Google Stadia non è mai stati pensata come una console, dice Phil Harrison 67

Google Stadia è sempre stata intesa come una piattaforma completamente slegata dal concetto tradizionale di hardware.

NOTIZIA di Davide Spotti —   21/03/2019

A dispetto delle voci circolate nelle settimane e nei mesi precedenti all'annuncio, Google Stadia non è mai stata concepita per essere una console nel senso tradizionale del termine. A dichiararlo è stato Phil Harrison, general manager di Google, durante una recente intervista rilasciata alla Game Developers Conference di San Francisco.

"Al mondo non piace il vuoto e visto che non raccontavamo la storia completa su Project Stream, inevitabilmente sono sorte speculazioni", spiega Harrison. "Non c'è mai stata una console, non sarebbe mai dovuta essere una console e non sarà mai una console".

Il dirigente del colosso di Mountain View ha osservato inoltre che l'idea stessa di console è esattamente agli antipodi rispetto all'idea di gaming partorita da Google. "Il punto di forza di Stadia è che non siamo una scatola, non siamo legati a un dispositivo. Il data center è la nostra piattaforma e siamo indipendenti dallo schermo. È questa la fondamentale promessa alla base del design di Stadia: il fatto che uno sviluppatore possa creare contenuti una sola volta e impostare un'ampia varietà di parametri".

Nel nostro provato di Google Stadia, Umberto Moioli ha scritto: "Il primo contatto con Google Stadia è stato davvero interessante: c'è la tecnologia, ci sono le idee e una serie di novità che davvero potrebbero cambiare radicalmente il mondo in cui giochiamo e guardiamo online i videogiochi. Con la miglior connessione possibile, Stadia funziona a meraviglia.

Andrà capito quanto, scendendo a compromessi, si perde in termini di qualità, quale insomma sarà il risultato con una comune connessione domestica disponibile in Italia oggi. Di certo c'è che l'infrastruttura dell'azienda americana dovrebbe garantire il miglior risultato ottenibile in base alla propria connessione. A quanto punto non vediamo l'ora intanto di scoprirne di più (quando esce nel 2019? Come sarà di preciso il modello di business? E così via) e poi di provarla in un ambiente meno controllato. Potrebbe essere una rivoluzione, di certo è uno sguardo su un futuro che, prima o dopo, sembra inevitabile."