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Stranger Things, la recensione della stagione finale

Tutto prima o poi finisce: salutiamo Hawkins con la recensione della quinta e ultima stagione di Stranger Things.

RECENSIONE di Christian Colli   —   03/01/2026
Stranger Things

Checché se ne dica, Stranger Things è stato il Lost di questa generazione. Tutti abbiamo guardato almeno un episodio - se non una stagione intera - di Stranger Things e difficilmente non abbiamo amato la città di Hawkins, i suoi personaggi così ben scritti, l'atmosfera anni 80 che la serie TV ha ufficialmente sdoganato, spronando tante altre produzioni "tipo Stranger Things" su Netflix ma non solo. E nel tempo, di stagione in stagione, i personaggi sono cresciuti. Anche troppo: i fratelli Duffer ci hanno messo nove anni reali a raccontarne cinque televisivi, pure in pieno COVID, e questo ha involontariamente dimostrato tutti i limiti della serializzazione televisiva.

Così le campagne di Dungeons & Dragons hanno lasciato il posto alle basi segrete nei centri commerciali, le prime infatuazioni sono diventati quei "ti amo" che in TV sono sempre così maledettamente difficili da dire, i bulli delle medie sono diventati i militari armati fino ai denti. E ogni volta siamo tornati a Hawkins, per sapere come sarebbe finita. E questa volta è finita davvero. La stagione 5 mette un punto a Stranger Things per come lo conosciamo, e anche se i Duffer hanno già annunciato una serie animata e uno spin-off in carne e ossa completamente nuovo, il giorno di Capodanno abbiamo salutato per l'ultima volta l'iconica Undici e i suoi amici.

E ora tiriamo le somme con una recensione in cui cercheremo di evitare troppi spoiler, anche se sarà inevitabile scendere in qualche dettaglio per spiegarci meglio: vi abbiamo avvisato, insomma, e sarebbe meglio se tornaste su questa pagina solo dopo aver guardato l'epico finale di Stranger Things 5.

Il Volume 2

Seguendo la moda (insopportabile, possiamo dirlo?) degli ultimi anni, anche Stranger Things 5 è stata divisa in più parti o "volumi". Del primo, uscito a fine novembre, ve ne abbiamo già parlato qui: abbiamo apprezzato il ritorno dopo quasi tre anni e mezzo di attesa, che sono un'infinità per una serie TV, specie una che deve raccontare la storia di adolescenti che nella vita reale ormai sono adulti, sposati e padri o madri di figli. I fratelli Duffer sono però riusciti a ritrovare l'incantesimo, in quattro episodi che, pur rallentando nel corpo centrale, hanno saputo subito coinvolgerci e rimetterci in pari con Hawkins e il suo nuovo e drammatico status quo.

Riunione di guerra nella Hawkins di Stranger Things 5
Riunione di guerra nella Hawkins di Stranger Things 5

Il secondo volume di Stranger Things 5, pubblicato il 26 dicembre, riprendeva subito il discorso lasciato in sospeso con il finale sconvolgente del primo volume, che ha riportato i riflettori sul personaggio di Will Byers (Noah Schnapp). Il ragazzino che era scomparso nell'episodio pilota della serie, e intorno a cui ruotava gran parte della storia, era finito abbastanza in secondo piano nelle ultime stagioni, anche perché - ammettiamolo - Schnapp non si è dimostrato un grandissimo attore: un limite che è stato messo alla prova in tre episodi lunghissimi e di fondamentale importanza per il suo personaggio e per la storia della quinta stagione. E che hanno fatto discutere molto, moltissimo sul web.

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa. Il secondo volume di Stranger Things 5 è stato il momento in cui abbiamo seriamente temuto per la conclusione della serie. In questi tre episodi, che durano ciascuno oltre un'ora, i Duffer rallentano la narrazione per cominciare a sciogliere ogni nodo rimasto in sospeso, alternando spiegoni fantascientifici a momenti di introspezione con un tempismo non proprio impeccabile. La serie trova improvvisamente la necessità di spiegarci la vera natura del Sottosopra, anche perché solo una minima percentuale degli spettatori ha guardato lo spettacolo teatrale "Stranger Things: The First Shadow" che approfondiva la storia di Vecna, intrecciandola con quella di Hawkins, dei genitori dei ragazzi e degli esperimenti che hanno causato tutto questo casino.

Il cast di Stranger Things 5 include ritorni graditi e nuovi volti
Il cast di Stranger Things 5 include ritorni graditi e nuovi volti

Il secondo volume ruota tutto intorno alle rese dei conti "in piccolo" di certi personaggi, ma così facendo mette in panchina una buona parte del cast, aggiungendo al contempo altri personaggi a una brigata già più che nutrita, cominciando con la piccola Holly Wheeler (un'ottima Nell Fisher) e il paffuto Derek (Jake Connelly). È anche il momento in cui la serie comincia a riunire tutti sotto lo stesso tetto, dopo averli separati più e più volte, tentando nuove combinazioni di caratteri e storie: è proprio perché lo scontro finale appare dietro l'angolo che certi momenti risultano eccessivamente dilatati, come il ritorno di Max (una sempre più brava Sadie Sink) dalla mente contorta in stile Inception di Vecna.

Ci sono due scene che hanno fatto molto discutere e che in un certo senso hanno mostrato tutti i limiti dei Duffer... e del loro pubblico. La prima coinvolge Jonathan e Nancy (Charlie Heaton e Natalia Dyer) in un momento che avrebbe dovuto essere di altissima tensione ma che si prolunga troppo, fino a sgonfiarsi, e che i Duffer hanno dovuto letteralmente spiegare online - e poi di nuovo nel finale - perché il suo significato non era proprio chiarissimo. E considerando che i due attori fanno coppia anche nella vita reale, il problema è stato sicuramente di scrittura più che di alchimia.

Noah Schnapp nalla scena più discussa di Stranger Things 5
Noah Schnapp nalla scena più discussa di Stranger Things 5

L'altra scena è il famigerato coming out di Will, incomprensibilmente stucchevole considerato che a scriverlo sono stati proprio quei Duffer che hanno vergato il delicatissimo e meravigliosamente riuscito coming out di Robin (Maya Hawke) nella terza stagione. I problemi in questo caso sono stati due. Il primo combina la scrittura dei Duffer, la regia di Shawn Levy e la recitazione di Schnapp: è una smielata, che coinvolge un po' troppi personaggi per un contesto così intimo, specie in un periodo - gli anni 80 - in cui essere gay era molto più difficile rispetto a oggi.

Undici torna protagonista indiscussa nel gran finale di Stranger Things 5
Undici torna protagonista indiscussa nel gran finale di Stranger Things 5

Ma è una scena importantissima, inutile girarci intorno, che rimette al centro del palcoscenico una caratteristica di Stranger Things assolutamente fondamentale. Tutti i personaggi sono in qualche modo emarginati o traumatizzati, chi più chi meno, per un motivo o per l'altro, ma si sono trovati a vicenda nei loro problemi personali e condivisi. Col tempo, la famiglia è cresciuta: si sono aggiunti Murray (Brett Gelman) e ora anche Kali (Linnea Berthelsen) e il professore Havens (Scott Clarke), tutti personaggi che il mainstream considererebbe "diversi", "bizzarri", anche un po' "freak". E Stranger Things è sempre stata, fin dall'inizio, una storia sull'accettazione e sull'importanza dell'amicizia e della famiglia: la scena più discussa - e purtroppo non riuscita benissimo - della stagione finale è anche il suo cuore pulsante.

Il gran finale

Ma veniamo al finale, uscito proprio il giorno di Capodanno, che ha messo un punto alla nostra storia. Un evento televisivo talmente epocale da essere proiettato pure in alcuni cinema selezionati dall'altra parte dell'oceano, della durata di oltre due ore, in cui praticamente è andato buona parte del budget. E che per fortuna ha salvato la stagione dal baratro in cui sembrava che stava sprofondando nel secondo volume, grazie a una messinscena incredibile e a un epilogo commovente. Andando con ordine, è necessario dividere il finale di serie in due parti.

Undici contro Vecna nello scontro finale di Stranger Things 5
Undici contro Vecna nello scontro finale di Stranger Things 5

La prima parte ruota tutta intorno all'attesissimo scontro decisivo con Vecna: i nostri eroi abbozzano un piano inverosimile, dividendosi come al solito in più squadre. Non tutto va come previsto, ovviamente, e i Duffer riescono a creare una tensione palpabile per tutta la prima ora, mettendo in dubbio la sopravvivenza di alcuni personaggi nonostante quella che il web ama chiamare "plot armor", cioè una sorta di invulnerabilità forzata dalla storia. Nonostante ciò, Stranger Things è sempre stata una serie cupa fino a un certo punto. I suoi stessi creatori hanno dichiarato più volte di non voler uccidere nessuno dei personaggi principali solo per sconvolgere gli spettatori, e questo ha alimentato non poco la nostra sospensione dell'incredulità in alcune scene inverosimili.

Nel finale di serie torna prepotentemente protagonista la Undici di Millie Bobby Brown che, però, sembra aver perso un po' di mordente. Va bene che la situazione è disperata, e il suo personaggio ne ha vissute davvero troppe, ma la continua espressione tesa e arcigna che ha tenuto per tutta la stagione si è fatta stancante, e il suo bellissimo rapporto con Hopper (David Harbour) è riemerso solo in alcune scene. In realtà, Hopper e Joyce (Winona Ryder) sono finiti nelle retrovie per quasi tutta la stagione, trovando finalmente riscatto solo in questo episodio finale. Tornando a Undici, la ragazza è la protagonista indiscussa di uno scontro finale assolutamente spettacolare e truculento che fa mille richiami a fumetti, film e show televisivi: una scena in cui la computer grafica mette il carico da cento, ma anche la regia dei Duffer si fa più ricercata, esaltante. Chiudendo un occhio su alcune incongruenze - ragionevolmente spiegabili - è uno scontro finale praticamente perfetto.

Dustin e i suoi spiegoni in una scena di Stranger Things 5
Dustin e i suoi spiegoni in una scena di Stranger Things 5

E poi c'è una seconda parte, un epilogo che si prende quasi tutta la seconda metà dell'episodio finale e chiude tutte le porte che sono rimaste da chiudere con una riflessione agrodolce sul tempo che passa e sul futuro nel "mondo reale" che peraltro dà il titolo all'episodio conclusivo. Tra la prima e la seconda parte del finale c'è un vuoto che purtroppo non lo rende perfetto come avremmo voluto. È un vuoto in cui precipita innanzitutto Vecna, un personaggio che i Duffer non riescono forse a spiegare come avrebbero voluto, nel tentativo di fare meno ricorso possibile alla summenzionata opera teatrale. Il suo interprete, quel favolosamente diabolico Jamie Campbell Bower sotto chili di protesi e trucco, fa del suo meglio e i Duffer scelgono saggiamente di non redimerlo quando avrebbero potuto, cementificandolo come uno dei migliori villain televisivi di tutti i tempi.

Nello stesso vuoto precipitano anche tutti i militari con la loro sottotrama, inclusa una sprecatissima Linda Hamilton nel ruolo della dottoressa Kay. Un personaggio creato probabilmente per sostituire il defunto dottor Brenner di Matthew Modine, ma che non aggiunge nulla di significativo e che ricompare di tanto in tanto solo per ricordarci la magia degli anni 80 con l'attrice protagonista di Terminator. La sottotrama militare nella stagione 5 è debolissima e crea più inconsistenze che altro; devono essersene accorti gli stessi Duffer, perché finiscono per riesumarla solo occasionalmente, facendola poi sparire nel nulla in tempo per l'epilogo.

Vecna in tutto il suo mostruoso splendore
Vecna in tutto il suo mostruoso splendore

Ma è difficile ricordarsi dei militari mentre scorrono le ultime immagini di Stranger Things e i personaggi si riuniscono un'ultima volta, per il giorno del diploma in una pioggia di citazioni musicali e cinematografiche. È il momento del commiato non solo per noi, ma anche per loro. La vita continua anche fuori da Hawkins in un "momento Breakfast Club" per i giovani adulti che, su un tetto e davanti a quattro birre, si fanno promesse che forse non riusciranno a mantenere mentre guardano avanti. E quello di guardare avanti è il tema del finale di Stranger Things, metaforizzato con una delicatezza incredibile dall'ultima partita a Dungeons & Dragons, lì nello scantinato dove tutto è cominciato. È il momento di Finn Wolfhard, che per tutta la stagione è stato messo in disparte e oscurato dalle performance decisamente migliori del Dustin di Gaten Matarazzo e del Lucas di Caleb McLaughlin, e che nel finale mostra finalmente i muscoli.

Il finale di Stranger Things resta ambiguo ma non troppo. Allo spettatore è lasciato il compito di sciogliere un ultimo enigma con la fantasia, il motore che ha spinto per anni i protagonisti della serie, ormai cresciuti e pronti ad affrontare il futuro lasciandosi alle spalle una nuova generazione di giocatori che prenderanno il loro posto al tavolo dell'immortale Dungeons & Dragons. I titoli di coda, rappresentati come un manuale di D&D che ripercorre tutti i momenti salienti della serie, sono una chicca, un vero colpo al cuore: i Duffer hanno fatto centro, portando a compimento una stagione difficilissima e imperfetta con un finale memorabile.

Conclusioni

Multiplayer.it

8.0

Era difficile approcciarsi alla stagione finale di Stranger Things a mente lucida: chi ha amato la serie, nonostante i suoi saliscendi, sapeva di stare per vivere un momento televisivo di importanza monumentale. Un'importanza generata dal marketing, dalle aspettative, dalla simpatia del cast e dei personaggi che ha interpretato per nove anni: un periodo in cui siamo cresciuti e li abbiamo visti crescere, in cui alcuni spettatori sono diventati adulti e altri sono diventati genitori, hanno perduto amori e famigliari. Nove anni sono tanti e Stranger Things 5 li ha sentiti in parte. I fratelli Duffer hanno rischiato lo scivolone nel secondo volume, ma poi si sono ripresi con un finale di serie incredibile sotto tanti aspetti, e sono riusciti nell'impresa tutt'altro che facile di chiudere una porta, così grande e così piccola allo stesso tempo, senza farla sbattere. A noi Stranger Things mancherà tantissimo ma è ora di guardare avanti: c'è un universo di immaginazione pronto a prendere il suo posto e non vediamo l'ora di scoprire chi erediterà il suo lascito televisivo.

PRO

  • Livelli produttivi altissimi per uno show televisivo
  • Le nuove aggiunte rinvigoriscono un cast collaudato
  • Il finale è un centro pieno e commuoverà i fan della serie

CONTRO

  • La sottotrama militare è inutile e la Hamilton sprecata
  • Non tutte le prove attoriali convincono alla stessa maniera
  • Qualche scena importante poteva essere scritta meglio