allora di esseri umani ancora non ce n'erano. Nel corso del gioco dovremo proseguire risolvendo piccoli enigmi. Per esempio può essere necessario attendere che si ghiacci un lago o che un albero cresca in un determinato punto dopo che abbiamo piantato un seme. Come fare? Semplice: si preme la barra spaziatrice e si attende che il tempo necessario scorra. Quando arriverò a zero sarà la fine. A meno che. Ma questo dovete scoprirlo da voi. Provate a incontrare i primi esseri umani e a seguirne le evoluzioni. Saprete voi cos'è giusto fare. 400 Years è un gioco che si finisce in una quindicina di minuti. Non è certo un capolavoro, ma rientra in quegli esperimenti espressivi che sono possibili solo nei confini di produzioni indipendenti. Guardatelo con questi occhi e ne riconoscerete il valore. Un avvertimento: il video contiene la soluzione del gioco, perciò guardatelo solo un paio di minuti e, se vi ispira, provate voi a finirlo.

Richard and Alice è un'avventura dai toni drammatici che ricorda To The Moon. I due titoli hanno entrambi uno stile grafico da vecchio gioco di ruolo giapponese e cercano di suscitare emozioni forti nel giocatore puntando quasi solo sulla storia. Purtroppo Richard and Alice non raggiunge le vette del suo ispiratore, sebbene rimanga un'avventura godibile. I due protagonisti si conoscono in prigione e dividono il gioco in due parti. In una controlliamo Richard, nel presente, all'interno della prigione, mentre nell'altra viviamo i ricordi di Alice, che insieme a suo figlio Barney affronta una vita dura e povera di momenti felici. I personaggi sono ben caratterizzati e l'ambientazione apocalittica priva di mostri e disastri crea un'atmosfera unica e insolita, ma la realizzazione tecnica rozza e qualche frustrazione di troppo nella soluzione dei puzzle impediscono al gioco di fare il grande salto. In ogni caso siamo davanti a un titolo più che discreto, che vale i suoi 5,99 dollari.

Un autentico colpo di genio, ecco cos'è questo FPS-MAN, realizzato da Tom Davies e pronto per essere giocato gratis su Kongregate. L'idea è semplice: mettere il giocatore nei panni di Pac-Man e fargli vedere quei labirinti psichedelici con gli occhi del simpatico eroe giallo mangia-pillole. Immaginate i corridoi angusti e cupi del gioco originale con una musica inquietante e un suono che mette tensione ogni volta che ingoiate una pillola, poi metteteci che all'improvviso potete trovarvi davanti un fantasma che vi guarda come un'anima persa e avrete un gioco che, contro ogni pronostico, riesce e farci provare un piccolo brivido. Inoltre è divertente e realizzato molto bene, con un radar che indica in quale direzione del labirinto andare per trovare altre palline da inghiottire. Molto più di un semplice esperimento, FPS-MAN è uno dei migliori giochi gratuiti che abbiamo provato negli ultimi mesi. Da non perdere.

Gioco della settimana
99 Levels To Hell porta a un livello superiore le meccaniche di gioco provate in anni e anni di giochi che generano i contenuti casualmente e nei quali la morte è un evento definitivo dal quale non ci si riprende. Il pericolo più grande per questo tipo di giochi è la ripetitività degli scenari e la mancanza di una reale speranza di poter mai arrivare in fondo. In questo caso invece ci sono così tanti contenuti, segreti, strade secondarie da esplorare, nemici e armi assortite da fare di ogni livello un micro mondo del quale vi perderete di sicuro qualcosa. Anche perché ogni livello è già in sévun piccolo puzzle da risolvere per trovare la chiave e fuggire verso quello successivo. Purtroppo il tempo è un lusso che non ci possiamo permettere. Se indugiamo troppo infatti arriva un fantasma annunciato da una schitarrata che ci insegue per farci la pelle, un po' come la balena di Bubble Bobble. La buona notizia è che se tiriamo le cuoia riprendiamo dall'inizio della sezione in cui ci troviamo, ma dovremo dire addio a tutti i potenziamenti raccolti. Ci sono dieci sezioni in tutto e ciascuna termina con un boss. Ogni dieci livelli quindi si termina una sezione, si affronta un guardiano e poi via verso la sezione successiva, scendendo sempre più in profondità nelle viscere dell'Inferno. Chiaro che più ci addentriamo nel regno infernale e più i livelli si riempiono di trappole e nemici insidiosi. Anche se il tema è truce, la realizzazione grafica di 99 Levels To Hell non prova neppure a spaventarci. Lo stile fumettistico è allegro e tutto quel sangue che imbratta lo schermo sembra spremuta di pomodoro. Ad ogni modo il pregio più grande di questo titolo è quello di legare insieme tutti gli elementi con uno stile di gioco fluido e veloce. Non ci sono pause o tempi morti: si corre, si salta e si spara. Se ci va possiamo anche puntare i soldi raccolti al casinò o spenderli con più saggezza nei negozi. E non pensiate che sia tutto azione. Nei livelli sono nascoste perle narrative che chiudono l'esperienza di gioco in una cornice coerente. Insomma, se questo genere di giochi vi è sempre sembrato troppo difficile o inconcludente, 99 Levels To Hell vi farà ricredere. Se invece siete già ben disposti potreste amarlo alla follia. In ogni caso sono 7,99 euro spesi bene.

di Andrea Rubbini

Titolo: 99 Levels To Hell.
Sviluppatore: Zaxis Games e B-evil.
Distribuzione: DD.
Sito di riferimento: Link.
Prezzo su Desura: 7,99 euro.
Da sapere per giocare al meglio: non vivete senza Steam? Votate il gioco su Greenlight e presto potreste trovarvelo davanti sulla piattaforma di Valve.

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I primi due Aliens versus Predator
Nell'anno di grazia 2013 c'è ancora chi si chiede come mai non si riesca a realizzare un titolo degno dei primi due film di Aliens. In questo senso Aliens: Colonial Marines ha lasciato il segno, in negativo. Si riuscirà mai ad avere un buon titolo con gli alieni di Cameron/Scott/Giger come protagonisti? In realtà già ne esistono due, basta guardarsi alle spalle. Lo sappiamo bene che gli Aliens versus Predator non sono tratti direttamente dalla saga cinematografica, ma conoscete altri titoli che siano riusciti a rappresentare meglio le bestiacce dello spazio?
Installatene uno (evitate quello del 2010, per favore) e selezionate la campagna del Marine al livello di difficoltà medio (non serve nemmeno quello più alto), quindi iniziate a navigare per i bui corridoi che compongono i livelli e provate a evitare gli alieni correndo. Vi ammazzeranno in men che non si dica. Vi salteranno addosso e vi strapperanno il sorrido dai denti (e forse direttamente i denti) costringendovi a ricaricare la partita.
Secondo tentativo, la paura diventa palpabile. È facile immaginare che vi sia passata la voglia di correre. Ormai sapete dove si trova il primo alieno e non avete altra scelta che di avanzare lentamente e sparargli dalla distanza, cercando di anticiparne i rapidi movimenti. Gli alieni dei film non fanno paura perché sono brutti o perché sbavano, fanno paura perché sono letali e lo spettatore li percepisce come tali dall'inizio alla fine dei film. Chi sviluppò i primi due FPS di Aliens versus Predator (due team diversi che riuscirono comunque a produrre ottimi titoli) aveva capito la lezione e, incurante della frustrazione di giocatori, rese gli alieni delle macchine da guerra letali, che rappresentavano una sfida enorme per il povero marine umano. Invece, i titoli più recenti, nonostante siano tecnologicamente più avanzati di quelli usciti ormai quattordici anni orsono, con modelli sicuramente più belli, non fanno paura a nessuno perché gli alieni sono delle mezze calzette. Pensateci bene, da cosa nasce la paura? Vi fa paura una mosca? Certo che no, perché è piccola, innocua e, soprattutto, c'è un enorme squilibrio tra la forza di un umano e la forza di un insetto. Può fare schifo, ma non è certo una creatura terrorizzante, visto che non può mettere a rischio la vita del giocatore. E in un videogioco? Può far paura un nemico che si considera inerme di fronte alla propria potenza di fuoco?
È quindi abbastanza ridicolo continuare a costruire le atmosfere di Aliens solo con gli elementi cosmetici, cercando contemporaneamente di creare esperienze di gioco soft adatte a tutti. Un titolo di Aliens deve essere spietato verso il giocatore, altrimenti si brucia tutte le possibilità di coinvolgerlo nella sua spirale di terrore. I primi due Aliens versus Predator erano perfetti da questo punto di vista, non per niente risultano ancora oggi, al netto del lato tecnico, superiori ai loro seguiti spirituali. Per questo vi consigliamo di giocarli. Se siete dei videogiocatori molto giovani, vi aiuteranno a capire il perché di tante recriminazioni verso i titoli più moderni e perché certi difetti non sono più accettabili.
Inoltre, acquistandoli vi porterete a casa due titoli formati da sei campagne molto belle (tre ognuno), che vi terranno impegnati per ore e ore. Il che non è poco di questi tempi.

di Simone Tagliaferri

Titolo: Aliens versus Predator Classic 2000 e Aliens versus Predator 2
Sviluppatore: Rebellion Developments Ltd. / Monolith Productions, Inc.
Anno di pubblicazione: 1999 / 2001
Come reperirlo: Il primo capitolo è acquistabile su Steam, dove lo trovate con il nome Aliens versus Predator Classic 2000, per il secondo dovete rivolgervi al mercato dell'usato.
Perché giocarlo oggi: Perché sono ancora oggi i migliori titoli dedicati agli alien e ai predator.