Spade, fucili e… galline 147

Primo contatto con il multiplayer online di Devil's Third

PROVATO di Fabio Palmisano   —   14/08/2015

Manca ancora poco all'uscita ufficiale di Devil's Third sul mercato europeo, prevista per il 28 agosto, e finora le notizie affiorate sull'ultima fatica (è proprio il caso di dirlo) di Tomonobu Itagaki non sono delle più rassicuranti: la campagna in single player pare un vero e proprio pasticcio, e il pessimo feedback della quasi totalità delle anteprime ha portato a una escalation culminata con il celebre rumor - successivamente smentito - di un passo indietro di Nintendo circa la distribuzione del gioco in Nord America. Il tutto mentre Itagaki continua in maniera quasi schizofrenica ad annunciare sui social network che Devil's Third è destinato ad essere un capolavoro assoluto e che tutti i giudizi negativi sono figli di evidenti incomprensioni delle meccaniche ludiche. In questo clima surreale, un grosso punto interrogativo era ancora rappresentato dalla modalità multiplayer del titolo, osannata anch'essa dal proprio creatore e destinata addirittura a uscire a settembre su PC come free to play. Grazie alla recente apertura dei server di Devil's Third abbiamo finalmente potuto fare qualche partita online, e mentiremmo se dicessimo che ci è sembrata una feature capace di far compiere un salto di qualità al prodotto...

Welcome to the internets!

Il primo passo nella modalità multiplayer di Devil's Third coincide con la creazione del proprio alter-ego digitale, resa possibile operando una selezione tra una manciata di categorie (sesso, volto, capelli, carnagione, voce) in un contesto lontano anni luce dalla completezza e dalla versatilità degli editor offerti da moltissimi titoli analoghi. Fatto ciò, si viene guidati dal software ad effettuare i primi indispensabili acquisti presso l'apposito negozio di equipaggiamento, potendo contare su una modesta somma di Dollen e di uova d'oro, ovvero le due monete virtuale del gioco (e sì, ci sono anche le microtransazioni).

Fin da questi primissimi passi, la modalità online di Devil's Third tradisce l'evidente inesperienza di Itagaki e compagni con la materia: anziché utilizzare dei semplici e immediati menu, l'emporio di armi viene rappresentato come uno scenario esplorabile, con i pezzi in vendita esposti sui banconi e sulle pareti, in un contesto che rende inutilmente lunga e macchinosa la scelta e il confronto tra i vari modelli disponibili. Non si tratta però del solo aspetto capace di fare apparire questa modalità come un vero e proprio fossile di game design: l'aspetto dei menu è scialbo e datato, non esiste il concetto di lobby o di matchmaking e l'unico mezzo di comunicazione tra gli utenti è una chat testuale incredibilmente scomoda e limitata. Dulcis in fundo, il display del GamePad viene sfruttato nella peggior maniera immaginabile: il touch screen ospita una schermata dove si possono selezionare le varie funzioni con dei tap, peccato che agendo su di esso l'immagine sulla TV venga inspiegabilmente oscurata, vanificando così tutti i vantaggi di avere a disposizione due schermi da poter consultare contemporaneamente.

Il multiplayer online di Devil's Third evidenzia alcuni buoni spunti ma anche tanti (troppi) problemi...

Nuovo ordine mondiale

Passando alla componente più strettamente ludica, Devil's Third ci mette tanta buona volontà perlomeno per ciò che concerne il numero di modalità di gioco, offrendo undici diverse tipologie di partite capaci di garantire un valido mix fra tradizione e originalità. Alla prima categoria appartengono le sezioni denominate Battle Royal (il classico tutti contro tutti), Team Deathmatch, Guardian (una sorta di "king of the hill" con una squadra che deve mantenere il controllo di un avamposto per accumulare punti) e Transporter, che altro non è che un capture the flag con una valigetta al posto della solita bandiera.

Ci sono poi delle sostanziali variazioni sul tema che tolgono le armi da fuoco dall'equazione, ovvero Close Quarters - nella quale due team si affrontano solo con strumenti corpo a corpo- e Gladiator, dove ci si deve picchiare tutti a mani nude con la variabile costituita da una singola arma bianca che di tanto in tanto fa capolino nell'arena. Interessanti (perlomeno sulla carta) anche Cargo Capture e Ignition, con la prima che vede due squadre impegnate a recuperare pacchetti di provviste e la seconda nella quale un team deve cercare di piantare una bomba all'interno della roccaforte avversaria, con le posizioni che si invertono al round successivo. Rientrano invece nell'ambito della follia più totale le ultime due modalità: in Chickens bisogna raccogliere le galline che popolano l'arena e rubare quelle degli avversari per accumulare punti, mentre in Carnival due squadre devono cercare di realizzare il miglior frullato gettando vari tipi di frutta in un mixer gigante. A completare un quadro quantitativamente molto ricco interviene la cosiddetta modalità Siege, una sorta di scenario di guerra persistente con gli utenti che devono organizzarsi in clan e difendere il proprio territorio e attaccare quello dei nemici. Rimandiamo alla recensione una valutazione nel merito delle singole componenti del multiplayer finora descritte (cosa difficile da fare adesso con cognizione di causa dato anche lo scarsissimo popolamento dei server del gioco), ma le nostre partite online hanno purtroppo confermato i nostri principali timori: Devil's Third condivide in questo ambito le stesse gravi problematiche riscontrabili nella campagna, su tutte una realizzazione tecnica a tratti imbarazzante, un sistema di controllo inadeguato, una telecamera che tende a impazzire con eccessiva frequenza e meccaniche di combattimento corpo a corpo che semplicemente non funzionano. Checché ne dica Itagaki, Devil's Third sembra sempre più accreditato ad imporsi come una delle peggiori produzioni di questo 2015...

CERTEZZE

  • Alcune trovate originali
  • Le modalità sono tante

DUBBI

  • Problemi tecnici e di design a non finire
  • Interfaccia e struttura online inadeguata
  • Tecnicamente e stilisticamente parecchio brutto