L'addio ai dischi di Sony è un duro colpo per il brand PlayStation: ne è convinto Shawn Layden, ex CEO di Sony Interactive Entertainment America, che ha espresso rammarico e preoccupazione in merito all'attuale strategia dell'azienda giapponese.
"Sentire di questa decisione mi ha reso triste", ha detto Layden nel corso di un podcast. "Non so quali siano state le pressioni che hanno portato a quella scelta né cosa dicesse il foglio di calcolo, perché sono sicuro che si tratti del frutto di un'analisi dei numeri, in cui si cerca di contenere i costi e capire dove estrarre i profitti."
"È vero, ci piace scaricare i giochi in formato digitale. Qualcuno diceva che scaricare un gioco è più facile che andare in negozio, ma in realtà è più facile che attraversare il salotto per inserire un disco nella console: non devi nemmeno farlo, basta premere un pulsante sul controller. La comodità è indiscutibile."
"Credo che nel mercato dei videogiochi magari l'80% delle persone scarica i giochi e il 20% non lo fa (...), ma quel 20% è importantissimo. Voglio dire, rappresenta la parte più fedele degli appassionati, quelli che a volte comprano due copie dello stesso titolo: una non esce mai dalla confezione, mentre con l'altra ci giochi."
"È come per i collezionisti di fumetti, ne compri sempre due copie. (...) Dobbiamo ricordare che una delle motivazioni fondamentali del giocatore è questo desiderio di collezionare, giusto? Siamo persone curiose, che amano collezionare, e ci piace mostrare ciò che possediamo."
E poi c'è la questione del possesso
Lo scorso agosto, con un tempismo quantomeno discutibile, PlayStation ci ha ricordato che i suoi giochi sono concessi su licenza, non venduti, e questo aspetto della questione vale a maggior ragione quando si tratta di titoli in formato digitale.
"Penso che questo sia probabilmente l'aspetto più insidioso: la conversazione passa da 'possiedi un gioco?' a 'hai accesso a un bene digitale?'", ha spiegato Layden. "Se non possiedi una cosa, significa che non puoi vendere quella cosa."
Tuttavia, ha continuato l'ex CEO di SIE America, "se non puoi vendere una cosa, significa che non la possiedi. E se non la possiedi, allora cosa stai comprando? Se stai comprando un accesso, a essere onesti, non suona poi così allettante."
Una botta per l'immagine di PlayStation
A giudicare dal fatto che Sony ha dovuto introdurre nuove regole per gli utenti a causa dei troppi insulti per l'addio ai dischi, è chiaro che l'attuale strategia dell'azienda non è fra le più popolari di sempre e anzi potrebbe arrecare un danno irreparabile all'immagine di PlayStation.
"Le persone, come tendono a fare di solito, immagineranno lo scenario peggiore. E questo rappresenta un enorme colpo per il brand PlayStation e per la sua reputazione. Come ho detto, non ho alcun modo di vedere i dati finanziari che hanno determinato queste scelte, ma è un duro colpo per il marchio e spero che per loro avesse senso."