Guerriere si nasce 27

Un picchiaduro indipendente alla Street Fighter? Ed è anche bello? Se vi sembra incredibile, scoprite insieme a noi se è vero

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   22/02/2013

Dietro a Vanguard Princess c'è uno sviluppatore ex-Capcom. Specificarlo non è inutile, perché solo così si può capire la competenza e il profondo amore per il genere dei picchiaduro a incontri che trasuda da ogni pixel di questo misconosciuto titolo indipendente. Di fronte a giganti come Street Fighter IV, i vari VS. e altri, chi punterebbe qualcosa su un prodotto del genere? Eppure avviandolo ci siamo dovuti ricredere. Le prime partite sono state traumatiche, con le avversarie (il roster dei personaggi selezionabili è completamente al femminile) che ci hanno picchiato come se fossimo dei novizi assoluti.

Perseverando e prendendo altre botte ci siamo resi conto dell'arcano, ossia che ci troviamo di fronte a uno dei picchiaduro 2D più tecnici visti di recente (in realtà la versione giapponese, scaricabile gratuitamente dal sito dello sviluppatore, va in giro già da qualche anno), con tante e tali variabili di combattimento da far impallidire molti dei suoi concorrenti. Ognuna delle guerriere selezionabili dispone di tecniche speciali e capacità particolari. Tutte sono ben caratterizzate, anche se non manca l'amore per la coscia lunga, per le mutande in vista e per i vestiti improbabili tipico degli amici giapponesi (e non solo). In tutta franchezza lo stile scelto per presentare i contenuti stona un bel po' con il resto del gioco. Le ragazzine guerriere sono per lo più vestite da bordello, scelta questa che cozza fortemente con i tecnicismi del gameplay (di cui parleremo tra un po'). Insomma, molti potrebbero snobbare Vanguard Princess per il voyeurismo di fondo di cui è pregno, perdendosi un ottimo titolo, mentre altri potrebbero acquistarlo proprio per questo aspetto, trovandosi per le mani qualcosa di ingestibile.

Limiti

Ma entriamo in gioco. L'inizio non dà molte speranze. Mancano parecchie opzioni e in generale si respira una certa aria di austerità. Anche le modalità selezionabili sono soltanto due: la campagna per giocatore singolo, affrontabile a tre livelli di difficoltà, e la modalità uno contro uno, per giocare contro un amico (in questo caso vi consigliamo almeno un joypad da affiancare alla tastiera).

Volendo è possibile giocare anche online, ma non è un'operazione immediata, poiché bisogna usare un client esterno che va prima impostato. Niente di troppo complicato ma l'utente medio potrebbe lasciarsi scoraggiare. Insomma, dal punto di vista delle opzioni ci sono alcuni limiti evidenti che tradiscono una produzione non certo ricchissima, resa evidente anche dal fatto che alcune impostazioni sono modificabili solo dal file .ini. Anche dal punto di vista grafico, nonostante la bellezza dei disegni e degli effetti speciali, ci sono delle spigolature nella palette dei colori e i glitch non mancano. Certo, stiamo parlando di un 2D onestissimo, con animazioni molto buone, soprattutto quelle delle super mosse, ma non aspettatevi niente di eccezionale che vi faccia cadere la mascella.

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Un vero guerriero

Vanguard Princess dà il meglio di sé è nel gameplay. La profondità delle meccaniche di gioco, che diventa evidente dopo qualche partita, rende ogni scontro, soprattutto ai due livelli di difficoltà più alti, una competizione esaltante contro un sistema che non lascia passare un errore e non offre scampo. Ci si ritrova a pensare le mosse alla velocità della luce, sfruttando la tecnica reflect (in altri giochi più famosi è conosciuta come parry), le combattenti di supporto (che si richiamano con un tasto e che negli scontri più accesi diventano essenziali) e imparando che i danni fatti e subiti variano a seconda di diversi fattori, che s'imparano a sfruttare in tempi ragionevoli, ma che per essere padroneggiati possono impegnare a lungo.

Dopo aver imparato a giocare per bene, ossia finendo la campagna al massimo livello di sfida, s'inizia a sentire la necessità di giocare online, per confrontarsi con altri avversari umani e per sperimentare quanto appreso contro un'intelligenza più plastica. Comunque anche giocare da soli non è affatto male, e battere il boss finale al livello di difficoltà massimo non è un'impresa da poco, visto che richiede un grande tempismo e la perfetta padronanza del proprio personaggio. Insomma, da questo punto di vista non si poteva davvero chiedere di più a Vanguard Princess, che rimane un titolo venduto a un prezzo estremamente economico. Non ci rimane che chiudere con un auspicio: speriamo di vedere importate in occidente altre piccole perle come questa. Ci sono molti titoli indipendenti giapponesi che aspettano di essere scoperti anche da noi.

Multiplayer.it

7.8

Lettori (17)

7.4

Il tuo voto

Vanguard Princess ha qualche limite nei dettagli e nelle varie opzioni di contorno, ma dal punto di vista del gameplay ha poco da invidiare a titoli più blasonati e decisamente più costosi. Per quello che chiede (circa cinque euro, ma volendo potete giocarne gratis la versione giapponese) vale la pena farci un giro, soprattutto se siete appassionati di picchiaduro a incontri tecnici. Certo, la difficoltà è settata molto in alto e anche giocato al livello più facile qualcuno potrebbe trovarlo indigeribile. Comunque, gli amanti delle sfide gradiranno e gioiranno come furetti.

PRO

  • Gameplay molto tecnico
  • I puristi del genere lo ameranno
  • Il prezzo è accessibile per chiunque

CONTRO

  • Un po' rozzo dal lato opzioni
  • Alcune scelte di caratterizzazione possono far storcere il naso

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore Intel Core i7 2600
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows XP SP2, Vista, or Windows 7
  • Processore: Pentium III 400MHz, 128MB RAM
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: Scheda video con 32 MB di VRam
  • Spazio su disco: 400MB
  • DirectX: 7