Thronebreaker: The Witcher Tales, la campagna single player del Gwent 28

Dopo essersi fatta desiderare a lungo, la campagna single player del Gwent è finalmente arrivata sul mercato. Sarà valsa la pena attendere così tanto?

RECENSIONE di Pierpaolo Greco   —   18/10/2018

Della versione stand alone del Gwent sono ormai diversi anni che ne parliamo qui su Multiplayer.it. Addirittura nel lontano E3 del 2016 ci capitò per la prima volta l'occasione di vedere in azione quello che originariamente era un "semplice" mini-gioco di The Witcher 3: Wild Hunt. A suo tempo l'obiettivo di CD Projekt era di distribuire sul mercato un gioco di carte competitivo, multiplayer e free to play, che offrisse però anche un valido intrattenimento per gli amanti della narrativa e delle esperienze single player. Il progetto originale prevedeva infatti delle vere e proprie campagne per giocatore singolo da acquistare separatamente e che fungessero allo stesso tempo da lunghissimo tutorial alle meccaniche del Gwent, e da palliativo per gli amanti di Geralt e soci in attesa di un quarto capitolo di The Witcher o di uno spin-off che probabilmente vedremo solo dopo l'uscita di Cyberpunk 2077. Qualcosa però deve essersi inceppato durante la lavorazione e dopo una manciata di restyling grafici, alcuni sostanziali cambiamenti alle meccaniche di gioco e una sessione beta durata un anno e mezzo, l'idea iniziale venne letteralmente spezzata in due parti. Da un lato è rimasto Gwent: The Witcher Card Game, il gioco multiplayer originale che ha finalmente raggiunto una versione definitiva e stabile, e dall'altro abbiamo questo Thronebreaker: The Witcher Tales, un'esperienza single player ambientata nel mondo di The Witcher che basa tutto il suo gameplay sulle meccaniche del gioco di carte affiancandole però a una lunga storia narrata come una visual novel.

Ma Geralt c’è o non c’è?

Evitando come la peste qualsiasi rischio di spoiler, ci limiteremo a dire che Thronebreaker è ambientato pochi anni prima degli eventi narrati nella trilogia di The Witcher. Il personaggio ai nostri comandi è Meve, la bellissima regina di Rivia e Lyvia che si ritroverà coinvolta in spietati giochi di corte e terrificanti cospirazioni mentre il suo regno è messo a ferro e fuoco dalla seconda guerra con Nilfgaard. A livello narrativo possiamo considerare il titolo suddiviso in cinque differenti atti, ognuno basato su un'ambientazione ben distinta in modo da giustificare l'incontro con le diverse razze che popolano l'universo di The Witcher e soprattutto motivare la grande varietà di carte che ci troveremo a utilizzare e affrontare. Il tutto per una longevità che ci ha lasciato assolutamente sorpresi: dubitiamo che riuscirete a completare la storia in meno di 18-20 ore; chi scrive ne ha impiegate circa 24 tentando di raccogliere ogni collezionabile disseminato sulle mappe.

Riusciamo a sentire la domanda che riecheggia nelle vostre teste: ma in concreto questo Thronebreaker che gioco è? Consideratelo un titolo con due anime molto distinte. Da un lato abbiamo i match di Gwent su cui torneremo più avanti e dall'altro abbiamo la parte "esplorativa" dove avvengono gli snodi di trama, i dialoghi e ci si prepara ad affrontare gli scontri. In questa fase potremo muovere Meve all'interno di una mappa con vista isometrica dall'alto, come una sorta di Diablo ma con uno stile che ricorda numerosi JRPG: i colori sono vividi e il look è quasi da cartoon, con i personaggi delineati da tratti molto marcati, sul confine del cel shading. Durante questa componente di gioco dovremo girovagare per l'ambiente alla ricerca delle risorse che ci serviranno a potenziare il nostro accampamento e quindi a creare nuove carte per il nostro mazzo, ma potremo anche raccogliere alcuni collezionabili ben nascosti (che servono poi a sbloccare decorazioni e altre carte da usare nel Gwent multiplayer) e soprattutto ci ritroveremo a interagire con gli altri personaggi e ad assistere al prosieguo della trama.

Meve, durante il suo lungo viaggio di guerra, fuga, rinascita e vendetta, sarà accompagnata da numerosi personaggi, molti dei quali abbastanza noti nell'universo librario di The Witcher, e si ritroverà a interagire con tantissimi soggetti. In queste fasi la visuale di gioco si modificherà mostrandoci i dialoghi con uno stile che ricorda molto le visual novel con le figure su schermo parzialmente animate che si limitano a cambiare pose ed espressioni in funzione delle chiacchiere. Non mancano anche diverse fasi narrate a mo' di libro e, pur mancando in tutti i casi un vero e proprio sistema di dialoghi a scelta multipla, sarà lasciata al giocatore la possibilità di approfondire alcuni scambi di battute e soprattutto ci si ritroverà molto spesso a dover prendere delle decisioni complesse, e talvolta anche violente e sgradevoli, nel classico stile della serie. Le conseguenze di queste azioni saranno visibili graficamente visto che il mondo di gioco si modificherà in alcuni dettagli a seconda di quello che faremo, e potranno esserci anche conseguenze sulle carte che potremo utilizzare o che entreranno a far parte del nostro mazzo. Alcune potranno addirittura scegliere di abbandonarci a causa di una scelta impopolare.

Le meccaniche del Gwent

Anche su questo fronte Thronebreaker può essere concettualmente suddiviso in più parti ben distinte tra loro. Nel momento in cui il gioco ci pone infatti davanti alla necessità di affrontare un avversario, che sia umano, nano, bestia, elfo o mostro, entra in funzione il Gwent con tre variazioni sul tema. Da un lato ci sono infatti gli scontri classici - al meglio di tre round e senza alcun tipo di modifica al mazzo che abbiamo faticosamente costruito - che purtroppo sono anche quelli presenti in numero minore. Nella maggior parte dei casi ci troveremo infatti ad affrontare dei match del gioco di carte con regole speciali che alterano o modificano sostanzialmente il nostro mazzo e con un solo round a disposizione. Non mancano anche degli scontri-puzzle dove ci saranno concesse solo determinate carte e dovremo risolvere la battaglia studiando l'ordine preciso in cui utilizzarle.

Il risultato è che ben presto ci si rende conto che la fase di costruzione del mazzo, nonostante il numero di carte a disposizione del giocatore sia abbastanza sostanzioso (pur rimanendo lontanissimo dalle dimensioni di un Hearthstone o di un The Elder Scrolls Legends), sia abbastanza superflua. Passare delle ore a studiare le migliori combinazioni o a dosare il numero di carte oppure ad analizzare con cura le abilità speciali serve a ben poco, visto che lo stile degli scontri privilegia quasi sempre gli attacchi diretti o comunque le carte che possono fare danni, invalidando quella che è la meccanica base che distingue il Gwent da tutti gli altri giochi di carte: disorientare l'avversario per costringerlo a consumare tutte le sue carte. Dobbiamo però, allo stesso tempo, elogiare il lavoro fatto da CD Projekt per quello che concerne la varietà degli avversari. Nonostante vi ritroviate nel corso del gioco ad affrontare decine di match (probabilmente centinaia), i nemici hanno mazzi sempre diversi e non mancano anche degli scontri davvero molto originali complici alcune eccellenti idee di design utilizzate per differenziare le battaglie.

Proprio parlando della fase di costruzione del mazzo, Thronebreaker presenta una sorta di componente gestionale riguardante l'accampamento che possiamo "evocare" in qualsiasi momento durante l'esplorazione. Qui potremo spendere le tre risorse raccolte in giro per le mappe (legna, oro e reclute) per costruire e poi potenziare alcuni edifici che ci permettono sia di sbloccare e migliorare alcune carte, sia di accedere ad alcuni bonus e abilità in battaglia. Le carte vere e proprie possono poi essere create spendendo le stesse tre risorse fino ad averne un massimo di cinque per tipo. Non esiste una meccanica per "smontare" quelle possedute così da recuperare i reagenti: in Thronebreaker infatti le carte non si "sbustano" ma semplicemente si guadagnano andando avanti nella campagna o si creano a partire da quelle sbloccate nell'accampamento.

Cos'è il Gwent

Le regole di gioco del Gwent sono abbastanza semplici. La partita si basa sul meglio di tre round. Ogni giocatore inizia con dieci carte in mano e potrà pescarne delle nuove solo all'inizio del turno successivo (tre carte) oppure se qualche abilità speciale delle sue carte gli consente di farlo. A ogni round è possibile mettere a terra una singola carta a propria scelta poggiandola su una delle due fasce che compongono la propria metà dell'area di gioco (tre nel Gwent competitivo) e che rappresentano l'area dello scontro melee, oppure quello a distanza (o quello riservato alle armi d'assedio). Le carte possono essere delle abilità speciali oppure delle creature, queste ultime con un preciso valore di forza. A decretare il vincitore del round è la somma della forza di tutte le creature messe in campo nel momento in cui entrambi i giocatori scelgono di passare il proprio turno senza compiere alcuna azione. Il Gwent è un gioco molto tattico dove il giocatore deve imparare a leggere le mosse dell'avversario ed eventualmente bluffare scegliendo se sia meglio mettere giù l'ennesima creatura per tentare di superare il valore dello sfidante oppure se conservare le carte migliori per il round successivo.

La componente artistica

È difficile parlare di un aspetto tecnico per un titolo come Thronebreakers trattandosi di un gioco di carte. C'è però la componente esplorativa che merita qualche parola per essere descritta e giudicata. Come abbiamo già accennato in precedenza, in questa fase il gioco mostra un look dai colori accesi e sgargianti che potrebbe all'apparenza cozzare con l'oscurità tipica del mondo di The Witcher. In realtà questo aspetto artistico simil-cartoon quasi mette in risalto gli aspetti più drammatici e violenti del gioco creando una sorta di dissonanza che aumenta il senso di sgradevolezza per le azioni più immorali e negative che ci ritroveremo a compiere anche quando sceglieremo di agire in funzione del male minore. Inoltre tutti gli effetti speciali riguardanti le fiamme, le particelle e anche l'uso dell'illuminazione evidenziano la grande competenza tecnica di CD Projekt che non viene minimamente ridimensionata nonostante questo sia ovviamente un progetto meno vistoso da un punto di vista grafico.

Spendiamo delle ulteriori note di merito in primis nei confronti del design delle carte e del tavolo da gioco che si allontanano con grandissimo vigore da quanto visto in Gwent: The Witcher Card Game. La qualità delle illustrazioni è eccellente anche quando ci troviamo di fronte a quelle animate e ciò che avviene in partita è sempre ben evidenziato dagli effetti su schermo senza che questi risultino mai distraenti o soverchianti. Eccellente anche il doppiaggio in italiano e più in generale il sonoro tutto: le voci utilizzate ci sono sembrate tutte perfettamente nella parte e aiutano ad affrontare un titolo che per sua stessa natura richiede al giocatore di passare una buona parte del tempo ad ascoltare (e leggere) quello che avviene ai protagonisti delle vicende.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5-4690k a 3.6 GHz
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1080 con 8 GB
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Celeron G1820 o AMD A4-7300
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GT 730 o AMD Radeon R7 240
  • Disco: 15 GB di spazio libero
  • Sistema operativo: Windows 7, 8, 8,1, 10 (a 64 bit)
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i3 6100 o AMD FX-6300
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 660 o AMD Radeon R7 265
Versione testata
PC Windows
Prezzo
25,89 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (12)

8.3

Il tuo voto

Thronebreakers: The Witcher Tales va necessariamente analizzato in funzione della sua natura di gioco di carte. È ovvio e scontato che il Gwent vi deve piacere affinché questo titolo sia di vostro gradimento, visto e considerato che passerete gran parte delle venti e più ore richieste per completarlo ad affrontare match a questo card game. Tutta la componente narrativa ed esplorativa aggiunge infatti uno strato enorme di interattività e piacevolezza al gioco, ma non lo trasforma in qualcosa di più appetibile per chi non ha mai apprezzato il mini-gioco di The Witcher 3: Wild Hunt. Il nostro consiglio è quindi di scaricare e provare Gwent: The Witcher Card Game approfittando della sua natura free to play e, se vi appassionerete a quel gameplay, potete andare sul sicuro con questo Thronebreakers perché potrà soltanto stupirvi in positivo per la sua qualità e per la profondità della narrativa.

PRO

  • Se anche siete solo minimamente fan di The Witcher, la storia vi appassionerà
  • Ha una longevità inaspettata
  • Alcuni match evidenziano delle idee di design eccellenti

CONTRO

  • La fase di creazione del mazzo appare a tratti superflua
  • Nonostante le variazioni, il senso di ripetitività potrebbe farsi sentire

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