Dopo anni di incubazione, con produzioni rivolte quasi esclusivamente al mercato interno, la Cina si sta proponendo con sempre più insistenza e convinzione anche sul mercato occidentale. A ben vedere, tuttavia, se tecnicamente i giochi prodotti non hanno nulla da invidiare al resto del mondo, è innegabile che, ad oggi, la maggior parte delle produzioni facciano riferimento a un unico genere: gli action. Black Myth: Wukong, in questo senso, resta l'esempio più evidente. Ma sbirciando l'elenco dei titoli in uscita nei prossimi mesi, da Phantom Blade Zero a Tides of Annihilation, sembrerebbe proprio che in Cina sappiano fare solo action.
A contraddire questo luogo comune ci prova Hoothanes che, sotto l'ala protettrice del publisher 4Divinity, sta ultimando i lavori su The Defiant, FPS ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Lo abbiamo provato alla Gamescom, grazie a una demo di quasi trenta minuti, scoprendo uno sparatutto che non ha alcuna intenzione di rivoluzionare il genere, ma che, almeno in Occidente, potrebbe configurarsi comunque come qualcosa di mai visto prima.
Un fronte inedito
Durante la nostra prova a porte chiuse, gli sviluppatori del gioco sono stati onesti e chiari sin da subito. La loro creatura non vuole distinguersi dagli altri FPS inventandosi chissà quali meccaniche ludiche. Le fondamenta, a partire dallo stesso sistema di controllo adottato, poggiano su un terreno già battuto da serie come Call of Duty e Battlefield.
A essere inedito è il contesto storico. O meglio: il punto di vista del contesto storico. In The Defiant non si combatterà in Normandia o nei territori occupati e poi liberati dagli statunitensi. Il gioco è ambientato sul fronte cinese della Seconda guerra mondiale, durante la lunga resistenza contro l'invasione giapponese, iniziata con l'occupazione della Manciuria nel 1931 e culminata nella guerra su vasta scala del 1937-1945. L'avventura sarà divisa in diverse parti, ognuna caratterizzata da un protagonista specifico, uno scenario ben definito e situazioni differenti. Non ci saranno dunque solo battaglie su larga scala. Il director del gioco ha accennato, per esempio, ad una parte di campagna ambientata in un contesto urbano, dove l'azione si svilupperà attraverso sparatorie in interni e sezioni stealth.
Uno scenario e un ritmo di gioco completamente differenti ci hanno accolti nella nostra prova. Nei panni di un anonimo soldato cinese, ci siamo ritrovati in una trincea, in un'ambientazione completamente innevata, accompagnati da una dozzina di alleati con l'obiettivo di riconquistare parte del territorio perduto per mano dei giapponesi.
Il colpo d'occhio, per quanto non stupefacente, ci è parso soddisfacente. I modelli poligonali di compagni e nemici sono un po' rozzi, ma lo scenario è ricco di dettagli e ben illuminato. A colpirci più di ogni altra cosa, la qualità delle riproduzioni del fucile a colpo singolo e del mitra di cui il nostro soldato era equipaggiato. Come confermatoci dagli sviluppatori stessi, questo è un ambito su cui si sono concentrati particolarmente. Sebbene non ci sia alcuna intenzione di riprodurre specifiche battaglie nei minimi dettagli, la ricerca storica effettuata durante la produzione di The Defiant è stata svolta proprio con l'obiettivo di replicare ritmi degli scontri e dotazione degli eserciti tirati in ballo.
Il sistema di mira, iniziata la nostra avanzata verso la prima tappa imposta dalla missione, si è dimostrato preciso e reattivo. Ottimo anche il feedback di ogni colpo, con un rinculo soddisfacente ed effetti grafici e sonori a confermare quando il colpo va a segno.
Come anticipato, il sistema di controllo è in tutto e per tutto simile a quello di un qualsiasi Call of Duty, con una specifica distinzione: non c'è alcun comando utile per mettersi al riparo. Da questo piccolo particolare si evince la filosofia di fondo di un FPS che non vuole dare alcuna sicurezza al videogiocatore. In The Defiant, difatti, non ci saranno zone sicure, aree completamente bonificate, fronti che una volta conquistati possono dirsi completamente occupati.
Abbiamo testato in prima persona la resa effettiva di questo concetto, non appena abbiamo tentato la conquista di una casa di legno diroccata. Raggiunto il luogo siamo stati letteralmente circondati dalle forze nemiche, in un violento fuoco incrociato che si è tradotto in un paio di mortiferi game over. L'IA dei nemici non ci è sembrata particolarmente sviluppata. Raramente cercano riparo. Spesso si lanciano a testa bassa senza considerare posizione e numero di soldati pronti ad accoglierli.
Ciononostante la loro superiorità numerica ci è parsa schiacciante, quasi sleale per certi versi. Armati di mitra e con qualche bomba pronta ad essere lanciata, siamo sopravvissuti a stento, al quinto tentativo, muovendoci di continuo, tenendo a bada con difficoltà più fronti, guardando morire buona parte degli alleati al nostro seguito.
The Defiant, a detta degli sviluppatori, vuole essere un gioco che mette in mostra tutta la violenza e l'oscenità della guerra. Non sappiamo dirvi a livello narrativo come e se questo tema verrà effettivamente toccato. Tuttavia, mentre i proiettili fischiavano in ogni direzione e i nostri compagni venivano maciullati dalle bombe nemiche, in effetti ci siamo quasi sentiti a disagio di fronte all'orrore espresso dalla sparatoria.
Ci sono ancora molte cose che non conosciamo di questo progetto. Gli sviluppatori hanno accennato ad una modalità multiplayer a squadre, ma hanno anche voluto sottolineare che il focus della loro creatura è il single player, la volontà di raccontare un conflitto poco noto al mondo occidentale, di dare vita a storie adrenaliniche e divertenti da giocare, certo, ma che in qualche modo conducano il videogiocatore ad interrogarsi su quanto sia misera e tremenda la guerra.
Molto dipenderà dalla varietà garantita dalla campagna. Per un gioco che non vuole inventarsi nulla, che prende dichiaratamente ispirazione da Call of Duty, sarà fondamentale puntare forte sulle ambientazioni e sulle situazioni che ciascuna di esse innescherà.
The Defiant difficilmente rivoluzionerà il panorama degli FPS. Allo stesso tempo, tuttavia, potrebbe attirare l'attenzione degli amanti del genere grazie all'ambientazione e ad un gameplay che sembra poco incline a concedere sconti. La demo ci ha intrattenuti a dovere ed è stata persino toccante in termini emotivi, mostrando senza filtri l'aspetto più violento e spietato della guerra. Graficamente The Defiant sembra solido, sebbene lontano dai picchi grafici a cui i recenti prodotti cinesi ci hanno abituato. Già più che buono, invece, il sistema di mira e il feedback dopo ogni colpo esploso. Se il gioco saprà offrire quel grado di varietà promesso dagli sviluppatori, potremmo davvero trovarci di fronte ad una piccola perla particolarmente intrigante agli occhi degli appassionati del genere o di chi è incuriosito dall'inedito contesto storico proposto dalla campagna. The Defiant è ancora sprovvisto di una data di pubblicazione.
CERTEZZE
- Contesto storico inedito
- Sistema di mira preciso, gunplay soddisfacente
- Livello di sfida lievemente sopra la media
DUBBI
- La varietà promessa dagli sviluppatori è da comprovare
- Modelli poligonali di alleati e nemici non al passo con i tempi