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Nvidia e AMD investono 4 miliardi di dollari in Meta, la corsa in salita dei prezzi dell'hardware non si ferma

Nvidia e AMD hanno annunciato nuovi accordi con Meta, accompagnati da investimenti rispettivamente di 3 e 1 miliardo di dollari: le tre aziende rafforzano i propri legami nel settore dell'intelligenza artificiale.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   27/10/2026
Jensen Huang, il capo di Nvidia

Nvidia e AMD hanno annunciato due nuovi accordi con Meta, rafforzando la collaborazione con il colosso di Mark Zuckerberg nel settore dell'intelligenza artificiale. Le intese prevedono investimenti complessivi per 4 miliardi di dollari da parte dei due produttori di chip, che puntano a consolidare la propria posizione in un mercato caratterizzato da una crescente domanda di potenza di calcolo e infrastrutture specializzate.

L'investimento di Nvidia

Nvidia investirà 3 miliardi di dollari in Meta, aumentando la collaborazione tecnologica. L'accordo riguarda, tra le altre cose, la famiglia di modelli Muse sviluppata da Meta e l'adozione di ulteriori soluzioni hardware Nvidia. Meta estenderà infatti l'impiego delle piattaforme Vera Rubin e delle CPU Vera, oltre a utilizzare le tecnologie di rete Spectrum-X Ethernet e le unità di elaborazione dati BlueField-4 DPU.

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

Le due società stanno inoltre valutando altre possibili collaborazioni, tra cui Nvidia OpenShell Reference Architecture, pensata per rafforzare la sicurezza degli agenti di intelligenza artificiale, e Nvidia Sentry, destinata al monitoraggio e all'elaborazione di dati strutturati, non strutturati e organizzati in grafi.

L'investimento di AMD

Il giorno successivo all'annuncio di Nvidia, anche AMD ha comunicato un'intesa con Meta. La collaborazione comprenderà CPU, GPU, sistemi di rete, software e altre componenti necessarie a sostenere l'infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale. La soluzione Helios di AMD, progettata per sistemi rack su larga scala, sarà utilizzata per supportare i modelli e i servizi più avanzati di Meta. Anche AMD investirà direttamente nell'azienda, con un contributo di 1 miliardo di dollari.

Esposizione eccessiva?

Il risultato è un sistema di accordi in cui gli investimenti finanziari si affiancano agli acquisti di hardware e servizi tecnologici. Meta ottiene così accesso a infrastrutture sempre più potenti, mentre Nvidia e AMD rafforzano i rapporti con uno dei principali clienti del settore. È un meccanismo che contribuisce a sostenere la crescita del mercato dell'intelligenza artificiale e che, allo stesso tempo, rende le aziende coinvolte sempre più esposte.

Shigeru Miyamoto è molto ottimista riguardo all'uso dell'IA nei videogiochi Shigeru Miyamoto è molto ottimista riguardo all'uso dell'IA nei videogiochi

La questione è rilevante anche alla luce delle dimensioni raggiunte dal settore. Nvidia è diventata la prima società al mondo a raggiungere una capitalizzazione di 5.000 miliardi di dollari, mentre gli investimenti nell'intelligenza artificiale continuano ad aumentare. Secondo il Wall Street Journal, l'IA sta diventando "la più grande scommessa economica nella storia degli Stati Uniti", con una spesa infrastrutturale che, in proporzione agli investimenti annuali, supera quella associata a precedenti grandi trasformazioni, dalle ferrovie alle autostrade.

Restano tuttavia i dubbi sulla sostenibilità di questa corsa. Il mercato ha già mostrato segni di instabilità, dovuti ai ricavi inferiori alle attese a fronte di costi che non fanno che lievitare. Nel frattempo, la domanda di componenti per i data center sta contribuendo a un aumento generalizzato dei prezzi del mercato hardware, che sta frenando i consumatori.

Per i giocatori, quindi, l'espansione dell'intelligenza artificiale non è soltanto una questione finanziaria o tecnologica. Finché i grandi operatori continueranno ad assorbire una parte consistente delle risorse produttive disponibili, il mercato consumer rimarrà strozzato. Un eventuale rallentamento della domanda potrebbe favorire una riduzione dei prezzi, ma le conseguenze di una crisi del settore sarebbero difficili da prevedere, considerando quanto l'economia globale sia ormai legata agli investimenti nell'AI, come sanno bene 60.000 dipendenti di Microsoft in via di licenziamento.

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