A questo punto i Trails dovrebbero essere ormai usciti dalla nicchia in cui sono stati intrappolati per anni: i JRPG per intenditori, per i fan che avevano seguito una soap opera durata anni, cominciata nel 2004 e di cui ancora non si vede la fine all'orizzonte. Forse è per questo che vent'anni dopo e tredici giochi dopo, e nel pieno di un terzo arco narrativo, lo sviluppatore Nihon Falcom si è fermato ed è tornato all'inizio, a quel primo capitolo di cui si sentiva fortemente il bisogno di un remake.
Trails in the Sky 1st Chapter è stato un'autentica rivelazione che ha attratto moltissimi nuovi giocatori grazie a un comparto tecnico coloratissimo e di prim'ordine, ma anche e soprattutto con le sue meccaniche GDR decisamente giapponesi che si rivolgono a fan della prima ora e nuove leve grazie a un felice incontro di intuizioni moderne e retaggi del passato. Trails in the Sky 2nd Chapter cavalca l'onda positiva: è un JRPG irrinunciabile se fate parte di una categoria molto specifica e se amate il genere in particolare.
Il modo migliore per iniziare Trails?
Trails in the Sky 2nd Chapter è un sequel diretto di 1st Chapter, come era facile capire, e comincia letteralmente dopo la conclusione del primo gioco: i due titoli sono così strettamente collegati che è più facile considerarli un unico gioco diviso in due parti. Diventa complicato, quindi, riassumere la storia di questa seconda release senza fornire importanti anticipazioni sul titolo precedente a chi non lo avesse ancora giocato, ma in tal senso vi stiamo implicitamente dicendo proprio questo: se non avete già giocato 1st Chapter - o quantomeno il titolo originale uscito nel 2004 e riproposto a più riprese e su varie piattaforme negli anni a seguire - non ha minimamente senso cominciare da 2nd Chapter.
D'altra parte, la forza di Trails - di tutti i Trails - sta proprio nella storia episodica che si sviluppa nel corso dei diversi archi narrativi, andando a seminare trame e sottotrame, protagonisti e antagonisti, per poi ripescarli a più riprese e svilupparli nel tempo. Alla base, la serie Trails (che poi è il ramo più importante di un brand chiamato genericamente The Legend of Heroes) è un "anime shonen" sotto forma di videogioco, e quindi presenta tutti gli stereotipi che ci si potrebbe aspettare da un prodotto del Sol Levante di questo genere, ma è scritto dannatamente bene per gli standard giapponesi e si distingue per distacco da altre serie videoludiche appartenenti alla stessa categoria come i Tales, gli Atelier e così via.
Nella fattispecie, Trails è fortemente incentrato sui personaggi, che sono tutti ottimamente caratterizzati e coinvolti a livello narrativo, e sulla costruzione di un mondo dall'impianto fantapolitico credibile e insistente. L'evolversi delle vicende di più ampio respiro si riflette non solo nello sviluppo del cast e dei suoi antagonisti, ma anche nei semplici dialoghi con i vari personaggi che abitano le città: gli scrittori di Nihon Falcom sono particolarmente abili a ramificare le sottotrame in quella che, dopo tanti anni, è diventata praticamente una telenovela videoludica, nel senso più positivo del termine.
Per quanto riguarda Trails in the Sky 2nd Chapter, ma in generale l'operazione di rifacimento cominciata proprio con 1st Chapter, bisogna dire che è il modo migliore a oggi per avvicinarsi alla serie Nihon Falcom: non solo per la presentazione più moderna e attuale, grazie a un comparto tecnico di tutto rispetto, ma anche per la natura stessa dell'arco narrativo di Liberl che, oltre a essere stato il primo, o forse proprio per questo, risulta il più accessibile di tutti.
La prospettiva giovanile della protagonista assoluta Estelle Bright non deve preoccupare: nel corso dei due giochi vediamo crescere questa eroina, che comincia la sua carriera come Bracer - praticamente una specie di combattente tuttofare - con un approccio superficiale e indisciplinato insieme al fratellastro Joshua, salvo diventare una vera e propria adulta attraverso sacrifici, pene d'amore e situazioni catastrofiche che la obbligano a rafforzarsi e a trovare una famiglia allargata nei suoi pittoreschi compagni di avventura.
La regia più dinamica durante le scene d'intermezzo e il loro stile assolutamente anime, anche nel ritmo, che alterna momenti drammatici ad altri di grande leggerezza, si rivolgono a ogni tipo di giocatore, ma è importante sottolineare che il gioco sia adattato in inglese nei testi con doppiaggio inglese e giapponese: pur essendo di facile comprensione, la mole di dialoghi può sicuramente scoraggiare i non anglofoni.
Si tratta, tuttavia, di una di quelle circostanze in cui vale la pena sforzarsi o imparare la lingua d'Albione: la storia di Trails in the Sky è memorabile, grazie a un cast che si espande ulteriormente in questo capitolo con una quantità crescente di colpi di scena e un finale di senso compiuto, anche se sappiamo già che siamo solo agli inizi di un'avventura più lunga e vasta (e Nihon Falcom non ha ancora ufficializzato i lavori sul prevedibile remake di Trails in the Sky the 3rd). Rispetto alla versione originale del 2006, Nihon Falcom non ha rimaneggiato la storia in modo particolare, limitandosi a lavorare sulla presentazione per renderla più coinvolgente grazie anche alla colonna sonora rimasterizzata di altissimo livello e i miglioramenti alla qualità della vita che ci si aspetterebbe da un titolo moderno.
Un JRPG tosto ma adatto a tutti
Trails in the Sky 2nd Chapter fa tutto quello che faceva 1st Chapter, ma meglio: l'aggiunta di nuovi personaggi come Kevin o Anelace rappresenta una gradita espansione del cast giocabile, che vende l'annessione al party di svariati combattenti in qualità permanente o temporanea. Il gioco resta pur sempre un JRPG vecchia scuola, che alterna fasi esplorative di zone all'aperto e luoghi al chiuso dove possiamo interagire con altri personaggi, per esempio facendo compere, completando missioni secondarie che ricompensano con vari tipi oggetti e consumabili o partecipando a simpatici minigiochi come quello della pesca, che è stato peraltro riveduto e corretto per questo remake con un'enfasi su interattività e utilità.
In tal senso, 2nd Chapter è un GDR che non esagera e non fa più di quello che serve, offrendo una serie di funzionalità che aiutano a superare eventuali scogli nella progressione: per esempio possiamo velocizzare le animazioni in generale - quindi gli spostamenti e le cinematiche - e spostarci da un luogo visitato all'altro usando il viaggio rapido in qualsiasi momento o quasi, il che aiuta tantissimo visto che in alcuni momenti dovremo tornare su strade già battute, che peraltro includono svariate zone già esplorate nel gioco precedente. Come al solito, il mondo di Trails è pieno di nemici che non vedono l'ora di farci la festa e che possiamo combattere in due modi: tramite Quick Battle e Command Battle.
Nel primo caso, possiamo attaccare i nemici a vista in tempo reale come in un gioco action, alternando attacchi rapidi e potenti a schivate di opportunità. L'aggiunta di una nuova meccanica chiamata Brave Rush - una sorta di attacco combinato che consuma la Brave Gauge - aiuta a danneggiare più facilmente i nemici e a stordirli prima di dare loro il colpo di grazia in tempo reale o passando alla modalità Command. Quest'ultima è obbligatoria in alcuni momenti del gioco, come per esempio le battaglie coi boss, e rappresenta il sistema di combattimento vero e proprio di Trails in the Sky 2nd Chapter che, anche a difficoltà predefinita, può mettere alla prova pure il giocatore di RPG più navigato.
In sostanza si tratta di un sistema di combattimento a turni in cui il controllo del posizionamento e delle risorse assume un'importanza fondamentale. La maggior parte dei Craft dei personaggi, cioè delle loro tecniche speciali, colpisce ad area e infligge danni o condizioni anomale aggiuntive in base al posizionamento di nemici e personaggi, senza contare che per poter colpire un bersaglio bisogna essere sufficientemente vicini nell'area di scontro, e questo vale sia per i nemici che per i nostri eroi. Ciascuno di loro può attaccare con i suddetti Craft e S-Craft, che consumano una risorsa che si ricarica nel corso della battaglia, oppure lanciando incantesimi che dipendono dai Quartz installati nei Tactical Orbment personali: è un sistema che ricorda un po' la Materia di Final Fantasy VII e che si sviluppa attraverso il ritrovamento e il potenziamento di questi accessori che sbloccano bonus e incantesimi progressivamente più potenti.
Considerando che i nemici hanno punti deboli e resistenze elementali, e che picchiano senza pietà, Nihon Falcom si aspetta che il giocatore si prepari agli scontri nel modo più opportuno, o che semplicemente abbassi la difficoltà della battaglia appena perduta se proprio non riesce a superarla. È un sistema flessibile che permette a ogni giocatore di affrontare l'avventura serenamente, mettendosi alla prova senza dover necessariamente sbattere la testa contro ostacoli insormontabili che richiedono tediose sessioni di "grinding".
Da questo punto di vista, Trails in the Sky 2nd Chapter è bilanciato alla perfezione: gli scontri, sia comuni che boss fight, sono studiati con intelligenza e l'interfaccia, ricca ma non particolarmente invasiva, fornisce tutte le informazioni e gli strumenti necessari per vincere, compreso un ordine a vista dei turni imminenti che possiamo influenzare usando le abilità opportune.
Trails in the Sky 2nd Chapter è un remake praticamente perfetto, che resta fedele alle sue radici e alla sua natura retrò proiettando il tutto nel presente, in una confezione coloratissima, vibrante e curata sotto ogni aspetto. Giocando su Nintendo Switch 2, inoltre, non abbiamo riscontrato il minimo problema sia in portabilità che in Dock: il titolo Nihon Falcom ha restituito sempre un'esperienza pulita e scorrevole, anche se in portabilità alcune schermate particolarmente affollate in fatto di testi e informazioni possono apparire un po' più difficili da consultare.
Conclusioni
Trails in the Sky 2nd Chapter è uno dei giochi migliori del 2026, ma rischia di passare in sordina per essere semplicemente il remake di un titolo di nicchia, conosciuto soprattutto tra gli amanti dei JRPG. Rappresenta però l'occasione perfetta per avvicinarsi alla serie Nihon Falcom, che l'ha tirato a lucido per l'occasione, migliorandolo in ogni aspetto ma senza prendere derive strane o rimaneggiare una storia che era già praticamente perfetta anni fa. Naturalmente per apprezzarlo bisogna prima aver giocato il prequel 1st Chapter e avere una certa predisposizione nei confronti dei GDR nipponici in stile "young adult", con tutti gli stereotipi anime del caso: se la cosa non vi disturba, e non vi preoccupano le avventure lunghissime, allora si tratta di un acquisto praticamente obbligato.
PRO
- È un remake di altissima qualità che non snatura l'originale
- Storia avvincente e cast memorabile
- Sistema di combattimento impegnativo e divertentissimo
CONTRO
- Non ha senso giocarlo senza prima aver completato 1st Chapter
- La narrativa "young adult" ispirata agli anime non è per tutti