Q.U.B.E. 2: incubati  12

Non solo Tripla A a Colonia: abbiamo visto il seguito di un interessante puzzle game indie, e pare che i miglioramenti siano davvero parecchi

PROVATO di Aligi Comandini —  2 mesi fa

Le tempistiche della Gamescom sono strette e spesso crudeli, quindi ci riesce difficile dare spazio ai titoli minori durante la fiera tedesca. Questo non significa però che non ci capiti di prendere appuntamenti con piccoli team di sviluppo desiderosi di mostrare al mondo ciò che sanno fare, specialmente quando il loro talento lo hanno già dimostrato con un primo progetto riuscito. E quel progetto, nel caso specifico di oggi, si chiama Q.U.B.E., un platform basato su fisica e logica risalente al 2011, di cui abbiamo potuto provare il seguito per qualche intenso minuto. Sei anni, prevedibilmente, sono molti, e vi assicuriamo che le migliorie che dimostrano la crescita dei ragazzi all'opera sul gioco sono tante e notevoli, nonostante la formula di base sia molto simile a quella del predecessore.

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Logica geometrica

Il primo Q.U.B.E. non era interessante solo per il suo gameplay e i puzzle ben studiati: era un titolo con una narrativa più elaborata del previsto, che metteva nei panni di un astronauta in preda all'amnesia (espediente narrativo ormai abusato, lo sappiamo) a bordo di una misteriosa nave aliena composta da cubi parzialmente controllabili con l'ausilio di una speciale tuta. Il tutto prendeva subito una piega inaspettata, che portava il giocatore a dubitare delle sue scelte e a mettere in discussione la natura stessa della "nave". Non andiamo oltre con la descrizione, per ovvie ragioni, ma sappiate che Q.U.B.E. 2 non pare voler riprendere direttamente dalla conclusione di quella storia, visto che ha come protagonista un'archeologa dotata della stessa tuta all'interno di una struttura dalle origini ignote, ma guidata questa volta da una misteriosa donna di nome Emma. Ok, è difficile pensare che tra i due titoli non ci siano collegamenti, ma è evidente come ci sia stato un cambio di ambientazione piuttosto secco, legato sia alla gestione dei cubi che al sensibile miglioramento del comparto tecnico.

Cominciamo proprio dai cubi, o meglio dai "pannelli" da cui le forme cubiche fuoriescono, ancora una volta "attivabili" grazie alla tuta della protagonista: laddove nel primo Q.U.B.E. i colori dei pannelli risultavano in larga parte prestabiliti e potevano venir modificati solo dopo un bel po', ora la tuta può cambiare immediatamente il colore dei pannelli stessi, selezionando tra verde, blu e rosso a piacere (a patto di aver prima interagito almeno una volta con uno dei colori). I pannelli verdi "creano" dei cubi dello stesso colore utilizzabili come piattaforme, quelli blu sono dei trampolini sia per i cubi appena descritti che per la protagonista, mentre quelli rossi formano dei parallelepipedi solidi a loro volta utilizzabili per superare certi ostacoli. Tutto qui: i puzzle sono gestiti quasi completamente attorno a questi pannelli, anche a causa della limitatissima agilità dell'archeologa (può eseguire solo dei saltelli minuscoli) che obbliga a calcolare alla perfezione il posizionamento delle forme attivate per superare baratri o altri ostacoli.

Detto così potrà sembrare banale, ma vi assicuriamo che non ci vuole molto perché i puzzle inizino a richiedere un po' di sano ragionamento per venir completati, senza contare la presenza di muri mobili con cui la tuta può interagire, che permettono di spostare i pannelli per completare enigmi più impegnativi e rendono il tutto sensibilmente più complesso. Durante la nostra breve prova non abbiamo riscontrato grossi problemi a superare i rompicapo, certo, tuttavia parlando con gli sviluppatori abbiamo avuto la conferma che i muri mobili aumenteranno in numero e complessità avanzando, e che ci sono sorprese ancora non svelate a livello di meccaniche nel gioco. L'impressione, dunque, è stata più che buona, senza contare che la scoperta di uno splendido albero all'interno dell' "edificio" dove comincia l'avventura ci ha messo pure un po' di sana acquolina per la storia.

Il primo Q.U.B.E. non era un titolo perfetto, ma era ricco di buone idee e ben congegnato. Questo seguito sembra migliorarlo in ogni singolo aspetto, vanta una storia ancor più misteriosa e interessante, enigmi e meccaniche più complessi e un ritmo generale sensibilmente migliore. Pare proprio un titolo da tenere d'occhio per gli amanti dei puzzle game, non resta che attendere l'uscita.

CERTEZZE

  • Enigmi intelligenti e ben studiati
  • Ambientazione affascinante

DUBBI

  • Trama ed enigmi reggeranno fino alla fine?

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