Meta avrebbe eliminato dal codice dell'applicazione collegata ai suoi Ray-Ban Smart Glasses i riferimenti a una controversa tecnologia di riconoscimento facciale nota internamente con il nome di "Name Tag". La decisione arriva dopo mesi di discussioni e preoccupazioni legate alla tutela della privacy e alla gestione dei dati biometrici.
Le prime informazioni sul progetto erano emerse all'inizio dell'anno attraverso un documento interno dell'azienda. Secondo quanto riportato, Meta stava valutando l'integrazione di una funzione capace di identificare le persone osservate attraverso gli occhiali intelligenti e di fornire informazioni tramite il proprio assistente basato sull'intelligenza artificiale.
Come avrebbero agito gli occhiali smart di Meta con questa nuova funzione?
Questa funzione, probabilmente, prevedeva due possibili modalità operative. La prima avrebbe consentito il riconoscimento esclusivo degli utenti già collegati al proprietario degli occhiali sulle piattaforme Meta. La seconda, più ampia, avrebbe potuto identificare qualsiasi persona dotata di un profilo pubblico su servizi social come Instagram.
La prospettiva dell'introduzione di una tecnologia di questo tipo aveva suscitato forti reazioni da parte delle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti digitali. Oltre 70 associazioni avevano infatti invitato l'azienda ad abbandonare il progetto, evidenziando potenziali rischi per la sicurezza pubblica e per la riservatezza delle persone.
L'indagine condotta e la decisione di Meta
Successivamente, un'indagine di WIRED aveva individuato nel codice dell'app Meta AI componenti inattivi che sembravano progettati per elaborare immagini dei volti.
Secondo l'analisi, il sistema avrebbe potuto trasformare le fotografie in identificatori biometrici digitali. L'inchiesta sosteneva inoltre che i volti non riconosciuti sarebbero stati ritagliati, catalogati e conservati sul dispositivo per elaborazioni successive.
Tuttavia, una nuova verifica effettuata dalla stessa testata ha rilevato che il codice esplicitamente collegato al riconoscimento facciale è stato successivamente rimosso.
Andy Stone, vicepresidente della comunicazione di Meta, ha dichiarato che si trattava esclusivamente di un'ipotesi di ricerca e che non è stata presa alcuna decisione definitiva sull'eventuale implementazione della tecnologia. Nonostante ciò, restano diversi interrogativi senza risposta.
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