Intel Kaby Lake

La serie Kaby Lake di Intel ha l'arduo compito di affrontare le CPU Zen di AMD e potrebbe concedere fin troppo spazio a una concorrente sempre più agguerrita

SPECIALE di Mattia Armani —   04/01/2017
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Gordon Moore è ancora vivo e vegeto al contrario della legge che ha preso il suo cognome, demolita dai problemi del mercato PC e dai limiti intrinseci della miniaturizzazione dei chip. La stessa Intel, l'azienda leader delle CPU che Moore ha contribuito a fondare, ha iniziato ad allungare lo sguardo al di là dei processori da tempo, attirata da opportunità meno problematiche e più remunerative come il cloud, ma allo stesso tempo ha registrato un aumento delle vendite delle CPU desktop overcloccabili del 20% e ha annunciato una rivoluzione dell'architettura x86 nel 2020. Non è detto, quindi, che in futuro la legge di Moore non torni in pista, anche se per ora è stata messa ko da Kaby Lake, la nuova serie di processori Intel che coincide con l'abbandono da parte Intel del modello tick-tock in favore di quello Process-Architecture-Optimize. La conseguenza diretta di questo cambiamento è l'allungamento delle tempistiche nel passaggio al processo produttivo successivo, con un attesa di almeno un anno in più che nel 2017 apre la via a una serie ancora legata ai 14 nanometri, priva di novità importanti dal punto di vista architetturale e tutta incentrata sull'ottimizzazione, a partire dai modelli desktop per arrivare a quelli a basso consumo e agli immancabili Xeon. Noi, nel valutare i risultati delle prime prove sul campo, ci concentriamo senza indugio sui processori della serie desktop, in arrivo anche nei nostri negozi a fine mese, che sono quelli destinati a finire nella maggior parte delle configurazioni destinate ai videogiocatori.

Diamo un'occhiata ai risultati delle prime prove sul campo della nuova famiglia di processori Intel

Novità col contagocce

I processori Kaby Lake, è inutile girarci intorno, sono versioni spinte dei corrispettivi Skylake, sebbene la possibilità di aumentare le frequenze di fabbrica di 300-400Mhz, il tutto mantenendo gli stessi consumi, non sia una faccenda banale. A permetterla è l'ottimizzazione dei transistor tri-gate 14nm+, forti di pinne più elevate e di un passo più ampio, che pur non facendo miracoli dovrebbero garantire fino al 12% in più di performance e un buon margine di overclock nonostante le frequenze più elevate. In tutto questo, purtroppo, il Turbo Boost resta alla versione 2.0 con la CPU che si accontenta di sfoggiare una maggiore reattività quando sono richieste variazioni di frequenza. Cambia invece il controller della memoria, ora capace di supportare le DDR4 2400MHz dual channel, e cambia anche la GPU integrata, anche se la HD 630, come tutto quello che riguarda Kaby Lake, non rappresenta di certo una rivoluzione.

Intel Kaby Lake

Non a caso i nuovi processori funzionano anche su schede madre Z170 nonostante i nuovi chipset, capitanati dallo Z270 dedicato all'overclock, offrono più garanzie e mettono in campo novità interessanti aumentando le linee HSIO e PCIe per tutti i chipset, H270 e B250 inclusi. Com'è ovvio che sia le novità coinvolgono anche la serie Q, dedicata al business, ma in quanto videogiocatori ci concentriamo sulle CPU desktop a partire dall'altra novità importante che riguarda l'arrivo di un i3 in versione K, sempre limitato a due core e privo di Turbo Boost, ma caratterizzato da una frequenza base di 4.2GHz. Il Core i3-7350K può infatti contare su 200MHz in più rispetto ai 4.0 dello Skylake i3-7300 che, assieme all'overclock, possono ampliare l'orizzonte di impiego del processore al di sopra della media della fascia di cui fa parte. I 60 Watt, tra l'altro, lo rendono adatto per i sistemi a basso consumo anche se il Core i3-7100, il Core i3-7300 e il Core i3-7320 si accontentano di 51 Watt come i modelli corrispettivi della serie precedente e sono affiancati dall'inevitabile Core i3-7300T che con 35 Watt punta senza mezzi termini a spazi angusti e necessità energetiche particolari. In ogni caso è chiaro che una CPU di questo tipo, a metà tra due mondi, ci intriga anche se i 168 dollari del cartellino si avvicinano fin troppo ai 192 dollari del Core i5-7500 e sono quindi destinati a cadere poco lontano dal prezzo del futuro Core i5-7400. Prezzo che non è destinato a cambiare per nessun processore con il Core i3-7100, venduto a 112 dollari, che ci aspettiamo essere la nuova soluzione di riferimento budget in casa Intel. Tornando ai quad core la vetta è prevedibilmente occupata dal Core i7-7700K che costa 339 dollari, seguito dal Core i7-7700 bloccato reperibile 303 dollari, dall'i5-7600K che ne costa 242 e dall'i5-7600 che può esser portato a casa con 213. Gli stessi prezzi li ritroviamo nella serie T che ha nelle frequenze inferiori l'unica differenza che ci interessa sottolineare.

Il limite dell'ottimizzazione

A questo punto siamo quasi pronti per parlare di prestazioni anche se prima vale la pena ricordare che Kaby Lake introduce il supporto per la memoria 3D XPoint. Questa tecnologia ricade sotto il brand Intel Optane che promette dispositivi di immagazzinamento dati con prestazioni capaci di far impallidire le memorie NAND, avvicinandosi addirittura alla velocità delle memorie volatili che noi tutti conosciamo come DRAM. L'obiettivo è quello di rivoluzionare il campo delle SSD anche se, inizialmente, questa tecnologia sarà impiegata esclusivamente per il caching, oltre a costare parecchio, e per questo ci interessa decisamente meno delle prestazioni di Kaby Lake, molto importanti visto l'arrivo in campo della serie AMD Zen che promette di fare faville. Ma andiamo con ordine, partendo dalla GPU integrata che spesso viene sfruttata per giocare a FPS arena, MMO e MOBA. L'HD 630, lo abbiamo detto, non è una rivoluzione bensì un'evoluzione dall'architettura Gen9 a quella Gen9.5, ed è un'evoluzione che nei videogiochi si traduce in un incremento prestazionale inferiore al 3%.

Intel Kaby Lake

Migliorano invece l'ottimizzazione e la gestione dei flussi video a 4K con l'aggiunta della decodifica HEVC a 10-bit. Crescono, insomma, le capacità multimediali anche se il prerequisito per sfruttarle è Windows 10, ed è un passaggio quasi obbligato per chi punta alle ultime tecnologie considerando la decisione di Microsoft di non supportare tanto Intel Kaby Lake quanto AMD Ryzen con le versioni precedenti del sistema operativo. Non è obbligato, invece, il passaggio a Kaby Lake, con le CPU Skylake che saranno disponibili senza problemi nei mesi a venire. Certo, un nuovo processore capace di prestazioni superiori fa sempre gola, ma passando finalmente ai risultati ottenuti sul campo dalle nuove CPU ci accorgiamo di come il comportamento, già rivelato nelle scorse settimane attraverso un leak, sia quasi identico a quelle dei modelli analoghi della serie precedente. Nella maggiorparte dei test l'Intel Core i7-7700K, clock base 4.2GHz, si differenzia di meno dell'1% dall'Intel Core i7-6700K portato allo stesso clock, e capita anche che il distacco non sia in favore del processore più recente. Con il clock di fabbrica, invece, la CPU Kaby Lake fa valere i megahertz di vantaggio ma il 3% di incremento è ben lontano da quel 12% in più di efficienza promesso dai transistor ed è la conferma che ci troviamo di fronte a limiti architetturali invalicabili. L'unica cosa che si fa sentire è l'ottimizzazione che permette all'i7-7700K di comportarsi meglio dell'i7-6700K quando due CPU di qualità simile sono spinte alla medesima frequenza, ma non possiamo di certo aspettarci margini di overclock mostruosamente superiori considerando che un sample riuscito particolarmente bene del Core i7-6700K può rivelarsi migliore di un i7-7700K di qualità medio bassa. Non a caso le frequenze massime registrate sono molto simili, proprio come le due famiglie di chip, anche se le cose potrebbero cambiare visto che Intel ha promesso qualche sorpresa in ottica overclock per il CES che si sta svolgendo proprio in questo momento a Las Vegas. Curiosi di scoprirle ci limitiamo a constatare che allo stato attuale delle cose i processori Kaby Lake più interessanti ci sembrano essere quelli con moltiplicatore bloccato che possono vantare frequenze superiori di fronte al medesimo prezzo del modello precedente. Ed è con questa considerazione in testa che ci prepariamo ad accogliere la contromossa di AMD, quei processori Zen che potrebbero rivelarsi una spina nel fianco per una Intel che tiene il freno a mano tirato.