DOOM continua a trovare spazio sui dispositivi più improbabili, grazie agli appassionati che si cimentano nel portare il classico sparatutto di id Software su hardware non progettato per eseguire videogiochi, in una specie di gara a chi riesce nell'impresa più stramba. Dopo le conversioni realizzate per schermi dei menu di McDonald's, test di gravidanza e persino tosaerba, è arrivato il turno di un multimetro dal costo di circa 30 dollari. A riuscire nell'impresa è stato lo sviluppatore Artur Bieniek, che ha adattato il gioco al modello FNIRSI DMC-100, uno strumento utilizzato per effettuare misurazioni elettriche.
Proprio ovunque
Come ricostruito da Hackaday, il progetto si basa su doomgeneric, un motore che permette di adattare DOOM a diverse piattaforme hardware. Bieniek è riuscito a farlo funzionare sul chip Artery AT32F415, che costituisce il cuore del multimetro. Si tratta di un risultato curioso, considerando che il dispositivo è stato progettato per misurare grandezze elettriche e non per gestire videogiochi, ma che dimostra ancora una volta quanto sia possibile spingere oltre i limiti l'hardware di uso comune.
La conversione non si limita a essere una semplice dimostrazione tecnica Il progetto permette infatti di giocare al primo episodio di Freedoom: Phase 1, una reinterpretazione libera dei contenuti del DOOM originale. Sono disponibili tutti e nove i livelli dell'episodio, da E1M1 a E1M9, mentre il sistema supporta anche quattro slot per i salvataggi.
Secondo quanto riportato, funzionano moltissimi elementi del gioco, come la schermata iniziale, gli intermezzi tra i livelli e il finale. Il tutto viene visualizzato a colori, rendendo l'esperimento ancora più interessante dal punto di vista tecnico.
La sorpresa maggiore riguarda però il sistema di controllo: Bieniek ha utilizzato un controller DJI RC-N1, normalmente associato ai droni dell'azienda cinese, per comandare il gioco sul multimetro.
Chi volesse replicare il progetto può farlo seguendo le istruzioni pubblicate dall'autore su GitHub. Sono necessari un FNIRSI DMC-100, un cavo USB-C e un ambiente di sviluppo con diversi strumenti software, tra cui GNU make, Clang, LLVM, Python 3 e Git. L'autore ha utilizzato Linux durante lo sviluppo, ma è possibile seguire la procedura anche su altri sistemi in grado di trasferire file tramite USB.
La configurazione richiede un po' di attenzione: per esempio, Clang 19 o versioni precedenti non sono sufficienti, perché il firmware risultante supera lo spazio disponibile. Per la compilazione sono consigliate versioni recenti degli strumenti indicati, mentre alcuni test richiedono ulteriori dipendenze.