Spore Creatures - Recensione  0

Avete voglia di giocare a Spore ma non possedete un Pc? Nessun problema, c'è il DS... o forse no?

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   25/09/2008

Il nome di Spore, ambizioso lavoro di Will Wright da poco uscito sul mercato dopo una lunga gestazione, è sulla bocca di molti tanto per le tematiche evoluzionistiche di particolare interesse, quanto per l’effettiva bontà del prodotto a livello di puro e semplice gameplay. Ma accanto al titolo principale uscito solamente su Pc e Mac, Electronic Arts ha scelto di dar vita ad un piccolo sottobosco di edizioni “minori” che condividono con l’illustre riferimento solo pochi aspetti. E così ecco Spore Origins, adattamento per cellulari, iPhone e iPod Touch che in sintesi offre ai giocatori solamente la fase cellulare del progetto di Will Wright, ovvero quella degli organismi nel brodo primordiale, vicina per meccaniche al popolare Flow per Pc e Ps3 (anche se è quest’ultimo ad essersi ispirato a Spore). Per DS invece, con Spore Creatures, è stata scelta una strada ancora diversa, che prende solamente ispirazione dall’idea originale scegliendo invece una realizzazione molto più tradizionale.

L’amicizia prima di tutto

Il protagonista del gioco è una creatura invertebrata proprio agli inizi del suo processo evolutivo; il giocatore ne fa la conoscenza nel momento in cui questa vive il passaggio dall’acqua alla terraferma, casualmente in compagnia di un suo simile nonchè amico Uggo. Dopo alcuni istanti però accade il dramma: una navicella aliena rapisce il compagno di avventura, lasciando nella disperazione il povero atipico eroe che decide quindi di organizzare un salvataggio dopo essersi evoluto a sufficienza. Un incipit narrativo abbastanza paradossale quindi, che rappresenta però solo un pretesto per supportare la progressione invero particolarmente lineare dell’avventura. Fondamentalmente si tratta si attraversare alcuni pianeti, a loro volta divisi in piccole isole unite tra loro; per passare da una alla successiva è necessario assolvere ad una serie di compiti o missioni di varia natura, sempre precisamente indicati dall’apposito diario a disposizione. Come è ovvio che sia, l’area di gioco è popolata da tutta una serie di altre creature che possono rivelarsi pacifiche o ostili. Nel primo caso è possibile ottenerne l’amicizia e la fiducia impegnandosi in un mini rhythm game, per la verità piuttosto insipido; l’esito positivo può garantire parti del corpo aggiuntive o nuove sotto missioni. Le creature ostili devono invece essere per forza di cose eliminate grazie al combattimento, che si svolge strisciando la stilo sul nemico ed eventualmente utilizzando poteri speciali forniti man mano durante la progressione della storia. Purtroppo lo spazio per la tattica o per un minimo di strategia è stato del tutto accantonato in favore di una meccanica semplicistica e poco appagante, che si poggia semplicemente sul confronto tra i valori di forza del proprio mostriciattolo e quelli dell’avversario. Per agire su tali valori, così come su una serie di altri aspetti, è necessario sbizzarrirsi -finalmente- nella fase di editing, senza dubbio l’aspetto più interessante di questa edizione per DS. Nelle fasi iniziali, il giocatore può contare infatti solo su poche parti del corpo con cui manipolare l’aspetto e le capacità della creatura; il progresso dell’avventura garantisce però l’espansione di questa lista da novello Dr. Frankenstein, ed esattamente come il Creature Creator su computer è possibile lasciarsi andare alla fantasia dando vita a quanto di meglio -o di peggio- si possa concepire. Ma anche in questo frangente, i difetti non mancano...

Creatura utile o bella?

Sì perchè la linearità del gioco si impone con forza anche in questa sezione, limitando di molto la potenziale libertà creazionistica del giocatore; Il fatto che le varie parti del corpo determinino caratteristiche e poteri specifici indirizza in modo molto marcato la fase di scelta. Per quale motivo qualcuno dovrebbe usare un certo tipo di gambe, per esempio, se le ultime sbloccate hanno qualità sensibilmente migliori? Di conseguenza ci si ritrova semplicemente a modificare la propria creatura aggiungendo le ultime parti guadagnate, o ancor più forzatamente in relazione alle imposizioni del gioco che richiede spesso e volentieri un preciso “equipaggiamento” per superare zone altrimenti destinate a bloccare la progressione. Anche l’aspetto grafico è poco appagante dal momento che pecca nel riuscire a restituire esteticamente in maniera convincente quanto realizzato nella fase di creazione della creatura; tutto ciò dal momento che è stato scelto di adottare il 3d solo per le ambientazioni, mentre gli esseri viventi che le popolano sono sprite bidimensionali senza spessore, come dei fogli di carta. Una soluzione interessante e che non andrebbe affatto bocciata a priori, ma che soffre moltissimo per la bassa risoluzione degli schermi del portatile Nintendo con un risultato finale che è davvero poco distante da un groviglio semovente e sconclusionato di gambe, braccia, bocche e quant’altro. Anche la pubblicizzata componente wi-fi, con la quale scambiare creature coi propri amici, delude le aspettative limitandosi ad aggiungerle sterilmente nel mondo di gioco come semplicissimi abitanti controllati dall’intelligenza artificiale.

Commento

E’ perlomeno fonte di rammarico il dover notare che un gioco creativo, originale e “aperto” come Spore su computer sia diventato, nella sua versione per DS, uno scialbo e limitato adventure game che prende una strada diametralmente opposta da quella adottata dal geniale Will Wright. Fatta eccezione per la fase di creazione delle creature, piacevole seppur appannato unico punto di contatto con l’originale, Spore Creatures si dimostra infatti un prodotto insipido che avrebbe potuto - e dovuto - essere sicuramente molto migliore.

Pro

  • Interessante nelle prime fasi
  • Creazione della creatura divertente
  • Stile grafico interessante...
Contro
  • ...ma che mal si adatta al DS
  • Lineare e ben presto noioso
  • Poco o nulla in comune col “vero” Spore