PC Magazine #205 18

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

RUBRICA di La Redazione —   16/05/2015

Indice

Ci sono giochi con una storia fatta di alti e bassi, momenti di gloria e passaggi drammatici che arrivano quasi a decretarne la fine. Prodotti online come gli MMO e il loro ciclo di vita estremamente lungo si prestano naturalmente a questi saliscendi, ma EVE Online fa quasi storia a sé. La sua lunga e onorata carriera lo ha visto nascere come un piccolo esperimento e poi crescere fino a diventare una delle più importanti esportazioni per l'Islanda. In questo lungo articolo, TheGuardian ne ripercorre i momenti salienti. Molto interessante anche il pezzo di BoingBoing "Your Cyberpunk Games are Dangerous": un racconto di appassionati di giochi di ruolo ed FBI, hacker e geek. Non narra fatti recenti ma sempre attuali e può essere lo spunto per la lettura successiva di The Hacker Crackdown di Bruce Sterling, un classico del genere. Infine, guardate il video prodotto da Complex e dedicato alla storia di Hotline Miami.

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

PC Magazine #205

COMPONENTECARATTERISTICHEPREZZO
ProcessoreIntel Core i5-4430 € 190.00
Scheda MadreASRock Z97 Pro4 € 90.00
Scheda Video Radeon R9 280x € 210.00
RAM Corsair XMS3 8gb (2x4gb) ddr3 1600 MHz € 75.00
Alimentatore SeaSonic S12II 520 Bronze 520W € 50.00
Hard DiskHard Disk Seagate - Barracuda 500 GB + Samsung 830 128GB € 140.00
Lettore-Masterizzatore Ottico Samsung SH-S223Q SATA € 25.00
CaseCooler Master 690 II Advanced € 85.00
CONFIGURAZIONE COMPUTER DA GIOCO € 865.00

PC Magazine #205

Cosa tira più di un vecchio sviluppatore che torna sulla scena con un progetto ispirato alle sue grandi glorie del passato? La risposta (ovviamente?) è: una nuova avventura con disegni in stile manga a metà strada fra il punta e clicca e la visual novel. Se ci sono ragazze che mostrano un po' di pelle, occhioni colorati e un tocco horror/romantico, il successo è assicurato, come dimostra Tokyo Dark, il progetto di un piccolo team indipendente giapponese che ha già incassato più di 80.000 dollari, il doppio della cifra richiesta. Se vi piacciono le storie con molti bivi e finali, avete una passione inesauribile per il Giappone e volete perdervi nei meandri di una trama ricca di puzzle e personaggi disturbanti, questo è il gioco che fa per voi. E a dirla tutta anche per noi.



Novemila dollari per una campagna su Kickstarter non sono certo un traguardo impegnativo, ma il fatto che mentre scriviamo Songbringer ne abbia incassati quasi il doppio è comunque un bel successo. A quanto pare questo gioco ha qualche asso nella manica, oltre alla sua deliziosa pixel art. Tanto per cominciare possiamo esplorare qualcosa come 300 milioni di mondi uno diverso dall'altro, grazie a un sistema di generazione procedurale degli ambienti che si basa su una combinazione di sei lettere digitate dal giocatore a ogni nuova partita. Ci piace un mondo in particolare? Allora dobbiamo solo continuare a digitare le stesse sei lettere per migliorare il nostro punteggio e magari competere con i nostri amici condividendo con loro il codice. Oppure possiamo divertirci a scoprire ogni volta una combinazione nuova di nemici, dungeon e trappole. Il nostro eroe, Roq Epimetheos, armato solo di una spada misteriosa, corre come un pazzo alla ricerca del male per farlo a fettine, occupandosi nel frattempo di raccogliere tesori, ottenere oggetti chiave per proseguire nella sua missione e ovviamente sconfiggere mostri giganteschi. In Songbringer, però, non ci sono punti esperienza: l'unica esperienza che conta è quella che accumuliamo come giocatori a ogni nuova partita. La grande quantità di segreti da scoprire negli infiniti mondi di Songbringer e le numerose abilità speciali che sono state incluse dagli sviluppatori dovrebbero garantire un'esperienza sufficientemente varia e longeva. Forse la pretesa di offrirci un The Legend of Zelda mai uguale a se stesso è pretenziosa, ma è probabile che Songbringer possa ritagliarsi una sua nicchia di appassionati. Se non altro, ha già ottenuto luce verde su Steam Greenlight. Il primo passo è fatto.



Quando vediamo la sagoma scura di un ragazzino che corre e salta in un mondo piatto e pieno di pericoli, subito ci viene in mente Limbo. E con esso la quantità di cloni che lo hanno seguito. Perciò ci siamo avvicinati a Light Fall con un pizzico di pregiudizio, che però è stato subito fugato dal suo rinfrescante sistema di gioco. Abbiamo infatti a nostra disposizione un marchingegno, o un potere, non si capisce mai bene da dove derivino le abilità dei nostri personaggi, con il quale generare all'istante un cubo davanti ai nostri occhi. Il bello è che questo cubo è sotto il nostro controllo, pertanto possiamo usarlo per bloccare una trappola e spianarci la strada, oppure come mezzo di trasporto o ancora come utile appoggio per spiccare un balzo su un terreno solido ed evitare magari di cadere in un burrone. Volendo si può evocare il cubo magico solo per il piacere di salirci sopra e andare a zonzo sospesi in aria mentre ammiriamo il panorama. Ah, ci siamo scordati di raccontarvi che nel mondo di Light Fall ci sono anche puzzle da risolvere, e indovinate un po' qual è lo strumento giusto per risolverli? Esatto, il cubo magico. Sul fronte della direzione artistica, oltre alla citazione di Limbo, di per sé legittima, abbiamo apprezzato la cura e lo stile personale con il quale sono stati realizzati gli sfondi. Sembra proprio che gli sviluppatori abbiano speso molte ore ai pennelli per creare un mondo riconoscibile. Sulla storia invece non ci esprimiamo. In Light Fall c'è una narrazione che parla di persone scomparse e origini misteriose ma, come voi del resto, abbiamo provato questo genere di giochi a sufficienza per sapere che al 99% la trama sarà solo un piccolo elemento di contorno. D'altronde in un gioco come questo non c'è bisogno di tante parole, è il sistema di gioco che conta, e da questo punto di vista Light Fall sembra sapere il fatto suo. Non a caso mentre scriviamo la raccolta fondi ha già raccolto quasi la metà della somma sperata nonostante sia cominciata da pochi giorni. Il futuro di Light Fall pare insomma che sarà molto più luminoso del suo scuro protagonista.



In questa rubrica abbiamo presentato tantissime avventure, se non altro perché su Kickstarter si moltiplicano senza tregua, ma questa settimana sono finalmente i platform a farla da padrone, un genere che sta un po' soffrendo negli ultimi anni. Per fortuna, alcuni dei talentuosi artisti che hanno realizzato capolavori come Banjo-Kazooie e Donkey Kong Country si sono ricordati che non si vive di solo Mario. Ecco allora che arriva come un terremoto Yooka Laylee, un titolo che mentre scriviamo ha raccolto oltre un milione e mezzo di sterline. Al centro di questo gioco c'è un duo di protagonisti che potrebbe diventare leggendario, formato da un camaleonte e da un pipistrello femmina aggrappato alle sue spalle. Gli autori si sono concentrati moltissimo sulle abilità dei due amici per offrire meccaniche di gioco che esaltassero le potenzialità di un platform in 3D. Possiamo così contare su una lingua appiccicosa, una coda prensile, un colpo sonico, piccole ali sbatacchianti e molto altro ancora. Inoltre con le monete che raccogliamo nei livelli possiamo comprare espansioni personalizzabili dei mondi che abbiamo già esplorato. Al momento non si sa molto altro, se non che sia il cast di personaggi sia la colonna sonora saranno di quelli memorabili. Ma lasciateci dire che è bastato vedere il video di presentazione del gioco per capire come mai così tanti giocatori abbiano messo mano al portafogli. Yooka Laylee è infatti di una fluidità eccezionale; il modo in cui il duo di protagonisti interagisce con il mondo circostante brilla per naturalezza e precisione. Senza contare la qualità del tratto di un disegnatore come Steven Hurst. Insomma, un gioco come Yooka Laylee non può andare male, anzi, non deve andare male, perché potrebbe essere l'alfiere di un grande ritorno dei platform 3D sui nostri schermi. Apettiamo allora che sia disponibile una versione di prova del gioco. A quel punto potete stare certi che ci aggrapperemo con gioia alla coda di Yokka per farci trascinare in lungo e in largo nel suo favoloso mondo animato.

di Andrea Rubbini

PC Magazine #205


World of Warcraft
Dopo l'abbuffata della scorsa settimana - dovuta anche a due weekend di assenza! - questa settimana è stata un po' fiacca, perciò cominciamo la nostra raffica di notizie in pillole col divertentissimo banhammer che si è abbattuto su migliaia di account di World of Warcraft.

Si parla di addirittura centomila sospensioni, tra i sei mesi e l'eternità, che hanno colpito i giocatori rei di aver usato bot e altre mod illegali. Apriamo una piccolissima parentesi: se vi hanno bannato perché li usavate, anche soltanto per pescare, vi siete meritati ogni singolo giorno di chiusura del vostro account. Sorry, ma anche no. Molti ritengono che l'EULA sia lì tanto per fare scena, ma è un contratto importante che vincola i giocatori a rispettarlo, e per quanto sia noioso pescare per sbloccare Nat Pagle e le imprese relative, la criminalità non paga. Certo, è anche capitato che qualcuno sia stato bannato ingiustamente perché i sistemi della Blizzard hanno dato i numeri: in quel caso, vi invitiamo a contattare il servizio clienti, anche se non siamo sicuri che servirà a molto!

Guild Wars 2
Il team di ArenaNet ha svelato una nuova specializzazione élite, e questa volta riguarda il Necromancer. La professione è sempre stata una particolarmente adatta al combattimento a distanza, capace di tempestare i nemici di condizioni anomale fastidiose se non letali.

Ora ArenaNet ribalta la situazione con la specializzazione chiamata Reaper, porgendo ai gracili Necromancer un bello spadone a due mani. L'idea è quella di conferire alla professione un'aria da mostro dei film dell'orrore, tant'è che lo sviluppatore si è ispirato a creature come Pyramid Head di Silent Hill o a miti dell'horror come Jason Voorhees. Nonostante ciò, il Reaper è lentissimo, ma dispone di molteplici abilità in grado di rallentare i suoi bersagli e di potenziare i danni dei suoi attacchi all'arma bianca. In attesa del prossimo reveal, che come al solito sarà anticipato da un'illustrazione/teaser, vale la pena segnalare che NCSoft nell'ultimo semestre ha aumentato gli introiti legati a Guild Wars 2, probabilmente grazie anche all'annuncio dell'ormai imminente espansione Heart of Thorns.

Skyforge
Torniamo a parlare del nuovo MMORPG action-oriented degli autori di Allods Online, il... ehm, Team Allods. Skyforge sembra essere proprio un titolo ricco di contenuti, e questa settimana lo sviluppatore ne ha presentato esaurientemente un altro, chiamato "anomalia".

Le anomalie saranno, in realtà, delle aree all'aperto in cui avventurarsi con un gruppo di cinque giocatori: il loro obiettivo sarà raggiungere i risuonatori eterei, manufatti protetti da nemici più forti del normale. Uccidendo questi avversari e completando le missioni relative sarà possibile caricare i risuonatori, fino a guadagnare ricompense migliori del solito. La cosa più interessante è che al centro di ogni anomalia c'è un tempio sotterraneo in cui sono custoditi i risuonatori più potenti, i nemici più pericolosi e i premi più ghiotti. E lì entra in gioco una statistica, il Tactical Sense, fondamentale per infliggere più danni ai nemici e potenziabile superando le varie sfide offerte in PvE, come raid e dungeon vari.

Blade and Soul
Vi ricordate di Blade and Soul? L'action MMORPG di NCSoft è uscito eoni fa in Corea, ma non è mai stato localizzato, anche se ogni anno c'è sempre stato un rumor... una voce di corridoio... un sussurro... riguardo alla sua uscita in occidente.

Pareva che ormai se lo fossero dimenticato tutti, finché qualche giorno fa, su Reddit, non è saltato fuori un sedicente insider della NCSoft secondo il quale il gioco sarebbe già in fase di test "friends and family" della release americana. L'utente in questione è stato bannato quasi subito, perciò qualunque cosa abbia scritto andrebbe presa con le pinze, tuttavia gli amanti delle cospirazioni potrebbero sollazzarsi all'idea che lo stesso utente aveva menzionato un imminente passaggio al modello free to play per un altro titolo della casata NCSoft, e cioè WildStar: anche in quel caso pareva che fosse solo una voce, almeno finché alcuni utenti non hanno scoperto delle stringhe di codice su Steam che rimanderebbero a un'eventuale versione free to play del MMORPG fantascientifico sviluppato da Carbine Studios. Staremo a vedere.

di Christian La Via Colli

PC Magazine #205

Benvenuti in Underground, la rubrica che ogni settimana riesce a non stupirvi perché priva di qualsiasi effetto speciale. Underground, la rubrica così controcorrente da voler fondare una scena indie della scena indie per togliersi dalle pelotas quei perfettini di Klei, McMillen e la foca di Notch. Underground, la rubrica che ci ha resi così famosi che siamo sotto ai Black Bloc nella classifica delle persone meno riconoscibili del pianeta... e pure senza Rolex! Underground, un luogo dove la cultura videoludica si unisce al piacere dell'intelligenza frivola per non mandare il Rubbini in depressione.

Questa settimana abbiamo provato a fare un fioretto tenendo chiuso Steam e siamo andati a cercare i titoli che non giocherete in giro per altri luoghi virtuali meno battuti. Il primo di cui vogliamo parlarvi è Spirit of the Sky di Tooth and Claw Games, esplorativo ancora in via di sviluppo, dall'aspetto grafico essenziale quanto il suo concept. L'obiettivo principale è scalare una montagna in cerca di altari da riattivare. Trovarli non è facile per via di una tormenta di neve e per la mancanza di punti di riferimento.

Se non si vuole soccombere al freddo bisogna trovare una grotta in cui ripararsi per poi ripartire all'avventura. Le mappe generate proceduralmente rendono ancora più impervia l'impresa, a tratti disperata. Le modalità di gioco per ora sono due: una più meditativa, in cui si vagabonda da soli, e una più impegnativa in cui la montagna è piena di lupi. Ovviamente prendetelo per quello che è: un prodotto sperimentale pensato più per proporre un gameplay originale tramite una situazione estrema, che per tenervi incollati allo schermo per ore.

Il secondo titolo di cui vi parliamo è il più canonico e gratuito SAKIS - Underworld di CHV'OK Studio. Si tratta di un platform a scorrimento multidirezionale con il parallasse bacato in cui il giovane Sakis è in cerca di vendetta. Per trovarla dovrà penetrare nel mondo degli inferi dopo aver superare ostacoli di ogni sorta come piattaforme semoventi, nemici di foggia differente e trappole varie.

A differenza di altri protagonisti di platform, Sakis non è disarmato, visto che dispone di una spada per il combattimento corpo a corpo e di un arco per colpire i nemici dalla distanza. Uccidendo con le frecce si ottengono più punti sangue rispetto ad uccidere con la spada. Se ne accumulate a sufficienza riceverete una vita extra. Peccato che le frecce non siano infinite e che andranno rimpinguate cercandole nei livelli. Quindi vanno usate con parsimonia e intelligenza. Come avrete capito non è il titolo più originale del mondo, ma è gratuito e, chiusi gli occhi di fronti ai limiti della realizzazione, a conti fatti non è male.

Parliamo ora di With the Watchers di WithTheWatchers (non è un errore, lo studio di sviluppo ha lo stesso nome del gioco, ma senza spazi), interessante titolo strategico, completamente gratuito, in cui un caso di omicidio in un hotel diventa qualcosa di ben più grosso. Il bello del gioco, ma anche il suo lato peggiore, è il sistema di controllo basato sulle frecce. Di base l'interfaccia è basata su azioni da scegliere da un menù pop-up che appare dopo che si è selezionata una casella con le frecce della tastiera. In base al contenuto della casella, le azioni cambiano. Facciamo un esempio. Volete muovere il personaggio?

Bisogna portare il puntatore sul bersaglio, premere il tasto di selezione, selezionare l'azione "move", quindi spostare il puntatore verso la destinazione, ripremere il tasto di selezione e il gioco è fatto. Lungo e macchinoso? Non potete sapere quanto. Il bello è che funziona, nel senso che quando si è digerita questa follia, ci si rende conto che è stata usata per dare profondità al gameplay e quindi si iniziano a valutare positivamente la libertà e la varietà che regala. Insomma, provatelo perché potrebbe rivelarsi una gradevole sorpresa.

Chiudiamo la rubrica con In The Court of the Yellow King di ETK Works, platform freeware nato per una recente jam che è stato ampliato e migliorato con il tempo. All'apparenza molto rozzo, offre delle meccaniche interessanti, anche se già viste altrove. Nei panni di un esploratore bisogna cercare cinque manufatti nascosti in un'antica e labirintica struttura piena di mostri desiderosi di mandarci all'altro mondo, insieme ai nostri sogni di glori. Dopo averli trovati il nostro eroe viene spedito nella stanza del boss finale, con cui dovrà discutere di alta politica... no, dovrà ucciderlo (almeno provarci, suvvia). Le armi a sua disposizione sono una pistola, sempre a corto di munizioni, e un affilatissimo bastone da passeggio. Breve, intenso e con una grafica pixel art a tratti fastidiosissima (le scritte... brrr) e a tratti piacevole, vi consigliamo di scaricarlo e provarlo senza indugi.

di Simone Tagliaferri

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Giugno bollente
Secondo quanto riportano le nuove indiscrezioni la presunta finestra di lancio della Radeon R9 390X si sarebbe ristretta escludendo il Computex 2015. Se le voci dovessero essere confermate dovremo dunque aspettare qualche giorno in più per assistere all'atteso debutto della prima scheda video equipaggiata con memoria impilata HBM. Secondo alcune fonti la GPU basata sul chipset Fiji XT sarà annunciata durante l'E3 2015 in occasione della prima conferenza dedicata al PC. Potremmo quindi assistere a una presentazione combinata con un gioco ad alto profilo tecnico ma non è detto che sia questa la strada scelta da AMD. Secondo WCCFTech la data da tenere d'occhio è infatti il 24 giugno e se questo fosse il caso potremmo aspettarci un evento dedicato. In ogni caso possiamo dare per scontato che la nuova scheda AMD sia in dirittura d'arrivo e mentre si da per scontata una maggiore efficienza energetica sono molti quelli che attendono con ansia di vedere gli effettivi vantaggi garantiti dal netto aumento di banda passante. D'altronde AMD potrebbe finalmente trovarsi in vantaggio su NVIDIA nonostante l'imminente lancio della GeForce GTX 980Ti il cui lancio è previsto a breve. Secondo i rumor potremmo trovarci di fronte a una Titan X con "soli" 6GB di memoria ma venduta a un prezzo decisamente più ragionevole.

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Un prodotto interessante, insomma, anche se i presunti benchmark, ovviamente tutti da confermare, danno comunque per vincente la R9 390X. In attesa di verificare le performance possiamo affermare in relativa sicurezza che la vera contromossa di NVIDIA non arriverà prima del 2016 con schede tutte nuove ed equipaggiate direttamente con memoria HBM 2.0. La nuova versione di questa tecnologia non dovrebbe sottostare alle limitazioni di quella attuale consentendo alle schede video delle prossime generazioni di superare il terabyte di banda. Questi dati, in ogni caso, sono già noti mentre restano i dubbi sul prossimo processo produttivo adottato dalle due compagnie. Da una parte c'è AMD che potrebbe passare ai 14 nanometri in collaborazione con Samsung e molti hanno pensato che la faccenda potesse interessare anche NVIDIA nonostante la battaglia legale in atto tra la cosiddetta regina delle GPU a il colosso coreano. Ma questa ipotesi si è fatta meno consistente in seguito alle affermazioni con cui Nvidia ha ribadito che la partnership con TSMC è salda ed è orientata al futuro. In sostanza, visto che i rumor danno TSMC ancora impegnata sui 16 nanometri, l'adozione dei 14 nanometri per le nuove GeForce appare improbabile e una possibile conferma di questo potrebbe celarsi nelle parole di Jen-Hsun Huang.

Il CEO di Nvidia ha infatti affermato che la riduzione delle dimensioni dei transistor non è l'unica strada per aumentare efficienza e potenza di un chip. Ma anche se le affermazioni del Huang sono sostenute dall'efficienza raggiunta da Maxwell nel campo dei 28 nanometri il sospetto è che il dirigente abbia voluto mettere le mani in avanti in vista di un possibile vantaggio di AMD in termini di processo produttivo. Vantaggio che potrebbe velocizzare la mossa successiva di NVIDIA la quale dovrebbe puntare, si presume sempre al fianco di TSMC, ai 10 nanometri in tempi relativamente brevi. D'altronde Intel è già vicinissima a questro traguardo anche se prima di raggiungerlo si concentrerà sulla serie Skylake. I nuovi processori dovrebbero arrivare tra qualche giorno, in occasione del Computex, e saranno basati sul processo produttivo a 14 nanometri che dovrebbe dare l'addio alle scene, almeno in ambito CPU, con la serie Skylake-E che è attesa per il terzo trimestre del 2016. Proprio in quel periodo arriveranno anche le prime CPU a 10 nanometri ma queste saranno inzialmente disponibili nella sola versione mobile. La serie Cannon Lake, d'altronde, viene sviluppata pensando a consumi estremamente bassi e ha come target più probabili ultrabook e tablet di fascia alta. La controparte desktop arriverà solo nel 2017 e a quel punto partirà ufficialmente la corsa verso gli 8 o addirittura i 7 nanometri che avvicineranno la tecnologia PC al limite strutturale di miniaturizzazione. A quel punto per innovare sarà probabilmente necessario cambiare strada e siamo già curiosi di vedere cosa succederà. Per ora, comunque, è meglio restare concentrati sugli eventi a breve termine il primo dei quali sarà il Computex 2015. Tra i protagonisti della manifestazione, oltre alle CPU Skylake, potrebbero esserci anche le APU Carrizo il cui lancio è atteso tra giugno e luglio. Si tratta di prodotti pensati per all-in-one che interessano poco ai videogiocatori ma rappresentano comunque un punto di svolta. Si tratta infatti dell'ultima revisione della famiglia Bulldozer alla quale seguirà la serie Zen che promette di rimettere AMD In carreggiata sul versante delle performance.

di Mattia Armani

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