Caro amiibo mio 87

Che prospettive ci sono per la nuova linea di giocattoli Nintendo?

ANTEPRIMA di Alessandro Bacchetta   —   12/06/2014

Oltre ai vari videogiochi, Nintendo a questo E3 ha anche presentato, nella loro forma definitiva, i famigerati amiibo. Non che li aspettassimo con questo nome, ci mancherebbe, ma sono mesi che se ne parla: a essere precisi, da quando Iwata ne ha anticipato il concept in uno degli ultimi incontri con gli azionisti.

Gli amiibo non sono altro che delle statuette raffiguranti personaggi Nintendo, che rientrano nel filone reso celebre da Skylanders. Fanno parte del piano, su larga scala, di rilanciare le IP dell'azienda al di fuori del loro abituale ambito di appartenenza: si parte dai giocattoli, si potrebbe arrivare a delle app per cellulare, o a dei parchi a tema... ma fermiamoci qui con le supposizioni. Entro fine 2014 verranno lanciate dieci diverse statuette, dal prezzo ancora ignoto, e il catalogo verrà ulteriormente ampliato nel corso del prossimo anno. Una volta che avrete acquistato una di queste semplici, essenziali action figure (quasi un'esagerazione chiamarle così, in effetti) potrete farla interagire con alcuni videogiochi Nintendo, il tutto senza l'ausilio di ulteriori periferiche: basterà poggiarla sul Gamepad del Wii U, precisamente in basso a sinistra, per attivare lo scambio dati. L'interazione varierà da titolo a titolo, com'è naturale: si parte quest'anno con Super Smash Bros (per home console), ma prenderanno parte al progetto anche Yoshi Woolly World, Mario Party 10, Captain Toad e, addirittura, opere già pubblicate come Mario Kart 8. Nel 2015, in questo caso con la mediazione di un piccolo add-on, il tutto sarà esteso anche a Nintendo 3DS. Nel roster iniziale non mancheranno le star più celebrate: Mario, Link, Donkey Kong, Pikachu... insomma, i soliti noti. Punteremmo qualche euro anche sul vecchio Kirby, tanto caro ad Iwata.

A chi si rivolgono davvero gli amiibo? Ai bimbi, o al recente vincitore del torneo di Smash Bros.?

A chi interessano?

Il target di questa produzione è molto vago. Non c'è dubbio che Nintendo abbia da tempo progettato la mossa: se Iwata l'ha proposta agli azionisti in questi tempi cupi, be', significa che a Kyoto credono nel suo potenziale.

Non è improbabile che sia stata elaborata durante il boom di Skylanders, con l'auspicio di esaltare i già eccellenti risultati commerciali sfruttando la fama delle creature Nintendo. Si tratta di una mossa classica di Iwata: se coi portatili il must a metà generazione è il restyling della console (Game Boy Advance SP, Nintendo DS Lite, Nintendo 2DS), con le home console assistiamo regolarmente alla pubblicazione di una periferica ipoteticamente innovativa. La connessione al Game Boy Advance in epoca GameCube, il Motion Plus sul Wii, e ora gli amiibo su Wii U. Purtroppo per Nintendo l'ultima console, per quanto prospetti un radioso futuro, finora ha venduto poco; di conseguenza, il pubblico potenzialmente interessato alle statuette è, per forza di cose, sicuramente più piccolo rispetto a quello preventivato. Ma soprattutto, contestualmente al titolo di questo paragrafo: a chi potrebbero interessare? Sebbene in giro si legga il contrario, il Wii U non è una console per bambini; o meglio, la sua utenza principale, al momento, non sono i bambini, ma gli appassionati di videogiochi in generale, e quelli Nintendo in particolare. Difficile che questi giocattolini, tra l'altro non malleabili, possano magnetizzare nuovo pubblico; quasi utopico supporre che, attraverso la statuina, un bimbo possa interessarsi al Wii U. Saremmo felici di sbagliarci, e gradiremmo scoppiasse una amiibo mania, ma le possibilità sono misere. Allo stesso tempo è vero che in questo caso rischiare non costa nulla, o quasi: sicuramente Nintendo non ha pagato a caro prezzo questo progetto (per i loro standard, ovviamente) e se non vendesse si potrebbe arrestare in tempi brevi, e senza perdite importanti. Se il viatico "da amiibo a Wii U" è impervio, quanto potrà interessare quello opposto? Quanti utenti fidelizzati, molti dei quali ormai ventenni e trentenni, entreranno nel negozio sotto casa per comprasi una statuetta di Pokémon?

Super Smash Amiibo

Non è facile rispondere alla domanda appena posta, e non lo è anche perché i dettagli rivelati sono pochi. Il concetto è chiaro: si compra il giocattolo di Donkey Kong, lo si poggia sul Gamepad, lo scimmione cravattato appare su schermo. Un processo limpido, semplice. Ma, a differenza dei precursori third party, le statuette Nintendo saranno compatibili con tanti prodotti, addirittura già usciti in passato: in che modo, ad esempio, Marth potrà apparire in Mario Party? In quali vesti Link si manifesterà in Mario Kart?

Quasi impossibile che possa digitalizzarsi in un elfo (hylian o kokiri che sia, non siate puntigliosi) kartista. Stonerebbe. Quindi: se un gioco supporta un amiibo, significa indirettamente che garantisce l'utilizzo di ogni statuetta? E se non fosse così, avremmo una lista dei personaggi contemplati? O viceversa, le confezioni dei videogame saranno corredate da un elenco delle action figure utilizzabili? Perché al momento, per le ragioni esposte prima, il target più probabile è proprio quello degli hardcore gamer, che magari torneranno a casa col giocattolino nascosto sotto l'impermeabile: uno sforzo accettabile se ripagato da un Mario, lui sicuramente compatibile con chiunque, più forte di quello "base". Non avendo altri termini di paragone, dobbiamo basare le nostre congetture proprio su Super Smash Bros, gioco in cui sarà possibile personalizzare il proprio amiibo potenziandone le abilità, personalizzandone le super mosse, utilizzandolo come aiuto, sfidante o personaggio. Il punto focale è: se sono un giocatore "pro" (o comunque appassionato) del gioco di Sakurai, se il mio combattente preferito esiste come amiibo, allora mi conviene comprarlo e farlo diventare una macchina da guerra, o sarà sempre alla pari con quello base già inserito nel roster principale? Sembra una velleità, ma la diffusione di questi prodotti, almeno per quest'anno, dipenderà soprattutto da questo. I fan di Smash Bros sono tanti, e disposti a tutto pur di buttare giù l'avversario da quella maledetta arena: sì, anche a spendere 10 euro (o quanti saranno), per una statuetta di Kirby con cui non giocheranno mai nella sua dimensione materiale. Le riflessioni su un successo del genere, totalmente distaccato dall'idea baloccante che dovrebbe sussumere l'intero progetto, sarebbero molte, e abbastanza complesse. Vi diamo un consiglio: se volete acquistare una statuetta, iniziate con Mario o Yoshi. Loro sicuramente interagiranno con tutti - o quasi - i giochi annunciati. Se poi gli amiibo riusciranno anche a portare Samus accanto a Capitan Toad, be'... peggio per il funghetto. Da lontano, infrascato dai cespugli, potrebbe sembrare un metroid.