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il buono, il brutto, il non morto

Gli autori di Ms. Splosion Man tornano su Xbox 360 con uno shooter su binari pensato apposta per Kinect e caratterizzato da un'ambientazione Western unica e personaggi fuori di testa

RECENSIONE di Vincenzo Lettera   —   13/10/2011
The Gunstringer
The Gunstringer
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Il gioco richiede Kinect per Xbox 360

Con il loro primo gioco per Kinect, i ragazzi di Twisted Pixel hanno inscenato uno spettacolo di marionette assolutamente fuori di testa: in The Gunstringer, l'omonimo protagonista è infatti un cowboy tornato dall'aldilà per vendicarsi delle persone che lo hanno tradito e fatto fuori, in un viaggio che lo porterà a viaggiare dal Far West al lontano Oriente, fino ad arrivare alle profondità degli inferi. Ma sebbene non nasca con l'ambizione di diventare il punto di riferimento dei futuri giochi hardcore per l'innovativa periferica di Microsoft, lo shooter su binari del team texano ha attirato interesse grazie a una riuscita combinazione di una trama ben narrata, buffa parodia dei vecchi Spaghetti Western, e di un sistema di controlli intuitivo e assai divertente. Un cocktail che, diciamoci la verità, non capita di vedere spesso quando si parla di giochi Kinect.

Lo chiamavano Kinect...

The Gunstringer propone uno schema di input familiare a chi ha già giocato Child of Eden, con il giocatore che, controllando il mirino con una mano, aggancia i nemici su schermo semplicemente passandogli sopra, prima di eliminarli tutti assieme con un solo movimento di braccio. A differenza dell'opera di Tetsuya Mizuguchi, tuttavia, qui bisogna dare un secco colpo di mano verso l'alto come se si stesse imitando il rinculo della pistola, un'idea simpatica e inaspettatamente intuitiva. Volendo si è anche liberi di mimare la forma dell'arma con le dita, sebbene questo non sia affatto necessario e dipenda dalla voglia del giocatore di lasciarsi andare alla costante puerilità del gioco.

il buono, il brutto, il non morto

In The Gunstringer, la stragrande maggioranza del tempo la si passa affrontando sessioni in cui, mentre il protagonista corre automaticamente in avanti, bisogna mirare allo schermo con il braccio destro e utilizzare quello sinistro per saltare o spostare di lato il proprio alter-ego. Il concetto è quello di muovere la mano come se si stesse manovrando la croce di legno alla quale sono attaccati i fili di una marionetta, e dopo qualche momento iniziale di smarrimento tutto sembra estremamente comodo, pratico e, soprattutto, parecchio divertente. Spesso capita che Gunstringer trovi copertura dietro delle casse, e muovendone i fili è possibile sporgersi da un lato o dall'altro, pronti a riempire di piombo gli avversari tutt'intorno. A quelli già citati vanno aggiunti momenti platform, in cui saltare ostacoli ed evitare trappole sparse qua e là, o sessioni in cui si utilizzano armi alternative, come fucili a pompa, doppie colt e una katana. Sia chiaro, gli sviluppatori non si sono sforzati troppo di aggiungere varietà all'esperienza, e quasi tutti gli elementi di gioco e le sfumature nel gameplay vengono presentate e si esauriscono alla prima ora. Le stesse boss battle, fatta eccezione per la primissima, seguono una struttura sempre identica, nella quale evitare i colpi dell'avversario finché questo, finalmente sfiancato, non decida di abbassare la guardia dando finalmente la possibilità di colpirlo. Non manca neppure un'opzione multigiocatore, che permette a un amico di aggiungersi in qualsiasi momento e giocare al proprio fianco, e quando tutto funziona come si deve giocare a The Gunstringer si rivela una vera goduria, talmente intuitivo, naturale e spensierato nei controlli da renderlo senza dubbio uno dei giochi per Kinect più divertenti sulla piazza. L'importante è seguire le canoniche istruzioni, fondamentale quella di non avere fonti di luce dirette nelle lenti del sensore, dopo di che il titolo dei Twisted Pixel va a posizionarsi insieme a quelli che fa capire cosa sia possibile davvero fare con Kinect in termini di precisione, anche da seduti.

Obiettivi Xbox 360

Pollici in su per gli la carrellata di 50 obiettivi sbloccabili inseriti dagli sviluppatori: una buona parte di questi la si ottiene semplicemente progredendo nell'avventura, ma non ne mancano di più particolari che richiedono al giocatore di ripetere più volte livelli già portati a termine. Ci si ritrova così ad eliminare boss entro un limite ristretto di tempo, colpire elementi nascosti dello scenario o guidare un battello senza sfiorare neanche uno scoglio. Uno degli obiettivi chiede di eliminare 18,675,309,000 scheletri, ma tranquilli: è più banale di quanto sembri.

Uno spettacolo fuori di testa

Come già accennato, uno dei punti di forza di The Gunstringer, oltre alla bontà del supporto a Kinect e all'intuitività dei controlli, è la folle e originalissima ambientazione. L'intera avventura altro non è che un lungo e avvincente spettacolo di marionette, e proprio per questo ogni ambientazione è una sorta di enorme diorama, un palcoscenico fatto di cartone e popolato da omini di stoffa, banditi di plastica e gnu fatti con lattine di birra che, quando colpite, si aprono e fanno schizzare il bestiame via dallo schermo. Ma la stravaganza e la follia degli sviluppatori raggiunge l'apice quando, tra una sparatoria e l'altra, viene inquadrato il pubblico che sta assistendo allo spettacolino teatrale: un'enorme folla di spettatori in carne e ossa che si lascia andare ad esternazioni di gioia, di stupore e di disprezzo a dir poco esagerate. Non riuscirete a non ridere guardando uno dei presenti alzarsi dalla sedia e dare il cinque al tipo accanto dopo che avrete battuto uno dei boss, mentre al termine delle 4-5 ore necessarie a finire il gioco è possibile assistere a una delle sequenze interattive più lunatiche dell'intero prodotto. In effetti giocare The Gunstringer riporta alla mente le produzioni di Double Fine, titoli che, anche quando non vengono ricordati come capolavori, fanno trasparire tutta la passione degli sviluppatori e la loro voglia di divertirsi mentre lavorano al gioco.

il buono, il brutto, il non morto

Ad accompagnare la storia e a narrare le gesta di Gunstringer ci pensa una solenne voce fuori campo, che esattamente come in Bastion commenta spesso e volentieri ciò che accade su schermo: a differenza dell'hack 'n' slash di Supergiant Games, tuttavia, questo narratore non si prende mai sul serio e si lascia andare ad esclamazioni volutamente pacchiane, spocchiose e iperboliche. Peccato che, sebbene i sottotitoli siano in italiano, riuscire a seguirli diventa spesso difficile, sia per la loro dimensione estremamente ridotta, sia perché di tanto in tanto vanno fuori sincrono con quello che si sente; insomma, chi conosce bene la lingua di Albione è in grado di godersi sicuramente di più questo particolare aspetto del gioco. Infine, lungo il bizzarro viaggio di Gunstringer capiterà svariate volte di imbattersi in citazioni più o meno colte di vecchi classici del passato, ritrovandosi così a fare tiro al bersaglio con le anatre di Duck Hunt o saltare barili rotolanti su una rampa di scale come in Donkey Kong, anche se va detto che questi ultimi momenti si sono rivelati abbastanza deboli, poco divertenti rispetto al resto, forse addirittura superflui. Un gran numero di extra sbloccabili e un sistema di punteggi provano a dare un incentivo per ripetere i precedenti livelli più e più volte, ma la verità è che, soprattutto a causa della mancanza percorsi alternativi o una componente strategica in grado di stimolare differenti approcci e a non far pesare la ripetitività dell'esperienza, il giocatore non avrà gran voglia di rigiocare l'intera avventura da solo, a meno di non voler provare a sbloccare tutti gli obiettivi e a cimentarsi con la modalità Hardcore che rende il gioco assai più impegnativo.

Conclusioni

Multiplayer.it
7.8
Lettori (29)
7.4
Il tuo voto

Nonostante la chiara mancanza di ambizioni e i vari difetti, The Gunstringer è senza dubbio uno dei giochi più interessanti tra quelli a disposizione dei possessori di Kinect, riuscendo peraltro a coinvolgere allo stesso modo sia l'utente casual che il giocatore un po' più navigato. Non ci sono dubbi che la storia, raccontata attraverso i fili di marionette, pupazzi di latta e fondali di cartone abbia un suo particolare fascino, mentre i controlli risultano intuitivi e divertenti. Peccato davvero per la durata ridotta dell'avventura e per un livello di difficoltà forse eccessivamente permissivo (a meno di non attivare la modalità Hardcore), ma tenendo conto del prezzo e dell'inclusione di una copia gratuita di Fruit Ninja Kinect e The Wavy Tube Man Chronicles, un folle minigame, che prende in giro i vecchi sparatutto fatti in full motion video, si tratta di un acquisto consigliato a tutti i possessori di Kinect.

PRO

  • Tanto humour e atmosfera esilarante
  • Numerosi extra sbloccabili
  • Il sistema di controlli è intuitivo e parecchio divertente...

CONTRO

  • ... ricordatevi solo di settare tutto a dovere
  • Si finisce in poco tempo
  • Livello di sfida di base molto basso