Beyond Good & Evil  2

Recensione: Dopo qualche mese di esclusiva su PlayStation 2, l'intrepida reporter Jade piomba su Xbox...

RECENSIONE di Antonio Jodice   —   02/03/2004

Fotoreporter d’assalto.

Jade e Pey'j, suino antropomorfo, abitano in un faro che ospita una comunità di orfanelli. Li accudiscono e li aiutano a crescere, difendendoli, quando possono, da un mondo in perenne conflitto tra le creature chiamate DomZ e le squadre Alpha, forza di polizia del pianeta Hillys, che sembrano arrivare sempre un istante troppo tardi sul luogo del bisogno. Jade per vivere fa la fotoreporter ed è incaricata di raccogliere istantanee di tutte le forme di vita del pianeta per conto di una scienziata, che le vuole catalogare. Ma la nostra eroina è anche una ragazza curiosa e di cuore, che si troverà coinvolta in una storia intrigante, fatta di manipolazioni genetiche, del confondersi sinistro tra il bene e il male e dell’evolversi di affetti e personalità di personaggi a cui è impossibile non affezionarsi. Una vicenda matura, narrata con ottimo stile, che però vuole solo intrattenere senza lezioni da impartire e lo fa con la bontà del design e delle animazioni che hanno fatto la fortuna di questo team di programmatori. Questa volta l’impronta si fa più adulta e il risultato è notevole, affrancando Michel Ancel e i suoi da Rayman, mascotte tanto famosa quanto ingombrante, e dandogli infinite possibilità anche per il futuro. Il buco della ciambella non è perfetto, in una quindicina d’ore è possibile vedere ogni angolo del pianeta, terminando il gioco, e alcuni degli spunti, che la sua struttura avrebbe permesso, restano appena accennati. Il mondo vivo e la popolazione che reagisce alle imprese di Jade, facendosi trascinare nella rivolta, contribuiscono a ricreare un feeling generale di prim’ordine, ma sicuramente ci sarebbe stato spazio per creare un’opera davvero unica. L’evolversi del gioco, a parte qualche sotto quest, è un po’ troppo lineare e l’idea di un mondo completamente libero e a disposizione dei più curiosi resta solo accennata, pur rimanendo la bontà di un complesso narrativo e cosmetico che coinvolge per tutta la durata del gioco.

Dinamic Duo

BG&E è un action adventure in cui le sessioni di combattimento e stealth si alternano alla risoluzione di puzzle e a quelle dove sarete chiamati a pilotare dei mezzi, all’inizio un hovercraft, per esplorare le diverse locazioni del pianeta. Nei dungeon ci saranno sempre due modi per e risolvere le avversità, uno più rumoroso ed uno più indolore, ma pericoloso, che consiste nel superare nascosti nell’ombra guardie e creature varie. Non ci sono indicatori di visibilità, a la Splinter Cell, ma solo il buon senso di capire, aiutati da una telecamera sempre funzionale, in quale direzione siano orientati gli avversari così da poterli superare inosservati. Queste parti sono a volte predominanti e coloro che non amano il genere potranno storcere il naso, ma sinceramente resta difficile immaginare qualcuno che abbandoni BG&E per così poco. Il cuore del gioco resta sicuramente la possibilità di interagire con un secondo personaggio che assiste Jade durante i combattimenti e le esplorazioni. Se serve una mano per azionare contemporaneamente due interruttori, per premerne uno a distanza, per scardinare una grata troppo robusta per Jade con un solo pulsante si potrà risolvere l’inconveniente grazie alle abilità dei vari comprimari che affiancheranno la nostra eroina. Durante gli scontri l’IA che gestisce questi aiutanti digitali è molto buona e solo in rari casi dà problemi, costringendo chi gioca a tornare sui propri passi alla ricerca del compagno incastrato in qualche elemento del fondale. L’interfaccia di gestione del duo durante i combattimenti è semplice da gestire, dato che con un pulsante si attivano i colpi speciali dell’altro personaggio, grazie ai quali si realizzano spettacolari quanto efficaci combo, e con un altro lo si nutre rendendogli l’energia. L’interazione tra i due, in realtà, si esaurisce in questi pochi elementi, dato che dovrete eliminare i nemici sostanzialmente da soli, una volta realizzato che il vostro compagno altro non fa che farsi catturare dagli avversari e chiedere aiuto, non eliminandone neanche uno per suo conto. Ulteriore nota di merito va assegnata alla telecamera, che durante i combattimenti passa ad una visuale in terza persona leggermente sollevata sulla testa di Jade e che non perde mai il fulcro dell’azione.

Versione Gamecube

La versione Gamecube di Beyond Good and Evil si attesta sostanzialmente attorno ai livelli di quella per la console Microsoft. Al contrario, rispetto a Ps2 le differenze sono senza dubbio più marcate, ovviamente a favore di Nintendo: texture estremamente più pulite, fluidità marcatamente maggiore, netta riduzione dei rallentamenti, caricamenti più rapidi, maggior livello di dettaglio sono i tratti fondamentali che distinguono le due versioni. Avendo la possibilità di scegliere quindi, sono senza dubbio da preferire le edizioni Xbox e Gamecube, quasi identiche, con al contrario quella per il monolito Sony sensibilmente meno rifinita e godibile dal punto di vista tecnico.
Andrea "Sano" Palmisano

L'alba di Hillys

Beyond Good & Evil rappresenta, come accennato, l’evoluzione dello stile del team di Michel Ancel verso registri più adulti, conditi dalla solita attenzione per la modellazione dei personaggi, la qualità delle texture e delle animazioni. Il risultato è davvero notevole e il titolo Ubi Soft va segnato come una delle migliori realizzazioni del perfetto connubio tra gioco e film d’animazione che da sempre l’industria dei videogiochi va inseguendo. Belle le luci che illuminano gli interni delle abitazioni e la superficie del pianeta, in continuo mutare tra il giorno e la notte, e con un’originale quanto efficace resa dell’elemento acquatico. Il frame rate si spinge coraggiosamente verso i 60 fps costanti e le incertezze sono tanto rare quanto trascurabili. Quello che fa davvero la differenza, ed è bene sottolinearlo, è la bontà delle animazioni e delle emozioni che passano sui volti dei protagonisti, che aiutano a creare un legame emotivo davvero curioso con i personaggi di questa storia. Il doppiaggio in italiano, tra i migliori degli ultimi tempi, e una colonna sonora letteralmente cucita addosso completano un quadro cosmetico e auditivo eccellente in ogni parte.

Commento

Nei videogiochi ci sono storie scritte per dare un vago senso alla pressione alternata dei tasti di un joypad e quelle nate per essere giocate fino alla fine. Beyond Good & Evil è una di queste e non riuscirete a liberarvi della creatura di Michel Ancel prima di averla vissuta il più possibile. Il solo rammarico sarà quello di doverla salutare troppo presto, data la sua relativa brevità, e l’impressione è che parte delle idee, che brulicavano nella mente del game designer francese, siano rimaste nella terra delle dead line che non aspettano nessuno. Dopo l’esordio su PlayStation 2, Jade arriva su Xbox nella sua forma migliore ed allo stesso incredibile prezzo, che rende caldamente consigliato l’acquisto di uno dei più bei giochi dell’ultimo anno, tanto più sulla console Microsoft, nella cui line up la fa da padrone tra le produzioni di questo tipo. Il doppiaggio in italiano, al di sopra della media, e un design, che porta nel regno degli adulti l’inconfondibile stile dei creatori di Rayman, vi metteranno nel bel mezzo di un film d’animazione interattivo che per poco avrebbe potuto essere perfetto.

    Pro:
  • Una storia intrigante e coinvolgente
  • Una protagonista carismatica
  • Ottima veste grafica
    Contro:
  • Troppo breve
  • Un po' lineare nell'evolversi

Durante l’ultimo E3 a Los Angeles, abbiamo avuto la fortuna di parlare con Michel Ancel, creatore del notissimo Rayman, e di sentirlo raccontare della nascita di Beyond Good & Evil. Nelle parole del game designer francese c’era un mondo vasto, completamente esplorabile e pieno di segreti; c’era una storia fitta di intrighi, riflessioni e complotti, dei personaggi ai quali affezionarsi e un gameplay da ricordare. Dopo quasi un anno, è uscita finalmente la versione per Xbox e la passione del team di programmatori francesi ha dato vita a questo titolo che, se da una parte non riesce a porsi come pietra di paragone per nessuno dei generi a cui fa riferimento, dall’altra costituisce uno dei giochi più piacevoli e ben confezionati dell’ultimo anno.