Cyberpunk 2077, Cory Barlog: sempre più star come Keanu Reeves nei videogiochi 16

Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 è solo l'inizio: per Cory Barlog di God Of War avremo sempre più attori famosi nei nostri giochi preferiti. Voi quali vorreste?

VIDEO di Francesco Serino —   02/07/2019

I tempi cambiano: la presenza di Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 conferma che sono lontani quelli in cui le software house dovevano supplicare gli attori famosi per prendere parte a un videogioco. E la pensa così anche Cory Barlog, director di God of War secondo il quale avremo sempre più attori famosi nei videogiochi.

Giunge così a compimento un processo che va avanti ormai da diversi anni. Quando arrivarono i capienti, almeno per l'epoca, CD-ROM, arrivarono anche gli attori, più o meno famosi a seconda del budget a disposizione dei produttori. Ed è inutile oggi nascondersi dietro a un dito: inizialmente erano tutti cani, nessuno escluso. Nonostante le capacità attoriali fossero scadenti, anche perché molte volte i protagonisti erano anche i producer del gioco, come nel caso di Under a Killing Moon, l'effetto novità e la sensazione di essere alle prese non con un classico videogioco ma con un vero e proprio film interattivo, ci fece chiudere un occhio davanti a delle perfomance a dir poco agghiaccianti (date un'occhiata a qualche video del terzo Gabriel Knight!). Anche per questo, nonostante le possibilità, finita la sbornia iniziale, le software house si limitarono a pagare dei professionisti per la loro sola voce, trasformando attori in semplici doppiatori.

La tecnologia continuò ad evolversi e dal voice capture si passò lentamente al motion capture, dove però chi prestava la sua mimica ai personaggi non era lo stesso di chi contribuiva alla sua voce, anche perché semplicemente perché non ce ne era ancora bisogno, ma soprattutto perché gli attori, quelli veri, facevano di tutto per non cedere a soldi facili che avrebbero però potuto affossare la loro cartiera sul grande schermo. A nulla servì il ricco cast assemblato da Chris Roberts per il famoso Wing Commander III, composto da nomi di primo piano come Mark Hamill, Malcolm McDowell e John Ryes Davis: i videogiochi continuavano e continuarono per molti anni a rappresentare una sorta di ultima spiaggia per gli attori famosi, ma famosi davvero. La percezione sta cambiando soltanto da pochissimi anni, da quando dal motion capture si è passati al performance capture, ovvero lo stesso modus operandi utilizzato nei film in computer grafica. La differenza sta nel fatto che col performance capture tutti i protagonisti di una scena sono presenti sul set e possono interagire tra loro come se stessero su un palco di un teatro, per un set-up che permette finalmente alla bravura di un attore di emergere senza nessun limite, e senza che qualche anonimo animatore debba ricreare i tic e le caratteristiche di un attore a mano.

Da queste premesse è facile intuire che nel prossimo futuro, sempre più attori famosi si faranno convincere dalle software house ad accettare ruoli da cui un tempo sarebbero fuggiti a gambe levate. A confermarcelo durante il Gamelab di Barcellona è addirittura Cory Barlog che ha impiegato più di due anni a trovare un attore per God of War, che non solo avesse soltanto una voce adatta, ma anche una presenza scenica all'altezza di un personaggio come Kratos. Barlog racconta anche di come molti attori, all'offerta di un ruolo nei videogiochi, chiedano cifre folli soltanto per togliersi dall'imbarazzo di un secco no; le cose però stanno velocemente cambiando, e casi come quello di Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 e il cast di Death Stranding sono un fenomeno destinato a crescere.

E a voi quale attore famoso vorreste vedere nella vostra serie preferita? Fatecelo sapere nei commenti qua sotto.