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LumenTale: Memories of Trey, la recensione del monster collector italiano che sfida Pokémon

Abbiamo viaggiato in lungo e in largo per le terre di Talea e siamo ora pronti per parlarvi di uno dei migliori monster collector degli ultimi anni: Lumentale: Memories of Trey.

RECENSIONE di Mattia Pescitelli   —   30/05/2026
I protagonisti di LumenTale circondati da Animon

Quando l'omaggio supera la soglia e diventa, se non plagio vero e proprio, quantomeno copia priva di personalità? Me lo sono domandato diverse volte giocando a LumenTale: Memories of Trey, nuovo, ambizioso progetto del piccolo team italiano di Beehive Studios, che in passato si era già cimentato nel genere con il videogioco "fanmade" Xenoverse: Per Aspera Ad Astra.

Dopo una campagna Kickstarter che con oltre 160mila euro ha più che doppiato l'obiettivo richiesto per la realizzazione, LumenTale: Memories of Trey è finalmente sbarcato su PC e Nintendo Switch lo scorso 26 maggio, con le versioni PlayStation e Xbox attese in un secondo momento. L'intento non era di certo quello di abbattere Golia, ma sicuramente, anche se solo nell'orgoglio, alcune delle pietre scagliate hanno saputo colpire nel segno, intaccando una volta di più la laccatura sacrale che protegge il gigante dei mostri tascabili.

Scherzi della mente

Le vicende che popolano il mondo di LumenTale si svolgono a Talea, un continente ricco di storia, misteri e contraddizioni. Questa terra è abitata da umani e Animon, creature strettamente legate alle strane forze naturali che compongono il creato.

Noi vestiamo i panni di Trey, un ragazzo che si sveglia senza il ricordo di come sia finito a Borgo Iride, nel laboratorio di un certo Kaplan, uno scienziato che si è trovato ad accudire suo nipote, Ales.

Kaplan, vedendo in noi del potenziale inespresso, ci fornisce un Holoken, dispositivo fondamentale per ogni Lumen (una sorta di celebrità chiamate a sfidarsi sia in maniera amichevole che per difendere il proprio territorio da minacce esterne e poco gradite).

Trey, il protagonista di LumenTale
Trey, il protagonista di LumenTale

Attraverso questo strumento, siamo finalmente in grado di catturare e gestire gli Animon che vagano liberamente per Talea. Durante la nostra permanenza, però, una calamità colpisce Borgo Iride. Questo porta Trey e il piccolo Ales, su consiglio dello zio, a intraprendere un viaggio alla ricerca dei ricordi perduti del protagonista che li condurrà nei maggiori centri abitati delle due grandi regioni che compongono Talea: Logos e Mythos.

I nomi lo dichiarano sin da subito: da una parte la ricerca ossessiva del pensiero razionale e del progresso, dall'altra l'influenza delle tradizioni e l'aura leggendaria. Separate sin dalla scissione dell'Impero, sta al giocatore scegliere da quale delle due iniziare l'avventura.

La mappa di Talea, a nord-ovest Logos, a sud-est Mythos
La mappa di Talea, a nord-ovest Logos, a sud-est Mythos

Da come potete capire, la struttura del gioco è molto simile a quella sfruttata (forse abusata?) da Pokémon, con zone dove farsi le ossa, brulicanti di Animon, che conducono alla grande città in cui bisogna sconfiggere la squadra cittadina per avanzare nella classifica nazionale e riportare il nome di Borgo Iride sulla bocca di tutti.

Niente di nuovo, se non fosse che, a livello narrativo (pur reiterando costantemente la struttura di "arriva nell'insediamento, ottieni il favore del capitano sconfiggendo l'Animon leggendario che minaccia la pace cittadina e, solo allora, affronta la squadra) il titolo di Beehive almeno ci prova a raccontare qualcosa di un po' più elaborato. Dietro al mondo di gioco si celano una malinconia e una cupezza di fondo che solo approssimativamente sono state sviscerate da altri videogiochi del genere, dove lo sfruttamento di risorse ed esseri viventi viene solitamente spazzato con velocità sotto al tappeto.

Uno scorcio sul mondo di gioco
Uno scorcio sul mondo di gioco

La scrittura è semplice, immediata, niente di alto o verboso: si accosta perfettamente alla tipologia di gioco senza dare per scontato questo elemento che rimane, comunque, molto importante per un'avventura che deve fare del carisma del suo mondo e dei suoi personaggi l'arma principale per abbattere il muro, molto alto e molto spesso, del paragone.

Non chiamateli Pokémon

Nonostante la storia, i personaggi, gli ambienti, i veri protagonisti di LumenTale sono a tutti gli effetti gli Animon. Queste creature (in totale sono ben più di 100) si suddividono in tredici categorie elementali che ne determinano abilità, resistenze, debolezze e mosse. Oltre alla natura elementale, ogni Animon presenta uno di cinque attributi differenti, una sorta di "tratti" che tornano utili in combattimento.

I cinque starter di LumenTale, uno per ogni attributo speciale
I cinque starter di LumenTale, uno per ogni attributo speciale

Proprio quest'ultimo riprende a piene mani dalla tradizione dei giochi di ruolo a turni, discostandosi dal Pocket Monster suo antenato per la possibilità di posizionare sul campo fino a quattro Animon in contemporanea a partire da una squadra di sei.

Ciò permette di approcciarsi al combattimento in maniera totalmente differente rispetto al mero scontro "uno contro uno", privilegiando varietà e mosse in grado di influenzare passivamente anche gli altri Animon in partita.

Il combattimento a turni: fino a quattro Animon in contemporanea sul campo
Il combattimento a turni: fino a quattro Animon in contemporanea sul campo

Durante il turno si ha a disposizione un numero di punti azione limitati che si rigenerano ogni volta che tutti gli Animon hanno svolto la loro azione. Più Animon sono in campo, maggiore sarà il numero di punti azione che si possono sfruttare. Ovviamente, questi non si spendono unicamente attaccando, ma anche cambiando un Animon con uno in panchina, utilizzando oggetti, aggiungendo bonus all'attacco attraverso l'attributo speciale dell'Animon, tirando una "bilia" per catturare una creatura selvaggia o scansionando quelle sconosciute per scoprirne i punti deboli.

Se si effettuano colpi critici o attacchi superefficaci, inoltre, si alimenterà la barra dell'attacco speciale, un'azione bonus gratuita e liberamente selezionabile tra quelle a disposizione. A scandire il turno ci pensa una linea della gerarchia d'attacco, che varia a seconda dell'agilità degli Animon, sia amici che nemici: più la statistica è alta, prima sarà tempo per loro di agire.

Pymant, uno dei primi Animon leggendari che ci si trova ad affrontare
Pymant, uno dei primi Animon leggendari che ci si trova ad affrontare

Sembra tanto (e, forse, lo è), ma sono tutte dinamiche che, un po' per conoscenza pregressa, un po' per facile assimilazione, rendono le partite abbastanza interessanti, spingendo a sperimentare con la propria squadra di Animon combinando le mosse a piacimento, aumentando o abbassando le statistiche in libertà man mano che si ottengono nuovi punti da spendere e mescolando creature con elementi e attributi differenti per trovare la migliore combinazione con la quale affrontare una determinata regione (anche se non è detto che, ad esempio, nella "terra del fuoco" si trovino unicamente avversari con squadre mono-elementali, quindi rimanete in campana).

L’arte di sapersi limitare

Quando si crea un nuovo mondo, specie se figlio di influenze provenienti da un capostipite che è guardato con rispetto e affezione dai suoi stessi creatori, è molto facile cadere nel tranello di riempirlo di tutte le idee che vengono in mente. Un mondo pieno, però, non significa necessariamente un mondo vivo o più interessante.

La squadra di Animon
La squadra di Animon

In LumenTale, infatti, si può fare molto più che combattere. Parte integrante dell'esperienza è sicuramente l'esplorazione. Oltre a catturare creature e andare in giro a raccogliere oggetti sparsi per gli angoli delle aree navigabili, è anche possibile utilizzare le abilità dei propri Animon per liberare passaggi o crearne di nuovi, così da raggiungere posti prima irraggiungibili.

Tali funzioni, che vanno sbloccate man mano che si procede nell'avventura (cosa che spinge a ripercorrere i propri passi per scoprire cosa ci si è lasciati alle spalle), sono legate all'Holoken, questa sorta di yo-yo che permette di catturare Animon con le bilie anche al di fuori dal combattimento (a patto di completare al meglio delle proprie possibilità un quick-time event) o di sorprendere gli Animon selvaggi intaccando i loro punti vita a seconda del livello dei nostri Animon (che, se abbastanza alto, non darà neanche inizio allo scontro, ma assegnerà unicamente i punti esperienza).

La borsa degli oggetti
La borsa degli oggetti

I livelli funzionano sostanzialmente alla stessa maniera dei vari Pokémon, con mosse che si sbloccano ed evoluzioni che cambiano l'aspetto e le statistiche dei nostri Animon.

Già qui ci sarebbe stato abbastanza pane per i denti della maggior parte dei giocatori, ma Beehive Studios ha voluto fare di più (merito o colpa anche della campagna Kickstarter che, come quasi tutte le più recenti, propone degli obiettivi, superati i quali si sbloccano elementi "extra" che verranno introdotti all'interno del progetto).

Una delle fontane dove riposarsi e costruire
Una delle fontane dove riposarsi e costruire

LumenTale: Memories of Trey permette di creare oggetti e di cucinare alle fontane sparse per le varie aree del gioco dove far recuperare le forze agli Animon, ma ci è parso un elemento poco coeso con il resto dell'esperienza, accessorio e poco intuitivo, che non torna mai veramente utile, visto anche il fatto che si fa prima ad andare a comprare ciò che serve a un negozio che non a crearlo da zero.

L'Anispace, il box degli Animon personalizzabile
L'Anispace, il box degli Animon personalizzabile

Altro elemento accessorio, anche se più gradevole, è l'Anispace, uno spazio dove depositare gli Animon catturati, personalizzabile con oggetti e mobili comprati o trovati, dove far anche allenare le creaturine mentre continuiamo a macinare vittorie con la squadra attuale.

Per quanto sia un'idea simpatica, è anche la principale fonte di bug del titolo, spesso incastrandosi quando si interagisce con l'interfaccia o "paralizzando" il protagonista sul posto, non permettendo al nostro alter ego di muoversi neanche al di fuori di esso.

Il Lumen Management Device, pagina dove vedere tutti i nostri progressi (e sfidare in battaglia altri giocatori online)
Il Lumen Management Device, pagina dove vedere tutti i nostri progressi (e sfidare in battaglia altri giocatori online)

Pure la vastità degli elementi che compongono il sistema di combattimento creano dei cortocircuiti di bilanciamento che, a volte, possono portare a impasse poco piacevoli, come quella volta che, davanti a un Animon leggendario che aveva incrementato enormemente la statistica di agilità, il mio Animon, immune a qualsiasi attacco dell'avversario, non riusciva a mandare a segno il colpo, portando a un circolo vizioso di schivate/effetti nulli che non poteva essere interrotto se non forzando la chiusura del gioco (in combattimento il menù è bloccato e non vi si può accedere in alcun modo) o attaccando fino a che, colpo a vuoto dopo colpo a vuoto, uno non finiva per colpire il bersaglio.

Collezionali tutti

All'opposto di questi due elementi si trova la vera, piccola perla del titolo: il suo gioco di carte collezionabili personalizzato. A Talea, infatti, gli Animon sono diventati così celebrati da aver spinto gli umani a creare carte collezionabili, i cui pacchetti o box da cinque buste si possono comprare (esclusivamente con valuta di gioco, è bene specificarlo) in praticamente ogni città.

Una carta che racchiude tutta la malinconia non troppo celata che circonda il titolo
Una carta che racchiude tutta la malinconia non troppo celata che circonda il titolo

Diciamo solo che gran parte del denaro racimolato da tornei e missioni ha finanziato la mia ricerca spasmodica di tutte le carte, illustrate, tra l'altro, da un gran numero di artisti italiani che, sotto la direzione di Dario Moccia e dell'agenzia creativa Smile, hanno saputo dare ancora più carattere e identità ai mostri realizzati da Beehive.

Lobstrike di TheFrancio, una delle mie preferite
Lobstrike di TheFrancio, una delle mie preferite

Tra carte comuni, varianti olografiche e le ambitissime carte Power, questo è uno di quegli elementi accessori capaci di colpire in positivo, anche se si decide di lasciarli da parte per focalizzarsi unicamente su altri aspetti che si ritengono più rilevanti.

Maestria nostrana

Negli ultimi anni tanti studi di sviluppo italiani hanno iniziato a imporsi nel panorama videoludico mondiale grazie a progetti visivamente accattivanti, che nulla hanno da invidiare al resto del mercato. LumenTale rientra decisamente tra questi.

L'HD-2D di LumenTale, pur non essendo rivoluzionario, restituisce comunque un bel colpo d'occhio
L'HD-2D di LumenTale, pur non essendo rivoluzionario, restituisce comunque un bel colpo d'occhio

Con un HD-2D che ricorda quello di serie come Octopath Traveler, il gioco offre un colpo d'occhio più che discreto che vibra e respira senz'altro grazie ai suoi sprite bidimensionali e alle illustrazioni che affiancano i dialoghi o che introducono alle battaglie più ostiche contro gli Animon leggendari.

Ogni città, ogni bioma, ogni personaggio è scolpito nei minimi dettagli, donandogli un'unicità non scontata per una produzione contenuta come questa. Si vede che la passione e la fame creativa hanno preso il sopravvento, specialmente quando ci si scontra con il quantitativo smodato di pose ed espressioni che farebbero invidia a una visual novel di alto profilo. Questa grande varietà aiuta moltissimo i dialoghi, convogliando la narrazione, rendendola più scorrevole e meno statica.

Anche il comparto sonoro ha le sue qualità. Pur essendo più asciutto rispetto alla soverchiante controparte visiva e nonostante ripeta molto spesso le stesse tracce, risulta comunque poco pesante e perfettamente in tono con quest'avventura che, sotto la leggerezza superficiale, nasconde delle ferite piuttosto profonde.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 24,99 €
Multiplayer.it
7.5
Lettori
ND
Il tuo voto

LumenTale: Memories of Trey è tutto quello che Pokémon non è stato negli ultimi quindici anni. Nonostante il piccolo team di Beehive Studios sia caduto nella tentazione di riempirlo di elementi, cosa che ha lasciato qualche onta sulle sue vesti, il titolo riesce a sfondare quel muro di dubbi e comparazioni che sorge spontaneo non appena si inizia a esplorare il mondo di Talea. Con questi progetti, spinti dalla passione e dalla voglia di omaggiare o creare la propria versione di un immaginario con il quale si è cresciuti, c'è sempre l'altissimo rischio di annegare durante la traversata, trascinati a fondo da sensi di colpa, scarsità di autocontrollo e, perché no, anche superbia. Eppure, magia delle magie, LumenTale si erge in piedi con le sue sole forze e con anche un'umiltà espressiva alla base che è difficile trovare altrove. Certo, il piedistallo presenta qualche crepa, ma quale opera, in fondo, ne è realmente priva?

PRO

  • Gli Animon hanno un bel carattere
  • Rispolvera una formula datata e la fa sua con successo
  • Il GCC è il sogno di ogni appassionato

CONTRO

  • Il bilanciamento, a volte, zoppica
  • Qualche bug minore che mina l'esperienza
  • Si poteva alleggerire di alcuni contenuti poco incisivi
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