Battlefield: Bad Company - Provato  19

La serie di sparatutto online più giocata in assoluto si declina finalmente anche in singleplayer, tra infiniti colpi esplosi, quattro compagni e un solo imperativo: distruggere.

ANTEPRIMA di Andrea Moi e Umberto Moioli   —  21 Maggio 2008

Come nella realtà o quasi

In Bad Company la granata sarà l'unita di misura minima, il deus ex machina che risolve ogni situazione e governa ogni obbiettivo: che sia in dotazione al fucile oppure nella sua veste più classica, con una linguetta da tirare e pochi secondi per mettere più spazio possibile tra lei e sé stessi, verrà usata per farsi largo tra le molte abitazioni dei minuscoli villaggi che faranno da destinazione ultima di ogni nuovo ordine, utile per stanare i nemici così come per seppellirli sotto le macerie, in un tripudio di detriti e mattoni come difficilmente è stato possibile provare in un videogame, almeno con questo livello di realismo. È perciò facilissimo capire le regole di ingaggio e cosa fare, basta guardare la mappa, individuare il punto rosso e dirigersi verso quella direzione: solitamente si tratterà di smantellare la contraerea o eliminare un po' di fanteria asserragliata, attaccando e difendendosi da qualsiasi luogo si creda, dilaniando le pareti di troppo e ridisegnando la morfologia del terreno.

in un tripudio di detriti e mattoni come difficilmente è stato possibile provare in un videogame

Come nella realtà o quasi

Entrando nello specifico delle due missioni provate, entrambe erano ambientate nella già citata campagna ma se la prima era una costante alternanza di fattorie e poco più, la seconda si è rivelata più articolata, con una fabbrica dislocata in due edifici sulle rive di un fiume e un bel paesino con tanto di mura medievali e una via principale da cui è meglio non passare, pena un agguato a suon di colpi di cannone. Il bilanciamento della difficoltà è e resterà un'incognita fino alla prova in sede di recensione, dato che a livello medio i nemici devono essere abbattuti sparando un gran numero di colpi – per non parlare dei cingolati – e dispongono di una mira invidiabile, ma in compenso ogni qual volta si passa a miglior vita si viene ricollocati sì all'ultimo punto di salvataggio, ma senza dover nuovamente affrontare quelli già uccisi.

Gioco di squadra

I tre compagni saranno guidati automaticamente e nessun ordine andrà loro indicato. Ciascuno di essi disporrà di una specifica personalità che non sarà solo visibile nel corso dei divertentissimi filmati di intermezzo ma si ripercuoterà sui loro comportamenti sul campo di battaglia, incidendo sulle capacità decisionali e le tattiche adottate. In generale non ci si può che ritenere soddisfatti, visto che i movimenti dei tre sono quasi sempre credibili e il loro impatto sulle battaglie è significativo, tanto che spesso capiterà di mettersi in disparte e far loro mietere alcune vittime, magari mentre si attende di avere nuovamente carico e disponibile il kit medico. Non mancano i mezzi, dai camioncini fino alle barche, controllabili in modo immediato e qualora lo si volesse mettendosi anche al posto di uno dei passeggeri o su una postazione di fuoco. Gli elicotteri sono stati ampiamente confermati ma non è stato possibile provarli, non essendo arrivati in alcun punto che ne prevedeva l'uso.
Nulla da fare per la cooperativa, che non sarà presente lasciando al multiplayer fino a 24 giocatori l'onere di far divertire in compagnia. A quanto già detto nella precedente anteprima, non ci si potrà certamente lamentare.

Quella grana tanto di moda...

Vedere Bad Company in movimento è nel complesso un'esperienza gratificante, con il motore di gioco che ben si comporta sotto molti punti di vista e riesce nella non facilissima impresa di unire la costante ed esosa distruzione perpetrata dal giocatore a un buon impatto complessivo. Ottimo è l'HDR il cui uso sapiente ha permesso di avere scorci ancora più vividi e credibili che si esaltano grazie all'infinita mole di esplosioni e alla vastità delle ambientazioni, mentre una grana simile a quella già vista in Mass Effect regala un tocco cinematografico, sporcando le immagini e dando al quadro d'insieme un alone polveroso e torbido, impuro come le vicende raccontate. Belli anche i filmati, realizzati con il motore di gioco ma forti di una regia coinvolgente, oltre che di animazioni migliori di quelle, già buone, sperimentabili pad alla mano. Solo il frame rate, soprattutto mentre si è al comando dei mezzi, soffre di non eccessivi ma comunque visibili rallentamenti che si spera possano scomparire nella versione finale.
Rincuorante è infine il sonoro, che sembra aver ricevuto un trattamento di primissimo ordine. Gli effetti sono vari e credibili: ogni colpo provoca un rumore diverso in base all'arma che lo ha esploso e i mezzi sono similmente ben caratterizzati, mentre le fragorose esplosioni e i crolli strutturali degli edifici o di alcune loro parti, riempie la stanza con un tripudio di tonfi e crepitii.
Il prossimo 27 giugno Battlefield: Bad Company arriverà nel vecchio continente e con ogni probabilità verrà eletto uno dei titoli più giocati sui vari Xbox Live e PSN, la prova a cui è stato possibile prendere parte ha però confermato le buone prospettive anche sul fronte single player, già vincente alla sua prima apparizione nella serie.

Orgoglio svedese

Digital Illusions Creative Entertainment o DICE, è tra le softco svedesi dedite al mondo dei videogame più vecchie in assoluto, con un catalogo di titoli che si dipana dall'Amiga fino alle recenti produzioni next- gen, dalla fondazione nel lontano 1988 fino all'acquisizione da parte di Electronic Arts in due fasi, tra il 2004 e il 2006. Molti i giochi da ricordare: ovviamente in testa la serie Battlefield, ma anche i vari RallySport e Midtown Madness 3 per Xbox oltre a Motorhead per PlayStation. Nel futuro, oltre a nuovi capitoli dei vecchi brand, arriverà Mirror's Edge, curioso action in prima persona ispirato al mondo del parkour.