Un altro passo verso la simulazione?

A Milano abbiamo provato nuovamente FIFA 14, concentrandoci questa volta sul puro gameplay in campo

PROVATO di Andrea Porta   —   01/08/2013
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L'appuntamento annuale con i due eterni rivali della scena calcistica è ormai molto vicino, e sia Electronic Arts sia Konami approfittano di questi mesi caldi per mettere gli ultimi ritocchi ai rispettivi lavori, al tempo stesso svelando a ciclo continuo novità e indiscrezioni. Durante una breve visita agli uffici EA di Milano, abbiamo avuto modo di provare nuovamente FIFA 14, questa volta su Xbox 360 e disponendo di totale libertà sull'organizzare amichevoli, con quasi tutti i campionati sbloccati. Un'ora abbondante di prova ci ha permesso di farci un'idea piuttosto precisa della strada intrapresa, che sembra voler voltare decisamente la pagina rispetto al capitolo del 2013. La precisione dei movimenti sul campo e nel comportamento della palla è il vero e proprio dogma di questa nuova edizione, fortemente concentrata sul rendere credibili le azioni in campo non solo dal punto di vista visivo e operativo, ma anche nella visione più ampia, restituendo alla zona centrale l'importanza che merita, facendone nuovamente un terreno di scontro vitale per la costruzione di ogni attacco. Il risultato è, in piena filosofia FIFA, un concetto molto simile alla "simulazione di calcio", caratterizzata da un ritmo compassato e ragionato, e dalla necessità di gestire con la massima attenzione ogni movimento di palla, evitando gli individualismi e sfruttando i punti di forza del team.

Un altro passo verso la simulazione?

Do the locomotion

I primi istanti trascorsi con FIFA 14 ci hanno ricordato immediatamente l'impatto avuto con l'edizione 2012, anche se per motivi completamente diversi. Laddove in quest'ultimo caso la novità era rappresentata dalla gestione delle fasi difensive, oggi l'intero impianto di gioco si presenta forte di uno stile fortemente modificato, eppure fonte del medesimo effetto straniante. Il contesto, quello sì, è quello di sempre, familiare e solido per chiunque abbia già speso un buon numero di ore sui precedenti capitoli, ma sono sufficienti pochi passaggi e qualche costruzione verso l'area avversaria per avvertire, in maniera incontrovertibile, una sensazione sul controllo di palla che non potremmo definire diversamente se non di "peso" del giocatore in possesso.

Un altro passo verso la simulazione?

Il mix di animazioni più precise (al punto da ricalcolare la fisica di gioco sostanzialmente ad ogni passo) e di effetto dell'inerzia fa tutt'a un tratto avvertire tutti gli ottanta chili di peso medio del portatore di palla, che deve essere controllato attivamente per arrivare con successo a conclusione. Proprio questo fattore, il controllo, porta anche i partecipanti a giocare in maniera, è il caso di dirlo, più matura. Dato il gran numero di variabili che queste novità introducono, il gioco a terra e soprattutto il centrocampo, a lungo bistrattato, riguadagnano un'importanza vitale nell'economia delle dinamiche di gioco, e diventano quasi imprescindibili per mettere in atto manovre efficaci. Un pratico esempio è l'attenzione con cui ora va gestito l'utilizzo dello scatto, davvero da limitare a casi di assoluta necessità, a meno che non si voglia vedere il portatore di palla perdere facilmente il controllo della sfera al primo netto cambio di direzione. Da una parte, è possibile anche che le sensazioni relative a una natura più compassata del ritmo di gioco e alla generale cautela con cui si saggiano le difese avversarie siano da ricondursi alla scarsa familiarità con il nuovo stile di gioco, e che, in un secondo momento, guadagnata maggiore confidenza, ci possa essere un ritorno ad azioni anche meno ragionate e più istintive, ma siamo comunque certi che la percentuale di queste ultime sarà in ogni caso ridotta rispetto al passato.

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Pure shot

La fase di tiro merita anch'essa un discorso a sé. Con quello che gli sviluppatori chiamano Pure Shot ("tiro puro", letteralmente), il posizionamento del giocatore nell'istante in cui si impartisce il comando di tiro, e naturalmente anche il piede appoggiato a terra in quel momento in caso di corsa, diventano fondamentali per stabilire la natura dell'offensiva risultante. Il numero di partite giocate non è stato neanche lontanamente sufficiente per vedere in azione il numero di variabili che questo nuovo sistema porta con sé, ma, effettivamente, dopo un breve periodo di apprendimento la meccanica inizia a farsi strada nella mentalità strategica, permettendo magari di cercare il tiro d'esterno, e non più di vederlo manifestarsi senza consapevolezza.

Un altro passo verso la simulazione?

Maggiore controllo, come anche nelle fasi di costruzione dell'azione, corrisponde a una forte necessità di un periodo di apprendimento e assimilazione iniziale, ma la maggiore profondità tattica della meccanica dei tiri è più che confermata. Avendo provato una versione Xbox 360, possiamo affermare che dal punto di vista puramente grafico e del rendering non si notano grandissime differenze rispetto alla precedente edizione. Il lavoro più grosso, come già accennato, è stato fatto sulle animazioni, e queste sono più che efficaci nel rendere molto realistico il look generale delle partite. Per quanto riguarda invece i modelli dei giocatori, i rispettivi volti e gli stadi, qualche lieve miglioria non è sufficiente a dare l'impressione di un salto di qualità, per il quale occorre evidentemente aspettare una maturazione su next gen. Questa prova diretta di FIFA 14, concentrata solo ed esclusivamente sul gameplay, ci ha permesso di aprire gli occhi su come i lavori svolti sul comportamento in campo, sulla fase di tiro e sulle intelligenze artificiali abbiano effettivamente avuto un impatto, ancora una volta, molto forte sul gameplay di FIFA. Pad alla mano, la sensazione è straniante (tanto quanto le fasi difensive che accompagnavano l'annata 2012).

Un altro passo verso la simulazione?

Sull'altare della verosimiglianza e del controllo si è indubbiamente sacrificata una parte del ritmo, e questo potrebbe continuare a tenere lontana quella fetta d'utenza più affezionata a sessioni di gioco magari meno credibili, ma più immediate (divertenti?) da padroneggiare. Di certo, la creatività che ora è possibile impiegare in campo non ha precedenti, tra dribbling realistico, inerzia dei giocatori (che può essere sfruttata a proprio vantaggio in fase difensiva), mobilità sul campo aumentata e tiri più credibili. Tutti questi elementi contribuiscono a tagliare una notevole fetta di automatismi e casualità da quanto avviene in campo, lasciando il controllo quasi assoluto nelle mani del giocatore. Il fatto che tutto questo richiederà inevitabilmente una fase iniziale di approccio e apprendimento, è più che sufficiente per testimoniare quanto effettivamente il gameplay di FIFA 14 sia cambiato rispetto a quello della precedente edizione, scongiurando oltre ogni possibile dubbio i sospetti di "more of the same". Sebbene il codice provato non fosse ancora del tutto maturo, con qualche evidente defaillance da parte dei portieri, nel complesso la prova diretta di FIFA 14 ci fa ben sperare per quest'annata, e soprattutto per una "sfida al miglior calcistico" che in questa fine 2013 dovrebbe rivelarsi più che mai avvincente.

CERTEZZE

  • Le nuove meccaniche di gioco concedono assoluto controllo su quanto avviene in campo
  • Il calcio è davvero giocato, in ogni zona del campo
DUBBI
  • Qualche incertezza ancora da sistemare per quanto riguarda l'intelligenza artificiale
  • Il ritmo più compassato potrebbe non piacere a tutti