La strada verso il Wii  0

Tanti piccoli passi portano a grandissimi cambiamenti. Dal Nes al Wii, ecco come Nintendo ha cambiato il mondo dei videogiochi.

SPECIALE di Andrea Franzone —   06/12/2006

1983 Nes/Famicom il primo robustissimo mattone

Come ben sa chi ancora possiede e mette in bella mostra un Nes, non è affatto inusuale vedere amici e amiche sgranare gli occhi ed emettere sconnessamente: “ma quello è un Nintendo, lo avevo anche io… quanto ci ho giocato!”. Già perché una delle frange più “elitarie” e chiuse del panorama videoludico, i fan Nintendo, nascono paradossalmente, quasi tutti, con quella che è stata una delle console più mass market della storia. Lanciato in Giappone nell’ormai lontano 1983 e poi successivamente in Usa e qui da noi, il Famicom –in Giappone Family Computer- è stata la console del rilancio del mercato. Dopo la stagnazione ed implosione della generazione precedente, il Nintendo rappresenta un netto passo avanti rispetto ai giochi del passato per la maggior parte ancora a schermata fissa o con grafiche decisamente scarne. Con questa squadrata console non nasce Mario –già visto in sala o console precedenti- ma nasce il concetto di base di tutti i giochi successivi della saga mariesca. Il suffisso “Super” davanti al nome dell’idraulico fa nascere un mondo, che ancora adesso ci portiamo appresso, basato sull’esplorazione ed il ritmo. Ma il Nes è seminale per un po’ tutte le saghe e le mascotte Nintendo. Titoli come The adventure of Zelda, e Metroid vedono la loro creazione proprio in questi anni e fa quasi impressione leggerli senza i sottotitoli, i numeri e le aggiunte che hanno col tempo allungato i nomi dei sequel. Con i suoi 8 bit e 64 colori, Nes è riuscito a proporre centinai e centinaia di titoli, non lasciando scoperto alcun genere esistente all’epoca. Chiunque ne abbia posseduto uno si ricorda con affetto almeno tre o quattro titoli, gran parte dei quali hanno fatto la storia. Tra un Mutant Ninja Turtles e un Duck Tales, tra un Final Fantasy e un Kid Icarus chiunque ha di che ricordare e far scendere una lacrimuccia. Ma Nes non porta nelle case di tutti solo un hardware equilibrato come potenza, accessibilità e prezzo, porta in dote anche un sistema relativamente nuovo di controllo –Nintendo non si smentisce mai, allora come ora-. Abbandonati i joystick che la fanno da padrone fino a quel periodo, si opta per l’utilizzo di una piccola croce direzionale. Semplice e geniale il pad della neonata console permette una precisione e una rapidità il più delle volte irraggiungibili per i rivali, grazie anche ai due tasti azione e ai due funzione –gli stessi “Start” e “Select” che ancora adesso troviamo sul DS-. Ma la casa di Kyoto non si limita a questo cambiamento, ma porta in dote alla console una serie di accessori ancora adesso futuribili. Chi ha giocato con Nes ricorda sicuramente la sua fida pistola a raggi infrarossi, la mitica Zapper ed il grandioso Duck Hunt –con il suo buffo cane ghignante-.

1983 Nes/Famicom il primo robustissimo mattone

Altro pezzo di storia –che ritorna ai giorni nostri in F-zero e Mario Kart su DS- è il simpatico Rob: questo robottino simula la presenza di un amico ai comandi del secondo Pad sfruttando una serie di giroscopi e di leve… Oggetto ormai di culto per i collezionisti ha avuto comunque uno scarsissimo sfruttamento a causa del prezzo –costava a volte più della console!- e dei pochissimi benefici che portava in termini di gameplay. La sede staccata di Nintendo Of America si inventa poi un tal Power Glove, ovvero un guanto che abbina ai movimenti delle dita e del polso le funzioni dei tasti e della croce del pad. Anche questa è un’innovazione che bene o male segue la strada di Rob… Ma in Giappone esce un tal Disk System che permette di far girare appositi dischi ad alta densità appositamente creati per essere meno cari e più capienti delle tradizionali cartucce. Mai uscito dal territorio del Sol Levante permette però la creazione di un tal Metroid… che sarà poi compresso e infilato in maxi cartuccione uscite solo qualche annetto dopo in America ed Europa. Il Nes rappresenta quindi un inizio decisamente fragoroso…

I tre giochi “simbolo” del Nintendo

***Super Mario Bros.Il primo episodio della saga a non essere inquadrato nella singola schermata raggiunge una diffusione incredibile anche grazie al fatto che è fornito in bundle con la console. Uno dei giochi con il ritmo più studiato e perfetto, risulta molto fresco anche oggi con venti anni sul groppone. Uno dei più grandi piattaforme –se non il più grande- della storia.
***The Adventure of Zelda. I tre giochi simbolo del Nes non possono che essere i capostipiti delle tre serie più amate da tutti i fan di Miyamoto e soci. Ecco quindi nascere Link e la tenera principessa Zelda in un action rpg che mostra già tutte le caratteristiche e le basi d’ogni episodio successivo. Un gioco già allora per un pubblico più maturo ma ancora un po’ bambino… tutto come oggi!
***Metroid. E per ultimo Metroid, uno dei primi giochi a fornire un’esperienza di gioco assolutamente non lineare. I livelli claustrofobici e minimalisti riescono a creare un’angoscia ed un senso d’oppressione unici. Le musiche psichedeliche e ripetitive fanno il resto.

1990 Super Nintendo/Super Famicom la maturazione

La gloria del Nes sta ormai scemando. Sega ha già lanciato da qualche tempo una nuova console molto più potente, il Mega Drive. La scritta 16 bit ben impressa sullo Chassis fa capire che gli ormai stanchi 8 bit hanno le ore contate. Nintendo con un po’ di ritardo risponde con il suo Super Nintendo. Le forme questa volta sono decisamente più aerodinamiche, la console è piccola e stilosa e viene lanciata con…? Con un altro episodio di Mario: Super Mario World! Questo platform geniale mostra al mondo quali sono le caratteristiche e la potenza del nuovo hardware. Molti più colori, effetti di rotazione incredibili grazie al Mode 7 –particolare routine grafica via hardware dedicata appunto a zoom, trasparenze e rotazioni- e un chip audio per la prima volta di “qualità cd” rendono la console sensibilmente più potente del diretto concorrente. Se in Giappone la vittoria è abbastanza rapida in america e in Europa molti dal Nes passano alla nuova console Sega con un avvincente testa a testa. Nintendo vuole mantenere la sua immagine di giochi per famiglie, anche se non compaiono più nonni e genitori sullasu confezione come ai tempi del Nes. Sega vuole svecchiare e rendere più cool il business. Il Snes rimane comunque la console che nella storia ha avuto il maggior numero di generi coperti, compresi gli sparatutto in soggettiva e i primi titoli completamente in tre dimensioni. A Questo Hardware va il merito di aver lottato a testa alta contro i nuovi “mostri” a 32 bit stupendo il mondo con titoli come i Donkey Kong Country o i Killer Isntinct. Già, è stata anche la macchina dello sviluppo di Rare, della maturazione di tutti i generi di giochi che prima erano ancora pionieristici, della grafica colorata dai mitici 256 colori e delle musiche orchestrate nelle intro di giochi come Secret of Mana. Nascono qui altre saghe Nintendo che sfruttano a dovere soprattutto il nuovo Mode 7, se la mente corre veloce a F-Zero, il cuore fa altrettanto con il primo Mario Kart! Si evolvono titoli come Final Fantasy e Street Fighter…

1990 Super Nintendo/Super Famicom la maturazione

Possedere un Super Nintendo dà ancora oggi la sensazione di avere per le mani una console sfruttata in ogni sua più piccola piega, risultando forse, assieme alla Playstation, la console che ha dato più appagamento in questo senso. Certo a questo ha contribuito una grande longevità ed il fatto di essere stata “dopata” con svariati chip nelle cartucce –già successo con i vari “stella” nel Nes- soprattutto il mitico Super Fx che permette la realizzazione del galattico Star Fox in tutti i suoi poligoni. Da un punto di vista dei controller e degli accessori il Super Nintendo non si tira comunque indietro. Nel pad vengono introdotte due fondamentali novità. La prima sono i quattro tasti azione disposti a croce e abbinati in obliquo, la seconda sono i due inediti tasti dorsali L e R da premere con l’indice. Se la disposizione di A,B,X e y ha pieno sviluppo funzionale con Playstation e Nintendo 64 e i primi giochi in cui si necessita di un accurato movimento 3D, i due dorsali fanno da subito il botto. La sensazione di inclinare la navetta di F-zero agendo su quei tasti ha un gusto innovativo e altamente appagante. Al posto della Zapper arriva il Super Scope: ingombrante Bazooka da appoggiare sulla spalla e con tanto di mirino. I giochi di questa costosa periferica si contano sulle dita di una mano. Allo Snes si può attaccare anche il modulo Satellaview –solo in Giappone- per guardare la TVsatellitare Nintendo e il multitap che permette di giocare in quattro contemporaneamente –su Nes è nato decisamente in ritardo-. E si sarebbe dovuto attaccare anche un fantomatico lettore di CD… che poi divenne una Playstation, ma questa è un’altra storia! [C]

La strada verso il Wii
Secret Of Mana

La strada verso il Wii
Killer Instinct

La strada verso il Wii
Donkey Kong Country

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I tre giochi “simbolo” del Super Nintendo

***Super Mario World 2, Yoshi’s Island. Considerato da più parti il miglior platform 2D della storia è portatore di una serie d’idee geniali. Dal mirino sparauova alla nascita del mitico BabyMario, questo gioiellino dalla grafica disegnata a pastello è rimasto ben saldo nel cuore e nell’immaginario di chiunque l’abbia provato.
***Street Fighter II, Nel non facile compito di scegliere i giochi più rappresentativi del SuperNintendo non si può non citare uno dei titoli di lancio più devastanti di tutti i tempi. Praticamente uguale alla controparte da sala permette di capire le grandi potenzialità della nuova console con un picchiaduro raffinatissimo. Ancora oggi amato ed apprezzato da giocatori di tutto il mondo.
***Super Mario Kart, Inizia la corsa di kart più lunga della storia. Mario e compagni si ritrovano a lottare per la prima posizione in una irriverente, scorrettissima e divertentissima gara su trabiccoli a quattro ruote. Un Esplosione di Mode 7 nel primo di una lunga serie di Mario Kart. Nota: su Super Nintendo i titoli degni di nota da citare sono talmente tanti che ci vorrebbe uno speciale apposito. Rappresentano la console anche l’ovvio Zelda, a Link To The Past, la coppia Secret Of Mana e Chrono Trigger, la serie di Final Fantasy, tutti i tiroli Rare, Super Ghost and Goblins, Sim City, ecc… Ognuno degno di nota per qualche aspetto peculiare, primato ed eccellenza!

1996 Nintendo 64 l’evoluzione in tre dimensioni

E siamo giunti a quello che i più chiamano affettuosamente il Nintendone. In un momento in cui regnano ormai da qualche tempo i nuovi sistemi a 32 bit e CD-Rom, Nintendo se ne esce, in totale controtendenza, con un mostro a 64 bit concepito da Silicon Graphic, ma basato sulle obsolete cartucce. Il Nintendo 64 rappresenta, infatti, l’ultimo esponente delle console casalinghe basate su supporti al silicio piuttosto che ottici. La grande N dimostra di avere bene in testa una sua strada, giusta o sbagliata, che intende seguire senza prendersi cura dei concorrenti. Innanzitutto la potenza, chiaramente Playstation e Saturn nell’immaginario dei designer di Kyoto non sono abbastanza potenti per quello che avevano in testa. Questo qualcosa è quella perla senza tempo di Super Mario 64, gioco attorno al quale, con un’analisi attenta, s’intuisce essere stata concepita l’intera macchina, pad compreso. In secondo luogo le cartucce, con la scusa di non desiderare i tempi di caricamento –all’epoca effettivamente lunghetti-, la paura della dilagante pirateria e con l’attenuante di qualche fantomatico algoritmo di compressione si punta ancora una volta su questo supporto. E questo è stato uno dei più grandi difetti della console. I fan Nintendo hanno giustificato la scelta, ma hanno anche speso cifre abnormi per acquistare del costosissimo silicio al posto di un economico dischetto di plastica. Le terze parti invece iniziano un lento ed inevitabile abbandono dato da costi di sviluppo elevati, scarsa capienza per i Full Motion Video -che all’epoca andavano di moda e facevano vendere-, poca attenzione verso di esse da parte di Nintendo stessa. Si pensa di riuscire a far tutto da soli con un Dream Team di pochi sviluppatori e pochi giochi, ma di qualità elevatissima. Questo porta ad una perdita consistente di quote di mercato sia in Giappone che in Europa, con i soli Stati Uniti a continuare a premiare Mario e soci. E Sony se ne approfitta… Pensare che il tutto è iniziato in maniera ben diversa. Sicuramente, infatti, N64 è stata una delle macchine più attese di tutti i tempi. Si genera un enorme hype creato dalla potenza della console realizzata dalle stesse menti che hanno disegnato i dinosauri di Jurassik Park, dalle prime demo di giochi come Turok che proprio sui lucertoloni d’epoche antiche –quanto erano di moda in quel periodo!- posava le sue stupefacenti basi tecniche, dalle prime impressioni sullo sbalorditivo Mario 64 e dal fatto che comunque era l’erede del Super Nintendo. Tutto questo unito ad una line up di lancio che vede titoli come Pilot Wings 64 e Wave Race uniti ai giochi già citati crea uno di quei lanci che rimarranno negli annali sia come vendite che come entusiasmo. Avere un Nintendone in casa vuol dire lasciare basiti da un punto di vista grafico un po’ tutti, compresi i possessori delle prime schede acceleratici 3D su Pc.

1996 Nintendo 64 l’evoluzione in tre dimensioni

Mai si era goduto di un intero mondo da esplorare liberamente su 3 dimensioni come quello di Mario 64… Comunque questa console non vive di solo Mario, ma ha ospitato forse i migliori giochi di tutti i tempi. Titoli come il rivoluzionario Goldeneye, lo stupefacente Perfect Dark e i primi due Turok hanno introdotto gli sparatutto in soggettiva nel mondo delle console ben prima che questo primato è stato attribuito ad Halo e Xbox. I grandissimi Rare nel pieno del loro fulgore sfornano titoli come Banjo e Kazzoie, Banjo Tooie e Donkey Kong 64 che rappresentano quanto di meglio, forse ancora ai giorni nostri, si possa trovare come platform 3D. E poi c’è Il Capolavoro Zelda Ocarina Of Time e il non da meno Majora’s Mask… Se si parla di giochi, Nintendo 64 ha si delle lacune, ma vola molto in alto. Quindi una console agrodolce a causa di una tal Playstation che gli toglie luce. Nintendo comunque apporta come suo solito una nuova piccola grande rivoluzione nel metodo di controllo dei sui giochi. Il controller del suo 64 bit è uno dei più audaci di sempre. Oltre alle due maniglie già presenti in precedenza sul pad di Psx e Virtual Boy, n’è aggiunta una terza centrale. Questa permette –oltre ad “artigliare la potenza”- di accedere nella maniera più agevole a quella che è veramente l’innovazione più importante. Un piccolo joistick analogico da azionare con il pollice che risulta fondamentale per muoversi con precisione negli ambienti tridimensionali. Più premi più una moto d’acqua s’inclina, più Mario corre, più un fucile prende velocemente la mira… L’effetto dirompente porta presto alla copia con i concorrenti intenti a cambiare in corsa il pad delle proprie console, ma senza quasi mai riuscire a sfruttare come Nintendo questa feature. Questa non è l’unica innovazione, quattro tastini sistemati a croce –gli antenati dello stick analogico destro- e due tasti azione più grandi concedono una duttilità incredibile. Altra genialata è l’evoluzione del tasto dorsale sinistro in un grilletto posto sotto la maniglia centrale: il mitico tasto Z. Latitano invece le periferiche tra cui si registra un microfono, una tavoletta da disegno, un’espansione di quattro mega di ram che oltre che rendere più potente la console la trasformava in un fornetto alternativo e il Disk Drive, tentativo poco riuscito di eliminare le cartucce in favore di dischi riscrivibili. Del Nintendone ci sarebbe ancora tantissimo da parlare, con tutte le sue contraddizioni e i suoi travagli, ma lo spazio è tiranno e quindi…

I tre giochi “simbolo” del Nintendone

***Super Mario 64. Sicuramente uno di quei giochi che più rimarranno nella memoria di qualsiasi videogiocatore di qualsiasi tempo. Assolutamente straordinario, sia da un punto di vista concettuale che tecnico rappresenta ancora oggi uno dei termini di paragone del mondo videoludico.
***Goldeneye. Una piccola rivoluzione nell’ancora acerbo mondo degli fps, le missioni da portare a termine nei livelli, una certa dose di meccaniche furtive, l’introduzione dei mirini telescopici e una tecnica eccezionale lo rendono un gioco da Olimpo. Ci affianchiamo anche lo strepitoso Perfect Dark.
*** Zelda Ocarina Of Time. Considerato ancora oggi il più grande capolavoro della storia dei videogiochi, questo titolo riesce a portare le meccaniche già raffinatissime dei capitoli precedenti nello splendore delle tre dimensioni. Una trama avvincente e commovente, l’imprevedibile salto in avanti di sette anni a metà gioco, un mondo credibile ed enorme lo rendono un titolo che offre tantissimo a chi ha la fortuna di varcare la soglia del Villaggio Kokiry ed avventurarsi per le lande di Hirule.

2001 GameCube il tuffo nel supporto ottico

E siamo giunti a momenti ben più recenti. Il Gamecube ha dovuto scontrarsi contro due corazzate di nome Microsoft e Sony. Promessa come la console del riscatto delle vendite, doveva essere l’inversione di tendenza… La storia ha smentito questa speranza. La prima console a supporto ottico della casa di Kyoto è lanciata come una macchina pesantemente supportata dalle terze parti, economica –non essendo dotata di lettore DVD e relativi costi aggiunti - e estremamente potente e versatile. In più su Gamecube, Nintendo vuole essere più adulta, più orientata ad un pubblico aperto e di massa, lanciare e sviluppare nuovi personaggi e serie nonché rivitalizzare e svecchiare le saghe storiche. Come vedremo tutto questo accade, ma solo in parte. Partiamo dal design, abbandonate le splendide linee sinuose del Nintendone, il Cubetto acquista uno stile tanto simpatico dal vivo quanto bruttarello in foto. Si ritorna allo squadrato dei tempi del Nes e si abbina il nome alla macchina. Piccolo, accattivante e con un maniglione di dubbio gusto –per meglio trasportarlo ci spiegano- è appunto una scatola, un cubo pieno di divertimento. Il Cubo si presenta al lancio, per la prima volta nella storia Nintendo, senza neppure l’ombra di un titolo di Mario. Al suo posto compare Luigi con una stralunata avventura, deliziosa, ma anche troppo breve e facile. Supporto tecnico viene dai Factor 5 con il loro Star Wars che mostra al mondo intero cosa può fare la nuova console, paragonando i video originali del film con gli indistinguibili filmati in game. Grandi nomi del passato tornano a supportare i sei lati del divertimento. Si susseguono gli annunci di Square, Konami e Capcom, addirittura, “regala” l’esclusiva di una serie famosissima e decisamente contro tendenza rispetto all’utenza di Mario e Co. La notizia bomba è, infatti, che Resident Evil è un’esclusiva della nuova macchina, inoltre sono già in lavorazione cinque giochi inediti e di grandissima qualità… Tutto questo si risolve con uno Spin Off di Final Fantasy, due titoli inediti di RE –lo Zero e il 4- di cui uno passerà anche su Ps2, Joe e i già dimenticati Killer 7 e Project Number One. Il supporto delle terze parti rimane comunque più presente che sul Nintendo 64 con Ubisoft e EA in prima linea con i titoli multipiattaforma. In effetti la cubica macchina Nintendo parte molto bene, sia come vendite che come immagine. Una bella e massiccia campagna pubblicitaria fanno conoscere la macchina un po’ a tutti, ma poi c’è l’abbandono. La stessa mamma che le ha dato la luce le toglie il latte, sia dei giochi che della pubblicità e la lascia scivolare in un lungo oblio che vede la fine in un anno in cui praticamente non viene più minimamente supportato… Pure il canto del cigno di Zelda le viene negato, convertendolo per il nuovo Wii… Eppure anche il Cubetto ha un mucchio di cose da dire compresi titoli riconosciuti universalmente come i migliori della generazione. Ma andiamo con ordine. [C]

La strada verso il Wii
Il Cubo da gioco

La strada verso il Wii
Il Cube, la versione con il DVD

La strada verso il Wii
L'adattatore di rete

[/C] Nintendo scivola un po’ su quelle che sono le sue serie storiche. Ottimi giochi, ma non perfetti risultano sia il nuovo Mario Sunshine, che il nuovo Zelda con il suo look in cel shading. La perfezione da questi due nomi è pretesa, da qui la mezza delusione di tanti giocatori. Anche i nuovi titoli interni come Luigi, Pikmin e Eternal Darknes soffrono della stessa malattia, ottimi ma non con quel quid in più che solo il Miya sa dare. Ma ecco spuntare titoli come i due Metroid Prime, il secondo capitolo di Olimar e il quarto splendido capitolo di Resident Evil che subito tutto si perdona. Il controller è stato uno dei meno innovativi. Abbandonato il terzo corno del Sessantaquattro si torna all’impostazione classica con l’aggiunta di un secondo stick analogico sulla destra preso da Psx. Bella l’idea di dotare di due forme diverse i due dispositivi per meglio riconoscerli al tatto. Piccolo stravolgimento anche nella distribuzione dei tasti. Ora si mette in risalto un enorme tasto A contornato da due “fagioli” X e Y e dal tastino rosso B. I due dorsali diventano analogici e dotati di un nuovo quanto pochissimo sfruttato digital click di fondo corsa. Lo Z infine viene aggiunto in corsa sopra il tasto R e si capisce subito che avrà sempre e solo la funzione di richiamare una mappa… Per la prima volta non si sfruttano a pieno le nuove caratteristiche del pad, sia l’analogia dei dorsali che il loro digital click, e questo a dire il vero lascia l’amaro in bocca. Le periferiche invece sono sfruttate poco ma a dovere e ce ne sono di geniali. Partendo dal collegamento tra GBA e GC che deve strabiliare il mondo ma invece ha “solo” creato un eccelso Zelda Four Sword, si passa con scioltezza al modem che ha permesso una riedizione di Phantasy Star On Line e si scivola sulla scheda di rete che ha permesso a pochi fortunati degli spettacolari tornei a Mario Kart. Concludiamo con dei divertentissimi bonghi che ci hanno fatto ballare con gusto con i divertentissimi Donkey Kong e citiamo ancora il folle microfono di Mario Party. GameCube da l’idea di essere un progetto realizzato a metà, con qualche splendido acuto in un coro che partito benissimo ha iniziato a scendere pian piano di livello.

I tre giochi “simbolo” del Cubo

***I Metroid Prime: La prima trasposizione della mitica saga di Samus in tre dimensioni si fa sentire con un fragoroso boato. Lo shockante passaggio alla visuale in soggettiva viene sapientemente fatta deragliare dagli stilemi di uno sparatutto. Un sistema di controllo complesso ma geniale, una serie d’informazioni da scoprire e mondi splendidi da esplorare, rendono questi due capitoli delle splendide avventure che lasciano il segno. Comparto grafico splendido.
***Pikmin 2. Dopo il mezzo passo del primo capitolo la formula di questo gioco si mostra in tutta la sua potenza in un sequel nettamente più complesso, difficile e intrigante. Tecnicamente molto curato è sicuramente uno dei giochi più belli presenti sul Cubetto.
***Resident Evil 4. Capcom stravolge la sua saga creando un action adventure dalle meccaniche veloci e sincopate. La paura scorre ancora a fiumi, ma è più sottile e meno esposta. Un’intelligenza artificiale d’ottimo livello e un comparto grafico e tecnico che non sfigura ancora oggi con le console di nuova generazione già tra noi, lo rendono un capolavoro di cui si parlerà per molto, molto tempo ancora.

2006 Wii la rivoluzione

Concludiamo con la storia che sarà, con quel futuro prossimo che ciclicamente e inesorabilmente si trasforma in presente e poi in passato. Quando leggerete queste righe molto probabilmente starete già fremendo per correre a comprare i primi Wii Pal italiani… Ma cos’è il Wii, nome in codice Revolution? Una piccola grande rivoluzione/evoluzione appunto, come, abbiamo visto lungo tutto lo speciale, Nintendo ha sempre fatto lungo questi lunghi anni. Dai primi annunci di questa macchina rilasciati dai papà di Donkey Kong e compagni s’intuisce, da subito, che qualcosa di nuovo è nell’aria. La big N, per svariati motivi, fin da subito dice di non voler percorrere la solita strada, di non voler seguire i binari da lei stessa tracciati in passato e che i suoi concorrenti hanno così abilmente ricalcato e sottratto. Sicuramente le scarse vendite del Cubo e quel gioiellino del DS hanno contribuito a formare l’idea che bisogna differenziarsi per non soccombere, se si punta tutti e tre verso lo stesso mercato uno è destinato sempre a perdere… Ed ecco quindi l’idea, puntiamo su un mercato più ampio, con un'idea di videogioco aperta a tutti e non più solo relegata agli appassionati. Torniamo alla scatola del Nes con l’intera famiglia impressa, nella sua immobilità a divertirsi con due tasti e una crocetta. Torniamo alla massa. Ma, come? I rumor si sono susseguiti nel tempo, con notizie che si rincorrono e si autoalimentano… Vi ricordate? Il Wii è dotato di un caschetto per la realtà virtuale integrato, ma non solo, nella strana forma inclinata della console si nasconde un proiettore d’immagini olografiche. E il controller? Da subito s’intuisce che la rivoluzione più plausibile è proprio nel modo di governare i giochi. Chi pensa ad un controller con un solo tasto, chi intuisce che il pad è diviso in due parti e chi invece lo vede come il nipotino del Power Glove. Hype, tanto Hype, fino a quando viene svelato… un telecomando! Ebbene si la rivoluzione passa da un oggetto che tutti abbiamo per le mani, vuoi per la TV, vuoi per lo stereo o per il DVD. Ma, osservate quel telecomando e il joistick collegato ad esso con un filo. Dentro ci trovate tutta la storia di Nintendo. La croce del Nes, i dorsali del Snes, il joistick del Nintendo 64 e il tasto A centrale del Cubo, persino la Zapper! Predente questi elementi ed aggiungete, perché Nintendo aggiunge sempre qualche cosa, svariati sensori di movimento e un altoparlante ed avrete un salto evolutivo decisamente più elevato che in passato… e questa è rivoluzione! Da un lato c’è un salto in avanti che fa gola a qualsiasi fan, dall’altra c’è però un passo indietro. Per la prima volta una console Nintendo sarà la meno potente dei diretti concorrenti, e questo un po’ brucia… Se si fosse creata una console potentissima come i rivali la rivoluzione non ne avrebbe giovato? O forse un prezzo molto più contenuto è un particolare molto più importante? Ed infine, il controller innovativo porterà anche a giochi innovati o si faranno le stesse cose ma in maniera diversa? Tutti quesiti che possono essere svelati solo continuando a seguire passo dopo passo questa lunga “strada” di cui noi, con questo speciale, abbiamo ripercorso una piccola parte.

In esclusiva abbiamo realizzato due incredibili video dal vivo dedicati alla nuovissima console di Nintendo.
A questo indirizzo potete scaricare uno speciale Coverage video sull'apertura della confezione italiana del Wii con analisi dei contenuti e della console in ogni dettaglio.
Se invece volete vedere dal vivo Red Steel, titolo di lancio firmato Ubisoft, a questo indirizzo potete scaricarne la Video Anteprima.

Anche se è diventata una sensazione ormai ciclica e ben conosciuta, quel formicolio che c’innervosisce quando sta arrivando una console nuova ci stupisce sempre. E’ così in tutti i cambi di generazione, che per i fan Nintendo si sta per ripetere per la quarta volta, e sarà così per qualsiasi altro lancio hardware che ci sarà in futuro. Dato che per affrontare meglio il presente bisogna conoscere per bene la storia, così c’insegnano a scuola, è giusto ripercorrere la strada che al Wii ha portato. Questa via è lastricata di vecchie glorie, passi falsi, errori e capolavori. Questa strada ha nella sua narrazione una costante evoluzione che incorpora anche la nuova rivoluzione. Guardando il passaggio da console a console appare oggi tutto naturale, quasi spontaneo, ma allora, come oggi, si è pensato sempre di avere tra le mani qualcosa d’innovativo, definitivo e incredibile.