Virtua Tennis 3 - Recensione  9

Sega tenta di nuovo il Grande Slam su PC e console.

RECENSIONE di David Falzarano —   13/04/2007

Dritti e rovesci

Storicamente il tennis è uno sport che nel mondo videoludico è stato rappresentato poco e male, ma una vera e propria riscossa di questo sport all’interno dei videogiochi è dovuta proprio a Virtua Tennis, che con la sua giocabilità immediata e di facile apprendimento ha catturato molti giocatori sia fra le mura delle sale giochi che fra quelle domestiche. Poi, qualche anno dopo, è arrivata pure la saga di Top Spin, che prima su Xbox e successivamente su Xbox 360 ha offerto un approccio ancora principalmente arcade ma con accennate velleità simulative che non si possono trovare sui giochi Sega. Con l’arrivo della “next-gen” Sega scende di nuovo in campo, proponendo il terzo capitolo della sua saga.
Oltre alle solite partite di esibizione e allenamento, è naturalmente presente la modalità carriera, che si poggia sulle basi di quella già vista nello scorso capitolo ma viene riveduta e corretta. Come al solito si comincia col creare un tennista personalizzato (con un editor piuttosto avaro di caratteristiche) che partendo dalla posizione 300 della classifica dovrà arrivare ad essere il numero uno del mondo. Il giocatore dovrà saggiamente alternare allenamenti, tornei e periodi di riposo.

Dritti e rovesci

Questi ultimi sono più importanti che in passato, perché in questa versione l’infortunio è dietro l’angolo, e conviene quindi tenere il proprio alter ego virtuale sempre in un perfetto stato di forma. Per gli allenamenti tornano i famosi mini giochi che abbiamo già visto in Virtua Tennis 2, sempre più vari, simpatici e numerosi, ma Sega ha affiancato ad essi anche l’Accademia del Tennis, un luogo dove è possibile intraprendere allenamenti “seri” e realistici. La versione Xbox 360 vanta anche la possibilità di giocare online su Xbox Live, vera e propria marcia in più rispetto a PC e PS3. I tennisti selezionabili, escludendo quelli creati con l’editor, sono un totale di venti: Roger Federer, Rafael Nadal, Lleyton Hewitt, Andy Roddick, David Nalbandian, Sebastien Grosjean, Juan Carlos Ferrero, Tim Henman, James Blake, Mario Ancic, Taylor Dent, Gael Monfils, Tommy Haas, Maria Sharapova, Lindsay Davenport, Daniela Hantuchova, Martina Hingis, Nicole Vaidisova, Amelie Mauresmo e Venus Williams. Strana la mancanza di Serena Williams, trionfatrice degli scorsi Australian Open. Peccato anche per la mancanza di talenti emergenti come Richard Gasquet o di qualche vecchia gloria del passato (mai inserita in nessun titolo da Sega) come Agassi, McEnroe o Sampras.

La dura legge del passante lungolinea

La giocabilità è molto simile a quanto visto nei precedenti capitoli, ma con tutti i piccoli ritocchi e aggiornamenti del caso (piuttosto doverosi dopo sei anni di distanza) è stata resa un po’ più profonda e meno spigolosa. Le parole d’ordine sono sempre “immediatezza” e “divertimento”, che però lasciano un po’ l’amaro in bocca a chi vorrebbe almeno un’ulteriore spruzzata di realismo e di profondità in più. Da questo punto di vista, nella demo scaricabile su Xbox 360 da Xbox Live si erano fatti dei passi avanti: essa presentava evidenti errori nella gestione dei tuffi (esagerati) ma al tempo stesso sfoggiava elementi che pur non minando l'immediatezza e la natura arcade del titolo, portavano in dote una certa dose di realismo: cambi di direzione piuttosto veritieri (nella final invece sono in stile "Automan") e necessità di posizionarsi al meglio prima di eseguire il colpo per effettuare tiri efficaci (nella versione finale questo processo è molto semplificato e “guidato”).

La dura legge del passante lungolinea

Digressioni a parte, il gioco vanta una curva di apprendimento particolarmente dolce che permette a tutti di arrivare velocemente a livelli più che sufficienti, ma poi naturalmente per fare il salto di qualità è necessario un po’ più di impegno, soprattutto dal punto di vista dei riflessi e della capacità di “leggere il gioco”. L’intelligenza artificiale è discreta, ma naturalmente il gioco dà il meglio di sè in multiplayer, che sia locale (PC e PS3) od online (X360).

Grafica e sonoro

Niente fuochi d’artificio per il comparto grafico di Virtua Tennis 3, in 1080p su PS3 e Xbox 360 (in quest'ultimo caso si tratta del primo titolo nativo in questa risoluzione), ma il colpo d’occhio è comunque buono. Il difetto più grosso fra quelli imputabili è la poca somiglianza dei tennisti alle loro controparti reali: i volti della maggior parte degli atleti poligonali sono modellati un po’ approssimativamente, tanto che in alcuni casi particolari si fatica a riconoscere il tennista (e finché lo facevano per Nadal mi stava pure bene, ma una di quelle realizzate in maniera peggiore è la Sharapova). Le animazioni, personalizzate per ogni singolo tennista, sono curatissime, fluide, fedeli ai movimenti dei veri atleti e quindi, per farla breve, con tutta probabilità sono le migliori mai viste. Molto belli anche i campi di gioco e gli annessi ambienti circostanti.
Per quanto riguarda la versione PS3 annoveriamo un migliore contrasto dell'immagine, una luminosità maggiore e texture leggermente più definite.
La grafica PC è quasi identica alle versioni console, con la sola differenze di alcune ombre piuttosto approssimative, una palette di colori meno brillante e qualche piccolo errore di compenetrazione dei poligoni (vedere i capelli di Federer). Detto ciò, il fatto che si riesca a far girare il gioco a 30fps costanti con tutti gli effetti attivati e alla risoluzione di 1920x1200 su di un Sempron 3400+ con X1600Pro AGP e 1 GB di RAM, dimostra come VT3 sfrutti solo in minima parte le potenzialità di console come Xbox 360 e PS3 e delle nuove GPU per PC. Per quanto riguarda il sonoro abbiamo le solite 4-5 canzoni in stile arcade che accompagnano menu e partite, e gli effetti sonori che si distinguono per la riproduzione perfetta delle urla di ogni tennista (inconfondibili quelle di Maria Sharapova, a metà fra l'intervento chirurgico senza anestesia e il porno softcore).

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • Sistema operativo: Windows XP
  • Processore: Pentium 4 1.4 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 256 MB
  • Scheda Video: Direct X 9.0, 128 MB, shader 2.0
  • Spazio su disco: 4 GB
Requisiti Consigliati:
  • Processore: Pentium 4 2,0 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Compatibile con le Direct X 9.0, da ATi X1600 e GeForce 7600 con 256 MB
  • Spazio su disco: 4 GB
Configurazione di Prova:
  • Processore: AMD Sempron 3500+
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Ati X1600Pro
  • Monitor: Dell 24” (1920x1200)

Commento

Un gioco divertentissimo, immediato e coinvolgente, che paga però l’eccessiva somiglianza con i capitoli precedenti e un’atavica carenza di profondità nelle meccaniche di gioco. Consigliatissimo agli amanti della serie e agli amanti del tennis in generale che non abbiano pretese simulative. E, in linea di massima, consigliato a chiunque cerchi un titolo che possa garantire molte ore di divertimento sia da soli che in multiplayer.
Nota Bene: Per la versione Xbox 360 aggiungere 4 decimali al voto finale.

Pro

  • Molto divertente
  • Animazioni ottime
  • Numerosi sottogiochi
Contro
  • Sa molto di già visto
  • Online solo nella versione Xbox 360
  • Meccaniche poco profonde

Virtua Tennis 3 è disponibile su PC, PS3 e Xbox 360.
La versione testata è quella PC.

Obiettivi 360

Dei 1000 punti distribuiti da Virta Tennis 3, almeno 150 sono piuttosto facili da conseguire, essendo legati al conseguimento dei primi semplici obiettivi della modalità carriera, tra l'editor del personaggio e la vittoria nei primi tornei. Per arrivare, invece, ad avere punteggi più alti, servirà molta dedizione.

Virtua Tennis è la saga tennistica più famosa della storia: essa può vantare milioni di appassionati e una miriade di incarnazioni, dalla versione coin-op a quella per console portatili. Con la next-gen ormai cominciata da tempo, Sega non poteva quindi esimersi dallo sfornare un nuovo capitolo, che dal cabinato da sala giochi è stato prontamente convertito per Xbox 360, PlayStation 3 e PC.