Google Stadia, la recensione 401

La recensione di Google Stadia, il nuovo servizio in streaming di videogiochi per giocare senza console: ha il potenziale di rivoluzionare il mercato videoludico, ma sembrano esserci ancora troppe lacune nel suo funzionamento. Scoprite cosa ci ha convinto e cosa no

RECENSIONE di Pierpaolo Greco   —   18/11/2019

Indice

Ci siamo, è tempo della recensione di Google Stadia, nuovo chiacchierato servizio in streaming di videogiochi di cui s'è parlato tanto: del resto, fin dalla prima, inattesa e rumorosa conferenza, Google ha dimostrato con competenza e intelligenza di avere qualcosa di interessante da mostrare al pubblico dei videogiocatori. Un'idea originale e innovativa che potesse permettere al colosso americano di entrare nel mercato dell'intrattenimento interattivo con una formula sensibilmente diversa da quelle adottate dalla concorrenza che oggi domina la produzione e il consumo dei videogiochi.

Un'offerta basata sul cloud e sullo streaming in grado di permettere a qualsiasi utente di godersi il suo titolo preferito con una qualità grafica eccezionale, una fluidità elevatissima e senza alcuna specifica richiesta di hardware da comprare e piazzare in salotto o in altre zone della casa. Eravamo tutti rimasti affascinati, o quantomeno curiosi, dalle parole di Phil Harrison e Jade Raymond mentre mostravano il reale funzionamento di questa nuova piattaforma spostandosi da uno smartphone a un tablet, passando per un PC e una TV senza soluzione di continuità e soprattutto senza alcun limite fisico.

Ma come sempre capita in questi casi, man mano che la data di uscita si avvicinava, certe feature cardine del servizio sembravano sparire, mentre dal nulla saltava fuori qualche limitazione improvvisa. Fino ad oggi: il momento in cui Google Stadia è definitivamente realtà e noi di Multiplayer.it ci sentiamo pronti per emettere il nostro verdetto. Un giudizio spietato che potrà stupirvi (o forse no?), ma che va letto avendo in testa un'avvertenza molto precisa: quello che ci siamo ritrovati tra le mani è una soluzione hardware e software arrivata sul mercato in una forma acerba e prematura, ma il cui potenziale è davvero sterminato e in grado di sconvolgere le fondamenta stesse del gaming. Solo se riuscirà a sopravvivere abbastanza a lungo e ad evolversi con coerenza e continuità.

Seguiteci nel resto dell'articolo perché nella recensione di Google Stadia vi spiegheremo come funziona il servizio, cosa ci ha convinto e cosa invece ci ha lasciati decisamente interdetti.

Cos'è Google Stadia e come funziona

Partiamo dalle basi. Google Stadia è a tutti gli effetti una nuova piattaforma di gioco che si affianca alle varie PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC e così via proponendo, però un'idea di intrattenimento che si sgancia completamente dall'hardware e si poggia sul cloud gaming in streaming. È, in altre parole, un modo per giocare attraverso la connessione internet e sfruttando tutta una rete di server dislocati in giro per il mondo che creano delle istanze virtuali per far girare i nostri giochi su richiesta, inviandoli sul device che stiamo utilizzando. Chi gioca non ha più bisogno di CPU, GPU, potenza di calcolo, computer o console: basta uno schermo, un joypad e ovviamente un'ottima connessione alla rete. Tutto è in digitale e tutto viene renderizzato alla massima qualità possibile.

Sembra di trovarsi nel bel mezzo di un sogno fantascientifico, ma in realtà la tecnologia esiste ed ora è anche arrivata sul mercato. Dal 19 novembre 2019 Google Stadia è infatti utilizzabile ma ad alcune condizioni di acquisto, tre per la precisione. Fino a qualche settimana fa era possibile comprare la Founder's Edition, quella che concretamente abbiamo provato in redazione, altrimenti si può acquistare la Premium Edition, che è praticamente identica alla precedente, oppure procedere con il semplice abbonamento mensile. Le due edizioni da collezione costano 129€ e arrivano con una sontuosa scatola che contiene lo Stadia Controller (blu notte per la Founder's e bianco classico per la Premium) completo di cavo e alimentatore per la ricarica, il Chromecast Ultra, anche questo dotato di alimentatore da parete e tre mesi di sottoscrizione a Stadia Pro. Proprio quest'ultimo è l'abbonamento di cui parlavamo poco sopra e serve per utilizzare il servizio al massimo della sua risoluzione potenziale, ovvero in 4k, HDR e DTS.

Se non si è interessati alle confezioni speciali oppure ci si limita a utilizzare Google Stadia su schermi Full HD sarebbe disponibile anche Stadia Basic che però, al momento, è ancora in attesa di una data di uscita essendo prevista per il 2020. In realtà c'è anche un'ulteriore differenza tra Pro e Basic: la prima, quella a pagamento, dovrebbe offrire anche una manciata di videogiochi inclusi nell'abbonamento e liberamente utilizzabili sullo stile del GamePass di Xbox. A onor del vero al momento sono compresi solo Destiny 2: The Collection e Samurai Shodown ma non è ben chiaro per quanto tempo ci resteranno. Se si vuole giocare qualsiasi altro gioco è necessario comprarlo dallo store interno a Stadia, indipendentemente che si sia abbonati a Stadia Pro o si utilizzi il servizio Basic. Questo è un elemento cruciale e peculiare del servizio: Stadia è a tutti gli effetti una piattaforma aggiuntiva per videogiocare che non si appoggia a un hardware specifico, ma esattamente come avviene su PC, console e smartphone, i giochi vanno poi acquistati separatamente visto che non siamo di fronte a una versione videoludica di Netflix o a una nuova incarnazione del GamePass citato poco sopra.

Se ancora il tutto non fosse sufficientemente chiaro, cercheremo di essere ancora più precisi e dettagliati nell'uso reale di Google Stadia. Ipotizziamo di aver fatto il solo abbonamento a Stadia Pro, senza acquistare una delle due edizioni speciali. In questo caso potremo tranquillamente utilizzare un qualsiasi PC munito di Chrome, il browser di Google, aprire il sito ufficiale del servizio, loggarci con il nostro account, ed eccoci subito pronti a interagire con lo store e la nostra libreria per acquistare e avviare al volo, direttamente dentro al browser, qualsiasi gioco controllandolo con mouse e tastiera o il joypad associato via bluetooth o tramite cavo. La situazione è molto simile se si utilizza uno smartphone, a patto di avere un Google Pixel: si scarica l'app di Stadia dal Play Store, si entra con il proprio account e si fa partire il gioco desiderato ma in questo caso è obbligatorio un controller visto che non sono supportati i comandi virtuali touch del telefono.

Se si vuole invece usare Stadia con la TV, nel caso in cui non si voglia collegare il PC, diventa necessario avere il Chromecast Ultra e lo Stadia Controller (facendo riguadagnare valore alle due edizioni speciali Founder's e Premium). Tutto si configura molto velocemente, tutto parte abbastanza rapidamente e tutto funziona perfettamente per quello che concerne lo streaming. Ma allora dove sono i problemi?

Compatibilità e limiti: alpha tester a pagamento

E qui ci ricolleghiamo esattamente al discorso intrapreso all'inizio di questa recensione. Google Stadia è contraddistinto infatti da un elenco davvero lungo di funzionalità annunciate e assolutamente non pronte per questo lancio. Dedicheremo sicuramente un articolo e un video di approfondimento alla questione, ma è essenziale descrivere almeno un minimo tutte le limitazioni che abbiamo incontrato durante la nostra sessione di test visto che molte di queste hanno determinato in modo preponderante il nostro giudizio.

Partiamo dalle compatibilità. Per quello che riguarda gli smartphone, Stadia può essere utilizzato esclusivamente con la linea Pixel di Google. Qualsiasi altro smartphone Android e iOS permette solo di utilizzare l'app ufficiale per acquistare i titoli e gestire, in modo essenziale, la lista amici, con l'aggravante della versione per le piattaforme Apple che non supporta neanche in modo nativo lo schermo maggiorato degli iPad. Google ha già rassicurato che il funzionamento su tutti gli altri Android arriverà presto mentre per iOS ci sarà da aspettare. Quanto? Chi lo sa.

Su PC, il funzionamento di Stadia è riservato solo all'utilizzo del browser Google Chrome: non ci sono app da scaricare (e questo potrebbe anche essere un bene) e non è possibile utilizzare alcun altro browser. Inoltre, anche se si possiede un bel monitor 4k o anche soltanto un monitor 2k, magari HDR, la risoluzione massima rimane 1080p anche se si è abbonati a Stadia Pro. Per godersi il 4k, magari con HDR e audio Dolby Surround, bisogna per forza utilizzare il Chromecast Ultra. Ma solo quello incluso nelle due edizioni speciali Founder's e Premium visto che Google non ha ancora distribuito il firmware aggiornato con il supporto Stadia per tutti i possessori del "normale" Chromecast Ultra venduto online e in negozio. Che sarà rilasciato nelle prossime settimane (mesi?). E naturalmente di un supporto su console neanche a parlarne, così come è assolutamente escluso il funzionamento del servizio con una rete cellulare 4G o 5G.

Inoltre, utilizzando il Chromecast Ultra, si è obbligati a usare il controller ufficiale Stadia visto che tutti gli altri joypad al momento non sono supportati. Allo stesso tempo sui Pixel e su PC il controller Stadia funziona solo se collegato con il filo, laddove tutti gli altri joypad possono funzionare tranquillamente tramite Bluetooth. Anche qui è una questione di firmware e anche qui bisognerà aspettare chissà quanto.

Abbiamo parlato poco sopra di amici, ma considerate che al momento l'app permette solo di aggiungere o rimuovere gli amici ed eventualmente di invitarli a unirsi in una sessione multiplayer con i giochi comprati. Non c'è un servizio di messaggistica, non c'è la gestione dei gruppi e la chat vocale è supportata esclusivamente su PC. Non c'è ancora il supporto alla condivisione in famiglia dell'account, gli obiettivi non hanno una gestione software ma vengono soltanto registrati in modo invisibile per l'utente e se per qualche motivo avete speso i 129€ per la Founder's Edition, sappiate che il buddy pass, ovvero il mese di abbonamento a Stadia Pro che potete regalare a 3 amici, non è ancora implementato. Anche qui bisognerà aspettare un futuro aggiornamento di Stadia.

Lo Stadia Controller

Spendiamo qualche parola anche per il controller ufficiale di Google Stadia. Per essere la prima iterazione di un joypad costruito da chi non ha mai avuto a che fare con sistemi di input per videogiochi, bisogna riconoscere come tutto sia stato realizzato con cognizione di causa.

Lo Stadia Controller è solido e robusto, pesa esattamente quanto ci si aspetta da un joypad di questa generazione e restituisce un buon feeling al tatto grazie alle plastiche lisce ma non scivolose. Presenta inoltre tutti i pulsanti tipici di un controller per console con i due analogici in linea come il DualShock, la croce digitale, la doppia coppia di grilletti e dorsali e i 4 tasti frontali.

A completare il tutto troviamo i due tasti Options e Menu, un pulsante per avviare l'assistente vocale di Google (che al momento non supporta alcun comando, ovviamente) e un tasto per catturare screenshot e video; i primi sono illimitati, mentre il software ci permette di registrare al massimo 500 filmati, solo a risoluzione 1080p e lunghi al massimo 30 secondi. Considerate poi che è possibile rivederli solo tramite l'app mobile e non su PC. Troviamo infine il pulsante Stadia che serve ad accendere il joypad e l'eventuale Chromecast Ultra collegato, oltre a mostrare l'avvenuto collegamento con la rete. È presente anche un ingresso mini-jack per cuffie e auricolari sulla parte inferiore del pad, mentre in quella superiore troviamo l'attacco per il cavo USB-C, essenziale per ricaricare il controller visto che la batteria è integrata e non è sostituibile.

Volendo essere molto pignoli, dopo diverse ore di uso, si può effettivamente notare una sostanziale differenza con la reattività dei grilletti di un pad Xbox One mentre la forza di ritorno dei pulsanti frontali e dei dorsali non è all'altezza della concorrenza. Lo stesso si può dire anche della resistenza e della fluidità degli analogici, ma si tratta chiaramente di dettagli che soltanto i giocatori abituati a passare centinaia di ore su PlayStation 4 e Xbox, potranno notare.

Connessione, test, caricamenti e cambio di device

Quanto vi abbiamo appena descritto e raccontato non deve però farvi pensare che Google Stadia non funzioni, perché è vero l'esatto contrario. Tutti i nostri test sono stati effettuati sia con una connessione internet con fibra 100mbit in download e 20mbit in upload in ambiente casalingo con un modem router wi-fi 802.11ac, sia in redazione con una connessione internet fibra 100mbit in upload e in download ma in presenza di un sistema di switch e access point in grado di rendere molto più ristretta la nat e sicuramente meno performante la rete. Abbiamo utilizzato PC desktop cablati con cavo ethernet, notebook collegati tramite wi-fi 2.4GHz e 5GHz, il Chromecast Ultra sia cablato sia senza fili e 2 differenti modelli di Google Pixel, un 3a XL e un 4 XL ovviamente entrambi collegati tramite wi-fi.

In tutti i casi Google Stadia ci ha permesso di giocare perfettamente sia in 1080p su PC e smartphone sia in 4k con Chromecast. I titoli che abbiamo fatto girare, compreso Red Dead Redemption 2 che ci è arrivato a metà del nostro testing, giravano senza alcuna sbavatura o problema di fluidità, con comandi reattivi e senza lag percepibile anche durante le sessioni multiplayer. L'elemento che più ci ha colpito è la qualità visiva: c'è una pulizia dell'immagine che non ci è mai capitato di vedere in altri servizi in streaming, comprese soluzioni in ambienti molto controllati come ad esempio il gioco in remoto di PlayStation 4 o lo sharing in famiglia di Steam. Stadia ha un'ottima compressione dell'immagine e presenta pochissimi artefatti grafici che si notano soltanto in presenza di scene che alternano chiari e scuri con rapida frequenza.

Quando la banda non è più sufficiente ci sono delle ovvie ripercussioni che si materializzano in perdite di frame o sottoforma di veri e propri freeze e scatti sostanziosi: l'immagine rimane comunque pulitissima e non appena la situazione si normalizza, il gioco riprende senza alcun tipo di conseguenza. È davvero incredibile riuscire a giocare Destiny 2 o Mortal Kombat 11 o lo stesso Red Dead Redemption 2 con uno smartphone, ma lo è ancora di più con un ultrabook che presenta uno schermo abbastanza grande per godersi tutti i dettagli grafici, mentre magari è alimentato a batteria e senza che ci siano ripercussioni sull'autonomia e il riscaldamento visto che tutti i calcoli vengono eseguiti da una macchina in remoto.

C'è comunque qualche aspetto di Stadia, anche in funzione, che non ci ha pienamente convinto. Innanzitutto non ci aspettavamo caricamenti dei giochi così lunghi. È a questo punto chiaro che il cloud messo in piedi da Google serva a simulare delle istanze PC che, per quanto potenti e performanti, hanno comunque i pro e i contro di normali computer. I videogiochi richiedono quindi diversi secondi all'avvio con tutte le immancabili schermate con i loghi e l'eventuale intro filmata. Ma lo stesso vale anche per i caricamenti di un livello o in caso di morte. Insomma quello che siete soliti vedere su PC, lo vedrete anche con Stadia ad eccezione dei menu delle impostazioni grafiche che non sono mai presenti. Questa sorta di restrizione si affianca a una limitazione dell'ecosistema che reputiamo più sostanziale: Stadia mantiene in memoria la vostra sessione per un massimo di 5 minuti, scaduti i quali il gioco verrà terminato.

Cosa significa tutto questo? Avete presente il concetto alla base di Stadia di poter cambiare al volo la piattaforma di gioco chiudendo un device e ripartendo con un altro esattamente dal punto in cui eravate arrivati? Ecco questa feature funziona effettivamente così e vi permette, ad esempio, di spegnere la TV su cui state giocando con il Chromecast Ultra, per continuare sul Pixel mentre magari vi state spostando verso la camera da letto, per poi sdraiarvi comodi con il vostro portatile sulle gambe e continuare la partita su di esso, sempre con lo stesso gioco, senza soluzione di continuità. Peccato solo che tutti questi passaggi debbano essere svolti entro il limite di 5 minuti. Se per sbaglio qualcuno vi chiama al telefono, oppure se ci mettete più tempo del previsto a passare dalla TV al computer o se magari nel frattempo vi intrattenete con qualsiasi altra operazione, al momento dell'avvio dovrete di nuovo sorbirvi tutti i caricamenti del gioco e ripartire dall'ultimo salvataggio o checkpoint.

Insomma quel concetto di un ecosistema sempre pronto a farvi entrare in gioco in un istante, esattamente nel punto in cui avevate terminato la volta precedente, senza caricamenti o altri intralci, non è poi così reale. Ovvio che siamo lontani chilometri dalle tempistiche di una console o dalle necessità software di un PC, ma siamo ugualmente distanti dall'immediatezza che tutti speravamo di vivere grazie al cloud gaming in streaming.

Giochi: la line-up di lancio

Il 19 novembre Google Stadia arriva sul mercato con i seguenti 22 titoli acquistabili e giocabili. L'unica esclusiva è GYLT dei Tequila Works, un piccolo titolo indie con un'atmosfera soft-horror e un gameplay stealth. Un'altra decina di titoli saranno disponibili entro la fine dell'anno con una libreria che comincerà ad assumere una dimensione più sensata solo nel corso del 2020.

Al momento non si hanno notizie di esclusive di peso per Google Stadia e neanche di progetti in grado di sfruttare tutte quelle feature incredibili e davvero interessanti, mostrate durante la conferenza di annuncio del servizio. Parliamo dei vari State Share, Crowd Play e Stream Connect per giocare con gli Youtuber preferiti o scambiarsi specifici stati di gioco per dare il via a competizioni e sfide all'ultimo sangue. La speranza è che Google riesca a sopperire (anche) a queste mancanze nei prossimi mesi. Ecco i giochi disponibili al lancio di Google Stadia:

  • Assassin's Creed Odyssey
  • Attack on Titan: Final Battle 2
  • Destiny 2: The Collection (incluso in Stadia Pro)
  • Farming Simulator 2019
  • Final Fantasy XV
  • Football Manager 2020
  • GRID
  • GYLT
  • Just Dance 2020
  • Kine
  • Metro Exodus
  • Mortal Kombat 11
  • NBA 2K20
  • Rage 2
  • Red Dead Redemption 2
  • Rise of the Tomb Raider
  • Shadow of the Tomb Raider
  • Thumper
  • Tomb Raider
  • Trials Rising
  • Samurai Shodown (incluso in Stadia Pro)
  • Wolfenstein: Youngblood

Multiplayer.it

6.0

Google Stadia spalanca davvero una porta sul futuro: il servizio funziona alla perfezione e lascia stupiti per la qualità e la stabilità raggiunti dallo streaming. Anche i titoli più impegnativi girano fluidi e con performance tali da far dimenticare quasi subito che il device che stiamo utilizzando si stia limitando a ricevere dei dati dalla rete senza svolgere alcun tipo di calcolo. E allora perché qui sopra c'è il voto di una semplice sufficienza? Perché Stadia funziona solo in condizioni molto specifiche e, ad oggi, ha una sequela di limitazioni e mancate feature che lo rendono un prodotto in alpha più che un servizio giunto sul mercato in una versione finale. Se Google avrà la pazienza e la tenacia di portarlo avanti implementando in tempi ragionevoli tutto quello che aveva promesso, potremmo davvero trovarci tra le mani il futuro del gaming. Altrimenti diventerà rapidamente un altro Google Plus.

PRO

  • Facile da installare e configurare
  • Lo streaming funziona benissimo e stupisce per la qualità visiva
  • Poter giocare a qualsiasi titolo indipendentemente dal device utilizzato è il futuro che vogliamo...

CONTRO

  • ...peccato che al momento sia solo una promessa
  • La lista delle feature mancanti è lunghissima e inibisce pesantemente il servizio
  • Quanto ci sarà da aspettare ancora per la versione gratuita?