Parata di stelle 0

Prima incontro e prima prova per il video giocattolo Disney

PROVATO di Umberto Moioli   —   29/01/2013

Sono di pochi giorni or sono l'annuncio e il nostro primo articolo su Disney Infinity: con una manciata di informazioni e qualche immagine, Christian l'aveva inquadrato come una reinterpretazione in chiave disneyana di quanto fatto da Activision con Skylanders. Dopo averlo visto e brevemente provato non possiamo che sottoscrivere la stessa definizione, nonostante non manchino alcuni spunti originali. L'idea di avere una piattaforma sulla quale appoggiare i personaggi che si desidera utilizzare in game, infatti, è presa senza mezzi termini dalla fortunatissima serie firmata Toys for Bob.

E lo stesso vale per la volontà di stuzzicare l'animo dei collezionisti vendendo separatamente nuove statuine ma anche inediti play set, ovvero avventure dedicate a ciascun universo Disney, e power up o speciali oggetti da usare in game. C'è tutto il necessario per creare decine e decine di prodotti, espansioni e seguiti. In effetti i ragazzi di Avalanche Software venuti in Italia per la presentazione ci hanno tenuto a precisare che l'idea è quella di prendere spunto da qualsiasi proprietà intellettuale raccolta sotto l'ala dell'azienda di Topolino. Sono tutti abbottonatissimi su quello che sarà e molto dipenderà dal successo di questa prima edizione, ma potenzialmente si spazia dai film Pixar ai così detti personaggi standard, dalle produzioni cinematografiche e televisive fino a Marvel e Lucas. Senza poter guardare troppo in avanti, ci siamo dedicati a quanto sarà incluso la prossima estate all'interno del set base, testando anche in prima persona un livello di gioco.

Per i più piccoli

Una prima indicazione positiva ci viene guardando da vicino le statuine: per la prova erano a nostra disposizione una manciata di personaggi tratti dai tre universi inseriti nel Play Set di base - I Pirati dei Caraibi, Gli Incredibili e Monsters University - e ciascuno era riprodotto e colorato con cura, oltre che dotato di un certo peso. Tutte le pose sono studiate dagli artisti Disney e addirittura, una volta in gioco, ogni eroe avrà la sua voce doppiata e localizzata con quella del corrispettivo cinematografico o televisivo. Insomma lo sforzo produttivo è notevole e soprattutto corale, segno che lo sviluppare sta lavorando a stretto contatto con chi quei personaggi li ha creati e continua ad espanderli.

La promessa è che per ciascun film, serie o cartone animato venga realizzato un mondo di gioco con circa sei-dieci ore di contenuti non lineari, prediligendo la formula a livelli aperti con obiettivi multipli che negli ultimi anni è stata la tendenza più seguita nei platform 3D. Dal punto di vista narrativo le storie saranno complementari alle vicende già note, così da dare solidi riferimenti ai giocatori ma non riportarli ad eventi già visti e vissuti. Nel caso de Gli Incredibili, ad esempio, la scusa di un nuovo esercito robotico da sconfiggere farà da apripista per un gameplay incentrato sui combattimenti e l'esplorazione, con ciascun membro della famiglia capeggiata da Mr. Incredible dotato di alcuni poteri speciali unici. Cambiando action figure si modifica al volo l'alter ego virtuale, mentre appoggiandone una seconda sulla base si attiva la coop locale in split screen. Che diventa, muovendosi online, per quattro giocatori.

Passando al Play Set di Monster University veniamo coinvolti nell'annuale sfida tra Università dello Spavento: una tradizione che verrà citata nel seguito di Monsters & Co. ma vissuta solo all'interno di Disney Infinity.

Qui abbiamo sperimentato una giocabilità incentrata su piccoli puzzle e sessioni stealth, nulla di inedito ma pur sempre dotata di una propria personalità ben definita. È lampante quale sia il target del gioco, ovvero i giovani giocatori e le famiglie, ma la qualità di quanto testato è discreta e la volontà di creare un prodotto longevo sembra aver suggerito una cura che non sempre viene riservati a singoli tie-in. Tra l'altro l'opzione più interessante sembra essere quella apparentemente di contorno, ovvero il Toy Box: una sorta di grande scatola piena di tutti i contenuti presenti in Disney Infinity, che possono essere mescolati per creare una quantità virtualmente infinita di combinazioni. Per questi livelli liberi da costrizioni c'è un editor per gli oggetti e uno logico, utile per realizzare nuove regole che spaziano da semplici reazioni a complessi movimenti di telecamera: come sempre in questi casi abbiamo osservato una carrellata di classici - da Mario Kart a Contra - riprodotti all'interno di Disney Infinity, segno di una certa versatilità.

C'è da dire che è improbabile che in molti vogliano spingersi a tanto e saranno fondamentali opzioni e pre-set già preparati da Avalanche Software. Non c'è in definitiva nulla, videoludicamente parlando, che un giocatore navigato non abbia visto e rivisto. Allo stesso tempo è indubbio che il fascino di impilare fino a tre dischetti sotto ciascuna action figure per donargli speciali poteri oppure utilizzare uno di quelli ottagonali per modificare l'intera ambientazione, stimoli delle corde che un semplice DVD inserito dentro il tray della console non potrà mai solleticare. A quando qualcosa di simile per un'utenza più grandicella?

CERTEZZE

  • Action figure di qualità
  • Bacino di licenze virtualmente infinito
  • Parecchi contenuti...

DUBBI

  • ... pensati per il pubblico di giovanissimi
  • Qualche dubbio sulla profondità dei Play Set
  • Prezzi in via di definizione