Prima di addentrarci nella recensione del Redmi Note 17 Pro Max, una doverosa premessa sulla nomenclatura. Se non vi ricordate della serie Redmi Note 16, non è la vostra memoria che inizia a giocarvi brutti scherzi: Xiaomi ha infatti deciso di eliminare a monte la generazione 16 anche per la gamma Note, sulla scia di quanto già fatto qualche mese fa con la serie flagship Xiaomi 17: un'operazione di puro marketing pensata per allinearsi alla numerazione dell'ultima serie di iPhone. Chiarito questo punto, Redmi Note 17 Pro Max è il più costoso e completo della nuova gamma e va a sostituire nei fatti Redmi Note 15 Pro+. Al netto di promozioni e varie offerte di lancio, il dispositivo debutta a un prezzo di listino di 599,90 Euro per il taglio 8/256 GB e 649,90 Euro per quello 8/512 GB: un aumento sostanziale rispetto al suo predecessore, che si spiega solo in parte con le novità hardware introdotte e che, come vedremo nel corso della recensione, rischia di lasciare il nuovo arrivato in una posizione persino più scomoda di quella già occupata dal modello dello scorso anno.
Caratteristiche tecniche del Redmi Note 17 Pro Max
La dotazione hardware di Redmi Note 17 Pro Max si presenta come un misto di luci e ombre piuttosto marcato. Da un lato Xiaomi mette sul piatto un display leggermente più luminoso, una batteria letteralmente mostruosa e una resistenza agli elementi di tutto rispetto; dall'altro, però, il chipset compie un passo indietro rispetto al predecessore, con il Qualcomm Snapdragon 6 Gen 5 che va a rimpiazzare il precedente Snapdragon 7s Gen 4.
Si tratta di un octa core a 4 nanometri composto da quattro core performance Cortex-A78 a 2,61 GHz e quattro core efficienti Cortex-A55 a 2,02 GHz, affiancato da una GPU Adreno 812: numeri che, sulla carta, parlano di un processore di fascia inferiore rispetto a quello adottato lo scorso anno, a riprova di come Xiaomi abbia deciso di sacrificare parte della potenza di calcolo sull'altare dell'autonomia e della durabilità. Il downgrade viene evidenziato anche da un altro fattore: lo Snapdragon 7s Gen 4 di Redmi Note 15 Pro+ montava infatti core Cortex-A720 e Cortex-A520, di architettura più recente rispetto ai vetusti Cortex-A78/A55 tornati in auge con lo Snapdragon 6 Gen 5, un dettaglio che rende il passo indietro ancora più marcato di quanto il solo nome del chipset lasci intendere.
Le memorie invece fanno un passo avanti molto relativo, con valori dichiarati di 8 GB di RAM LPDDR5X e storage UFS 4.0: non manca però una certa confusione di fondo, dato che secondo le stesse specifiche Qualcomm lo Snapdragon 6 Gen 5 non supporterebbe ufficialmente lo standard UFS 4.0, che Xiaomi rivendica comunque per il proprio dispositivo. Ancora più indicativo è che, in Italia, anche il taglio più costoso della gamma si fermi a 8 GB di RAM: il predecessore, con lo stesso esborso extra, offriva invece 12 GB di RAM sulla sua configurazione di punta.
Lato connettività, Redmi Note 17 Pro Max offre 5G, GPS, Bluetooth 5.4, Wi-Fi 6 e NFC. Non c'è il jack audio da 3.5 mm per le cuffie cablate ma resiste la porta a infrarossi. Contemplato il supporto per due eSIM in aggiunta alle due schede fisiche, ma con la limitazione di poterne usare al massimo due contemporaneamente.
Sul fronte della resistenza agli elementi, Redmi Note 17 Pro Max raggiunge il traguardo IP69K contro polvere, spruzzi e immersione: a questo si aggiunge una certificazione TÜV SÜD che attesta la tolleranza a un'immersione di 72 ore a 2 metri di profondità e una resistenza alle cadute, certificata da SGS, dichiarata fino a 3 metri su granito.
Per quanto riguarda la dotazione di accessori, Redmi Note 17 Pro Max arriva accompagnato da un cavo di ricarica USB-C e una cover nera in silicone.
Scheda tecnica Redmi Note 17 Pro Max
- Dimensioni: 163.5 x 78.3 x 8.6 mm
- Peso: 225 grammi
- Display:
- AMOLED da 6.83"
- Risoluzione 1280 x 2772
- Refresh rate a 120 Hz
- Touch sampling rate a 240 Hz
- Luminosità di picco 3500 nit
- SoC: Qualcomm Snapdragon 6 Gen 5
- GPU: Adreno 812
- RAM: 8 GB di tipo LPDDR5X
- Storage: 256/512 GB di tipo UFS 4.0
- Fotocamere posteriori:
- Principale Wide 50 MP, f/1.59
- Grandangolare Ultra-Wide 8 MP, f/2.2
- Fotocamera frontale:
- Principale Wide 32 MP, f/2.2
- Connettività Wi-Fi: 802.11 a/b/g/n/ac/6
- Bluetooth: 5.4
- Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Bussola elettronica, Prossimità, Impronta Digitale
- Resistenza agli elementi: Certificazione IP69K
- Colori:
- Cloud Blush
- Green
- Purple
- Black
- Batteria: 9210 mAh
- Prezzo:
- 8 GB RAM + 256 GB Storage | 599.90€
- 8 GB RAM + 512 GB Storage | 649.90€
Design
Dal punto di vista del design, Redmi Note 17 Pro Max abbandona i profili arrotondati del predecessore per abbracciare un frame completamente piatto, sia sulla scocca posteriore che sul frontale, con una finitura opaca che aiuta a limitare l'accumulo di impronte digitali.
Le colorazioni disponibili sono Cloud Blush, Green, Purple e Black. La versione Cloud Blush che abbiamo ricevuto in prova sfoggia una scocca fotocromatica capace di cambiare tonalità se esposta alla luce solare o ai raggi UV: in condizioni di luce artificiale il retro appare biancastro con sfumature rosa e arancioni, mentre all'aperto la saturazione aumenta fino a ricordare un tramonto. Le altre tre varianti, invece, sono decisamente più convenzionali.
Il modulo fotocamere è stato ridisegnato rispetto alla generazione precedente, risultando più sottile e discreto, con la doppia fotocamera posteriore racchiusa in due anelli argentati distinti; poco distante si nasconde la porta a infrarossi. Il telaio abbandona il metallo in favore di un frame in policarbonato, una scelta funzionale alla resistenza agli urti ma che contribuisce a una sensazione di maneggevolezza meno premium rispetto al passato.
Data la mole della batteria da 9210 mAh, la domanda sulle dimensioni sorge spontanea: Redmi Note 17 Pro Max misura 163.5 x 78.3 x 8.6 mm per 225 grammi, sostanzialmente in linea come ingombro con Redmi Note 15 Pro+ ma con un aumento di peso di circa 18 grammi che si fa sentire nell'uso quotidiano, specie nei primi giorni di utilizzo. La finitura opaca, se da un lato scoraggia le impronte, dall'altro offre una presa meno sicura del previsto, complice una superficie piuttosto scivolosa.
Display
Il pannello di Redmi Note 17 Pro Max ricalca da vicino quello già visto su Redmi Note 15 Pro e Pro+: un AMOLED da 6.83 pollici con risoluzione 1280 x 2772 e densità di pixel a 447 ppi che fa sicuramente la sua bella figura in un dispositivo con questa fascia di prezzo.
Lo schermo è nuovamente protetto da un vetro Gorilla Glass Victus 2, il touch sampling si assesta su 240 Hz e il PWM dimming a 3840 Hz contribuisce a non affaticare troppo gli occhi con un utilizzo prolungato.
La frequenza di aggiornamento massima resta ferma a 120 Hz, senza tecnologia LTPO per le variazioni granulari del refresh rate: anche in questo caso, come da tradizione della serie, l'always on display si disattiva dopo pochi secondi.
L'unica novità di rilievo riguarda la luminosità di picco, che sale a 3500 nit contro i 3200 nit del modello dello scorso anno: un valore che sancisce un'ottima garanzia di leggibilità sotto il sole diretto.
Non manca il supporto per lo streaming in HDR10 e HDR10+ oltre che Dolby Vision su piattaforme quali Netflix e YouTube.
Fotocamere
Il comparto fotografico è probabilmente l'ambito in cui Redmi Note 17 Pro Max compie il passo indietro più evidente rispetto al predecessore. Al posto della principale da 200 MP che equipaggiava Redmi Note 15 Pro+ troviamo ora un sensore OmniVision OV51A da 50 MP con lunghezza focale di 26 mm, apertura f/1.59, autofocus a fase e stabilizzazione ottica.
Il downgrade in termini di risoluzione e dimensioni del sensore è evidente sulla carta, anche se sul campo il risultato non è affatto disastroso: gli scatti diurni offrono un buon dettaglio, una gamma dinamica nel complesso positiva (con una certa tendenza al contrasto elevato) e una resa cromatica vivace e priva di sbavature nel bilanciamento del bianco.
Lo zoom 2x, ottenuto per ritaglio dal sensore principale, si comporta bene negli scatti all'aperto e leggermente peggio in ambienti interni, mentre in notturna la fotocamera principale sorprende in positivo, con una gamma dinamica eccellente e un dettaglio molto buono al netto delle ombre più profonde.
La grandangolare da 8 MP (OmniVision OV08F, priva di autofocus) svolge il compitino richiesto senza infamia e senza lode: buoni colori e gamma dinamica, ma nitidezza deludente sia di giorno che, ancora di più, in condizioni di scarsa illuminazione.
La selfie camera da 32 MP (anch'essa senza autofocus) restituisce scatti gradevoli a patto di non guardarli alla massima risoluzione, con dettaglio nella norma e una certa tendenza a scaldare eccessivamente i toni della pelle in esterna.
In video, le fotocamere principale e frontale possono registrare fino a 4K a 30 FPS oppure a 1080p fino a 60 FPS, con risultati diurni e notturni nel complesso convincenti; la grandangolare, come prevedibile, si ferma al 1080p a 30 FPS con una qualità sensibilmente inferiore.
Batteria
Se c'è un ambito in cui Redmi Note 17 Pro Max fa sul serio, quello è senza dubbio l'autonomia. La batteria al silicio-carbonio sale infatti dai 6500 mAh del predecessore a un clamoroso 9210 mAh per la variante europea (e addirittura 10.000 mAh per quella destinata al mercato globale): un incremento che si traduce in una durata da record, che in certe condizioni può consentire di arrivare persino ai tre giorni abbondanti lontano dalla corrente.
Il merito è di un anodo in silicio-carbonio con un contenuto di silicio del 16% e una densità energetica di 906 Wh/L, gestito dal nuovo chip Xiaomi Surge G2 che dovrebbe garantire una lettura più accurata della percentuale residua anche a batteria quasi scarica, evitando gli spegnimenti improvvisi tipici dei cali di tensione. Xiaomi rivendica inoltre fino a 6 anni di salute della batteria, con oltre l'80% della capacità originale conservata dopo 1600 cicli di ricarica: si tratta però di una stima teorica basata su simulazioni di laboratorio interne e difficile da valutare sul campo.
Sul fronte della ricarica, Redmi Note 17 Pro Max supporta la tecnologia HyperCharge a 100 W e la ricarica inversa cablata a 27 W. Tradotto in termini pratici, ciò significa che ci vogliono meno di 30 minuti per arrivare al 50%, mentre si riempie completamente il serbatoio in poco più di un'ora: un risultato di tutto rispetto se si considera la capacità fuori scala della batteria, anche se resta lontano dai 48 minuti necessari a Redmi Note 15 Pro+ per una ricarica completa.
Come da tradizione, non è supportata la ricarica wireless.
Videogiochi e prestazioni
Il cambio di chipset, con lo Snapdragon 7s Gen 4 del predecessore rimpiazzato dal più moderno ma meno performante Snapdragon 6 Gen 5, è la scelta più discutibile dell'intera operazione Redmi Note 17 Pro Max e quella che più probabilmente farà storcere il naso a chi cerca nella serie Note un buon compromesso per il gaming occasionale.
Per provare a tamponare i limiti del chipset, Xiaomi mette a disposizione la modalità Game Turbo, che consente di ottimizzare le risorse del sistema durante le sessioni di gioco, monitorare temperatura e framerate e bloccare le notifiche più invasive. C'è spazio anche per il Game Center, una sorta di hub dedicato al gaming che però serve solo a fare da vetrina a un catalogo di casual game di qualità piuttosto modesta, gli stessi che tipicamente affollano anche il resto dell'interfaccia sotto forma di pubblicità.
Buona la resa del comparto audio stereo con supporto Dolby Atmos: il volume massimo è elevato e la qualità, seppur sbilanciata verso le frequenze medio-alte ai livelli di boost più estremi, resta godibile nell'uso quotidiano. I benchmark che abbiamo eseguito confermano senza appello la sensazione di uno smartphone che non offre alcuna evoluzione tecnologica, con risultati praticamente allineati (quando non addirittura inferiori) a quelli fatti segnare dal predecessore. Il calo di potenza si fa sentire oltretutto anche al di fuori del gaming vero e proprio: nell'uso quotidiano più intenso, con diverse app aperte in contemporanea, capita di percepire un lag non trascurabile durante il multitasking, un sintomo abbastanza chiaro di come il passo indietro sul fronte SoC non sia solo un problema sulla carta. Le nostre prove di stabilità restituiscono comunque un quadro solido, con numeri che certificano una gestione termica eccellente e l'assenza pressoché totale di thermal throttling, complice un chipset che lavora a regimi di potenza piuttosto contenuti. Il test di stress Wild Life Extreme restituisce infatti una stabilità del 99,7% con un diagramma praticamente piatto, a conferma che il problema di Redmi Note 17 Pro Max non è la tenuta nel tempo ma la potenza bruta di partenza.
Esperienza d'uso
Redmi Note 17 Pro Max arriva sul mercato con l'interfaccia HyperOS 3 basata su Android 16, e qui c'è poco da girarci intorno: con Android 17 già disponibile da tempo, si tratta della solita furbata di Xiaomi per non dover garantire un aggiornamento di piattaforma in più nel piano di supporto software.
L'interfaccia non si discosta più di tanto dalle iterazioni precedenti di HyperOS, con l'aggiunta più rilevante rappresentata da Hyper Island, la risposta di Xiaomi alla Dynamic Island di iOS: un ritaglio dinamico dell'interfaccia che mostra timer, chiamate in arrivo, eventi di calendario e controlli di riproduzione multimediale per app come Spotify.
Tra le funzionalità più particolari introdotte con questa generazione c'è una modalità subacquea nell'app fotocamera, pensata per sfruttare le certificazioni di resistenza all'acqua del dispositivo, oltre a un assistente IA per l'editing delle foto disponibile su tutta la gamma.
Come da tradizione della serie, anche su Redmi Note 17 Pro Max il sensore di prossimità è di tipo virtuale anziché fisico: nella nostra prova non ha creato particolari disagi, ma resta un compromesso che storicamente su questa linea di prodotto è stato indicato da molti utenti come un tallone d'Achille non da poco, specie durante le telefonate.
Il lettore di impronte digitali ottico sotto lo schermo si conferma invece rapido e affidabile, affiancato da un riconoscimento facciale 2D standard.
Le note più dolenti, però, restano quelle di sempre e riguardano bloatware e pubblicità: la quantità di app e giochi preinstallati senza un reale consenso è ancora una volta particolarmente aggressiva, così come la presenza costante di banner e pop-up pubblicitari all'interno delle applicazioni di sistema. Un problema che, unito a notifiche invasive attive di default, richiede un lavoro di pulizia tutt'altro che scontato per l'utenza meno esperta.
Per quanto riguarda il programma di supporto software, Xiaomi è come al solito piuttosto restia a mettere le cose in chiaro: le fonti ufficiali parlano di una generica promessa di sei anni di aggiornamenti di sicurezza, ma non c'è una certezza assoluta sui major update, che dovrebbero essere quattro considerando anche quello "mangiato" nel passaggio da Android 16 a 17. Insomma, non un qualcosa di cui andare particolarmente orgogliosi.
Conclusioni
Multiplayer.it
6.0
Redmi Note 17 Pro Max è la fotografia perfetta di un prodotto che, inseguendo un singolo primato (quello dell'autonomia), finisce per perdere di vista l'equilibrio complessivo necessario per emergere nella fascia media. La batteria da 9210 mAh è oggettivamente impressionante, ma il chipset fa segnare un passo indietro rispetto al modello dello scorso anno, la fotocamera principale perde risoluzione e qualità del sensore, e persino la RAM va in controtendenza, con il taglio più costoso che resta fermo a 8 GB contro i 12 GB offerti dal predecessore sulla sua configurazione di punta. A fronte di questi compromessi il listino addirittura aumenta, rendendo Redmi Note 17 Pro Max uno smartphone praticamente impossibile da raccomandare a prezzo pieno.
PRO
- Batteria enorme e autonomia da record
- Costruzione solida e convincente
- Display di ottimo livello
CONTRO
- Hardware modesto, in downgrade rispetto allo scorso modello
- Le solite furbate di Xiaomi: Android 16, bloatware e supporto nebuloso
- Prezzo di listino troppo alto