Pillars of Eternity II e Detroit: Become Human si contendono il titolo di gioco del mese di maggio

Scelte diverse tra redazione e lettori anche questo mese

RUBRICA di Giorgio Melani   —   02/06/2018
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Dopo un aprile che ha visto vincere a mani basse God of War, per questo maggio 2018 le cose sono state più complicate, vista la lineup di ottimo profilo che è emersa su tutte le piattaforme della scena. Come spesso accade, specialmente in questi casi di offerta allargata, le scelte di redazione e lettori sono state divergenti per il gioco del mese, e hanno portato alla vittoria di Pillars of Eternity II: Deadfire da una parte e Detroit: Become Human dall'altra. La lineup di maggio si è rivelata comunque molto interessante sotto diversi aspetti, dalle esclusive ai multipiattaforma fino agli indie: sul fronte PC ci sono stati appunto Pillars of Eternity II (soprattutto) e poi Total War: Thrones of Britannia a tenere alto l'onore dei giochi di stampo classico, sebbene il titolo Obisdian sia comunque previsto anche su console, in un secondo momento.

Pillars of Eternity II e Detroit: Become Human si contendono il titolo di gioco del mese di maggio

PlayStation 4 ha risposto con un'altra delle sue esclusive di peso, in questo caso non un first party ma qualcosa di piuttosto vicino, anche se Detroit: Become Human non ha convinto in maniera universale come altri giochi visti uscire dai cantieri Sony negli ultimi mesi, mentre anche Xbox One ha avuto la sua esclusiva (condivisa ovviamente con il PC) con State of Decay 2, una produzione minore rispetto a un vero e proprio tripla A ma comunque in grado di contare su un folto pubblico di appassionati derivato dal successo (in sordina) del primo capitolo. Switch ha avuto Donkey Kong: Tropical Freeze, che non è ancora paragonabile ai gioconi usciti l'anno scorso in quanto "semplice" porting da Wii U ma titolo comunque dal valore indiscutibile, mentre sul fronte dei multipiattaforma Dark Souls Remastered è ovviamente un titolo di grosso calibro, così come interessante si è rivelato il nuovo survival Conan Exiles. Infine, tra gli indie è risaltato l'ottimo e particolare Forgotton Anne, che ha dimostrato come anche Square Enix, che si è occupata del publishing, possa avere un ottimo intuito in quest'ambito.

Il preferito dalla redazione

Che la redazione di Multiplayer.it sia variegata ma prevalentemente composta da vecchi bacucchi è cosa nota, dunque è normale che se tra i titoli proposti mensilmente si trova un RPG di stampo classico sviluppato da Obsidian, questo possa facilmente diventare il preferito dalla maggioranza dei suoi componenti. E così è stato anche per questo maggio 2018, con i membri della redazione che hanno votato abbastanza compatti per Pillars of Eternity II: Deadfire come gioco del mese. Il buon vecchio Simone Tagliaferri ha parlato di lui come di uno splendido racconto che ha il solo difetto di non essere riuscito a superare il predecessore, finendo peraltro surclassato da Divinity: Original Sin II sotto diversi aspetti, ma pur sempre un RPG di grande spessore che gli appassionati del genere non dovrebbero lasciarsi sfuggire e tanto basta per metterlo in cima alla classifica redazionale.

Pillars of Eternity II e Detroit: Become Human si contendono il titolo di gioco del mese di maggio


Detroit: Become Human si è comunque piazzato secondo a breve distanza, a dimostrazione del fatto che comunque non abbiamo davvero nulla contro il titolo di David Cage, davvero. Anzi, il gioco ha mancato la vetta solo per una manciata di punti, dunque speriamo che questo possa bastare a far pace con i sostenitori di Quantic Dream e far ritirare la proposta di impeachment nei confronti di Pierpaolo dopo la sua recensione. In terza posizione ma piuttosto staccato è giunto State of Decay 2, il nuovo survival horror di Undead Labs che ha alquanto convinto Rosario in sede di recensione. Il gioco ha alcuni limiti sul fronte tecnico ma non bisogna scordare che si tratta di un titolo dal budget più limitato di un vero tripla A e venduto anche a prezzo ridotto, eppure riesce a rappresentare una delle migliori interpretazioni dell'apocalisse zombie giocabile su schermo. Poco sotto, a pari merito, troviamo Forgotton Anne e Dragon's Crown Pro.

La scelta dei lettori

Ben diverso è stato il risultato della votazione sul sondaggio proposto ai lettori, dal quale la vittoria di Detroit: Become Human è emersa schiacciante con il 48% delle preferenze. Non proprio una percentuale bulgara come quella visa in altri frangenti, ma considerando che il resto dei voti si è sparso su un numero maggiore di titoli, la distanza tra il primo e il secondo classificato si è fatta abissale. Che l'utenza ami le produzioni di Quantic Dream è apparso evidente anche dai commenti alla recensione e non stupisce dunque che il gioco risulti il più apprezzato del mese con questo scarto sul secondo, quel Pillars of Eternity II: Deadfire che invece si è preso abbastanza tranquillamente il titolo di gioco del mese presso la redazione. Nel sondaggio invece il gioco Obsidian ha dovuto alquanto sudare per conquistare il secondo posto, tallonato da vicino dal solito State of Decay 2, che anche tra i lettori ha parecchi estimatori, sebbene l'11% di preferenze lo ponga decisamente distante dalla vetta.

Pillars of Eternity II e Detroit: Become Human si contendono il titolo di gioco del mese di maggio

Si parlava di un voto distribuito su diversi titoli al di fuori di Detroit, che ha attirato la maggior parte delle preferenze: in effetti a un punto percentuale di distanza da State of Decay 2 troviamo già Dark Souls Remastered, altro titolo di sicuro richiamo che si è trovato un po' relegato in secondo piano in questo maggio alquanto ricco di novità, anche perché l'originale a questo punto è stato probabilmente già giocato da una grande quantità di persone. Poco sotto c'è Donkey Kong: Tropical Freeze a fare quantomeno presenza per le produzioni per Switch, mentre qualche briciola è finita anche in mano a Conan Exiles, Dragon's Crown Pro e Total War: Thrones of Britannia, tutti titoli dal gusto peculiare che hanno interessato abbastanza da conquistare qualche voto ma senza imporsi, come prevedibile, sulle produzioni più note.