South Park: Scontri Di-retti - Voci dal Sottobosco  19

Dopo tanti posticipi, siamo vicinissimi all'uscita del nuovo RPG ispirato all'irriverente serie televisiva

RUBRICA di Christian Colli   —  2 mesi fa

Per alcuni South Park è diventato una religione. Il che è tutto dire, se si considera che nell'universo del cartoon Gesù Cristo è in un team di supereroi insieme a un sempre censurato Maometto, mentre Satana si sbatte Adolf Hitler all'inferno. La serie televisiva creata nel 1997 da Trey Parker e Matt Stone ha conquistato milioni di fan attaccando, senza mezze misure e senza peli sulla lingua, la società, soprattutto americana, per fare una satira spietata. Parker e Stone non si sono mai tirati indietro, prendendo di mira anche VIP del calibro di Donald Trump, il Papa, Hillary Clinton, Kim Jong Un e Kanye West. E se vi state chiedendo che cosa ci faccia Kanye West in un elenco col Papa e Donald Trump, forse avete cominciato a intuire perché all'America serva una serie TV come South Park. Parker e Stone, sempre attenti alle mode e ai vizi della gente normale, che poi è quella che conta, hanno avuto un occhio di riguardo anche per il mercato dei videogiochi: i protagonisti della serie sono perlopiù eterni bambini ed è normale che comprino una PlayStation o una Xbox. È meno normale che complottino come ne Il Trono di Spade per decidere chi debba comprare cosa, ma questo accadeva quattro anni fa: oggi i bambini di South Park fanno cosplay da supereroi e cascano nel tranello della Civil War, dando il via al nuovo RPG che finalmente si appresta a uscire dopo una lunghissima attesa.

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Un ritardo giustificato?

Come detto un titolo e un filmato più sopra, Scontri Di-retti (titolo italianizzato dell'originale "A fractured but whole" che non si riferisce esattamente a un'unità spaccata in due...) è stato annunciato il 13 giugno 2016, durante la conferenza di Ubisoft all'E3: il gioco sarebbe dovuto uscire all'inizio del 2017, ma poi la data di lancio è stata rimandata più volte fino a collocarsi nell'ottobre dello stesso anno. "Il Bastone della Verità è stato un grande successo, perciò le aspettative nei confronti di Scontri Di-retti erano altissime", spiega Jason Schroeder, interrogato sull'enorme ritardo del nuovo titolo ispirato a South Park. "All'inizio del 2017 abbiamo guardato meglio il gioco, ci siamo chiesti se fosse nelle condizioni di soddisfare quelle aspettative e abbiamo capito subito che non lo era affatto. Avevamo bisogno di più tempo". Jason Schroeder è il director di Scontri Di-retti che, a differenza del prequel Il Bastone della Verità, non è stato sviluppato da Obsidian Entertainment, ma da Ubisoft San Francisco. "A quel punto dovevamo soltanto rifinire i contenuti e assicurarci che non stonasse nessuna battuta: il gioco doveva essere memorabile come il precedente". Ad assicurarsi che tutto fili liscio, ovviamente, ci sono anche i creatori di South Park, e il loro contributo non è soltanto un copyright e una menzione nei titoli di coda. "Matt e Trey sono coinvolti nello sviluppo tanto quanto i programmatori", assicura Schroeder. "Li chiamiamo ogni giorno e io passo a trovarli personalmente almeno un paio di volte al mese per sincerarmi che siano soddisfatti dei nostri progressi e del modo in cui stiamo adattando la loro sceneggiatura".

Fortunatamente, Matt e Trey sono videogiocatori di vecchia data, perciò c'è un livello di comprensione che aiuta tantissimo a far sì che ogni battuta e che ogni dettaglio siano al posto giusto. "Matt e Trey ricevevano una nuova build ogni settimana, prima che finalizzassimo il progetto, ma ovviamente non potevano sedersi a giocare di volta in volta visto che si tratta pur sempre di un lungo gioco di ruolo, e così preparavamo dei filmati che mostravano le cinematiche e le sequenze interattive quasi come fossero delle puntate della serie animata: in questo modo potevano comunicarci le loro opinioni praticamente in tempo reale". Nonostante ciò, dovrebbe essere chiaro a tutti che lavorare a un videogioco e lavorare a una stagione di South Park sono due cose completamente diverse. "È più dura. Più difficile", ammette Trey Parker in persona, il quale scrive e produce South Park da più di vent'anni. "Dapprincipio è super divertente perché sei lì a farti venire un'idea dopo l'altra, ma poi quando bisogna fermarsi a far funzionare tutto... be', comincia a essere meno divertente. E negli ultimi mesi dello sviluppo non lo è proprio per niente".

Bisogna anche dire che Matt e Trey escono da un periodo non proprio facilissimo. Perlopiù si tratta di voci di corridoio, ma pare che i due autori hanno avuto qualche problema proprio con la scorsa, esilarante stagione di South Park, quando hanno preso di mira nientepopodimeno che il nuovo presidente degli Stati Uniti. Sembra che Trump non abbia preso bene la loro satira - nella serie TV lo hanno fatto interpretare dal folle Mr. Garrison, ribattezzandolo... "Peretta Gigante"! - e che l'infelice esito delle elezioni abbia causato qualche grattacapo di troppo. Qualcuno ha pensato che sia stato anche questo a rimandare il lancio di Scontri Di-retti, rallentando il lavoro di Matt e Trey. "La verità è che sono proprio le scadenze e le pressioni a scatenare il loro umorismo", sostiene però Schroeder. "Matt e Trey producono ogni puntata di South Park in appena cinque o sei giorni ed è in quell'arco di tempo che riescono a ideare le battute più divertenti. Il ciclo di sviluppo di un videogioco, in confronto, per loro è veramente troppo lungo".

I videogiochi e la TV

Naturalmente stiamo parlando di due media quasi completamente diversi, e quindi è spesso difficile trovare un punto d'incontro, specie con una serie come South Park che si basa interamente sulla satira e sul tempismo delle battute. "Il mio obiettivo è dare ai fan di South Park un videogioco che sembri una puntata di Matt Stone e Trey Parker", afferma Schroeder. "Ci siamo assicurati di implementare ogni loro idea. A volte li abbiamo chiamati solo per chiedere se volevano che una certa battuta fosse una semplice gag o un'intera meccanica del gameplay". Una dedizione ammirevole, ma bisogna sempre ricordarsi che un videogioco da dieci ore e passa è molto diverso da una puntata di South Park che dura appena 25 minuti: costruire un'intera missione intorno a una gag potrebbe non essere un'idea poi così geniale, perché un giocatore comune rischierebbe di seccarsi dopo cinque minuti. Come si suol dire, lo scherzo è bello quando dura poco. Fortunatamente Il Bastone della Verità aveva saputo bilanciare magnificamente questi aspetti; inoltre, Jason Schroeder è un grandissimo fan della serie televisiva. "Matt e Trey mi hanno consegnato la prima sceneggiatura della storia quasi due anni fa. Nel momento in cui ho avuto la bozza in mano, ho pensato automaticamente che non volevo leggerla perché mi sarei rovinato la trama. Un attimo dopo mi sono reso conto che leggerla era il mio lavoro e che avrei dovuto farlo almeno un centinaio di volte". Questi momenti di genuina passione promettono benissimo per il risultato finale quantomeno sul piano della narrativa, anche perché i due autori di South Park sono andati a colpire nel vivo la moda del momento: i film supereroistici.

"La serie TV resta comunque la nostra vita", chiarisce Matt Stone. "È lì che creiamo i nostri personaggi e le nostre storie. Ed è lì che abbiamo un controllo assoluto. È anche più facile trattare argomenti delicati in TV che in un videogioco perché l'interazione cambia l'eticità". In realtà, Parker e Stone non lo volevano neppure fare un secondo videogioco di South Park. Concluso lo sviluppo de Il Bastone della Verità, i due autori avevano deciso di dedicarsi a un altro progetto perché sapevano che, tra famiglia e serie TV, non avrebbero avuto abbastanza tempo da dedicare al controllo qualitativo che sarebbe stato necessario. Poi Ubisoft li aveva contattati: il primo gioco era stato un successo e voleva un sequel. "Lì per lì abbiamo rifiutato. Volevamo fare un film", racconta Stone. "Poi abbiamo cominciato a discuterne. Ci siamo chiesti: e se facessimo un altro gioco, di che cosa potrebbe parlare? Per ora vanno di moda i supereroi..." L'alter ego mascherato di Eric Cartman, il Procione, ha fatto il suo esordio nella tredicesima stagione di South Park: era il 2009 e ancora non era esplosa la moda dei supereroi cinematografici. "All'epoca ci stavamo soltanto prendendo gioco di Batman. Non immaginavamo che saremmo stati sommersi di film sui supereroi più disparati nel giro di pochi anni", rivela Parker. La loro idea quasi profetica di dare a quasi ogni bambino di South Park un'identità segreta ha praticamente scritto da sola la trama di Scontri Di-retti, la quale si ispira fortemente a Civil War, la saga a fumetti poi diventata un film (e poi ridiventata una saga a fumetti...) in cui i celeberrimi Iron Man e Capitan America di Marvel si scontrano in una guerra ideologica. "In questo modo abbiamo dato ai bambini il motivo di battersi per le loro serie preferite, che ovviamente è una cosa ridicola", precisa Stone. "Nel gioco, però, si struttura su due piani diversi. Il primo è che il giocatore è un bambino di South Park, dove tutti i coetanei si travestono da supereroi, e già questo è molto divertente. Tuttavia... sono pur sempre bambini".

Scontri Di-retti non è un Batman: Arkham, né tanto meno il nuovo Spider-Man di Insomniac. Trey, Matt e Ubisoft non vogliono che lo si affronti come fosse un titolo supereroistico. "Vogliamo che i giocatori provino la sensazione di trovarsi di fronte a un nuovo Earthbound", dice Parker. "Vogliamo che si ricordino che cosa significava andare alla scuola elementare e passare il pomeriggio a giocare con gli amichetti in cortile". È un'altra sfida difficilissima e Parker e Stone, che sembravano essersi approcciati a questo nuovo progetto con enorme strafottenza, hanno invece preso assolutamente a cuore. "Non abbiamo pensato a quale sia la cosa più ganza che potrebbe fare un supereroe ma a quale sarebbe la cosa più ganza che i bambini vorrebbero far sembrare ganza nel modo più ridicolo possibile", prosegue Parker. "Alla fin fine, è proprio come nella serie televisiva: dobbiamo capire in che toni esprimere la storia, perché se si esagera è la fine e perde ogni fascino in un battibaleno". Abbiamo pochi dubbi sulla loro abilità perché, pur tra molti alti e pochi bassi, Matt e Trey ce la dimostrano da vent'anni. Sono grandi appassionati di fumetti e sono riusciti a farci ridere in una clinica per aborti, quando abbiamo combattuto contro un gigantesco feto nazista zombi. Insomma... che cosa può andare storto, questa volta?

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