Sembra proprio che la misura sia colma: Sony sta ricevendo troppi insulti per via dell'addio ai dischi, e così la divisione giapponese della compagnia ha stabilito nuove regole per gli utenti che puntano a intervenire in caso di comportamenti molesti.
"La nostra azienda si impegna a fornire un servizio onesto, affinché i nostri clienti possano utilizzare i nostri prodotti e servizi in tutta tranquillità, e attribuiamo grande importanza ai feedback degli utenti al fine di migliorare i nostri servizi", si legge nelle nuove linee guida.
"D'altra parte, la dignità e la sicurezza dei nostri dipendenti non devono essere minacciate dalle molestie dei clienti, ad esempio parole o richieste che superano ciò che è considerato ragionevole secondo le norme sociali."
Fra gli esempi citati dalla società figurano "richieste insistenti e ripetute, oppure prolungate nel tempo, richieste eccessive o irragionevoli di risarcimento o di scuse, linguaggio offensivo, minacce, diffamazione e altri comportamenti simili."
Non si tratta di un caso isolato
Come ricorderete, il nuovo spot PlayStation è stato sommerso dalle polemiche sull'addio ai dischi e anche l'ultimo State of Play sembra abbia subito un trattamento simile. Il punto è distinguere le critiche legittime dagli insulti e dai commenti tossici, ed è in questa direzione che si muove la nuova policy di Sony Japan.
Sembra tuttavia che non si tratti di un caso isolato in Giappone, e che sia legato a una normativa entrata in vigore lo scorso ottobre: una legge che impone ai datori di lavoro di tutto il paese di adottare provvedimenti per prevenire le molestie rivolte ai lavoratori da parte dei clienti.
Secondo quanto spiegato da Uni Global Union, si tratta di un cambiamento significativo nella cultura del lavoro giapponese, che segna il passaggio dalla tradizionale mentalità secondo cui "il cliente ha sempre ragione" a una maggiore attenzione alla tutela dei lavoratori.