Il sonno di Luigi 30

Il quarto RPG della premiata serie promette di farci addormentare

PROVATO di Umberto Moioli   —   21/04/2013

Una vacanza dopo un altro anno di successi, questo attende Mario e Luigi (e Starlow) nel neo annunciato Dream Team Bros. Il luogo scelto per il meritato riposo è l'isola di Pi'illo - riferimento nemmeno troppo velato all'inglese pillow, ovvero cuscino - un angolo di paradiso dove passare un po' di tempo a rilassarsi senza pensieri. Peccato quindi che, giunti a destinazione, la Principessa Peach venga rapita e il duo di idraulici italiani sia costretto ad addentrarsi nel vicino castello, dove diaboliche forze oscure pare l'abbiano portata.

Le cose si fanno più complesse quando il mistero coinvolge anche la locale e omonima popolazione: creature pietrificate da una maledizione, una condizione da cui solo Luigi sembra possa liberarli. Poggiando la testa su uno di essi, infatti, il baffuto eroe di verde vestito perde i sensi e in sogno si fa aiutare da Mario a distruggere i Pezzi di Incubo che intrappolano i Pi'illo in quello stato di impotenza. Ma salvarli vuole anche dire avere accesso ai segreti del castello e avvicinarsi alla soluzione del mistero, quindi a Peach. Curiosi? Lo abbiamo tesato in anteprima durante un evento organizzato a Milano da Nintendo.

Buona notte

Mario & Luigi: Dream Team Bros. è il quarto gioco di ruolo della serie e in quanto tale non sconvolge equilibri oramai ultra consolidati. All'interno del castello il gameplay è tridimensionale e si muovono entrambi gli eroi assieme. Come al solito i due vanno fatti saltare separatamente e questo permette, unitamente a diverse trovate in fatto di level design, di creare soluzioni platform che si affiancano ai classici scontri a turni e all'esplorazione. Quando Mario si proietta nei sogni del fratello, invece, grafica e giocabilità perdono una dimensione e la visuale scorre lateralmente.

Una soluzione già vista in Viaggio al Centro di Browser, nel 2009 su Nintendo DS. Come accade realmente, però, nel sonno non ci sono limiti a ciò che può accadere ed è qui che Luigi dispone di speciali poteri chiamati fantasiosamente Luiginary. Si tratta di abilità, una per ciascun Pi'illo ritrovato, che ci fanno interagire con la figura di Luigi addormentato che viene rappresentata nello schermo touch, così da modificare quanto accade nel livello vero e proprio. Il primo Luiginary che troviamo lo fa diventare un gigantesco totem, i cui baffi possono essere allungati al punto da acchiappare Mario e scaraventarlo in angoli dello schema altrimenti irraggiungibili. Un altro ci chiede di farlo starnutire per modificare elementi dell'ambientazione. È una trovata niente male anche se queste sessioni, almeno quelle viste, restano piuttosto limitate e non aggiungono nulla di rivoluzionario. Ci auguriamo che andando avanti se ne presentino delle altre, magari più articolate oppure che vengano usate assieme durante il medesimo sogno per creare situazioni complesse.

Nel corso dei sogni, però, non sono unicamente queste interazioni speciali ad aggiungersi visto che i combattimenti stessi guadagnano spessore con nuove mosse. Selezionando Luiginary Ball dal solito menù di scelta, quello che caratterizza da sempre il battle system della serie, ci siamo ritrovati a controllare una sfera composta da una moltitudine di Luigi.

Muovendo la console l'abbiamo spostata così da accumularne quanti più possibile in una sorta di mini Katamari, prima di usare tutta l'inerzia acquisita per schiantarci contro il povero nemico inerme. Non abbiamo rilevato altre differenze notevoli nelle battaglie che uniscono un sistema a turni tradizionali con interazioni basate sul tempismo, utili tanto a schivare i colpi avversari quanto ad aumentare di intensità i nostri. Un mix di meccaniche che già in passato si è dimostrato profondo senza implicare eccessive complicazioni. Essendo quelle provate le prime battute dell'avventura, le possibili interazioni tra il mondo dei sogni e quello reale erano ancora piuttosto semplici ma è ragionevole pensare che progredendo le cose si facciano un po' meno semplici. Ci sono tanti tocchi divertenti anche sotto il profilo estetico, soprattutto nel caso delle stralunate ambientazioni dove prendono forma i percorsi onirici di Luigi, e la storia per quanto sia portata avanti da un numero forse eccessivo di dialoghi non manca di strappare un sorriso in diverse occasioni.

La componente visiva, comunque, è dominata da uno stile ultra colorato e fumettoso che non si declina unicamente nelle ambientazioni ma anche e forse soprattutto nei personaggi, che si esibiscono in espressioni e movimenti esagerati. Una prova all'insegna degli aspetti positivi, viene da pensare raccogliendo le idee su quanto testato. Certo le novità, ben contestualizzate e fuori di testa come ci si aspetta dalla serie, non sono chissà quale ventata d'aria fresca e l'esperienza si prospetta davvero poco distante da quelle precedenti. Ma in fondo è proprio questo che i fan si aspettano da Mario & Luigi: Dream Team Bros. e Nintendo non sembra intenzionata a deluderli. L'appuntamento è previsto per il 12 luglio prossimo, anche se per il momento non abbiamo notizie della versione speciale del 3DS XL che in Giappone verrà dedicata a un Luigi oramai protagonista assoluto del 2013 in corso.

CERTEZZE

  • Sistemi solidi e collaudati
  • Stile divertente
  • Luigi protagonista assoluto

DUBBI

  • Non piacerà a chi cerca soluzioni innovative per la serie