Picchiali tutti!

Pokken Tournament mescola gli eroi della serie Nintendo con le meccaniche di Tekken

PROVATO di Umberto Moioli   —   15/09/2015
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Tanti hanno storto il naso al momento dell'annuncio di Pokkén Tournament e una domanda è sorta spontanea: perché? Perché prendere due serie amatissime e popolari ma apparentemente troppo distanti, e mescolarle assieme creando un ibrido che potenzialmente potrebbe scontentare entrambe le fan base? In effetti è difficile conciliare, come immaginario prima ancora che come meccaniche di gioco, due universi così distanti. Eppure The Pokémon Company e Bandai Namco non sembrano porsi troppi dubbi e anzi hanno lavorato al titolo ad una velocità impressionante, portandolo già da qualche settimana nelle sale giochi giapponesi dove abbiamo potuto testarlo in anteprima. Chiaramente la versione Wii U, in arrivo la prossima primavera, godrà di tutta una serie di aggiustamenti, migliorie e aggiunte che è lecito aspettarsi da un titolo per console, ma con questo primo incontro ci siamo potuti fare un'idea sulla direzione che il progetto intende prendere e per quale tipo di esperienza gli amanti dei picchiaduro devono iniziare a prepararsi.

Pokkén Tournament: mix perfetto oppure esperimento che scontenterà tutti?

Un picchiaduro democratico

Le quattro postazioni di Pokkén Tournament semi nascoste in un angolo della sala giochi Taito Hey, ad Akihabara, hanno una particolarità che le distingue da tutte le altre: anziché il classico arcade stick montato all'interno della scocca del cabinato, mettono a disposizione del giocatore un (non eccezionale) controller personalizzato, un semplice joypad con quattro tasti frontali, una croce direzionale e due dorsali. Si tratta di una dichiarazione d'intenti, come a dire: "stiamo facendo un prodotto accessibile, rivolto a tutti".

Picchiali tutti!
Picchiali tutti!

Inserita la monetine da 100 yen, scegliamo Pikachu - al momento il roster conta anche Charizard, Lucario, Suicune, Gengar, Machamp, Gardevoir, Blaziken e Weavile - e ci viene chiesto se preferiamo Eevee o Fennekin come supporto; ad ogni nuovo round potremo ripetere questa scelta e ci verrà detto quale dei due ha già a disposizione i suoi poteri e quindi può da subito essere richiamato per eseguire la sua mossa speciale, una piccola scelta strategica che aggiunge un pizzico di profondità extra al pre-match. Lo stile di gioco è una via di mezzo tra le due e le tre dimensioni: ci si può spostare di lato per tentare di accerchiare l'avversario ma, quando ci si avvicina per scontrarsi, le meccaniche si fanno quelle di un classico picchiaduro bidimensionale. I movimenti di base sono comunque molto semplici e la natura trasversale del prodotto, inequivocabilmente pensato per tutti, è evidente. X e Y sono utilizzati per le due mosse principali del nostro personaggio: nel caso di Pikachu si tratta di una serie di pugni lenti e veloci, ma a seconda del Pokemon selezionato ci si devono aspettare colpi diversi. Charizard, ad esempio, ferisce gli avversari spuntando fuoco e tutti gli altri protagonisti hanno poteri che rispecchiano le abilità che i fan hanno imparato ad apprezzare nella serie di riferimento. X e Y sono i anche i due principali strumenti a disposizione per eseguire le combo, da concludere, volendo, con una special. Un po' come in Super Smash Bros., gli attacchi speciali di ciascun combattente si scatenano premendo un tasto, A sul controller del cabinato, in combinazione con una delle frecce della croce direzionale. Questa impostazione minimal dell'input rende semplicissimo portare a termine un attacco ma al contempo permette a chi sa quello che sta facendo, di scegliere il colpo giusto al momento giusto. Certo, rispetto a Super Smash Bros. qui non ci sono gli oggetti, le arene sono circolari e non hanno complicazioni extra e mancano, almeno all'apparenza, tutte quelle sfumature che rendono appagante l'altro titolo prodotto da Bandai Namco per Nintendo, una vera perla di immediatezza e profondità.

L’ultima risorsa

A porre una pezza alla mancanza di apparente profondità ci sono i dorsali L ed R, utilizzati rispettivamente per richiamare il compagno di squadra scelto a inizio match e poi per parare. A proposito del primo: generalmente esegue un attacco veloce prima di scomparire, ma il suo colpo agisce su un'area ristretta oppure per pochi istanti, quindi deve essere sfruttato con un tempismo perfetto. Fanno eccezione i già citati Fennekin ed Eevee, che invece ci danno una mano a difenderci e migliorano le performance del nostro alter ego.

Picchiali tutti!
Picchiali tutti!

Tenendo premuti L ed R assieme e riempito l'apposito indicatore, si scatena invece una modalità che trasforma i Pokemon nelle loro Mega Evoluzioni, quando disponibili, oppure li rende temporaneamente molto più potenti. Gengar diventa Mega Gengar, ad esempio, mentre Pikachu si limita a venir ammantato da un'aura elettrica che ci indica il suo nuovo stato "potenziato". In entrambi i casi, come prevedibile, si fa molto più male all'avversario che dovrà guardarsi dai nostri affondi. Abbiamo giocato una manciata di scontri a Pokkén Tournament e non possiamo dire di non esserci divertiti: nella sua semplicità funziona. Allo stesso tempo la versione da sala, che mette a disposizione solo scontri con l'intelligenza artificiale e altri utenti online, non sembra avere le carte in tavola per diventare un prodotto di riferimento per la scena competitiva. E certamente non era nemmeno quello lo scopo. Quello che Bandai Namco dovrà fare per l'uscita su Wii U è creare un pacchetto di opzioni più ricco e strutturato che vada oltre il leveling dei singoli personaggi - già disponibile in sala giochi per chi possiede l'apposita carta per salvare i propri dati - magari con qualche modalità ben strutturata e pensata per i fan dei Pokémon. Sarebbe un peccato non sfruttare un'occasione del genere perché, pur con una grafica tutto sommato semplice, Pokkén Tournament ha delle frecce al suo arco: tutti i personaggi sono realizzati e animati con grande rispetto per gli originali, le mosse stesse sono precise e fedeli al materiale di riferimento ed elementi importanti per un picchiaduro, come le collisioni, sono curati a dovere. Anche un roster di combattenti più vasto sarebbe auspicabile, ma supponiamo che da qui alla prima metà del 2016, quando raggiungerà gli scaffali, il gioco subirà diverse migliorie e raggiungerà una forma diversa, evoluta (anche lui).

CERTEZZE

  • I Pokémon e le loro mosse sono realizzati a dovere
  • Gameplay immediato...

DUBBI

  • ...ma forse non così profondo
  • Nella versione da sala ci sono (prevedibilmente) poche opzioni