Ben prima di Dark Souls, i termini di paragone per valutare la propria abilità con il pad erano altri. Chi ha qualche capello bianco in testa ricorderà sicuramente i pomeriggi passati in compagnia di Contra, maestro, se non di vita, quantomeno di inimmaginabili imprecazioni. Ghosts 'n Goblins è un altro gioco che possiamo ascrivere a questo gruppo di titoli che hanno allontanato tanti videogiocatori dalle grazie di qualsivoglia divinità. Impossibile, non a caso, non citare anche Mega Man.
Figlio di un modo di intendere e sviluppare i videogiochi bidimensionali che solo recentemente è tornato di moda, il robot di Capcom, dopo l'indigestione di capitoli regolari e spin-off pubblicati nel corso degli anni '90 è gradualmente uscito di scena, lasciando ad altri brand ed eroi il compito di segnare le fortune del publisher nipponico.
L'intrepido armato di cannone al plasma, però, dopo il più che discreto undicesimo episodio della serie, pubblicato nell'ormai lontano 2018, è pronto a tornare l'anno prossimo con una nuova avventura prevista su PC, PlayStation 5, PS4, Xbox Series ed entrambe le versioni di Nintendo Switch. Alla Gamescom abbiamo avuto la fortuna di provare con mano due livelli e un combattimento con un boss di Mega Man Dual Override, titolo che promette di riproporre la ricetta classica, opportunamente speziata con qualche nuovo ingrediente per deliziare i palati anche dei neofiti.
Novità per vecchi e nuovi giocatori
Nemmeno il tempo di impugnare saldamente il pad che si sono immediatamente palesate le prime quattro novità di Mega Man Dual Override. La prima riguarda la struttura dell'avventura. Sebbene non possiamo sbilanciarci sulla totalità del gioco, da quanto abbiamo visto alla Gamescom ogni scenario si comporrà di due livelli, più lo scontro con il boss finale. Contrariamente ai capitoli classici, la nuova produzione Capcom promette una maggiore longevità e una divisione più netta tra le fasi platform e l'inevitabile battaglia con lo sgherro di turno del malvagio Dr. Wily.
In secondo luogo, sin dall'inizio del gioco si potrà scegliere se vestire i panni di Mega Man o di Proto Man, personaggio che ha debuttato nel 1990 in Mega Man 3. Al momento, non sappiamo dirvi se tra i due ci siano differenze in termini di poteri e abilità. Alla Gamescom, infatti, ci siamo limitati a prendere il controllo dell'eroe che dà il nome alla saga.
La terza novità di questo capitolo sono i chip. In sostanza, non si tratta d'altro che di particolari bonus di cui godrà il protagonista sin dal primo livello dello scenario di turno. Nella nostra prova ne erano disponibili due: il primo permetteva di creare una barriera temporanea che difendeva Mega Man da qualsiasi proiettile; il secondo, invece, consentiva di caricare automaticamente i colpi potenziati del blaster del personaggio. In altri termini, si tratta di piccoli aiuti concessi al videogiocatore di turno, abilità soggette agli eventuali tempi di ricarica previsti, che possono facilitare la vita soprattutto ai neofiti. Fortunatamente, questi aiuti non sembrano tradire la difficoltà di fondo che da sempre contraddistingue la serie di Capcom. Chi preferisce un approccio più classico e difficile può rinunciare del tutto ai chip, che saranno ovviamente molti di più nella versione finale del gioco.
L'ultima novità di Mega Man Dual Override, per quanto parziale beninteso, è legata al suo aspetto estetico. Già il capitolo precedente sfoderava un cel shading di tutto rispetto. Qui il salto generazionale è tangibile negli scenari più ricchi di dettagli, nelle animazioni più curate e soprattutto nella maggiore quantità di effetti che accompagnano ogni esplosione e ogni abilità sfoderata dal nostro eroe. Strepitosa anche la pulizia dell'immagine, che fa il paio con una direzione artistica sì ispirata, ma non soverchiante o inutilmente sovraccarica di elementi su schermo. Anche nelle fasi più concitate, ciò che accade sullo schermo è sempre chiarissimo, qualità tutt'altro che secondaria, dal momento che Mega Man, anche con Dual Override, sembra voglia essere soprattutto un gioco impegnativo.
Override e trasformazioni
Finalmente nel vivo dell'azione, abbiamo speso pochi attimi per prendere dimestichezza con il sistema di controllo di Mega Man Dual Override. Fisica, inerzia che governa corsa e arresti del personaggio e movenze dell'avatar non differiscono particolarmente da quelle del capitolo precedente. Le hitbox sono calcolate al millimetro, ogni input viene registrato alla perfezione dal software, ci si sente perfettamente connessi all'avatar.
Come da tradizione, ogni parte costituente del livello di turno, sia essa a scorrimento o meno, è una sorta di puzzle, ancor prima che una vera e propria sezione platform, da risolvere rispettando il tempismo imposto da ostacoli e proiettili nemici. I due livelli introduttivi, pur non spiccando particolarmente per difficoltà complessiva, imponevano uno studio attento di ogni mossa. Prendere sottogamba anche il più semplice dei salti, infatti, si traduce in una penalità di qualche tipo. C'è sempre un ostacolo o un nemico pronto a palesarsi improvvisamente agli occhi del videogiocatore troppo precipitoso. In un paio di sezioni, in particolar modo, abbiamo faticato e non poco a interiorizzare la corretta sequenza di salti e nemici da eliminare per raggiungere l'agognata meta.
Per quanto gli sviluppatori siano stati poco chiari in merito, sembra che Mega Man Dual Override rinuncerà al limite di vite entro cui completare il livello di turno. Una serie di checkpoint, difatti, ci permetteva il respawn illimitato in specifici punti dello scenario. Al momento non possiamo confermare se, anche in questo caso, si potrà scegliere un approccio più classico tramite un'apposita opzione di menu. La scelta di design va ovviamente incontro ai neofiti, ma la speranza è che anche in questo caso l'approccio di Capcom sia il più trasversale possibile.
Giunti al cospetto del boss dell'area, la stilosa Twinkle Girl, le cose si sono complicate e non poco. L'agile robot, difatti, era capace di un gran numero di attacchi. Missili, colpi rotanti, rapide picchiate: il campionario di tecniche in suo possesso era davvero sfaccettato. Per venire a capo di questa difficile situazione, abbiamo dato fondo alle capacità di Mega Man sfruttando altre due novità di questo capitolo.
La prima è proprio l'Override che dà il titolo al gioco. Riempita la specifica barra, il nostro può potenziarsi temporaneamente, aumentando la difesa e rendendo ogni colpo sparato dal suo blaster molto più efficace. L'abilità, tuttavia, ha un rovescio della medaglia: esaurito il suo effetto, lascia Mega Man per diversi secondi quasi completamente in balia del nemico, dal momento che i suoi movimenti risultano fortemente limitati.
In seconda battuta, abbiamo potuto sfruttare una trasformazione della tuta di Mega Man. Con il nuovo equipaggiamento, l'eroe può esibirsi in lunghissime e devastanti scivolate, utili non solo per effettuare salvifiche schivate in volo, tecnica riutilizzabile anche nelle fasi platform, ma anche per infliggere ingenti danni a chiunque venga travolto. Anche su questa abilità, tuttavia, scarseggiano i dettagli. Non sappiamo ancora come verranno ottenute né quante trasformazioni si potranno equipaggiare durante i livelli. Di sicuro, anche in questo caso, si tratta di qualcosa di opzionale. Chi vuole giocare rispettando la tradizione potrà ignorare completamente la trasformazione di Mega Man che durante la nostra prova ha reso lo scontro innegabilmente più semplice.
La prova di Mega Man Dual Override alla Gamescom ci ha soddisfatti e divertiti al punto giusto. La produzione Capcom sembra equipaggiata quanto basta sia per fare breccia nei cuori dei fan della prima ora sia per attirare l'attenzione dei neofiti. I chip, le trasformazioni della tuta dell'eroe e i checkpoint vanno nella direzione di rendere l'avventura più semplice da affrontare anche da coloro che si approcciano alla serie per la prima volta. Al tempo stesso, dall'art design alla difficoltà generale, tutto strizza l'occhiolino alla tradizione, riproponendo quasi immutato il DNA che da sempre contraddistingue i giochi con protagonista il robot del publisher nipponico. Le novità proposte sono tante e le premesse fanno ben sperare. Solo quando metteremo le mani sul gioco completo, tuttavia, sapremo dirvi con certezza se Capcom ha saputo mantenere il giusto equilibrio tra accessibilità verso i neofiti e quella difficoltà sopra la media che ci si aspetta da Mega Man.
CERTEZZE
- Tante le novità introdotte in questo capitolo
- Feeling classico quanto basta
- Aiuti tutti opzionali
DUBBI
- Equilibrio tra difficoltà e accondiscendenza verso i neofiti da comprovare
- Artisticamente speriamo di vedere anche di meglio