Mutanti con grandi ambizioni 10

Vlambeer ci propone una variante radioattiva del gioco del trono

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   16/12/2015

Indice

Morire dopo essere stati colpiti da un verme arrivato da una zona cieca del campo visivo oppure a causa di un ratto mutante non è mai piacevole. Ancora meno se si sta cercando di conquistare un trono e non c'è modo di recuperare i potenziamenti sudati faticosamente fino a quel momento. Eppure è proprio questo che accade in Nuclear Throne, il nuovo roguelike sviluppato da Vlambeer che, dopo una gestazione davvero lunga nel limbo dell'accesso anticipato, è finalmente arrivato alla sua versione definitiva.

Un roguelike che sa dosare sapientemente la frustrazione del giocatore: ecco Nuclear Throne!

Nessuna pietà

Ben lontano dal proporre le intricate trame di un ben diverso gioco del trono, Nuclear Throne prende a pretesto una sinossi appena abbozzata: un gruppo di creature mutanti deve farsi strada a colpi d'arma da fuoco attraverso le lande desolate di un pericoloso mondo post-apocalittico, per acquisire maggiore potere e conquistare infine l'ambito trono nucleare. All'inizio di ogni partita si decide allora di impersonare uno dei dodici personaggi disponibili, per intraprendere un violento viaggio senza fine tra aree desertiche, laboratori e cave minerarie. All'inizio la scelta è limitata solo a due di questi mutanti, ma proseguendo nelle diverse zone si sbloccano man mano anche tutti gli altri. Ognuno di loro ha caratteristiche e abilità particolari, che assicurano una grande varietà di approcci: Fish, per esempio, sa rotolare e ottiene un bonus per armi e munizioni, mentre Crystal parte con più punti saluti e può trasformarsi in cristallo per respingere gli attacchi nemici. Ma ci sono altri mutanti che possono far esplodere cadaveri, usare la telecinesi o convocare alleati sacrificando parte della propria energia. Raccogliere radiazioni, inoltre, li fa aumentare di livello e permette di scegliere uno tra quattro potenziamenti casuali al termine dell'area appena completata. Questi, che sono delle vere e proprie mutazioni, vanno a influenzare i punti salute e il drop di armi o medikit, oppure possono migliorare la mira o il raggio degli attacchi corpo a corpo. Le munizioni, infatti, non sono infinite nelle lande desolate e, sebbene siano quasi sempre sufficienti, avere a portata di mano un martello o un cacciavite può aiutare a sopravvivere anche nelle situazioni più disperate. La scelta delle mutazioni non è mai facile, ma si può rimediare facilmente a un errore nel corso del tentativo successivo.

Multiplayer

La scalata al trono può essere affrontata anche in compagnia di un amico con la modalità cooperativa locale a due giocatori, ma chi pensa di potersi in questo modo facilitare la vita, in Nuclear Throne ha fatto male i propri calcoli. La presenza di un compagno aumenta infatti le variabili strategiche da considerare, riduce le armi a disposizione e assicura morte certa a coloro che decidono di abbandonare il proprio commilitone senza rianimarlo entro il tempo limite.

Morte senza ritorno

Sebbene sopravvivere sia un imperativo di Nuclear Throne, la morte dell'alter ego mutante non va mai considerata una tragedia. L'elevata difficoltà, insieme alla creazione procedurale delle aree e alla morte permanente, che fa perdere tutti i potenziamenti ottenuti e riavvia il lungo viaggio verso il trono, sono infatti alcuni degli elementi cardine dei titoli roguelike. E in Vlambeer li hanno presi dannatamente sul serio. Il gioco oscilla sempre pericolosamente tra frustrazione e senso di sfida, facendo penare anche il più piccolo progresso. Uccidere un nuovo boss, scovare un livello segreto o, apoteosi, raggiungere il trono per la prima volta, danno un piacere unico, quasi mistico, ma non prima di aver fatto attraversare al giocatore un percorso di purificazione spirituale fatto di imprecazioni e di livelli che frantumano la normale scala della difficoltà di un videogioco. Perché quando si raggiunge sputando sangue un'area fino ad allora inesplorata e compare dal nulla un Lil'Hunter accompagnato da un corteo di truppe I.D.P.D., nel mezzo di una battaglia che vedeva già all'opera decine di nemici, non si può far altro che maledire la cattiva sorte e tornare a uccidere vermoni nel deserto. Anche in questi casi disperati avere l'arma giusta può comunque fare la differenza e in questo senso Nuclear Throne offre davvero l'imbarazzo della scelta: oltre a oggetti contundenti come cacciaviti, martelli o pale, l'arsenale di pistole, fucili, balestre, armi a energia e lancia granate è davvero impressionante. Si possono mettere le mani anche su strumenti di morte devastanti come bazooka, lanciafiamme o una curiosa balestra a disco, i cui dardi rotanti colpiscono tutto quello che incontrano, rimbalzano sulle pareti e possono essere fatali anche per chi li ha utilizzati. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti, ma purtroppo si deve ancora una volta fare i conti con la generazione casuale dei drop e la diversificazione delle munizioni, che portano a scegliere l'arma considerando quanti proiettili si hanno a disposizione e non solo in base al feeling con le sue capacità distruttive.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore AMD A8-5600K
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video AMD Radeon R9 270X 2GB
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore da 1.2Ghz o superiore
  • 1GB di RAM
  • Scheda video con 256MB di VRAM
  • Spazio su disco 200 MB
  • Sistema operativo Windows XP
Requisiti consigliati
  • Processore da 2Ghz o superiore
  • 2GB di RAM
  • Scheda video con 1GB di VRAM
  • Spazio su disco 500 MB
  • Sistema operativo Windows XP

Vecchio stile

Non basta avere una grafica in pixel art per essere stilosi e i ragazzi di Vlambeer hanno fatto bene i compiti anche a livello artistico. Ogni ambientazione di Nuclear Throne ha infatti le proprie peculiarità e il design dei personaggi, dei nemici e soprattutto dei boss è sempre curato e originale.

Il ritmo frenetico degli scontri avrebbe forse meritato la possibilità di portare il gioco a sessanta fotogrammi al secondo, ma anche con il blocco a 30 frame al secondo l'azione si mantiene quasi sempre fluida e dinamica. Fanno eccezione sporadici cali nel corso delle esplosioni più impegnative a livello di effetti, ma nel complesso il lavoro svolto dal piccolo team è davvero notevole. Le uccisioni sono una vera esplosione di radiazioni, con cadaveri che vengono sbalzati lontano e possono danneggiare anche i nemici vicini. Anche il sound design è molto curato, con effetti sonori ben realizzati e che si sposano alla perfezione con le tracce composte da Julio Kallio. Il musicista finlandese conferma così l'ottimo lavoro svolto in Luftrausers, offrendo una colonna sonora varia e sempre in linea con il ritmo dell'azione. Vanno infine segnalati alcuni problemi tecnici che persistono anche dopo l'aggiornamento del 15 dicembre, ovvero le difficoltà di connessione alle leaderboard e alle sfide giornaliere e settimanali, oltre al sistematico blocco in chiusura dell'applicazione su Windows 10. Prima dell'ultimo update si verificano anche frequenti crash in modalità cooperativa, che però al momento sembrano essere stati risolti.

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
11,99 €
Multiplayer.it

8.7

Lettori (7)

8.3

Il tuo voto

Nuclear Throne è probabilmente uno dei migliori esponenti del genere rogue-like arcade attualmente sul mercato, in grado di offrire un'esperienza originale rispetto a titoli come Spelunky o The Binding of Isaac. Il ritmo frenetico e la grande varietà offerta da ogni tentativo di conquista del trono sono i maggiori punti di forza di un gioco che, anche in virtù del tanto tempo trascorso in accesso anticipato, avrebbe meritato un miglior lavoro di ottimizzazione.

PRO

  • Tanti approcci per provare a conquistare il trono
  • Veloce e strategico allo stesso tempo
  • Praticamente infinito
  • Equilibrio perfetto tra senso di sfida e frustrazione

CONTRO

  • Giocare con il pad è molto penalizzante
  • In alcune circostanze può risultare scorretto
  • Persistono alcuni importanti problemi tecnici