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Uefa Challenge

APPROFONDIMENTO di La Redazione   —   24/03/2001
UEFA Challenge
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Uefa Challenge
Uefa Challenge

Questa la segnavo anch'io

UEFA Challenge, come molti titoli della prima categoria ha un impianto extra giocoso molto completo, ci sono le squadre, i tornei, le licenze, la possibilità di aggiornare le fattezze dei nostri beniamini con un editor esauriente. Del resto queste caratteristiche sono oramai la norma nei giochi calcistici più recenti (pure il rude ISS le ha fatte proprie); cosa fa UEFA Challenge per distinguersi dalla massa? Poco: una finestra di testo che commenta le peculiarità del modulo di gioco che si va a selezionare (utile per i meno addentro a questo sport) ed un sottogioco aggiuntivo in cui bisogna segnare 5 goal nel minor tempo possibile e sfidare gli amici a suon di record abbassati. Una piccola nota per i non anglofoni: niente lingua italiana... forse perché quest'anno le nostre squadre in Europa hanno fatto pena?

Uefa Challenge
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On the glass...

Ma infine, com'è questo gioco sul campo? Molto simile alla serie FIFA, addirittura la mappatura dei tasti è pressoché identica, ma è la sensazione generale del gameplay a far pensare ad un plagio al blockbuster di EA (mandiamo Staffelli?): gli stessi passaggi fulminei, lo stesso deambulare dei giocatori sul campo da gioco, la stessa incosistenza di questi ultimi e del pallone che spesso diventano incorporei. Numerosi i bug: in fase difensiva è molto difficile assumere il controllo del giocatore più vicino al pallone. E' presente un buffer per gli input che immetterete col joypad ma c'è qualcosa che non va, in pratica tale buffer 'ricorda' troppo: premete il tasto del passaggio più volte di seguito ed i giocatori inizieranno una specie di torello passandosi la palla a vicenda senza che abbiate la possibilità di interrompere l'azione. Addirittura irritante l'uso dell'effetto di feedback del Dual Shock, si fa vivo solo quando l'avversario entra in tackle soffiandovi la palla, la vibrazione che sentirete vi farà per un attimo confondere il vostro joypad con un cellulare... Anche il reparto grafico non fa gridare al miracolo, non tanto per i modelli poligonali ma per la bassa qualità delle texture che rovinano ogni sforzo compiuto dai modellatori 3D. C'e' da segnalare inoltre uno strano impulso masochistico del motore di gioco che non perde l'occasione di mostrarci qualche cut scene con i primi piani dei marcatori, i siparietti arbitro vs giocatore ammonito, le esultanze. Tali spezzoni richiedono naturalmente inquadrature ravvicinate che, proprio a causa delle scarse texture, soffrono di uno spixellamento fastidioso (e non vi dico che pena guardare le tribune appena un po' più da vicino), per fortuna le cut scenes sono eliminabili via opzioni. In conclusione UEFA Challenge rischia di perdersi nella massa dei giochi di calcio mediocri. Ma non bisogna disperare: la versione testata non è quella definitiva, i bug potrebbero scomparire, la grafica migliorare, quindi aspett... ehi, ora che ci penso... è uscito ISS Pro Evolution 2?

Uefa Challenge
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Let's bring order to chaos

Chiamatela pure generalizzazione estrema di un fanatico, ma il sottoscritto è d'accordo con se stesso quando dice che i videogiochi di calcio siano riconducibili a due categorie ben precise. La prima è quella dei giochi che si ispirano in effetti allo sport in questione ma che, pur essendo magari divertenti, non riescono ad avere un gameplay plausibile e realistico. Fanno parte di questa categoria tutti i videogames calcistici usciti fino ad ora meno uno. La seconda categoria è quella degli 'emulatori di calcio (TM)', in cui ogni azione simulata ha corrispondenza 1->1 con la controparte reale. Unico membro di questo gruppo è naturalmente la serie Winning Eleven / ISS. Ora, fare paragoni trasversali tra queste due categorie è operazione controproducente. Non si può infangare il calcio dei KCET confrontandolo con FIFA così come non si deve tagliare le gambe ad ogni titolino che esce usando come metro di giudizio l'Ente Supremo di Konami. Chi vi scrive non farà questo errore con UEFA Challenge, anche perché non vuole stroncare oltre il necessario un titolo già mediocre in partenza.