Capostazione, è qui che parte il treno per la recensione di Transport Fever 3?
Siamo agli albori del XX secolo, la mappa è puntellata di piccoli e pacifici villaggi e aziende che cercano di sopravvivere nonostante tutto. Poi arrivi tu, il giocatore, che in questo gestionale ha il ruolo di un impresario pronto a rivoluzionare l'intera mappa investendo tutti i suoi averi in un'azienda di trasporti. Ma da dove iniziare?
Pianificare e agire
I primi minuti volano così: cercando di capire quale sarà la prima mossa da fare. I soldi sono pochi e molto probabilmente dovrete chiedere un prestito per gettare le basi del vostro impero, è quindi necessario studiarsela bene. Un villaggio chiede carne ed è situato a breve distanza da una fattoria che però necessita a sua volta di foraggio, quello che può fornire soltanto un'azienda agricola. La più vicina, però, è al di là del lago ed è meglio rinunciare: per adesso è troppo dispendioso.
La zona industriale di un paese dall'altra parte della mappa richiede invece mattoni, la strada principale che lo collega ai conglomerati urbani limitrofi passa fortunatamente anche nei pressi di una cava d'argilla e di un mattonificio. Questo sì che sembra il posto giusto da dove iniziare: per prima cosa costruiamo una stazione merci nei paraggi di ciascuna azienda e l'ultima alle porte del paese interessato. La seconda cosa da fare è creare una linea: la nostra inizierà dalla cava d'argilla, dove verrà caricata la materia prima, farà tappa al mattonificio, dove scaricherà quel che c'è a bordo lasciando spazio ai mattoni prodotti, e infine terminerà il suo percorso scaricando tutto in città, dove la merce verrà trasferita in un magazzino costruito appositamente e che si premurerà di distribuirlo alle aziende locali.
Ci vuole tempo...
La ferrovia può essere posizionata come si vuole, ma più si modificherà il terreno circostante, più il prezzo da pagare sarà alto; i costi lieviteranno ancora se nel percorso scelto saranno necessari ponti o gallerie. Potremo tracciare nuove strade con la stessa logica, cancellare quelle preesistenti o migliorarle per renderle adatte a un volume di traffico più intenso e a velocità più alte.
La modalità sandbox di Transport Fever 3 inizia in un periodo storico in cui le macchine sono in procinto di fare la loro comparsa, quindi le arterie stradali extraurbane sono di semplice terra battuta, tracciate seguendo le linee naturali del terreno invece che puntare dritto all'obiettivo. Oltre che con i treni e piccole imbarcazioni, ad inizio gli spostamenti di merci e persone saranno possibili solo tramite carrozze e cavalli. Ben presto, però, le cose cambieranno: farà finalmente la sua comparsa il motore a combustione, debutteranno locomotive prima diesel e poi elettriche, inoltre le navi si faranno sempre più grandi e veloci.
Con dei mezzi più performanti e le richieste sempre più alte delle città, arriveranno nuovi problemi: gli orti per esempio non possono generare verdure all'infinito, c'è un limite alla carne che può produrre una fattoria, al legno che può generare una foresta, al petrolio pompato da ciascuna trivella. Le risorse non si esauriranno mai del tutto, ma necessiteranno comunque tempo per essere prodotte. Questo può essere comunque ridotto in diversi modi: offrendo per esempio un trasporto ai lavoratori, o fornendo alle aziende altri prodotti specifici come per esempio gli ingranaggi.
Paesi, villaggi e metropoli
La città sono divise in tre quartieri: commerciale, industriale e residenziale. Quando una città chiede un bene o un prodotto lo fa per soddisfare una di queste tre zone che, ricevendo quanto richiesto, cresceranno di conseguenza. Se forniremo un bene industriale e non soddisferemo quello commerciale né quello residenziale, la zona industriale crescerà più velocemente delle altre decretando l'aspetto futuro del conglomerato urbano.
Crescendo, ogni città richiederà sempre più risorse e avanzando nel tempo verranno introdotte nuove merci più complesse da produrre, e con loro anche nuove tipologie di fabbriche. La distilleria richiede vetro e grano, e per fare il vetro è necessario avere un posto dove estrarre sabbia e possibilmente una vetreria vicino. Subentreranno anche nuovi problemi legati al traffico, al rumore generato dal nostro business e allo smog che se non verranno tenuti a bada limiteranno l'espansione dei centri abitati più grandi.
Come nei capitoli precedenti, anche in Transport Fever 3 le città crescono autonomamente, del resto non è un city builder, ma sarebbe molto molto più divertente, nonché utile ai fini di gioco, avere la possibilità di pianificare in qualche modo questa espansione. Del resto in questo terzo gioco la felicità e l'ottimizzazione delle città ricopre un ruolo più importante, al giocatori servirebbero di conseguenza strumenti più potenti per risolverne i problemi.
Le merci devono girare
La felicità di una città è dettata anche dalla puntualità nel trasporto delle merci che transitano nella sua regione. Questa è una novità di Transport Fever che abbiamo apprezzato a metà: piace l'idea che i beni deperibili possano degradarsi nel tempo, ma non vediamo perché debba esserci una penalità, anche se piccola, se vogliamo avere i magazzini pieni di acciaio, di rame o ancora più semplicemente pietre.
Transport Fever 3 richiederebbe una movimentazione continua delle merci fino al loro totale sfruttamento, senza intoppi, ma è un piacevole mal di testa che abbiamo cercato di affrontare soprattutto dagli anni '50 in poi, quando iniziano a comparire le tecnologie giuste. Un altro cambiamento rispetto al gioco precedente è il sistema di manutenzione dei diversi mezzi di trasporto, ora legato a un effetto ad area di rimesse e garage.
La soluzione non è delle più realistiche, ma almeno ha una logica da videogioco più divertente e comprensibile di quello offerto dai capitoli precedenti, dove ciclicamente dovevi andare nella lista dei mezzi e sostituire i più vecchi con due conti e un click: una scelta zero divertente, zero intelligente. Peccato che invece non sia ancora permesso agire sulla distribuzione delle merci in modo più approfondito, scegliere per esempio in che modo suddividere un carico in arrivo tra i diversi magazzini o avere dei treni che trasportano sia merci che persone che funzionano senza particolari raggiri da parte del giocatore. Questo aspetto poteva essere un minimo potenziato, speriamo che lo sarà in futuro.
Videogiochizzato
Le mappe di Transport Fever 3 sono molto più vive di quelle offerte dal titolo precedente. La grafica è migliorata marginalmente, ma il modo in cui le fabbriche nascono, falliscono, a seconda di come ne sfrutteremo i beni è davvero avvincente. Succedeva anche nei giochi precedenti in modo però molto più meccanico e silenzioso, mentre ora un'azienda in fallimento potrebbe chiederci disperatamente una commessa, mentre un'altra che subodora grossi affari all'orizzonte di mettere in piedi un trasporto pubblico per i suoi futuri dipendenti.
Se una tipologia di risorsa non dovesse apparire, o è situata a chilometri e chilometri di distanza rendendola economicamente impraticabile, il giocatore può utilizzare una funzione che forza l'apparizione della stessa in una regione selezionata. Non è possibile farlo all'infinito, ma solo collezionando determinati bonus associati ai diversi livelli di avanzamento della reputazione che è possibile, durante una partita, raggiungere. Questi livelli ci daranno accesso anche ai miglioramenti al nostro quartier generale, un edificio modulare che potremo costruire nel tempo. Avanzando con la reputazione è possibile sbloccare anche i monumenti, edifici unici che donano all'intera regione importanti bonus. I monumenti sono una buona idea implementata a nostro parere in modo poco elegante: il faro che aumenta la velocità delle navi in quel tratto di mare ha senso, il Colosseo che riduce il rumore no, mentre le piramidi potevano essere sostituite da strutture legate proprio al trasporto e alla logistica. Le strutture storiche era meglio farle apparire casualmente durante la creazione della mappa, un po' come le meraviglie di Civilization e i loro bonus. Altri bonus sbloccabili permettono di rendere green un'azienda, in modo da ridurre notevolmente le sue emissioni. Molto moderno.
Poca campagna
Anche se alcune scelte si sono rivelate migliori di altre, gli sviluppatori di Transport Fever 3 hanno cercato in ogni modo di rendere questo seguito più ricco e amichevole. Ad insegnare il gioco a chi non ne ha mai sentito parlare ci pensano le prime due missioni della campagna, mentre le restanti sei sono pensate per mettere sempre più alla prova le nostre capacità organizzative.
Le missioni sono tutte ambientate in epoche diverse e sanno anche sorprendere nel modo in cui utilizzano le regole del gioco per proporre situazioni sempre nuove. Sono però meno delle missioni incluse nei due capitoli precedenti, peccato.
Fortunatamente non manca certo da giocare: Transport Fever 3 è uno di quei giochi di cui puoi sentire l'esigenza in ogni momento, per alcuni diventerà sicuramente un'ossessione anche perché questo seguito debutta già con il pieno supporto alle mod, a cui tra l'altro offre un menù apposito proprio all'interno del gioco. I mezzi sono tanti e tanti sicuramente se ne aggiungeranno: calessi, camion a vapore, treni di ogni tipo, barchette da pescatori fino a imponenti chiatte semoventi, persino aerei ed elicotteri. La gioia è data dal trasformare una mappa più o meno grande, in questa meravigliosa landa in cui ogni cosa è perfettamente interconnessa. La soddisfazione è nel vedere le città crescere, nell'immaginare e tracciare strade ed autostrade, nell'affrontare sfide sempre più complesse con nuove tecnologie che permettono però anche di semplificare.
Più complesso, più semplice
Nel 1920 produrre e distribuire una merce può richiedere venti camion suddivisi in quattro linee diverse, ma dieci anni dopo e con un conto in banca diverso puoi sostituire tutto con un'unica velocissima linea ferroviaria.
Ripensare ed accentrare è parte integrante di Transport Fever 3: il lavoro che inizialmente fai fare a tre piccole stazioni, nel tempo impari e sei in qualche modo costretto a smistarlo in un unico grosso terminal, lavorando minuziosamente con i binari che man mano s'intersecheranno tra loro sempre di più. Ma sei anche libero di deturpare il territorio con centinaia di linee ferroviarie diverse, al punto da far sembrare la mappa un piatto di spaghetti. Gioco tuo, regole tue: la difficoltà può essere regolata attraverso numerose opzioni legate ad ogni meccanica presente nel gioco, ai veterani però consiglio di partire subito a difficile in modo da limitare le tante occasioni di guadagno extra offerte in modalità normale. Il gioco è tradotto in italiano e ha anche un'ottima colonna sonora.
Conclusioni
Transport Fever 3 è il migliore della serie nonostante una formula rimasta pressoché invariata e delle novità interessanti ma non ancora del tutto a fuoco. La cosa più importante di questo seguito è la possibilità da parte degli sviluppatori di lavorarci sopra, espanderlo sia ufficialmente che permettendogli di vivere di vita propria attraverso le mod. Il precedente ci è arrivato solo strada facendo e questo ne ha limitato la crescita nonostante il grande interesse del pubblico. Quello di Transport Fever 3 è un viaggio che inizia sotto i migliori auspici.
PRO
- Graficamente sempre solido e appetitoso
- Ottima colonna sonora
- Mondo più dinamico, partite più varie
CONTRO
- Certe automatizzazioni limitano le nostre strategie
- Diverse novità non sono completamente a fuoco
- Campagna composta da solo otto missioni