Tiger Woods PGA Tour 2004  0

Tiger Woods, il golf ed EA Sports. Un carismatico sodalizio che si rinnova anche quest'anno.

RECENSIONE di Dario Rossi   —  13 Novembre 2003

Ma quello sono io!

Dopo il passaggio full 3D sulle piattaforme a 128bit, la definitiva maturazione a livello ludico è avvenuta nell’edizione 2003, con il perfezionamento del sistema swing analogico, finalmente soddisfacente. Ciò che mancava per la definitiva glorificazione era un massiccio contorno in grado di intrattenere il giocatore a lungo, e questa è proprio la via che i programmatori hanno deciso di seguire. Ecco quindi che dopo un'esilarante intro realizzata col mototre del gioco, ci troviamo di fronte ad una sequela infinita di modalità, un torneo estremamente ricco che ripropone l’esperienza del PGA tour, e addirittura un random event basato su di un calendario allineato al clock interno della console! Se tutto questo non bastasse, la proverbiale ciliegina è rappresentata da una nuova feature strombazzata a gran voce sul retro di copertina: il Game Face mode. Questa modalità è una delle migliori trovate EA degli ultimi anni, e merita una descrizione approfondita. Tramite un’interfaccia intuitiva, sarà possibile creare il proprio golfista virtuale, stabilendone connotati e fattezze fisiche tramite numerosi parametri. Certo avete visto già molte volte una simile possibilità, ma i programmatori si sono decisamente superati a livello di completezza, offrendo al giocatore la possibilità di ricreare alla perfezione il proprio alter-ego digitale, oltre alla opportunità di godere dei perfezionamenti apportati al motore grafico. Mai si erano viste in un gioco simile delle figure poligonali così dettagliate, con una modellazione dei volti che rasenta il maniacale e una morbidezza che raggiunge le più raffinate produzioni orientali. Il paragone vi sembrerà insensato, ma valutando la direzione presa dal gioco in questa edizione, Tiger Woods 2004 sembra un Gran Turismo che si diletta sul green, l’enorme elasticità decisionale ed il senso di progresso ricordano molto da vicino il capolavoro Polyphony. Una volta terminata la creazione del nostro giocatore, saremo dirottati in un fornitissimo shop dove investire i propri risparmi nell’ impossibile: dalle attrezzature fondamentali per giocate modello, ai vestiti più cool, finendo negli oggetti più futili. Si intravede anche l’impronta del feticismo post-Barbie (ma anche The Sims della stessa EA) rinverdito da DOAX, con la possibilità di abbellire i propri personaggi con gli oggetti più disparati, dagli orecchini alle collane, dagli orologi alle tinte per capelli! Si capisce subito che il pro-shop è un elemento tutt’ altro che marginale o dissociato dal contesto ludico, rendendosi fondamentale per migliorare le proprie abilità, e quindi progredire nei tornei. Ovviamente il tutto ha un prezzo salato, ed il database è a dir poco mastodontico. Da qui l’esigenza di buttarsi subito a capofitto nei tornei più abbordabili per racimolare la pecunia necessaria per esaudire le esigenze più immediate. Tutto ciò non vi ricorda le prime corse con una modestissima Mazda, sognando le più performanti fuoriserie? A noi si.

Xbox vs PS2

Abbiamo testato Tiger Woods 2004 per entrambe le versioni. La palma del vincitore viene assegnata alla console Microsoft, ma solo per una maggiore pulizia video ed i caricamenti leggermente più veloci grazie al supporto dell'hard disk. La versione PS2 soffre di fenomeni di aliasing e flickering, ma per il resto ci troviamo di fronte al medesimo motore grafico (quindi ottimo). A nostro avviso non si tratta di differenze in grado di rappresentare un decisivo criterio di scelta. Lo è invece l’inevitabile confronto (in ambito Xbox) con l’ormai prossimo Links 2004 che, a differenza di TW, offre il pieno supporto Live. Una scelta non certo facile, che noi di Multiplayer lasciamo diplomaticamente a voi lettori.

W l'abbondanza

Come già detto, le modalità disponibili hanno raggiunto un numero smodato: allenamento, stroke game, match uno-contro-uno, eccentriche sfide arcade e addirittura un world tour. Tutto questo poteva annullarsi di fronte ad un numero di percorsi esiguo, ma anche in questo senso l’abbondanza regna sovrana. Ben 21 campi, tra cui molti licenziati come l’immancabile ed incantevole Pebble Beach, ma anche TPC at Sawgrass, Spyglass Hill e molti altri. Per i più fantasiosi non mancano all'appello percorsi originali alquanto bizzarri, da sbloccare progredendo nel gioco. Anche il numero di golfisti disponibili non è certo da meno, con il fuoriclasse di colore che si distingue per il suo spiccato carisma, ma considerata la completezza dell’edit mode, poter calcare i campi con il proprio personaggio rappresenta un’ opportunità imprescindibile. Tecnicamente parlando, malgrado il motore non sia stato riscritto da zero, la qualità estetica raggiunta in questo update lascia letteralmente basiti. L’occhio sfugge costantemente al campo d’azione dell’atleta, perdendosi negli struggenti panorami, sugli stormi di uccelli che si innalzano al cielo, sul pubblico che assiste in silenzio al colpo. Quest’ultimo è finalmente ad un livello qualitativo decoroso, e si anima in relazione agli esiti dell'azione. Il colpo di grazia arriva dal taglio registico tipicamente EA, totalmente proiettato alla spettacolarizzazione più estrema, con zoomate mozzafiato, cut in 16:9 e tutto il necessario per elevare la galvanizzazione oltre i limiti di guardia. Per il resto si gioca come sempre, performando lo swing tramite levetta analogica previa zoomata di preview sul punto d’impatto della pallina. I programmatori hanno calcato molto la mano sulla permissività generale, accompagnando il newbie dolcemente con una pletora di tutorial, tips ed assegnazione istantanea della mazza più idonea al tiro.

Spaghetti!

Le intenzioni risultano chiare da subito, l’offerta ludica presentata dal gioco vuole soddisfare principalmente le esigenze di un'immediatezza arcade, fattore ulteriormente sottolineato dalla presenza dei supertiri stile il celebre SPA-GHET-TI del cartone Ashita Tenki Ni Nare (in Ita Tutti in campo con Lotti). Come sempre, è possibile applicare in volo l’effetto alla pallina per correggere atterraggi potenzialmente deleteri, una caratterizzazione che potrebbe far storcere il naso ai puristi di questa disciplina. Ma Tiger Woods 2004 è così, un arcade vestito per le grandi occasioni, maledettamente divertente, rilassante ed evasivo. Si potrebbe obbiettare la mancanza di sostanziali innovazioni nel reparto ludico, l’approccio è rimasto del tutto immutato rispetto al predecessore; squadra vincente non si cambia, ma un’ulteriore approfondimento dello swing sarebbe stato quantomeno auspicabile. E’ ancora impossibile difatti stabilire la perfetta calibratura di potenza del tiro, negata dalla mancata presenza di un apposito indicatore. La possibilità di correggere i tiri post-swing incentiva esageratamente il giocatore ad utilizzare il turbo per consumare le distanze più impegnative, portando praticamente a zero il fattore simulativo. Anche il putting si rivela ancora un po’ troppo approssimato, fornendo solo una flebile traccia della pendenza sulla traiettoria ottimale pallina/buca, lasciando tutto il resto all’abilità e fortuna. Paradossalmente, questa sezione si rivela molto più simulativa dei tiri lunghi, richiedendo un discreto impegno poco agevolato dall’impossibilità di un preciso dosaggio di potenza al colpo. Decisamente più azzeccata la soundtrack rispetto all’anno scorso, con una serie indovinata di motivi pop-rock e hip-hop che contribuiscono ad un aspetto fresco e molto cool, anche se di spiccato gusto yankee. Peccato per la mancanza del supporto online (del tutto assente su Xbox, limitata all'America su PS2), un deficit che getta una preoccupante ombra sulle politiche EA in questo settore

Commento

Non ci sono dubbi in proposito, Tiger Woods PGA Tour 2004 è lo stato di grazia della serie. Un motore grafico di prim’ordine si sposa con una giocabilità immediatamente appagante, pregi che raggiungono l’apice con una modalità custom strepitosa ed una longevità glorificata dalle infinite competizioni. A questo punto vi chiederete la ragione del contrasto tra le nostre entusiastiche parole e la valutazione finale. I motivi sono principalmente da riscontrarsi nella mancanza di reali innovazioni rispetto alla precedente edizione, un fattore per niente trascurabile per chi segue questa saga dagli esordi. Tutti gli altri possono tranquillamente alzare il voto di un punto, EA Sports ha fatto centro, ma per il prossimo anno ci aspettiamo un vero passo avanti.

    Pro:
  • Realizzazione tecnica di rilievo
  • Fantastica la modalità Game Face
  • Vi durerà fino all’anno prossimo
    Contro:
  • Nessuna novità sotto il profilo ludico
  • Troppo elementare per i più esigenti
  • Nessun supporto online (PS2 solo USA)

Fedele alla sua politica di rilascio a cadenza annuale, EA Sports continua imperterrita a proporre i suoi brand sportivi di successo. Tra questi abbiamo il nuovo Tiger Woods, ultimo rappresentante della saga golfistica che maggiormente ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni, almeno in relazione ai titoli della celebre softhouse canadese. Vediamo quali sono le aggiunte apportate da questo succoso sequel.