Legaia 2: Duel Saga  0

Risale al 1999 il primo Legend of Legaia per PlayStation. E oggi abbiamo per le mani questo sequel per PlayStation 2...

RECENSIONE di La Redazione  —   03/12/2002

Black hole sun

Uno dei principali difetti di Legend of Legaia era sicuramente dato dal fatto che la trama risultava scontata e lineare, sotto questo aspetto sembra purtroppo che gli sviluppatori non abbiano tratto insegnamento dagli errori passati. I più attenti ricorderanno il plot scialbo che caratterizzava il primo episodio, in cui una misteriosa nebbia calava nel mondo di Legaia portando con sè terrore e scompenso fra i popoli e dove il peso del destino del mondo era sorretto da tre intraprendeti ragazzotti. Duel Saga segue la stessa impostazione narrativa, nella quale l’unica differenza tangibile si trova nella sostituzione del pericolo incombente, divenuto adesso un’eclissi solare. Ma andiamo per gradi. Tutto ha inizio nella tranquilla e ridente cittadina di Nohl, dove risiede il nostro protagonista. Un giorno, in un’escursione nel bosco locato nei pressi del villaggio, l’indomito eroe di turno, Lang, s’imbatte in una misteriosa presenza, un uomo dagli occhi dorati che, dopo averlo sconfitto in combattimento, ruba il tanto prezioso cristallo Aqualith, vitale per la sopravvivenza del villaggio. Da qui ha inizio la spasmodica ricerca di Lang che, nel corso delle sue peregrinazioni, trova due fidati amici, Maya e Kazan, con cui dividere pericoli e situazioni difficoltose. Ma a fare da perno alla trama è proprio l’avvento di un’eclissi solare di portata tale da uccidere ogni forma di vita, il mandante di questo sortilegio è per ora sconosciuto...

Tactical arts system

Legaia2: Duel Saga è il classico gioco di ruolo basato su combattimenti a turni in cui ogni personaggio cresce acquisendo esperienza. Di sicuro richiamo è il sistema di combattimento contraddistinto dal TAS (Tactical Arts System), ovvero una sequenza di attacchi che, con le dovute combinazioni, può recare parecchi danni al nemico con mosse decisamente efficaci anche sul piano estetico; Normal Arts, Super Arts, Hyper Arts, Variable Arts e Mystic Art sono le cinque categorie in cui si suddivide il TAS. Queste arti sono reperibili tramite pergamene, seguendo l’avvicendamento degli eventi oppure semplicemente tramite combinazioni e variano a seconda del personaggio che si va ad utilizzare. Per esempio Lang impiegerà le varie arti seguendo il sentiero della spada, Maya utilizzerà la voce della magia e Kazan la filosofia delle arti marziali. Fin qui tutto bene, se non fosse che, a lungo andare, i combattimenti perdono di dinamicità proprio per il fatto che, una volta comandati determinati input ai personaggi, quest’ultimi porteranno a termine tutti gli attacchi a prescindere dalla sconfitta del nemico. Per alcuni versi questo sistema di combattimento ricorda quello del predecessore, con l’aggiunta di un meccanismo più complesso di mosse e di due personaggi in più da usare (5 anzichè 3). Nel corso degli scontri sarà anche possibile evocare spiriti elementali definiti Origin, una sorta di seconda anima in dotazione ad ogni personaggio di razza Mystic, provvisti anch’essi di status e livelli che crescono in parallelo ai loro padroni. Questi Origin sono anche il fulcro della risoluzione di enigmi ed ostacoli presenti nei ben strutturati dungeon, vera e propria sfida anche per i giocatori più esperti. Sarà infatti possibile selezionare il personaggio desiderato in tempo reale a seconda dello spirito da lui in possesso e a seconda delle esigenze.

Graphic & Sound

L’aspetto grafico di questo titolo è decisamente sotto gli standard a cui siamo abituati ultimamente, non riuscendo a tenere testa alle altre produzioni per sistemi a 128 bit. I modelli poligonali sono carenti sia dal punto di vista dei poligoni, sia come varietà di animazioni, alcune delle quali realizzate veramente in malo modo. Textures slavate compongono un background privo di dettaglio, dove neanche la camera dà qualche cenno di vita, limitandosi a seguire l’azione con una sottospecie di scrolling verticale. Qualche sensibile miglioramento si ha all’interno dei combattimenti, dove guadagna ognuna delle sopracitate particolarità. Sullo stesso piano si può tranquillamente posare il comparto sonoro, che non incide in nessuna circostanza e, soprattutto, non regala emozioni nei momenti clou del gioco, come possono essere avvenimenti importanti o combattimenti all’ultimo sangue.

Conclusione

Come succedeva nel precedente capitolo della saga, anche questo Legaia2: Duel Saga ha poco da raccontare. Penalizzato oltre che dalla trama anche da una realizzazione tecnica di basso livello, offre però buoni spunti a livello di gameplay, vero e proprio punto di forza del gioco. Se siete amanti delle narrazioni made in Square questo titolo potrebbe farvi storcere il naso proprio per la piattezza che lo contraddistingue, ma se amate i sistemi di combattimento atipici ed originali dovreste dare una possibilità a questo sequel di una serie poco rappresentativa.

    Pro
  • Sistema di combattimento originale
  • Sottogiochi per tutti i gusti
  • Dungeons impegnativi e vari
    Contro
  • Localizzazione nella nostra bella lingua assente
  • Trama lineare e scontata
  • Tecnicamente mediocre

Era il lontano 1999, anno in cui uscì Legend of Legaia per PSX, gioco di ruolo senza infamia e senza lode che andava a sfruttare il magico momento di questo genere anche in occidente. Sono passati ormai tre anni ed ecco il seguito, non troppo acclamato a dire il vero...