Futurama  0

Un inguaribile scansafatiche, un'atletica aliena monocola e un robot alcolizzato. SCi si prepara a portare sui nostri schermi (rigorosamente in sbronzo-visione), l'ultima serie nata dalla geniale mente di Matt Groening, il creatore dei Simpson. Abbiamo provato Futurama in anteprima per voi, ecco le nostre impressioni!

ANTEPRIMA di Matteo Caccialanza —   19/06/2003

Mano ai joypad!

A questo punto però vorrete sapere qualcosa anche a proposito del tipo di gioco con cui abbiamo a che fare. Ebbene Futurama è essenzialmente un action 3D in terza persona, in cui ci troveremo a controllare i tre personaggi principali della serie, ovvero Fry, Leela e Bender medesimi.
Ciascuno di essi presenta un set di mosse e controlli differenti, e con loro non solo cambierà il gameplay e l'approccio che porteremo a nemici e livelli, ma i livelli stessi sono stati pensati per adattarsi alle loro differenti caratteristiche.
Il gameplay varia radicalmente da un personaggio all'altro e si ha quasi l'impressione di affrontare tre giochi diversi: Fry è il personaggio più standardizzato, dal momento che si aggira attraverso mappe abbastanza convenzionali, "alla Tomb Raider" se vogliamo, raccogliendo armi di varia foggia e colore e freddando i nemici per poter proseguire. Viceversa, i livelli di Leela (che combatte in corpo a corpo con le mosse e combo di arti marziali che sfoggia spesso nel cartone) sono maggiormente portati alla risoluzione di puzzle ed enigmi, con meno incidenza del fattore azione. Infine utilizzando Bender, si affronteranno livelli quanto mai simili a quelli di un vero e proprio platform 3D, con infiniti salti e funamboliche proiezioni da una piattaforma all'altra. Anche lo stile di combattimento ricorda questo genere, con poche, devastanti, combinazioni a distanza ravvicinata, ovviamente in pieno "Bender style".

Presentato in ipno-visione

Tecnicamente il gioco pare difendersi piuttosto bene, per quanto non sia certo mosso da un engine capace di spremere fino all'ultima goccia il le potenzialità della PS2 - figuriamoci dell'Xbox.
Particolarmente ben realizzati sono i personaggi, davvero simili a quelli della serie animata, sebbene a distanza ravvicinata sia possibile contare i poligoni che ne disegnano gli occhi e in generale si siano visti shaders migliori e meglio utilizzati.
La qualità del level design è parsa non uniforme, con superfici curve che si alternano a componenti dello scenario tagliate con la proverbiale accetta, ma in compenso le animazioni si fanno decisamente onore e sorvolando sulle minuzie estetiche, l'impressione è proprio quella di trovarsi dinanzi a una puntata della serie.
In uscita verso la fine di agosto, il gioco è atteso per Xbox e GameCube (le differenze fra le due versioni sono minime, a meno di qualche incertezza nel framerate sulla console Sony) e stupisce il fatto che la versione GameCube sia per ora soltanto preventivata e non affatto certa, nonostante il target cui evidentemente si rivolge il gioco. Per stessa ammissione dello staff Take2/Cidiverte, la troppo poco apprezzata console Nintendo rischia di rimanere esclusa se non migliorerà la sua posizione sul mercato.

Varrà l'attesa?

Al termine del nostro primo approccio con il gioco, è stato inevitabile rendersi conto come esso sia stato pensato innanzitutto per il pubblico più giovane e difficilmente chiunque con almeno una decina d'anni da videogiocatore sulle spalle si lascerà "acchiappare" da un gameplay che ripropone (pur con notevole varietà, gliene rendiamo atto) le medesime situazioni di mille altri giochi prima di lui.
La principale attrattiva di Futurama resta per ora il suo stesso nome, ma alla luce di una realizzazione tecnica tutt'altro che malvagia, direi che è una ragione più che sufficiente perchè anche il giocatore più smaliziato ci faccia un pensierino se ama la serie animata di Groening.
Certo, se glia vessero dedicato una bella avventura punta-e-clicca come quelle dei vecchi tempi...

Parto, al pari dei Simpson, dell'ispirato e geniale squilibrio mentale di Matt Groening, Futurama ha goduto anche in Italia di grande popolarità, grazie ai ripetuti passaggi televisivi, pur non arrivando ai livelli dei celeberrimi "cugini gialli" di Springfield.
Se paragonassimo i Simpson ai Flinstones, i personaggi di Futurama sarebbero i "Pronipoti" Jetson: ambientata nell'anno 3000 in un'allucinata visione del mondo a venire - a metà strada fra Flash Gordon e Ritorno al Futuro - vanta un cast corale dei più eslilaranti che mente umana ricordi.
Il protagonista è Fry, ottuso ragazzo delle consegne che sembra essere il naturale punto di incontro fra le inconsulte turbe psichiche di Bart (con annessa smodata passione per i divertimenti più idioti e pericolosi) e la proverbiale se non leggendaria pigrizia fisica e cerebrale di Homer Simpson.
Ibernato in un incidente nel lontano 1999, questo "degno" esponente del 20° secolo si ritrova di colpo nel futuro che immaginavano i suoi genitori negli anni '60: astronavi levitanti, alieni dalle fattezze mostruose e robot intelligenti costruiti con lattine riciclate.
Una volta rintracciato un suo lontano parente - il suo pro-pro-[...]-pro-pronipote Professor Farnsworth, brillante scienziato ultracentenario rimbambito dall'età - Fry si rende conto che nonostante le apparenze il mondo del 3000 non è poi così diverso da quello da cui proviene, basta dare alle cose la loro nuova, giusta, dimensione. Eccolo quindi intraprendere una nuova folgorante carriera di pony express interplanetario in compagnia del succitato professore e di una cricca di improbabili compagni di avventure, fra cui citiamo Leela, atletica aliena con un occhio solo, e Bender, un ex androide operaio spregiugicato e cleptomane, dedito al denaro e alle donne (robot) più di qualunque altra cosa (a parte l'alcool).
Scritto dagli stessi autori della serie TV, il videogioco di Futurama si propone, sin dalla spassosa introduzione, come un episodio "alternativo" della stessa, ponendo come priorità la riproduzione di quella carica di humor nero e satira politicamente scorretta che ha reso il cartoon così irresistibile.
Sin dai primi livelli si nota lo sforzo fatto per includere il maggior numero possibile di citazioni e rifermenti ai più classici clichè amati dagli appassionati, dalle Cabine Suicidio al quartiere a luci rosse per robot, alle surreali reclame pubblicitarie che decorano i muri come le schermate di caricamento.
L'impiego delle stesse voci del doppiaggio italiano originale non potrà che fare la felicità di chi, come me, semplicemente si scompiscia ad ascoltare le pungenti perle di smaccato e goliardico cinismo che Bender tende a regalarci nel corso del gioco. Roba da far rigirare nonno Duke Nukem nella tomba.