Ghost Recon: Advanced Warfighter - Recensione  1

I fantasmi di Tom Clancy sono tornati più in forma che mai. Dopo la versione 360 e quella per le console ormai oldgen ecco finalmente la recensione dell'edizione PC.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   23/05/2006

Pesaaaante

Fortunatamente la Ubisoft ha fatto qualche passo indietro rispetto al secondo capitolo (poche righe fa ho scritto che è brutto, ma perché non ribadirlo anche in questa parentesi?) e finalmente si torna a respirare un po’ della magnifica atmosfera del primo episodio. Ma sto correndo troppo, come disse QuakeMan prima di cadere dalla bicicletta.
Intanto va detto che la versione PC è più vicina graficamente e concettualmente a quella per Xbox 360 che a quella per le altre console (bruttina, invero). Questo significa che l’aspetto visivo è curatissimo e che il motore grafico è in grado di mostrare moltissimi effetti next gen (che tra qualche mese non sarà più tanto next). Non stiamo qui ad elencarli tutti per decenza ma possiamo dire che il risultato è veramente notevole, soprattutto se disponete di una scheda con 512 MB di memoria, visto che in questo modo potrete attivare le texture dalla risoluzione maggiore, che migliorano di molto l’aspetto visivo. Comunque non vi preoccupate, GRAW risulta splendido a livello grafico anche con le texture a risoluzione media che permettono di godere di tutto il suo realismo senza far sentire troppo l’assenza della feature in più. Ovviamente tutto questo ben di Manitù si paga in termini di prestazioni: il motore grafico è pesantissimo e, anche su computer molto pompati, non risulta mai fluido al 100%, prodigandosi spesso in fastidiosi rallentamenti a cui è difficile dare una spiegazione. È impossibile non notare come si potesse fare molto di più a livello di ottimizzazione visto che se non si ha un super computer, si rischia di dover decurtare la maggior parte dei dettagli per ottenere una fluidità decente.
La struttura del sistema di controllo è simile a quella di un normale FPS, con l’aggiunta di qualche comando per gestire i propri colleghi. Come nel primo episodio, avremo a disposizione una mappa tattica per dare ordini e visualizzare dall’alto l’area della missione. La gestione della squadra è semplice ed efficace anche se, è giusto dirlo, la maggior parte delle volte bisognerà affidarsi all’IA, visto che gli ordini che si possono impartire sono vaghi e spesso vengono disattesi da iniziative personali (che magari non sono tali… ma non riesco a considerare diversamente i casi in cui un “fantasma” ha deciso di girare un angolo per i fatti suoi, facendosi crivellare di colpi da un ribelle di passaggio). Comunque, installando la patch rilasciata prontamente da Ubisoft, nei giorni subito successivi al rilascio del gioco, alcuni problemi dell’IA vengono risolti e si riesce a tenere a bada l’esuberanza dei nostri uomini limitandone le strategie suicide.

Finalmente l'azione

L’azione è quella classica del genere: lenta, meditata e fatta di movimenti cadenzati miranti a scoprire le aree dove si suppone si trovino i nemici. Chi si diverte a correre in mezzo a milioni di mostracci urlando "it's time to kick ass and chew bubblegum, and I'm all out of gum" sparando a più non posso, può cambiare articolo e aspettare la recensione di Duke Nukem Forever (e intanto può mettere su famiglia e maturare la pensione) visto che qui, più che altro, si striscia. È quando ci si trova impegnati negli scontri a fuoco contro gli avversari guidati dall’IA che ci si accorge del più grosso difetto di GRAW: non sono solo i nostri uomini ad essere intelligenti quanto i concorrenti della casa del Grande Fratello; anche quelli guidati dalla CPU ragionano in modo decisamente alieno al contesto. Mi spiego subito: gli state sparando addosso e si trovano dietro una copertura? Bene, non ci rimarranno per molto visto che, in modo completamente irrazionale, tenderanno spesso a scoprirsi facendosi beccare in campo aperto (ovviamente una pallottola in fronte è quello che ci vuole per celebrare tanta stupidità). Va bene cercare di rendere più accessibile il gioco, ma così si vanificano molte delle tattiche applicabili sfruttando i nostri compagni di squadra: ha senso, ad esempio, dare ordini cercando di stanare il nemico quando il nemico si stana benissimo da solo?

Quel qualcosa in più

Detto questo, è indubbio che GRAW sia un titolo di alto livello, con decine di chicche (come le numerosissime armi selezionabili in fase di briefing) e una strutturazione delle missioni veramente eccellente. La maggior parte degli obiettivi si raggiungono in modo lineare, ma, in alcuni casi, viene lasciata una maggiore libertà di approccio. L’ambientazione urbana è curata e risulta essere la migliore mai vista in un videogioco, superando di parecchie spanne la concorrenza per numero di dettagli e splendore scenografico.
La difficoltà è di livello medio / alto; nonostante le pecche dell’IA, superare le diverse schermaglie non è per nulla facile, soprattutto per la mancanza di quick save. Si procede così facendo attenzione al minimo movimento e spostandosi lentamente tra un angolo di palazzo e il successivo. La campagna single player dura, complessivamente, 12 ore al netto delle volte che si è costretti a ricaricare per sovvenuto decesso.
Ad aggiungere longevità ci pensa il settore multiplayer, con due modalità molto interessanti, inficiate, purtroppo, da qualche bug di troppo.

Box Hardware

Per far girare decentemente Ghost Recon Advanced Warfighter avete bisogno di un computer attrezzato veramente bene. I requisiti minimi segnati sulla scatola (un Pentium 4 o equivalente da 2 GHz, 1 GB di Ram e una scheda video da 128 MB di ram compatibile con le DirectX 9.0c) permettono sicuramente di giocare decentemente, a patto di decurtare la maggior parte degli effetti. Per avere risultati migliori portate il processore a 3 GHz, la ram a 2 GB e dotatevi di una scheda video con 256 MB di ram (meglio se di ultima generazione). Per avere il massimo, come già segnalato all’interno dell’articolo, avrete bisogno di una scheda video con 512 MB di ram… che non è decisamente poco. Testato su un P4 con 3,4 GHz, 2 GB di ram e una sceda video GeForce 7800 GT, GRAW non ha presentato problemi particolari, se non qualche fastidioso rallentamento. Non si segnalano problemi di stabilità.

Commento finale

Ghost Recon Advanced Warfighter è un titolo con luci e ombre molto marcate che determinano un giudizio buono ma non eccezionale. Visivamente eccellente, paga un motore grafico non ottimizzato che rende difficile farlo girare al meglio su molti computer. Altro difetto, già sottolineato nell’articolo, è l’intelligenza artificiale non sempre all’altezza che smorza molte situazioni banalizzando lo svolgimento dell’azione. Fortunatamente, rispetto alle versioni per console, è possibile sfruttare i propri compagni di squadra in azione, senza doverli considerare dei semplici pesi morti. Insomma, un titolo molto buono che poteva essere eccezionale con qualche accorgimento in più.

Pro

  • Bellissimo dal punto di vista visivo
  • Finalmente uno sparatutto tattico hardcore dopo anni in cui il genere sembrava sciapito
  • Campagna studiata in modo perfetto
Contro
  • Motore grafico pesantissimo
  • Intelligenza artificiale con più di qualche ingenuità
  • Qualche bug di troppo nella modalità multiplayer

Mai fidarsi...

Quando il Rubbini mi ha detto: “ho trovato un lavoro sicuro e con grandi potenzialità di carriera” ero già dubbioso. Quando ha aggiunto: “gireremo il mondo, saremo a contatto con tecnologie avanzatissime e visiteremo un sacco di città famose” i dubbi sono cresciuti. Ma che fare? I posti di lavoro sono tutti precari (gli unici che hanno il posto fisso sono quelli che vanno in televisione a dire che il precariato è bello e buono), le paghe sono basse e le scatolette del mio gatto sempre più costose. Così l’ho seguito senza battere ciglio. Quando ci hanno messo una strana divisa addosso e ci hanno dato degli strani occhiali con monitor incorporato, il sospetto che la “sola” fosse imminente è diventato quasi una certezza. Ricevere un fucile d’assalto con mirino di precisione ha fugato ogni dubbio. Alla prima uscita sul campo (per una città praticamente deserta) il primo incontro con degli altri esseri umani non è stato dei più amichevoli. “Rubbini, ci sparano addosso…” “Così pare, ma sempre meglio che ad Harlem. Comunque, fingiti in missione di pace, vedrai che si calmano.”
Ovviamente non siamo qui per discettare delle agenzie interinali da cui si serve il Rubbini (certo che quando ha letto il nome, “GEA”, poteva farsi venire il sospetto che c’era qualcosa di strano), ma per parlare di Ghost Recon Advanced Warfighter, terzo titolo della serie Ghost Recon (anticipo subito la domanda dei poco informati: no, il secondo episodio non è mai uscito per PC… fortunatamente, visto quanto era brutto), firmata dall’onnipresente (nel catalogo Ubisoft) Tom Clancy (secondo me il vecchio Tom col PC gioca solo a Prato Fiorito… ora l’ho detto). La storia dietro al gioco è un canovaccio tipico fatto di ribelli, insurrezioni e terroristi; solo una scusa per un po’ di sane sparatorie tattiche, insomma.