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Per Acer, i prezzi dei PC potrebbero scendere nel 2027 e i produttori si stanno approfittando della carenza

Secondo il CEO di Acer Jason Chen, l'aumento dei prezzi dei PC legato alla carenza di memoria potrebbe iniziare a rientrare nella seconda metà del 2027.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   22/09/2026
Un laptop ACER

La crisi della memoria RAM continua a influenzare il mercato dell'hardware, ma le previsioni sulla sua durata sono tutt'altro che concordi. Jason Chen, CEO di Acer, ritiene infatti che la situazione possa iniziare a migliorare già entro la fine del 2027, in contrasto con le stime più pessimistiche provenienti dai principali produttori di memoria.

In un'intervista con DigiTimes, Chen ha previsto che gli aumenti dei prezzi dei PC provocati dalla carenza di RAM potrebbero iniziare a invertirsi nella seconda metà del 2027. Il dirigente si aspetta comunque un ulteriore incremento dei prezzi compreso tra il 5% e il 20% entro la fine di quest'anno, con un possibile picco nella prima metà del 2027.

Infrastrutture

Alla base dell'attuale situazione ci sarebbe soprattutto la forte domanda proveniente dai data center dedicati all'intelligenza artificiale. La costruzione di queste infrastrutture ha assorbito una parte consistente dell'offerta disponibile, contribuendo secondo il report a un aumento fino a cinque volte dei prezzi delle DRAM. Gli effetti si sono estesi a PC, smartphone, schede grafiche e console, con ripercussioni anche sulla domanda di processori e schede madri.

Gli aumenti dei prezzi dei PC potrebbero rientrare prima del previsto?
Gli aumenti dei prezzi dei PC potrebbero rientrare prima del previsto?

Le previsioni dei produttori di memoria sono però più caute. Il CEO di Micron, Sanjay Mehrotra, ha indicato una situazione destinata a protrarsi oltre il 2027, mentre Kwak Noh-Jung di SK Hynix ha previsto un picco della carenza nel 2027, che perdurerà almeno fino al 2030. Chen Li-bai, presidente di Adata, ha invece ipotizzato prezzi elevati per un periodo che potrebbe arrivare a un decennio.

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Jason Chen interpreta queste previsioni in maniera diversa e sostiene che alcuni produttori potrebbero avere interesse a gonfiare la percezione della durata della carenza, così da preservare gli attuali margini di profitto favoriti dal boom dell'intelligenza artificiale. Secondo il CEO di Acer, la disponibilità della maggior parte delle tipologie di RAM e SSD avrebbe già raggiunto un livello sufficiente a soddisfare la domanda, mentre le difficoltà riguarderebbero soprattutto i componenti di fascia alta, come i moduli DDR5 più veloci.

Un altro elemento che potrebbe contribuire alla riduzione dei prezzi è l'arrivo di nuovi prodotti cinesi. Chen cita in particolare CXMT, la cui maggiore disponibilità potrebbe aumentare l'offerta e contribuire a ridurre la pressione sui prezzi. Anche Apple, secondo indiscrezioni recenti, starebbe valutando CXMT come possibile fornitore per contenere i propri costi.

Insomma, la situazione è tutta in divenire e per adesso le certezze sono poche. Una diminuzione dei prezzi nel 2027 sarebbe un'ottima notizia per un mercato che appare sempre più soffocato dalla bulimia dei data center IA, ma staremo a vedere come andranno le cose.

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