Digital Foundry ha realizzato una nuova analisi in cui spiega che la versione PC di Crimson Desert è la migliore per via delle tecnologie di NVIDIA e AMD mirate all'ottimizzazione del ray tracing, ovverosia Ray Reconstruction e Ray Regeneration.
Sappiamo infatti che il titolo di Pearl Abyss utilizza il ray tracing per gestire l'illuminazione indiretta, un elemenco fondamentale per arricchire l'estetica del gioco, ma gli sviluppatori hanno dovuto accettare dei compromessi in tal senso per non incidere eccessivamente sulle prestazioni.
Nella fattispecie, lo studio ha ridotto la global illumination in ray tracing a 1/16 di raggio per pixel, mentre i riflessi ray traced sono renderizzati a un quarto della risoluzione, applicando poi un leggero denoiser che però produce risultati tutt'altro che eccellenti, appiattendo la grafica.
Utilizzando tuttavia le tecnologie di Ray Reconstruction di NVIDIA e Ray Regeneration di AMD, la situazione migliora nettamente e l'illuminazione si trasforma, diventando molto più ricca e naturale, e stabilendo una differenza sostanziale rispetto alle versioni console di Crimson Desert.
Il prezzo da pagare
Rispetto alla già impressionante versione PS5 Pro, Crimson Desert guadagna dunque parecchi punti sui PC che possono gestire queste tecnologie, che hanno inevitabilmente un prezzo prestazionale anche molto importante, a seconda della GPU utilizzata.
Con una NVIDIA RTX 5080, giocando a 4K, l'attivazione della ray reconstruction comporta infatti un calo del frame rate quantificabile in circa il 14%, ma è chiaramente sulle schede AMD che il conto si fa più salato: con una RX 9070 XT si può registrare un'incidenza che arriva al 24%.