Con i nuovi Sensei Pro, Sensei Pro Mini, Rival Pro e Rival Pro Mini, SteelSeries prova a spostare l'attenzione da una semplice corsa al DPI più alto verso un sistema wireless progettato per mantenere costanti prestazioni e autonomia. La novità più interessante della gamma è infatti nella connettività. I quattro mouse utilizzano una soluzione Ultra-Wideband (UWB) sulla banda dei 6 GHz+, pensata per ridurre il rischio di interferenze tipico degli ambienti affollati dalla banda a 2,4 GHz.
A questa si aggiungono un sistema di alimentazione con batterie intercambiabili e una gestione separata del collegamento tra sensore e computer. Sono soluzioni che sulla carta affrontano alcuni dei limiti ancora presenti nei mouse wireless, soprattutto per chi utilizza queste periferiche per molte ore consecutive o pretende il massimo livello di reattività possibile.
Noi li abbiamo provati entrambi per diverse settimane e oggi possiamo finalmente parlarvene nella nostra recensione dei mouse SteelSeries Rival Pro e Sensei Pro.
Caratteristiche tecniche dei mouse SteelSeries Rival Pro e Sensei Pro
La famiglia SteelSeries Pro comprende due forme differenti, quella simmetrica dei Sensei e quella ergonomica dei Rival, entrambe disponibili in una versione standard e in una variante Mini più compatta e leggera. La nuova gamma SteelSeries condivide però in toto la piattaforma hardware, indipendentemente dalla forma scelta.
Il cuore dei quattro modelli è il sensore TrueMove 42K Pro, sviluppato sulla base del PixArt PAW3955 e affiancato dalla tecnologia SuperSync. Il sensore raggiunge 42.000 DPI nativi, con una velocità massima di 800 IPS, un'accelerazione di 70G e una frequenza di scansione di 20.000 FPS. I quattro mouse utilizzano switch ottici con una durata dichiarata fino a 100 milioni di clic e dispongono di sei pulsanti programmabili. I piedini sono realizzati interamente in PTFE, mentre la memoria interna permette di salvare fino a cinque profili.
La connessione wireless utilizza la tecnologia Ultra-Wideband (UWB) sulla banda dei 6 GHz+, scelta da SteelSeries per ridurre l'impatto delle interferenze presenti nelle connessioni wireless tradizionali. La piattaforma supporta un polling rate fino a 8000 Hz, equivalente a un intervallo di 0,125 ms, con Overpolling wireless fino a 9000 Hz. Attraverso SuperSync è inoltre possibile disaccoppiare il report rate del sensore da quello dei clic. Non è possibile collegarlo al PC via USB.
Particolare anche il sistema di alimentazione Infinite Power, lo stesso che l'azienda utilizza per le sue cuffie. Ogni mouse utilizza due batterie agli ioni di litio da 310 mAh, intercambiabili a caldo. Una batteria può alimentare il mouse mentre l'altra viene ricaricata, con un'autonomia dichiarata fino a 16 ore utilizzando il polling a 8000 Hz e fino a 60 ore a 1000 Hz. Il tempo di ricarica indicato è di circa tre ore.
La Lift-Off Distance può essere regolata tra 0,7 e 1,7 mm con incrementi di 0,1 mm. La personalizzazione avviene attraverso SteelSeries GG e SteelSeries GG Web, mentre la compatibilità comprende Windows 10 e versioni successive, PlayStation 4 e 5 e Xbox Series S/X.
A cambiare tra i quattro modelli sono forma, dimensioni e peso, mentre il prezzo di listino è lo stesso per tutti: 200€.
Scheda tecnica SteelSeries Rival Pro e Sensei Pro
- Sensore: TrueMove 42K Pro, basato su PixArt PAW3955 personalizzato con tecnologia SuperSync
- Risoluzione: fino a 42.000 DPI nativi
- Velocità: 800 IPS
- Accelerazione: 70G
- Frequenza di scansione: 20.000 FPS
- Connettività: wireless Ultra-Wideband (UWB 6GHz+)
- Polling rate: 8000 Hz, con Overpolling wireless fino a 9000 Hz e report rate disaccoppiato tramite SuperSync
- Switch: ottici, fino a 100 milioni di clic
- Batteria: 2 batterie agli ioni di litio da 310 mAh, intercambiabili a caldo
- Autonomia: fino a 16 ore a 8000 Hz o fino a 60 ore a 1000 Hz
- Ricarica: circa 3 ore
- Lift-Off Distance: regolabile da 0,7 a 1,7 mm con incrementi di 0,1 mm
- Pulsanti: 6 programmabili
- Piedini: 100% PTFE
- Memoria interna: fino a 5 profili onboard
- Software: SteelSeries GG e SteelSeries GG Web
- Compatibilità: Windows 10 e versioni successive, PlayStation 4/5, Xbox Series S/X
- Forma:
- Sensei Pro: simmetrica
- Sensei Pro Mini: simmetrica compatta
- Rival Pro: ergonomica
- Rival Pro Mini: ergonomica compatta
- Dimensioni:
- Sensei Pro: 125,6 × 66,5 × 38,6 mm
- Sensei Pro Mini: 118,0 × 62,5 × 35,2 mm
- Rival Pro: 125,7 × 68,2 × 42,2 mm
- Rival Pro Mini: 120,7 × 65,4 × 40,5 mm
- Peso:
- Sensei Pro: 53 g (nero) / 54 g (bianco)
- Sensei Pro Mini: 49 g (nero) / 50 g (bianco)
- Rival Pro: 53 g (nero) / 54 g (bianco)
- Rival Pro Mini: 49 g (nero) / 50 g (bianco)
- Prezzo: 199,99€
Design
La caratteristica che si nota immediatamente prendendo in mano i nuovi SteelSeries Sensei Pro e Rival Pro è il peso. I modelli standard si fermano a 53 grammi nella versione nera e 54 grammi in quella bianca, mentre le varianti Mini scendono a 49 e 50 grammi. Sono valori molto bassi anche per un mercato, quello dei mouse gaming, che negli ultimi anni ha fatto della leggerezza uno degli obiettivi principali.
Il risultato si percepisce soprattutto nei movimenti rapidi. Il mouse richiede poca forza per essere spostato e può essere riposizionato velocemente, con un vantaggio evidente nei giochi in cui il movimento del cursore deve essere rapido e frequente. È una caratteristica particolarmente adatta agli FPS competitivi, soprattutto quando si utilizzano sensibilità basse e il puntamento richiede ampie escursioni del mouse sul tappetino. In questi casi ridurre il peso significa anche diminuire la fatica accumulata durante sessioni prolungate.
Non significa però che un mouse così leggero sia automaticamente migliore per qualsiasi gioco. Il peso ridotto è meno determinante negli RTS, nei gestionali e nei giochi strategici, dove la velocità dei movimenti fisici ha un'importanza inferiore. Può inoltre risultare meno adatto a chi preferisce una periferica più pesante e stabile, soprattutto nei titoli in cui si effettuano movimenti piccoli e molto controllati.
A fare la differenza contribuiscono anche i piedini in PTFE al 100%, che permettono al mouse di scorrere con poca resistenza sul tappetino. I pulsanti programmabili sono distribuiti secondo un'impostazione piuttosto tradizionale e non stravolgono il design delle due famiglie. La differenza principale resta quindi nella forma: i Sensei Pro utilizzano una scocca simmetrica, mentre i Rival Pro adottano un'impostazione ergonomica. Le versioni Mini mantengono le rispettive geometrie, ma con dimensioni inferiori, risultando più adatte a mani piccole o a chi preferisce una presa più compatta.
Esperienza d'uso
Nell'uso quotidiano il Rival Pro convince. L'autonomia dichiarata non è distante da quella che abbiamo riscontrato nelle nostre settimane di test, tanto che le volte che abbiamo dovuto cambiare batteria si contano sulle dita delle mani. Grazie alle batterie intercambiabili a caldo, poi, è praticamente impossibile rimanere con il mouse scarico mentre si gioca, anche usando le impostazioni più energivore.
Nei giochi competitivi come Valorant, Apex Legends e Call of Duty: Black Ops 7 il mouse ha girato sempre in modo fluido, senza cali percepibili, interruzioni del segnale o input persi. I click sono precisi, puliti e senza pre-travel avvertibile. Il peso molto contenuto si sposa poi molto bene con le sessioni lunghe e gli spostamenti ampi tipici di questo tipo di FPS. Tutti i nostri test sono stati eseguiti sullo stesso PC, con il ricevitore su una porta USB posteriore diretta, piano energetico su Prestazioni elevate e applicazioni in background chiuse.
Per i benchmark con Mouse Tester abbiamo poi impostato il dpi fisso a 3200, senza mai cambiare la superficie. Abbiamo scelto questo valore perché, con movimenti a 2400 dpi, il sensore non generava abbastanza movimento per riempire gli slot di polling più alti, falsando il confronto.
Per valutare la regolarità della consegna abbiamo mosso il mouse in cerchi continui per circa dieci secondi a 1000, 2000, 4000 e 8000 Hz, con frequenza di report del sensore pari a quella di polling. Abbiamo poi aggiunto la modalità UWB a 8000 Hz con Overpolling e frequenza di report del sensore a 1000 Hz. Ogni configurazione è stata ripetuta due volte. Riportiamo frequenza media, intervallo mediano, 99° percentile e deviazione standard, escludendo dal calcolo i primi 200 ms e gli ultimi 500 ms di ogni registrazione, dove si concentrano gli artefatti di avvio e di arresto.
Precisiamo che questo test misura la consegna dei dati lato Windows e non la latenza reale del sistema, che richiederebbe strumentazione dedicata. I risultati vanno letti come indicazione di stabilità del collegamento nelle nostre condizioni e possono variare con hardware diverso. Detto questo, a 1000, 2000 e 4000 Hz il Rival Pro mantiene la frequenza dichiarata con grande precisione: le medie misurate sono 1000, 2011 e 4018 Hz, senza differenze significative tra un run e l'altro e con pochissimi intervalli anomali. Anche la modalità UWB a 8000 Hz con sensore a 1000 Hz si comporta in modo molto regolare, con la stessa consegna pulita del polling nativo a 1000 Hz.
A 8000 Hz la frequenza media misurata è di circa 7500 Hz, cioè il 93-95% del valore nominale, con finestre che toccano gli 8000 Hz nei momenti di movimento più veloce. Circa il 3-4% degli intervalli è più lungo del periodo nominale, segno di qualche slot saltato, ma non abbiamo riscontrato veri stutter: gli intervalli superiori a 3 ms sono praticamente assenti. Considerando che il test misura la consegna lato Windows, è un risultato interessante per un Overpolling wireless a 8 kHz, anche se non perfetto.
SteelSeries GG
Un altro elemento che contribuisce all'esperienza dei Rival Pro e Sensei Pro è l'app SteelSeries GG, che si occupa della configurazione dei mouse attraverso il modulo Engine. L'interfaccia permette di modificare DPI, assegnazione dei pulsanti, Lift-Off Distance e frequenza di polling, oltre a gestire i profili associati ai diversi giochi.
Nel caso di questi mouse, però, GG diventa particolarmente interessante per la gestione di SuperSync. È possibile scegliere separatamente la frequenza di polling wireless e quella di report del sensore, permettendo ad esempio di mantenere il collegamento a 8000 Hz utilizzando un report rate del sensore inferiore. È una soluzione pensata per trovare un compromesso tra reattività e carico sul sistema, e permette di adattare il comportamento del mouse al singolo gioco senza dover necessariamente utilizzare sempre la configurazione più estrema.
Interessanti anche gli strumenti dedicati alla mira. SteelSeries integra 3D Aim Trainer, che permette di selezionare il gioco e replicarne sensibilità, campo visivo e altre impostazioni per effettuare esercizi specifici su flick, tracking, click e cambio di bersaglio. Il servizio include anche software per analizzare le proprie prestazioni e individuare gli aspetti su cui lavorare.
Conclusioni
Multiplayer.it
9.0
Rival Pro e Sensei Pro convincono soprattutto per la combinazione di leggerezza, precisione e gestione dell'alimentazione. Il sistema con doppia batteria intercambiabile rende l'autonomia praticamente un non-problema, mentre il peso piuma favorisce movimenti rapidi e sessioni prolungate. Il wireless UWB si è dimostrato stabile, anche alle frequenze più elevate, ma rimane difficile considerare il polling estremo un vantaggio decisivo per tutti: il beneficio è più concreto negli scenari competitivi, mentre per molti giocatori 1000 Hz sono già sufficienti. A 200 euro, quindi, si tratta di mouse pensati per chi vuole una periferica wireless di fascia alta e apprezza soprattutto leggerezza, autonomia e possibilità di personalizzazione.
PRO
- Molto leggeri
- Ottimo tracking
- Wireless stabile
- Batterie intercambiabili a caldo
- Piedini in PTFE molto scorrevoli
CONTRO
- Gli 8000 Hz sono per una nicchia
- Prezzo elevato
- La leggerezza estrema può non piacere a tutti