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The Ninth Jedi: la recensione della miniserie anime di Star Wars su Disney+

Uno dei corti più apprezzati di Star Wars Visions diventa una miniserie anime in otto episodi: la recensione di The Ninth Jedi, tra spade laser e Jedi 'grigi'.

RECENSIONE di Christian Colli   —   08/08/2026
Poster Star Wars: The Ninth Jedi

Production I.G è uno studio d'animazione che potremmo definire antico: la sua fondazione risale al 1987 per opera di Mitsuhisa Ishikawa e Takayuki Goto, che lo chiamarono inizialmente I.G Tatsunoko, essendo una succursale della più famosa e titanica Tatsunoko. Cambiarono poi il nome nel 1993, mantenendo però quel "I.G" che sono le iniziali dei loro cognomi. Da allora hanno prodotto decine di anime, da Ghost in the Shell: Stand Alone Complex a Kaiju No. 8, passando per Video Girl Ai, Proteggi la mia Terra, FLCL, Guilty Crown, Guru Guru, Psycho-Pass, Haikyu!! e molte altre.

Probabilmente i videogiocatori conoscono indirettamente Production I.G per le sequenze animate in titoli famosi come Persona 5, Sakura Wars, Blazblue e, soprattutto, per le cinematiche introduttive della serie Tales di Bandai Namco. Non ha sorpreso nessuno, quindi, la presenza di Production I.G tra gli animatori di Star Wars Visions, la serie antologica targata Lucasfilm che ha consegnato l'universo immaginato da George Lucas ad alcuni tra i migliori studi del mondo: un'occasione per reinterpretare Star Wars in modo fresco, creativo e insolito.

Il riscontro estremamente positivo ha convinto Disney e Lucasfilm a produrre The Ninth Jedi, una miniserie animata in otto episodi per Disney+ che prosegue la storia cominciata nei volumi di Visions: un vero e proprio anime di Star Wars, totalmente slegato dalla continuità ufficiale e dalla Saga degli Skywalker. Ma ne sarà valsa la pena?

Il futuro di Star Wars

Per comprendere la nuova miniserie su Disney+ bisogna necessariamente passare per Star Wars Visions (questa è la nostra recensione): basta guardare i due episodi animati dai Production I.G per i volumi 1 e 3 dell'antologia, ovvero Il nono Jedi e Figlia della speranza. The Ninth Jedi - sì, si fa un po' confusione, ma il titolo ufficiale è proprio questo e in inglese - prosegue la storia cominciata in quei due episodi, per la quale vale la pena fare un attimo il punto: la serie è ambientata circa mille anni dopo L'ascesa di Skywalker, in un futuro dove i Jedi e i Sith si sono quasi completamente estinti. Restano giusto una manciata di Jedi, radunati dal Margravio Juro per fondare un nuovo Ordine e opporre resistenza a un presunto Sith che si fa chiamare Nawaam e sta lentamente conquistando la galassia.

I duelli con le spade laser animati da Production I.G sono fantastici
I duelli con le spade laser animati da Production I.G sono fantastici

La protagonista della serie è Lah Kara, figlia del fabbro di spade laser Lah Zhima, scomparso dopo averle affidato le armi da consegnare ai nuovi Jedi. In questa storia, le cose funzionano un po' diversamente rispetto al canone ufficiale di Star Wars che conosciamo attraverso film, TV e fumetti: questi Jedi tendenzialmente non fabbricano le proprie spade laser, il cui colore peraltro è definito dall'allineamento dell'utilizzatore della Forza che le impugna. Niente "sanguinamento" o cristalli kyber scelti in base ai ruoli nell'Ordine o al colore della tunica indossata il martedì, e questo è un dettaglio cruciale intorno a cui ruota praticamente tutta la storia di questa miniserie.

Si scopre, infatti, che è stato proprio Nawaam a rapire Zhima, così Kara, Juro, Ethan e gli altri si mettono sulle sue tracce, cercando al contempo nuovi Jedi da reclutare. Quello che non sanno è che Nawaam intende raggiungere lo stato del "nulla", un potere della Forza in equilibrio assoluto tra Jedi e Sith, e che sta costruendo l'ennesimo cannone laser in grado di distruggere interi pianeti. Così facendo, la serie scritta da Mitsuyasu Sakai attinge a vecchie storie dell'Universo Espanso che non sono più canoniche e al concetto dei Jedi "grigi", Jedi che prendono le distanze dai dettami dell'Ordine per perseguire un equilibrio individuale. La cosa più vicina a questo concetto che abbiamo oggi nel canone di Star Wars sono i rarissimi Cercavia nell'era dell'Alta Repubblica, pur con le dovute differenze.

Nawaam è il misterioso utilizzatore della Forza che minaccia la galassia
Nawaam è il misterioso utilizzatore della Forza che minaccia la galassia

A guardare i primi tre episodi non sembrerebbe, ma The Ninth Jedi affronta la questione in maniera assai intelligente, senza risultare troppo stucchevole e didascalico. L'inizio della miniserie, tuttavia, è piuttosto farraginoso, specialmente perché scade spesso e volutamente nei cliché dell'animazione nipponica, imbastendo una narrativa piuttosto scontata che si rifà a un immaginario non proprio creativo. Production I.G ci porta inizialmente su un paio di pianeti fortemente derivativi, rivelando razze aliene che sembrano uscite da un fantasy nipponico qualunque più che dall'universo di Star Wars, e il character design asciutto della miniserie, firmato da Tetsuya Nishio, non contribuisce certo alla causa.

Dobbiamo ammettere che stavamo per perdere le speranze intorno al secondo episodio, motivati solo dalle animazioni eccellenti soprattutto durante le scene d'azione, quando il quarto infila un colpo di scena mozzafiato che capovolge completamente la storia e il ruolo della protagonista, che da ragazzina petulante diventa un personaggio molto più concreto e sfaccettato, anche se leggermente "overpowered". A quel punto The Ninth Jedi prende letteralmente il volo, con una seconda metà davvero fantastica che si conclude in un finale spettacolare, emozionante e inatteso.

The Ninth Jedi è una storia di Star Wars fuori canone in cui le spade laser funzionano diversamente dal solito
The Ninth Jedi è una storia di Star Wars fuori canone in cui le spade laser funzionano diversamente dal solito

Purtroppo non tutti i personaggi del cast riescono a emergere in questi otto episodi, che si concentrano soprattutto su Kara, Nawaam e Zhima, lasciando in disparte soprattutto Homen e Ethan: quest'ultimo, in particolare, si riscatta solo nel finale dopo aver passato sette episodi a fare sostanzialmente da osservatore. Vogliamo sperare che ci sarà tempo in una stagione futura per raccontare le loro storie, anche perché il finale resta a porte aperte: la miniserie si conclude su una nota convincente, ma una brevissima chiosa promette sviluppi imprevedibili.

La qualità della miniserie comunque è indiscutibile. I registi Kenji Kamiyama e Shunsuke Tada valorizzano l'animazione, specialmente durante i duelli con le spade laser, che sono tra i più esaltanti e spettacolari che abbiamo visto sul piccolo schermo, sebbene si debba venire a patti con lo spirito tutto nipponico delle coreografie, ma anche nelle tendenze generali dei dialoghi e dei movimenti. Per questo motivo, sebbene i doppiatori italiani facciano un lavoro discreto, The Ninth Jedi è una miniserie da guardare decisamente in lingua originale, dove sembra proprio respirare l'ossigeno giusto.

Purtroppo alcuni personaggi, come Ethan, finiscono in secondo piano
Purtroppo alcuni personaggi, come Ethan, finiscono in secondo piano

Poco da criticare sul fronte tecnico. L'animazione tradizionale è generalmente di altissimo livello, mentre la computer grafica impiegata per modellare astronavi e droidi lascia un po' a desiderare, non tanto nel livello di dettaglio, ma nello stacco fin troppo visibile tra piano 2D e 3D. Se durante le battaglie spaziali questo infastidisce meno, le scene in cui i personaggi 2D affrontano droidi e veicoli 3D risultano più evidenti. Ci sentiamo invece di applaudire la colonna sonora di Nobuko Toda e Kazuma Jinnouchi, che riesce nel difficilissimo compito di rievocare le note più celebri di John Williams senza scadere nel plagio: le musiche sono infatti splendide, ricordano fortissimamente soprattutto la trilogia prequel e accompagnano ogni scena alla perfezione, facendo al contempo da omaggio e da reinterpretazione.

Conclusioni

Multiplayer.it

7.5

The Ninth Jedi è una miniserie insospettabilmente profonda, anche perché i primissimi episodi non sono il migliore biglietto da visita, ma si riprende già poco prima di metà per consegnarci un vero e proprio Star Wars in salsa anime che, svincolato dalle costrizioni del canone ufficiale, riesce a raccontare una storia magari prevedibile ma comunque avvincente e spettacolare. Forse questa è una delle strade che Lucasfilm dovrebbe seguire: Star Wars dà del suo meglio a briglia sciolta, come hanno proprio dimostrato le antologie Visions, e The Ninth Jedi dimostra ancora una volta quello che si può fare con questo universo senza tradirne la natura. Speriamo che Production I.G metta in cantiere una seconda stagione perché le potenzialità per un anime serializzato di grande valore ci sono tutte.

PRO

  • Il talento degli animatori di Production I.G
  • La colonna sonora è eccezionale
  • È un anime spettacolare che rispetta Star Wars ma ci mette del suo

CONTRO

  • All'inizio ci mette un paio di episodi a carburare
  • Lo stacco tra CG e animazione tradizionale è fastidioso
  • Non tutti i personaggi riescono a risaltare
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