Enemy Territory: Quake Wars - Provato  0

Ancora una volta la Terra è oggetto di un attacco efferato da parte di entità aliene umanoidi che si avvalgono di armi e mezzi estremamente sofisticati. Ce la farà l'umanità a sopravvivere un'altra volta?

ANTEPRIMA di La Redazione  —   18/04/2008

È passato quasi un mese da quando abbiamo assistito alla presentazione di Enemy Territory: Quake Wars e, finalmente, è arrivato il momento di provare quello che si è annunciato come uno dei migliori FPS del 2008. Ancora una volta siamo stati ospiti di Activision che, nei suoi studi di Stockley Park, ha allestito una splendida sessione di prova. Dopo una rapida presentazione di quello che avremmo provato abbiamo potuto finalmente iniziare a giocare. Un breve livello di apprendimento, in cui si impara fondamentalmente a muoversi e cambiare le varie armi, ci introduce nelle varie arene dove potersi finalmente dedicare all'azione vera e propria!

Controlli intuitivi
La prima impressione è di aver tra le mani il gioco di sempre, quello con cui si è sempre giocato. I comandi sono classici , ma la curva di apprendimento, soprattutto per i neofiti, è impegnativa. Nonostante ciò la sua linearità fa si che chiunque possa apprendere le basi del movimento e dell’utilizzo delle armi in breve tempo. Il giocatore, come nella maggior parte degli FPS attuali, impersona un ruolo che varia dal semplice fuciliere al medico, al cecchino, all’ingegnere o al portatore di varie armi pesanti. Nei panni di questi soldati avrà a disposizione determinate armi e determinati strumenti con cui dovrà cercare di eliminare quanti più avversari possibili oltre a portare a termine alcuni obbiettivi. La grande differenza tra Enemy Terrritories: Quake Wars e gli altri titoli è rappresentata dal fatto che solo alcuni soldati sono in grado di svolgere determinati compiti. Approcciare un obbiettivo con gli strumenti sbagliati può portare, quindi, al fallimento della missione e alla perdita di molte “vite”. Ovviamente è possibile cambiare il proprio ruolo solo dopo essere stato ucciso da un avversario. A dire il vero esiste un altro metodo. Mettendo il gioco in pausa, il giocatore può cambiare il proprio equipaggiamento passando, per esempio, da cecchino a fuciliere. Il cambio però avverrà solo a respawn avvenuto. È tuttavia possibile effettuarlo contestualmente premendo un tasto ma, questa soluzione, incrementa il punteggio degli avversari che si vedono regalare il punto dato dal proprio “suicidio” virtuale.

Elementi grafici spettacolari

La prova ha poi confermato le impressioni su alcuni aspetti decisamente validi come, per esempio, gli scenari o le animazioni dei vari personaggi e dei mezzi. Allo stesso tempo abbiamo potuto notare come il caricamento dei vari livelli sia, allo stato attuale di sviluppo, decisamente lungo. Tutta “colpa” delle megatexture impiegate dagli sviluppatori. Questa soluzione, già vista in alcuni titoli sviluppati sempre da id Software, se da un lato rende frustrante il caricamento di un livello, assicura che lo stesso non presenti pause nell’azione dovute alla necessità di caricare di volta in volta le texture presenti nei vari luoghi dello scenario. Ottime le esplosioni che, per certi versi, ricordano quelle viste in alcuni dei più recenti film d’azione. La modellazione dei personaggi è ottima, soprattutto per quanto riguarda le forze Strogg. Lo stesso può dirsi dei mezzi e delle varie armi. In quest’ultimo settore però abbiamo rilevato alcuni problemi. Dopo qualche sessione, infatti, l’utilizzo delle armi a raffica, soprattutto prolungando la raffica, provocava cali nel frame rate. Mano a mano che la raffica proseguiva questo difetto andava a peggiorare causando non pochi problemi, soprattutto nel caso in cui più giocatori siano impegnati su un unico obbiettivo. Dopo aver chiesto spiegazioni di questo agli sviluppatori abbiamo appreso che la build da noi provata era ancora a uno stadio non ottimizzato sia per quanto riguarda i tempi di caricamento sia per il frame rate. Nonostante la risposta possa apparire scontata c’è da ricordare che la data di uscita è prevista per maggio-giugno di questo anno. Sempre da ottimizzare anche alcune animazioni minori che rendono alcuni particolari “incerti”. Anche la sezione audio non sfigura e, eccezion fatta per alcuni campionamenti poco convincenti (i quad hanno un suono più simile a uno scooter che a un potente mezzo di trasporto fuoristrada), tutto sembra essere estremamente reale.

Veicoli e mezzi blindati

La quantità di mezzi a disposizione del giocatore è enorme. In questa occasione abbiamo potuto provare praticamente ogni mezzo a disposizione sia della GDF sia delle forze Strogg. Nel primo caso si era di fronte a una serie di veicoli molto simili a quelli che è possibile trovare oggi su un campo di battaglia reale. Quad, jeep più o meno blindate, veicoli da trasporto, carri armati ed elicotteri sono tutti molto simili a quelli che siamo abituati a vedere nei film o nei telegiornali. Al contrario i mezzi Strogg sono qualcosa di molto diverso e, per certi versi, ricordano quelli visti in numerosi giochi di fantascienza, Halo in primis. Quasi tutti, infatti, sono veicoli a gravità zero con una gamma spazia dai pratici e molto utili jet pack a un camminatore decisamente letale. Questo vero e proprio Titano da battaglia trasporta con sé armi devastanti ed è virtualmente inarrestabile se non utilizzando tattiche congiunte in cui più giocatori si devono concentrare nell’eliminazione della minaccia. Un altro mezzo molto interessante è rappresentato dalla versione Strogg dell’elicottero da guerra. Esteticamente molto simile a un insetto, questo velivolo è in grado di muoversi in qualsiasi direzione ed è capace di volare tra i palazzi con una agilità incredibile. Riuscire a gestirlo in modo corretto non è però qualcosa di semplice e richiede molta pratica, soprattutto per quanto riguarda il rollio che ha messo in difficoltà non pochi giocatori. Gli sviluppatori ci hanno poi spiegato che nella build da noi provata non erano implementati mezzi navali ma che questi sono comunque presenti e molto divertenti da guidare. Ciascun mezzo, poi, si avvale di un modello di guida differente da qualsiasi altro. Da notare l’impossibilità di guidare mezzi avversari. Da quanto ci hanno detto i ragazzi di Activision questa caratteristica è voluta. Le tecnologie utilizzate dagli Strogg sarebbero, infatti, troppo avanzate per un soldato della GDF che non riuscirebbe neppure a far partire il mezzo conquistato. Lo stesso si può dire dei mezzi terrestri, troppo arretrati per uno Strogg.

Gameplay

Mano a mano che si proseguiva nella prova abbiamo potuto apprezzare come il gameplay fosse allineato a quello di titoli come, per esempio, Call of Duty, Frontlines o Encharted più che seguire la strada del mutiplayer di Quake. Nelle arene, poi, manca la modalità Deathmatch e gli appartenenti alle due fazioni devono cercare di portare a termine le missioni assegnate dai loro comandi se non vogliono perdere lo scontro. Come spiegatoci da Steve Nix di id Software, questa scelta è stata fatta per assecondare i gusti del giocatore moderno orientato più al lavoro di squadra che a fraggare quanti più avversari possibile. Una sorta di deathmatch è possibile “semplicemente mettendosi d’accordo” durante la fase di preparazione. Enemy Territory: Quake Wars, inoltre, supporta il gioco tra clan allo stesso modo, per esempio, di titoli come Halo 3. A molti piacerà poi la modalità cooperativa in cui l’intelligenza artificiale creerà schieramenti composti esclusivamente da giocatori reali e bot, assegnando a ciascuna fazione una razza Come si è già detto i giocatori dovranno poi scegliere un ruolo che li vincolerà a eseguire solo determinate operazioni. Se questo può essere una caratteristica azzeccata in un gioco che si ispira alla realtà, potrebbe rappresentare un problema per quei giocatori che da Quake si aspettano qualcosa di diverso. Ricordando che, in questo caso, si tratta di un gioco esclusivamente online.

Conclusioni